Pollo al vino rosso.

Dopo aver cotto la pasta fresca e le braciole di maiale nel vino, è giunto il tempo che pure il pollo faccia la stessa fine.

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Sì. E se non la pianti di fare quella faccia, cuocio pure tua madre, nel vino.

Una roba semplice, però devi per forza avere una pentola con coperchio. O due, se non ne possiedi una abbastanza capiente.
Ed un po’ di tempo, anche, perché la cottura sarà prolungata per circa un’ora.

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Ora che puoi serenamente trascorrere raccontando aneddotoni post-atomici.

L’ho rubata al solito Luca Pappagallo, in una versione quasi antica (il video è targato 2014).

Cominciamo subito.
Go, go, go!

Per cucinare del pollo al vino, per due persone, hai bisogno di:

  • 1 kg di pollo. Cosce e sovracosce, con pelle;
  • 8 spicchi d’aglio;
  • un litro di vino robusto. Nel mio caso Chianti;
  • rosmarino, 2 cucchiai d’olio (o uno, nel caso tu abbia la possibilità di usare una pentola sola);
  • pane per la scarpetta.

Io ci ho cenato, ma era una sera senza particolare fame. Ti consiglio di preparare un contorno, perché come piatto unico non è sostanziosissimo.

Come avrai capito, non possiedo una pentola gigante. Quindi ho diviso il pollo in due parti uguali (separando le cosce dalle sovracosce, per essere sicura di ottenere una cottura omogenea) e l’ho cotte in due tegami differenti.
Risultato perfetto. Se tu sei più fortunata, cuoci tutto insieme, seguendo le stesse dosi (devi levare solo un cucchiaio d’olio)

Inizia a schiacciare l’aglio con una mano, spaccandolo leggermente.
In una pentola fai scaldare, a fiamma bassa, un cucchiaio d’olio e poi caccia dentro gli spicchi d’aglio ed il rosmarino.

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Adagia il pollo. Cerca di non sovrapporlo.

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Fallo rosolare bene, girandolo spesso, per una decina di minuti. Puoi usare una fiamma medio-bassa.

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Adesso aggiungi il vino. Il pollo, con la dose di vino che ti ho dato, non risulterà totalmente ricoperto, ma va bene così.

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Chiudi col coperchio, abbassa la fiamma a minimo e fai cuocere per un’ora.
Ogni tanto controlla, che se dovesse evaporare il vino ne aggiungi dell’altro. O, se hai finito il vino, puoi aggiungere acqua (però con tanti e sonori BUUUUUU! dal Pizzakaiju).

A fine cottura, il vino dovrebbe essere stato assorbito quasi per intero. Salvo per del sughetto che ti consiglio di scarpettare perché è buonissimo.

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Ti mostro entrambi i contenuti delle pentole, per farti comprendere meglio.

Coscette:

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Sovracosce:

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Se dopo un’ora ti sembra sia rimasto troppo liquido, sentiti liberissima di aprire il coperchio, alzare un po’ la fiamma e fare evaporare.

Non resta che impiattare, irrorando ogni piatto con abbondante sughetto (che è buono, già l’ho detto?).

Ecco qua:

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Sì, ho usato la parola irrorare, ora non scassarmi la minchia fino a Natale prossimo, ok? Non è che puffiamo sempre puffare i cosi, quando puffiamo, dai.

Ciao e buon puffappetito!

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