Patate al forno.

Sembra facile. Eppure in molti sono morti di fame in attesa di riuscire a sfornare le patate.

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Il numero utile da usare per l’occasione.

Altri, stanchi e spossati, hanno tolto la teglia prima del tempo ed alla fine se le sono mangiate crude.

Urlando, incazzatissimi.

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Una testimonianza.

Innanzitutto diciamo che bisogna fare una roba fondamentale, ossia una precottura prima di infornare.

Ed ecco che, in questi casi, ci viene in aiuto quello strumento del demonio che è il forno a microonde.

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Da usare con prudenza.

Il problema è che non potrò essere troppo precisa con le indicazioni. Le variabili sono troppe: il tipo di patate, la potenza del fornetto, il contenitore che usi per cuocere. Quindi scusami se, per una volta, non posso fornirti istruzioni degne di un montaggio di mobiletto Ikea.
Ti posso però scrivere delle linee guida generali che, in un paio di tentativi, ti regaleranno delle patate al forno decenti in meno di un secolo e mezzo. 

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Gioia.

Ti sento già sbraitare: Guarda che basta bollirle un po’ in acqua! E c’hai pure ragione, c’hai. Ma col microonde si fa prima, dai. Che già dovremo morire gonfi guardando il forno per metà pomeriggio.

Poi c’è anche l’indubbio vantaggio che a furia di cucinare in questa maniera saremo già pronti per il fallout: le generazioni future saranno naturalmente dotate di tre occhi e di sei mani e di uno stomaco radioattivo, che non guasta.

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Esempio.

Cominciamo.
Go, go, go!

Per preparare delle patate al forno, per due persone, hai bisogno di:

  • un chilo di patate (con la stessa quantità di olio puoi fare anche mezzo chilo, se ne fai di più bisogna aumentare leggermente). Più vecchie sono e più buone saranno, almeno da mia esperienza;
  • rosmarino secco, sale, pepe;
  • 2 cucchiai d’olio.

Inizia ad accendere il forno a 200 gradi, modalità statica.

Pela le patate, poi sciacquale al meglio delle tue possibilità.
Tagliale a pezzetti, più simili possibile tra loro.

Mettile in un contenitore con un cucchiaio d’olio, mescolando bene.

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Caccia le patate nel microonde (puoi chiudere con un coperchio come anche no, non fa differenza) falle cuocere alla massima potenza. Per quanto tempo? Ecco, qui è il problema: dipende.

Ho usato questo sistema diverse volte e tutte le volte ho avuto risultati differenti. Ti conviene dunque fare come me: partire da 3 minuti, per poi aggiungere un paio di minuti alla volta se il risultato non è quello sperato.
L’ultima volta ho impiegato 8 minuti, la prima 4.

Che risultato devi ottenere, ti domanderai? Non quello della cottura totale, con forchetta infilzata senza problemi. Devono risultare ancora resistenti e dure, ma con la parte esterna ammorbidita, leggermente infilzabile. Una cottura di stampo filosofico, insomma.

Mettile in una teglia e condiscile con un cucchiaio d’olio (10 grammi circa), sale, pepe e del rosmarino. Va bene anche rosmarino secco (io lo preferisco).

Adesso sei pronta ad infornare.

200 gradi per un tempo che varierà dai 25 minuti all’ora e mezza e pure oltre: dipende anche da quanto le vuoi sbruciacchiare, dalla vecchiaia delle patate, dal volere di Cthulhu.

Lo so che sei tentato di chiamare la rosticceria sotto casa ma, credimi, se hai pazienza le tue saranno più buone.

Consiglio: se le tue patate vengono asciutte e nel forno stai cuocendo solo quelle, puoi aggiungere in una bacinella a parte 300 grammi d’acqua. Quella alzerà l’umidità nel forno e potrebbe aiutare. Ho notato che le patate vengono meglio quando cucino insieme della carne che ha del liquido di cottura (quando cioè le bagno con acqua e vino).

Al di là dei tempi di cottura molto variabili è importante un’operazione: verso metà cottura (cioè quando le patate iniziano a cambiare colore) bisogna girarle tutte, una per una
Meglio sarebbe fare questa operazione un paio di volte durante la cottura, così cuocerai tutto in maniera uniforme. Quindi una volta verso metà cottura (diciamo dopo almeno 30 minuti in genere) e poi di nuovo dopo un’altra mezz’ora. Tutto ESTREMAMENTE indicativo.

Comunque, se dopo un’ora di cottura a 200 gradi ancora non hai raggiunto il colore perfetto delle patate (e non lo avrai raggiunto), alza a 220 e fagli fare il rimanente. Nel mio caso il rimanente si aggira molto spesso intorno ai 30 minuti.
Ecco il risultato finale di tanta attesa:

Se dopo altri 30 minuti a 220 gradi non fossero ancora pronte (e, credimi, può capitare) accendi il ventilato ed usa solo le resistenze superiori. Perché le patate sono senz’altro pronte, gli manca solo l’abbronzatura atomica.

E basta, è davvero tutto qui. Purtroppo non ci sono regole ferree, è uno dei pochi casi in cui ogni volta la cottura è diversa. Eccole nel piatto:

Sono buonissime, questo posso assicurartelo.
Lunghe, tediose, cagacazzo. Ma buonissime.

Ciao e buon appetito!

4 pensieri su “Patate al forno.

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