Linguine con i gamberoni.

C’ho la febbra e mi fa male tutto, quindi sarò breve.

Sono andata a Napoli per la mia solita gita settimanale all’insegna di Kafka&e-le-solite-disavventure e durante la giornata sfigata ho trovato sei secondi per rapinare la mia pescheria preferita. Che a vederla gli occhi mi uscivano di fuori. Letteralmente.

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Così.

Con meno di 20 euro ho comprato 12 gamberoni, mezzo chilo abbondante di tonno fresco e due calamari. Il Cilento è tanto buono e comprensivo, ma per acquistare la stessa roba (e con qualità altalenante) bisognerebbe sborsare almeno 50 euro. Che vaffanculo, anche.

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Quando domando i prezzi ai pescivendoli locali mi sento così.

Quindi finalmente esaudisco l’antica promessa e t’insegno a cucinare le linguine ai gamberoni. In bianco. Solo pasta e quei mostri tanto orrendi quanto mondiali.

Non ho alcuna intenzione di ripetere il tutorial per pulire i gamberoni: lo do per assodato. Se non te lo ricordi sappi che prima di iniziare a cucinare devi per forza eseguire la pratica barbara dello sventramento del gamberone e puoi seguire le mie istruzioni per dummies.

Per cucinare le linguine con i gamberoni hai bisogno di:

  • 180 grammi di linguine;
  • 12 gamberoni (mezzo chilo, circa);
  • 2 cucchiai d’olio, uno spicchio d’aglio;
  • pepe e prezzemolo, da mettere sui piatti.

Fermo restando che i gamberetti sono più simili ai vermi che a dei crostacei e che i gamberi ed i gamberoni non sono la stessa cosa e che – ancora – esistono gamberoni e gamberoni, diffida da chiunque ti dica che i gamberoni surgelati e quelli del pescivendolo sono la stessa cosa perché tanto sulla barca sono costretti a surgelarli e quindi pure il pescivendolo non li ha freschi per davvero.

Una volta ho provato a cucinare quelli del supermercato e volevo piangere per l’inutilità. Nella testa, per dire, non c’era nessun liquidino aggiuntivo ed il gusto sapeva di niente, circa.

Quindi o pescivendolo oppure tristezza.

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Anche Kirk diffida di chi dà certi consigli (sicuramente perché non ha un pescivendolo a portata).

Finito con le stronzate e le precisazioni.

Go, go, go!

Tratta i gamberoni crudi come sai fare.

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Gamberoni sottoposti al rude trattamento, pronti per essere cucinati.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Trita il prezzemolo.

In una padella fai soffriggere in 2 cucchiai d’olio l’aglio tritato.

Dopo un paio di minuti (l’aglio non deve essere colorato o – peggio! – bruciato) aggiungi anche le teste dei gamberoni.

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A fiamma medio bassa, aiutandoti con un utensile da cucina di legno e a testa piatta, spacca le teste dei gamberoni. Uscirà il liquido mondiale, che non vogliamo sapere cosa sia ma che fa la differenza tra un’ottima cena ed una di merda.

In questo caso ne è uscito poco perché, poverini, i gamberi sono stati in giro per tutto il giorno.

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Proprio poco.

Quando avrai finito di spaccare tutte le teste, puoi aggiungere i corpi dei gamberoni.
Se l’acqua bolle puoi anche già calare la pasta, tanto abbiamo quasi finito.

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Fai cuocere il tutto per pochissimi minuti (circa 5) a fiamma media. Appena vedi che il gamberone è pronto, spegni sennò lo rovini. Quando sono pronti i gamberi? Non devono essere più trasparenti, ma di un bianco deciso. 

Grazie al liquido delle teste, però, sembrerà quasi un sughetto rosso.

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Praticamente pronto.

Se la pasta è in ritardo all’appuntamento coi gamberoni, spegni ovviamente la fiamma della padella e tieni semicoperto per non far raffreddare i gamberi.
Tira fuori le linguine un minuto prima del tempo indicato sulla confezione e falle saltare in padella per concludere la preparazione. Fiamma alta, bastano anche 30 secondi: il tempo per fare assorbire il sughetto.

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Sui piatti dai una spolverata di pepe nero e di prezzemolo tritato. Ecco cosa dovresti avere davanti:

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Nel caso dovesse risultare una pasta un po’ “asciutta”, aggiungi un filo d’olio direttamente sul piatto. Dipende tutto da come si comporteranno i gamberoni.

Il sale: quando cucino questo piatto non lo aggiungo mai, perché distrugge il gusto del gamberone. Vedi tu invece se preferisci salare i gamberi durante la loro cottura (ovviamente solo i corpi).

Ciao e buon appetito!

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