Penne all’arrabbiata.

Go, go, go! con un classicone dal massimo risultato col lavoro minimo, come piace a noi: le penne all’arrabbiata.

Come ogni volta che si affronta una ricetta tradizionale, non ho idea se questa sia la versione assoluta, fedele alla bibbia, al corano e soprattutto al Manuale delle Giovani Marmotte.
Però c’è una roba che è fondamentale e te la devi segnare: si usa il peperoncino fresco. Ok, d’inverno ci attacchiamo allegramente al cazzo perché non esiste, però in linea di massima è una regola da seguire.

La disperazione di chi si rende conto che le penne all’arrabbiata, a gennaio, sono impossibili.

Poi nessuno ti manda la gestapo a casa se usi quello secco, a febbraio come d’agosto, però sappi che il peperoncino fresco non è che ti picchia e basta: possiede un suo gusto, che nel sugo si sente eccome.
Puoi inserire anche quello secco, al massimo, ma ricordati che non sostituisce quello fresco.

e vedrai che ti viene un’arrabbiata della madonna.

Per cucinare delle penne all’arrabbiata, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di penne;
  • un barattolo di pelati;
  • peperoncino fresco. La quantità la decidi tu, in base alla tua resistenza. Se vuoi puoi aggiungere anche quello secco, verso fine cottura, nel caso i tuoi peperoncini fossero troppo miti;
  • prezzemolo in gran quantità;
  • uno spicchio d’aglio, due cucchiai d’olio da inserire in momenti differenti;
  • poco pecorino con cui spolverare i piatti. Facoltativo, ma consigliato.

Prima di tutto le presentazioni. Ecco i peperoncini freschi:

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Trita abbondante prezzemolo.
Grattugia a polvere un po’ di pecorino.

Taglia a pezzetti i peperoncini e lo spicchio d’aglio.

Versa un cucchiaio d’olio in una padella e fai soffriggere a fiamma medio bassa peperoncino ed aglio.

Ormai è storia che io mangio parecchio piccante, quindi non posso darti consigli al riguardo: ma le penne all’arrabbiata devono menare, sennò tanto vale che ti fai una pasta al sugo e pace.

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Le penne all’arrabbiata devono menare, sì.

Quando l’aglio sarà colorato aggiungi anche i pelati. Bagna il barattolo con un po’ d’acqua per raccogliere tutto il liquidino e caccia pure quello nella padella.
Nei primi minuti di cottura aiuta i pelati a spappolarsi, con un cucchiaio di legno oppure una schiumarola.

Sala un pochino e cuoci con fiamma media e girando spesso, fino a quando il sugo non sarà bello denso. Ci vorranno circa 25 minuti, quindi regolati un po’ tu con la cottura della pasta.
Se si può è sempre meglio non spegnere la fiamma del sugo, quindi un po’ di coordinazione nei tempi non guasta.

Scola la pasta tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione, senza buttare la sua acqua di cottura, e cacciala in padella.

Fai saltare a fiamma medio alta per i minuti rimanenti e, se il sugo si dovesse restringere troppo, aggiungi un po’ di acqua di cottura.

A fiamma spenta irrora con un cucchiaio d’olio (che è buono e la renderà bella lucida) ed abbondante prezzemolo. Mescola bene.

Consiglio: quando prepari un sugo qualsiasi e l’hai spento perché, ovviamente, era pronto prima del tempo, riaccendi la sua fiamma un paio di minuti prima dell’arrivo della pasta. Fiamma bassa.

Direttamente sui piatti cospargi con altro prezzemolo e, se vuoi, poco pecorino. Facoltativo, ma consigliato.
Se sono riuscita a spiegarmi, dovresti avere ottenuto questo risultato:

E buon appetito a me!

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Eccomi mentre bestemmio perché il peperoncino non mena abbastanza.

Ciao e buon appetito!