Ziti al ragù d’agnello

Mi sveglio alle quattro del mattino. Colazione per un’ora, palestra per almeno tre. Poi spesa. A piedi, a volte col freddo, per diversi chilometri.
Al mio ritorno, ultimamente quasi sempre, iniziano i preparativi per la cena. Sì, la CENA, perché se hai fatto bene i tuoi calcoli, per il pranzo è troppo presto.
Quindi ecco la tortura delle torture: un’ora in cucina, senza però assaggiare niente. Con una fame della madonna.

Ed io così.

Anche questo ragù è stato preparato in queste condizioni e non è stata una scelta sbagliata: necessita di un paio d’ore di cottura e soprattutto se riposa nella pentola si evolve da buonissimo in bestiale. 
Quindi quando il sacrificio culinario chiama, Pizzakaiju risponde quasi sempre.

Ma non scherziamo, prova tu ad annusare carne d’agnello per due ore, dopo aver sollevato pesi come non ci fosse un domani.

Innanzitutto parliamo del tipo di carne da scegliere: stiamo facendo un ragù, quindi questo significa cottura a fuoco basso, lenta lenta. Pure la carne di mia nonna diventerebbe morbida, quindi c’è poco da preoccuparsi.

La Piccola Quaglia, a cui io ho rubato la ricetta, ha usato collo e spalla. Io non li ho trovati e ho pappato la coscia.

La scelta della carne è importante.

Tu compra quello che trovi, il risultato sarà ottimo qualsiasi sia la tua scelta.
Go, go, go! e portiamoci a casa la cena di stasera.

Per preparare degli ziti con ragù di agnello, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di ziti;
  • 500 grammi di agnello. Coscia, per me. Considera che dell’agnello si scarta un sacco di roba, quindi comprane almeno un chilo;
  • una carota, una costa di sedano, una cipolla bianca;
  • una foglia di alloro, sale;
  • un cucchiaio d’olio;
  • una bottiglia di passata di pomodoro (700 grammi);
  • un po’ di formaggio grattugiato da mettere sui piatti. Cacioricotta mista o di pecora, ma anche un più comune pecorino o parmigiano;
  • 100 grammi di vino rosso.

Allora non mi ascolti. Ti ho detto che stasera si mangia agnello!

Ti presento la carne d’agnello:

Dobbiamo innanzitutto tagliarla a pezzi. Tieni il grasso, ma togli più cartilagine possibile.
Usa delle forbici, il coltello, una bomba atomica. Non ci sono regole.

Alla fine di questo lavoro degno di Leatherface avrai davanti un piattone pieno di morte, di cui andare fiera:

Lava carota e sedano, leva la parte esterna con un pela patate e poi cacciali nel mixer. Unisci anche la cipolla, tritata in maniera grossolana.
Attiva le lame e riducili a un trito.

In una pentola capiente e di cui possiedi il coperchio, versa un cucchiaio d’olio.
Aggiungi subito le verdure e falle soffriggere, a fiamma medio bassa, per due o tre minuti. Gira spesso.

Caccia dentro anche la carne e la foglia di alloro.

Alza leggermente la fiamma e fai rosolare bene la carne, su ogni lato, per dieci minuti.
L’agnello cambierà colore e rilascerà anche del liquido.

Versa ora i 100 grammi di vino. Alza la fiamma e fai evaporare la parte alcolica.

A questo punto bisogna versare la passata di pomodoro.
Non tutta: inizia con 500 grammi.

Aspetta che inizi a sobbollire, poi sposta la pentola sulla fiamma più piccola che hai. Tieni semicoperto e fai cuocere per 30 minuti.

Esaurito quel tempo metti un po’ d’acqua nella bottiglia di passata per fare la scarpetta del pomodoro rimasto dentro. Chiudi la bottiglia col suo tappo, scuotila bene come se stessi preparando un cocktail e poi versa il contenuto nella pentola.
Il sugo deve cuocere per un’altra ora e mezza. Se occorre altra acqua perché il sugo si potrebbe pure restringere in maniera eccessiva, aggiungine. Usa sempre il semicoperto e l’ultima mezzora falla col coperchio ma aprendo e girando spesso, perché è il momento in cui ci sarà meno liquido in assoluto.

Per tutta l’ora e mezza ogni tanto gira, non alzare mai la fiamma e non aggiungere manco il sale (per quello c’è sempre tempo).

Il risultato che devi ottenere è una roba parecchio densa.

Se dopo un’ora e mezza non  è così, limitati a togliere il coperchio ed a proseguire finché il liquido in eccesso evapora.

Assaggia e vedi te se aggiungere il sale. La carne di agnello è saporita, quindi non è detto che tu ne senta la necessità.

Ora, se come me l’hai preparata ad ora di pranzo, la sera metti il coperchio, accendi la fiamma bassa e fai riscaldare per tutta la preparazione degli ziti.
Se invece tu non sei di quelle che gioca d’anticipo spegni la fiamma, chiudi col coperchio per tenerlo in caldo e mettiti a spezzare gli ziti.

Cuoci gli ziti al dente (ti basta togliere un minuto dal tempo indicato sulla confezione) e cacciali in una ciotola. Aggiungi il sugo a mestolate, fino a quando raggiungi la quantità desiderata.

Se ti avanza il sugo te lo mangi col pane, che è troppo buono.

Prepara le porzioni e cospargi ogni piatto con un po’ di formaggio grattugiato.
Davanti a te dovresti avere una meraviglia simile:

Mangia, te lo sei meritato.
Ciao e buon appetito!

Anche oggi si mangia!

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