Crema di zucca con speck croccante e granella di pistacchi.

Siccome ormai sono entrata nel tunnel della sperimentazione culinaria (ed un po’ è anche colpa tua, perché prima di aprire ‘sto blog mangiavo pizza almeno 2 volte a settimana e pollo arrosto anche tre) oggi prepariamo sì una vellutata di zucca, ma con un paio di fighettate dentro.

Che ti sarebbe piaciuto prendere la zucca, metterci l’acqua, frullarla e mangiarla. E invece no, invece lavori.

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Contieni lo sdegno, per favore.

Ne vale la pena, tutte le piccole aggiunte sono state perfette e quindi è una cena che ti consiglio. Come ogni volta che preparo una vellutata, non è stato piatto unico ma d’accompagnamento per della carne alla griglia. Quindi vedi tu se pensi ti debba servire altro per riempirti la panza.

Cominciamo.
Go, go, go!

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Vedrai che poi sbavi.

Per preparare la vellutata di zucca, per due persone, hai bisogno di:

  • un chilo di zucca, peso calcolato già senza buccia. Tieni conto che se compri quella con molti filamenti e la superbuccia, è meglio se ne acquisti almeno un chilo  e mezzo;
  • acqua calda;
  • 100 grammi di speck tagliato a fettine sottili;
  • 30 grammi di granella di pistacchi;
  • uno scalogno;
  • 10 grammi d’olio + altri 10 da mettere sui piatti (5 a testa);
  • sale, pepe;
  • rosmarino secco;
  • 30 grammi di parmigiano grattugiato,

Inizia mettendo una pentola d’acqua a bollire.
L’ho già detto in passato, ma lo ripeto: non ha senso preparare un brodo vegetale quando si cucinano delle verdure, sempre se quest’ultime sono buone. In questa nostra vellutata c’è già tutto: la zucca, il pepe, il sale, lo scalogno e l’olio. A cosa servirebbe un dado o del brodo vegetale preparato in casa, se non ad aggiungere sapori che non ci occorrono?

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Non ci avevi pensato, eh? Quanto stupore, sul tuo viso.

Mentre aspetti, occupati della zucca.
Devi tagliare tutta la parte esterna e togliere semi e parti filamentose. Riducila poi a cubotti di media grandezza.

Appena l’acqua bolle, in una pentola piuttosto capiente caccia un cucchiaio d’olio, lo scalogno tritato, del rosmarino e la zucca.
Metti l’acqua calda che hai preparato, cercando di coprire metà della zucca o poco più.

Chiudi col coperchio ed appena l’acqua riprende a bollire, fai cuocere il tutto a fiamma media per 15 minuti o comunque fino a quando la zucca sarà abbastanza morbida da essere tritata col mixer ad immersione.

Nel frattempo prepariamo gli altri ingredienti.
Gratta 30 grammi di parmigiano a polvere. Così si scioglierà senza formare inutili grumi e le darà anche un sapore omogeneo, che non guasta.

Se non hai trovato la granella di pistacchi, avrai trovati i pistacchi interi. Quindi tritali grossolanamente col coltello.

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Ed ora lo speck.

Scalda a fiamma media la padella più antiaderente che hai e adagiaci sopra lo speck. Fallo bruciacchiare bene su ogni lato, un minuto per parte (anche meno, dipende quanto lo vuoi croccante).

Appoggia lo speck ormai cotto su una griglia a sua volta appoggiata su un piatto, per raccogliere il grasso che potrebbe ancora uscire.

Nel frattempo la zucca dovrebbe essersi ammorbidita.
Trita tutto col mixerino ad immersione.

Ora devi valutare la corposità della crema. È chiaro che è una questione di gusti (ti può tranquillamente piacere più liquida) ma per me il risultato ottimale è una crema densa, ma non troppo.

Riaccendi la fiamma, aggiungi sale e pepe e mescola tutto molto bene. Se ti pare troppo liquida, continua la cottura finché ti pare (non rovini niente, non si brucia niente, sappi che alla zucca non gliene frega un cazzo). Se devi fare evaporare, non usare una fiamma troppo bassa, che ci metti sei secoli e mezzo.

Se dovessi trovare dei pezzi di zucca tritati malamente, puoi anche decidere di dare una seconda passata col mixer. Se invece ti piace averne dei pezzetti, non fare niente.

Una volta che raggiungi la consistenza che desideri, spegni la fiamma ed aggiungi il parmigiano.
Ora formiamo i piatti.
Prima la zuppa:

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Poi l’olio, i pistacchi ed infine spezzetta lo speck.

Dovresti avere raggiunto questo risultato:

Brava, complimenti per questo ennesimo piatto meraviglioso.

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Novanta minuti d’applausi.

Ciao e buon appetito!

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