Risotto con asparagi.

fIl risotto ormai per te non ha più segreti (clicca qui per il tutorial dedicato ai diversamente abili in cucina), quindi oggi sarò brevissima.

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Ti immagino così e il tuo interesse mi commuove.

Terzo risotto, di certo non l’ultimo, oggi si parla di asparagi.
Come sempre usiamo verdure fresche, poiché quelle surgelate sono illegali a casa del kaiju. Meglio mangiare asparagi tre volte l’anno che ingozzarsi pure a dicembre con robe che san di polistirolo insapore.

Go, go, go!

Per preparare un risotto con asparagi, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Carnaroli. La mia marca preferita è Curtiriso, poi vedi tu;
  • 250 grammi di asparagi. Compra un mazzetto da 500, poiché questa volta scarteremo parecchio;
  • una cipolla;
  • 125 grammi di vino bianco;
  • 10 grammi d’olio per cuocere gli asparagi.
  • brodo vegetale. Puoi prepararlo con le verdure (il brodo deve bollire almeno per 40-50 minuti) ed in quel caso usa anche gli scarti degli asparagi, oltre al solito sedano-carota-cipolla. Oppure se usi i dadi (ma anche no, il sapore è troppo forte, devi smetterla di usarli ed educare la tua bocca a sapori più leggeri ma più buoni), sciogline due in un litro e mezzo d’acqua;
  • 100 grammi di robiola.

Comincia col preparare il brodo. Come appena scritto sopra, quello vegetale fatto in casa ha bisogno di parecchio tempo.

Pulire gli asparagi è molto semplice e si può fare in molti modi, oggi ho tirato fuori dal cappello il metodo sprecone che ho già illustrato in questo post qui perché è pratico e veloce.
Cioè piega e spezza: la parte finale spezzata non si usa, l’altra sì.

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Che si riassume con questa foto. Vatti a leggere le istruzioni di là.

Una volta tolta la parte dura degli asparagi, raschia con un pelapatate la parte inferiore dei gambi, controlla comunque tra gli scarti perché se ci sono gambi molto verdi li puoi usare lo stesso (sempre raschiandoli con il pelapatate) e infine taglia a pezzetti piccoli i gambi e lascia intere le punte. Useremo questi pezzi in tempi differenti.

Trita la cipolla ed iniziamo dalla cottura degli asparagi.
Quando si fa un risotto le verdure è sempre meglio prepararle a parte, perché così la loro acqua se ne va e quando le inseriremo nel risotto questo avrà sapore molto concentrato e non sarà – appunto – acquoso.

In padella versa 10 grammi d’olio e fai soffriggere una cipolla a fiamma bassa.

Dopo qualche minuto la cipolla si sarà ammorbidita, quindi aggiungi i gambi degli asparai. SOLO i gambi, le punte non necessitano di precottura.

La cottura dipende da te: a me gli asparagi piacciono croccanti, quindi mi tengo un po’ indietro perché comunque cuoceranno per circa 10 minuti nel risotto. Se a te piacciono super morbidosi, dovrai cuocerli di più, io dopo meno di dieci minuti di solito mi fermo.
Il sale aggiungilo solo alla fine se li vuoi croccanti, altrimenti esce la loro acqua e si ammollano.

Partiamo con la tostatura del riso a secco. Niente grassi: non si tosta, ma si soffrigge, se metti i grassi.
Nella solita padella o pentola che useremo per il risotto metti il riso, accendi una fiamma media e giralo spesso.

Il riso non deve attaccarsi al fondo della pentola e non deve bruciarsi: giralo spessissimo. Ci vorranno più o meno 3 minuti: cambierà colore o comunque sprigionerà il suo odore. Un altro metodo per sapere quando fermarsi è toccarlo: quando sarà molto, molto, molto caldo è pronto.
Sfuma ora col vino bianco e attendi che la parte alcolica evapori. Anche qui dovrai fare affidamento al naso (se si attaccasse al fondo però c’è poco da usare il naso, significa che il vino è andato a fanculo e quindi puoi proseguire).

Ricopri col brodo a filo e fai andare per 5 minuti. Il brodo deve sempre sobbollire.
Esaurito questo tempo, aggiungi i gambi degli asparagi, insieme a tutta la sua cipolla.

Copri col brodo che deve essere sempre bollente.
Non aggiungerne troppo, mano a mano che evapora ne aggiungi altro.

Quando mancano circa 5 minuti, puoi aggiungere finalmente le punte degli asparagi.

Siamo alla fine. Assaggia il riso, valuta se è cotto.
Sbattitene le palle delle Regole Sacre del Risotto: devi mangiare tu.
Ti piace più brodoso? Fallo più brodoso.
Ti piace papposo? E vai di pappa.
Ti piace scotto? Scuocilo.
Ti piace al dente? Buono pure così.

Bisogna sempre ricordarsi che non stiamo dando una lezione di cucina, ma ci stiamo preparando da mangiare.
Spegni la fiamma ed aggiungi la robiola.
Tieni conto che la robiola è molto liquida, quindi il mio consiglio è di tenersi un po’ asciutti col brodo, altrimenti il rischio minestra è sempre in agguato.

Mescola bene, finché la robiola si sarà del tutto sciolta.

Ora hai un’altra scelta da compiere, caro Lupo Solitario. Puoi mangiare subito oppure lasciare riposare il riso per 4-5 minuti e questo riposo puoi farglielo fare con il coperchio o senza il coperchio. Il coperchio serve a fare amalgamare meglio gli ingredienti ed a permettere al risotto di legarsi bene. La differenza c’è, quindi valuta secondo il tuo gusto e sbattitene le palle delle più sopra citate sacre regole del risotto.
Se hai l’Arte Ramas del Sesto Senso vai a pagina 456, se invece non ce l’hai o non vuoi usarla estrai un numero dalla Tabella del Destino.

Quale che sia la tua scelta, nella tua scodella dovresti avere ottenuto qualcosa del genere, Lupo Solitario.

Ciao e buon appetito!