Fichi e cose

Sono ancora in tempo per parlare di fichi?
Perché di melone e cose ho riempito il blog, ma nonostante io mi spacchi di fichi ogni estate, l’ho fatto in silenzio, da sola, quasi di nascosto.

#alien from WELCOME TO HORROR GIFS
Io a luglio, quando comincio a salivare all’idea dei fichi che stanno per arrivare.

Partiamo dall’ovvio che ovvio non è: i fichi si possono (non si DEVONO, nulla si DEVE) mangiare con la buccia. Basta lavarla bene ed è buonissima e poi dà più consistenza al frutto (sì, è un fiore, aspetta che lo segno nella lunga lista delle cose di cui non me ne frega un cazzo)
E poi secondo Capitan Ovvio: purtroppo i fichi del supermercato fan cagare. Nessuno escluso, inutile che ti sforzi di lasciare commenti pubblicizzando il tuo supermercato preferito (tanto i commenti sono chiusi, quindi..). I fichi hanno un momento di maturazione IMPOSSIBILE da ottenere comprandoli, quindi o albero o mi dispiace, non li mangerai mai al massimo della loro possibilità. Triste, ma vero.

Detto questo, i fichi si abbinano con formaggi, pane e salumi che è una meraviglia. Machettelodicoaffareproprio.
Intanto l’unica foto del post:

Partiamo dal pane: tostato, puccia, focaccia, spianata, pane morbido. Va bene tutto. Io preferisco il pane morbido, ma è solo per la cronaca.

Salumi con cui stanno da dio: salame ciccioso (cacciatore, napoli etc), salame stagionato.
Prosciutto Crudo (per me col Parma è la morte loro).

Formaggi: philadelphia, feta. Per me la burrata è un grosso no, fa solo ciccia ma nessuna consistenza.

Con ricotta e miele e pane ti puoi fare pure una merenda dolce, però che la ricotta sia di bufala per dare un minimo di sapore (altrimenti torniamo al discorso della burrata).

E niente, questo è tutto quello che devi sapere sui fichi.


Ciao e buon appetito!

Pesto di sedano

Ma sì, facciamo pure questo. Ormai abbiamo fatto il pesto con tutto, in fin dei conti.
Tre minuti di lavoro e poi puoi andare sul letto a digerire.
Buono? Non mondiale, ma buono sì.

Go, go, go!

Tumblr: Image
Ecco Link dopo la spaghettata.

Per preparare un pesto di sedano, per due persone, hai bisogno di:

  • 100 grammi di sedano, con tutte le foglie;
  • un grammo d’aglio. Pure di più se lo desideri, la quantità di rutti però aumenterà:
  • 50 grammi di mandorle pelate;
  • 40 grammi di pecorino romano;
  • 50-60 grammi di olio (assaggia e valuta, io ne ho usati 50).

Attenzione che, come al solito, è complicatissimo.
Nel mixer metti il sedano tagliato a pezzetti e tutti gli altri ingredienti.

Trita tutto, se hai difficoltà aggiungi anche un pochino d’acqua (non occorre versare litrate d’olio).
Il mio consiglio è di iniziare a tritare usando 30 grammi d’olio e poi aggiungerne durante l’operazione, poiché se il tuo olio ha un sapore più deciso, potrebbe pure coprire tutto il resto.

Alla fine otterrai una roba piuttosto densa.

Abbiamo finito.
Prepara la pasta, la metti nella ciotola, mescoli (e se fosse troppo denso, puoi usare un po’ d’acqua della pasta per rendere più fluido) e davanti a te avrai questa cosa:

Ciao e buon appetito!

Pancake di feta

Non sopporto opere che parlano di uccisioni realmente accadute, tranne quelle che come scopo hanno la sensibilizzazione (penso a Il Muro di Gomma o al più recente Sulla mia pelle). Per me i morti devono rimanere morti. È questione di rispetto (o forse anche io, sotto sotto, ho del moralismo da scrostare e mi schernisco chiamandolo Empatia).E allora perché consigliare A Sangue Freddo di Capote che è addirittura il capostipite del genere?

Anche oggi Qultura

Perché qui non c’è compiacimento, morbosità né ho trovato traccia di quel patetismo tipico televisivo che funziona tanto bene, quando si vuole FINGERE di provare emozioni fortissime. A Sangue Freddo non è una cronaca, non è un semplice racconto: è un’autopsia. Viene proprio da scrivere così, perché arriviamo quando tutto è finito e già alla quinta pagina sappiamo tutto: Chi, Dove, Quando, Come. Manca giusto il perché, anche se un po’ viene accennato e quindi in larga misura un’idea ce la facciamo. Quindi si va a ritroso, cercando di raggiungere la Verità, se esiste. 


Capote ci disegna la cittadina, la Valle, i vari abitanti e le loro abitudini; ci porta in casa delle vittime, al punto che le conosciamo quasi meglio di loro stesse; ci accompagna nelle esistenze degli aguzzini, senza dare giudizi ma limitandosi a dare voce a lo stessi e ai loro familiari. Quando si arriva alla scena del delitto, siamo già esterrefatti da un pezzo, ci aspettiamo i dettagli trucidi e manco li vogliamo sentire. Quando c’è il processo sappiamo già come andrà a finire, ma vogliamo arrivare a sentirlo dal giudice. Poi c’è l’ultimo capitolo, quello che a me stava annoiando e poi si è rivelato il più importante di tutti.

#dwedit from Doctor Who Gifs
Non ti preoccupare, niente spoiler.

Perché in questa lunga autopsia del delitto siamo così presi (e non dovremmo!) che ci sfuggono troppi particolari. Favorevole o contrario alla pena di morte, è chiaro che questa  minaccia aleggia dalla prima riga del romanzo. Prima o poi dovremo fare i conti con i nostri pregiudizi e giudizi e in quell’ultimo capitolo ci tocca. Eccome se ci tocca. Anche qui nessun patetismo, ma una cronaca degli eventi pura e semplice, raccontata da più punti di vista (tecnica usata per tutto il romanzo).
Da leggere e rileggere.

Ed ora Pancake di Feta di cui ti do delle dosi, ma che non so se consigliarti di seguirle alla lettera o di raddoppiarle: un pancake non sfama (manco coi pomodori), ma due? Non ne ho idea, se poi non sfamano uguale hai mangiato come un porco ma senza sostanza.
Buoni sono buoni, ma poi vedi tu.

Go, go, go!

#xmenedit from World's Finest !

Per preparare due pancake di feta (che potrebbe mangiarsi anche una persona da sola), hai bisogno di:

  • 200 grammi di feta;
  • un uovo;
  • origano, rosmarino secco, qualche foglia di menta e di basilico;
  • peperoncino in polvere;
  • 60 grammi di farina di semola;
  • 20 grammi d’olio per cuocerli;
  • pomodori d’accompagnamento.

FACILISSIMO.
Apri la feta, sciacquala bene sotto l’acqua fredda per togliere l’acqua e sale in cui è conservata.
Rompila in una ciotola e aggiungi un uovo.

Aggiungi anche tutti gli altri ingredienti: le varie erbe, il peperoncino e pure la farina.

Impasta bene con le mani. Otterrai una roba appiccicosa, ma compatta.

Ora dobbiamo fare delle pallotte (ne escono due) e per farlo, però, bagnati le mani, sennò col cazzo che riesci a manipolare l’impasto.
Fai la palla, poi l’appiattisci, tipo quando fai l’hamburger.

In padella scalda 20 grammi d’olio ed appena è super super super caldo, adagia i due pancake.

Ci vogliono due minuti di cottura per ogni lato .Girarli non è difficile, sembrano fragili ma non lo sono: ti basta usare due palette. Con l’aiuto di una palette metti bene il pancake sull’altra paletta e con un colpo di mano (di polso, direi) lo giri. Fine. Più difficile spiegarlo a parole che farlo, credimi.

Prepara i piatti e davanti a te dovresti avere una roba del genere:

Ciao e buon appetito!