Pasta al sugo di sgombro (+ digerire e cagare capolavori)

No, guarda, ma è inutile che fai, che dici, che ti scaldi.
Inutile, davvero.

Segui il consiglio.

Tu puoi urlare sul web quanto ti pare che la pizza all’ananas fa schifo, che la pizza Buitoni è il tuo pasto preferito, che alla pizza croccante tu preferisci quella alta e soffice. È chiaro che tu, di pizza, un cazzo capisci ed un cazzo capirai fino alla fine dei tuoi giorni.

Inutile che ti scaldi. Stai calmo.

Ho già dedicato due post all’idea di pizza, ma mi tocca tornare a parlarne perché ieri sono andata a Napoli, nella mia pizzeria preferita e mi hanno servito una Margherita alla merda.
Il mio pensiero è volato subito da te, che ti mangi la pizza con sopra l’ippopotamo fritto e sei contento, ti mangi la pizza soffice e ridi, ti mangi la pizza con le patatine e balli.
Invece io lì, a fissare il vuoto, a smadonnare. Nella migliore pizzeria di Napoli.

Ecco cosa avrei dovuto fare al pizzaiolo.

Ho anche scorso un po’ il menù e c’era di tutto: dalla pizza con la ‘nduja a quella col pesto di pistacchio ed ho capito che niente, i turisti avevano vinto ed allora io la esigo. Sì, la ESIGO la pizza col prosciutto cotto e l’ananas, così la piantiamo di fare finta di essere degli intenditori, che tanto è evidente che no.

Mentre ero lì che facevo scivolare i condimenti dalla pizza, ingurgitando una sorta di pane scondito pure schifido, pensavo a quanto ho ragione quando dico che la pizza non è un semplice cibo. La pizza è un’idea, un’utopia, un luogo dell’anima.

Sì, ascolta i deliri di un vecchio Kaiju.

Perché già non sai cosa sia una pizza se non vai a mangiarla a Napoli e solo in determinati posti. Ma anche lì, mica è detto. La pizza capolavoro – quella che piangi mentre la mangi, perché è un peccato digerire certe opere d’arte – te la donano una volta su dieci. Ed io che un tempo andavo in quella pizzeria tre volte a settimana, di capolavori ne ho cagati tanti. Pensa che sacrilegio: il Leonardo Da Vinci della pizza ti crea la Margherita perfetta ed ecco la finaccia che fa. Masticata, digerita, cagata. Degli artisti, i pizzaioli, che pochi possono apprezzare.

Tutto questo per dire che è inutile che rompi le palle perché la pizza all’ananas fa schifo, perché tanto non l’hai mai mangiata. E se l’hai mangiata eri a Londra, dove fa schifo pure la marinara, quindi non fa testo. Ti dirò di più: sono abbastanza convinta che la maggioranza delle persone non abbia mai mangiato una pizza buona in vita propria e quindi piantarla di sfracassare l’anima non sarebbe più saggio?

Ancora con gli insulti? Accetta la realtà, dai.

Pizza, mi manchi, chissà se ci incontreremo ancora.

In questo giorno di lutto cuciniamo una pasta facilissima e tanto buona: una pasta con lo sgombro. In scatola, possibilmente al naturale che fa meno cibo alla Fallout.

Go, go, go!

Per preparare una pasta con lo sgombro, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta;
  • 200 grammi di sgombro in scatola. Possibilmente al naturale;
  • uno spicchio d’aglio;
  • peperoncino;
  • 10 grammi d’olio;
  • una scatola di pomodorini, io ho usato quelli Mutti (come sempre). Il peso è 400 grammi;
  • sale, prezzemolo.

Metti a bollire l’acqua della pasta.

Trita un po’ di prezzemolo.
Scamicia l’aglio e dividilo in due.
Spezzetta del peperoncino.

Apri il barattolo di sgombro e scolalo dal suo liquido. Se lo hai comprato sottolio, tamponalo con un po’ di carta da cucina per eliminare tutto quell’unto in eccesso.

Il cibo del gatto.

Siamo pronti per preparare il sugo.
In una padella versa dieci grammi d’olio (un cucchiaio, circa) scaldalo e poi cacciaci dentro l’aglio.
Inclina la padella tutta in un lato, per avere l’olio e l’aglio in un punto solo: l’aglio lo leviamo, però prima aromatizziamo l’olio.

Appena l’aglio si colora levalo con una pinza.
Caccia ora dentro il peperoncino.

Unisci i pomodorini in scatola.

Fai andare il sugo fino a quando i pomodorini saranno belli spappolosi, per circa 15 minuti. Però aiutali a spappolarsi, eh: schiacciali con una schiumarola, sennò stiamo qui ad aspettare la venuta di Pazuzu (e non è detto che si presenti).

Quando il sugo è praticamente pronto puoi riversarci dentro lo sgombro, spezzettato con le mani.

Aggiusta di sale e fai andare per due o tre minuti, giusto il tempo di fare amalgamare gli ingredienti. Poi spegni ed attendi la pasta.

Scola la pasta giusto un minuto prima del tempo indicato sulla confezione, infine cacciala in padella insieme ad abbondante prezzemolo.

Mescola bene il tutto, fai saltare a fiamma medio alta per meno di un minuto e basta, spegni.

Prepara i piatti e cospargi ogni porzione con ulteriore prezzemolo.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

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