Risotto all’uva

L’avevo detto che era tutta colpa del parboiled.

Una bestemmia tonante contro il Gallo che mi ha rovinato tutti quei risotti che avrebbero potuto essere mondiali e invece erano solo gne.

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Bastardi!

Così, per questo risotto all’uva, sono andata al supermercato ed ho scelto la marca più scrausa possibile con scritto sopra CARNAROLI a lettere cubitali. Risultato?
Spettacolare.

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Mentre mangiavamo ci davamo le pacche sulle spalle, manco avessimo evitato un disastro spaziale direttamente da Houston.

Risotto all’uva, dicevo. Il risultato non sarà all’onda, quindi i talebani vadano dove sanno. E sì, tra gli ingredienti troverai una fighettata improbabile, di quelle che non ti aspetteresti nella Kaiju’s Land: il pepe rosa. Sì, costa ben € 6,55 (13mila lire del vecchio conio!!!), ma te lo consiglio lo stesso perché la so lunga. Lunghissima.

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Hai capito bene: TREDICIMILA LIRE.

Mabbasta stronzeggiare e partiamo con la ricetta.

Go, go, go!

Per preparare un Risotto all’uva per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso carnaroli;
  • 50 grammi di speck a fettine;
  • 25 grammi di burro;
  • pepe rosa;
  • circa mezzo chilo d’uva, da gestire in due modi diversi (ne parleremo più avanti). Comprane un pochino di più che non si sa mai;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale. Se usi il dado, mettine 3;
  • 50 grammi di robiola. Lo so, non è uno dei nostri formaggi preferiti. Ma ci sta.

Prepara il brodo.

Intanto che attendiamo, pensiamo all’uva. Innanzitutto toglila dal rametto e sciacquala (ma fallo, che nel grappolo ci sono le mosche, i moscerini, i ragni e via dicendo).
Poi le presentazioni, che la buona educazione viene prima di tutto:

Dobbiamo togliere i semini da tutti gli acini, perché romperebbero solo le palle. Lo so, è un lavoro lungo. Però necessario, rassegnati.

Quindi taglia a metà ogni acino e con un coltellino togli quel che devi:

Una volta conclusa questa lunga e tediosa operazione, 250 grammi d’uva tienila da parte perché la useremo solo a fine cottura.
Gli altri 250 grammi, invece, li devi tritare con un mixer ad immersione.
Dobbiamo ottenere, ins ostanza, una specie di succo d’uva pochissimo fotogenico:

Il più è fatto.

Partiamo col risotto.
Innanzitutto la tostatura a secco.
Prendi la tua pentola da risotto e mettila sul fornello con fiamma super bassa. Lasciala scaldare brevemente e poi caccia dentro il riso.

Fai tostare per 2 minuti, girando di continuo e sempre a fiamma bassissima.
Sentirai il profumo del riso e quello ti indicherà che stai facendo un ottimo lavoro. Stai attenta a non bruciarlo o a non farlo scurire.

Ricopri il riso con un dito di brodo e fai cuocere per 5 minuti (o fino a quando il riso avrà assorbito tutto il liquido).  È una prima, brevissima cottura per farlo ammorbidire un po’. Usa una fiamma bassa, ogni tanto controlla che non si attacchi sul fondo. Il brodo deve sempre bollire, ma non a super cannone.

Versa ora la poltiglia d’uva e fai cuocere, a fiamma medio bassa, fino a quando il riso avrà ben assorbito la crema

Ora puoi continuare la cottura del riso nella maniera tradizionale, aggiungendo brodo mano a mano che evapora e viene assorbito.
Dato che abbiamo tempo, pensiamo allo speck.

Scalda a fiamma medio alta una padella antiaderente. Quando è rovente, adagiaci lo speck:

Cuoci ogni fettina circa un minuto, girandola più volte. Devi ottenere un risultato piuttosto secco: quando si raffredderanno dovremo poterle quasi sbriciolare con le dita.
Non bruciarle: nel caso ti sentissi insicura, abbassa un po’ il fuoco.

Mettile da parte, usando una griglia ed un piatto (si raffredderanno, croccheranno e potrebbero rilasciare anche del residuo di grasso).

Se ti sembra di non averle croccate abbastanza (e lo saprai soprattutto quando si saranno un pochino raffreddate) puoi tranquillamente rimetterle sulla piastra per dargli una seconda cottura.
Il tempo c’è, il risotto è una cosa lentuccia da prepararsi.

Torniamo al nostro risotto.
Come non mi stancherò mai di ripetere, i tempi indicati sulla confezione dei risi sono molto indicativi. Quindi assaggia sempre e, quando il riso è quasi cotto, fai asciugare il brodo più possibile.
Ma quand’è che un riso è cotto? Non deve essere semplicemente mangiabile: deve essere molto morbido ed avere rilasciato l’amido. Se lo mastichi ed è al dente, non è risotto.

Una volta raggiunta la fine, spegni la fiamma.
Aggiungi i 25 grammi di burro, i 50 di robiola e circa 200 di uva. Il resto la metteremo nei piatti.

Mescola energicamente e dovresti ottenere questo risultato:

Lascia riposare 2 minuti scarsi, senza coperchio, poi fai i piatti.
Cospargi ogni porzione con del pepe rosa (dipende da te quanto lo vuoi abbondante), la restante uva e lo speck.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

È ora di mangiare, che te lo sei meritato.

Ciao e buon appetito!