Torta di carne (+ il politicamente corretto che trasforma la ciccionaggine in una cultura)

Non esistono parole cattive e parole buone. Esistono parole a cui noi assegniamo un connotato negativo o positivo, semmai.
Da questo pensiero molto saggio (che è sicuramente di Oscar Wilde o, al massimo, di Jim Morrison) parte la mia crociata verso l’utilizzo del termine Ciccioni.

Anche Skar è stato vittima dei politicamente corretti.

C’è ultimamente chi si è lamentato per il mio linguaggio: qualcuno mi ha bannato, altri si sono incazzati e mi hanno insultato. C’è anche chi ha capito molto bene cosa sto facendo e si è sentito spronato a mettersi a dieta, a riprendere lo sport, a riflettere un attimo sulle sue abitudini alimentari. E di questo son contenta.

Quindi è giunto il tempo di chiarire una cosa che non è un particolare, ma è il succo di questi miei ultimi post sportivoalimentari: io non sto bullizzando nessuno. Io non rido delle persone in sovrappeso, né li addito come freak da circo.

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Io non li so accendere manco con le dita.

Mai fatto, mai farò. So inoltre che dietro ad una persona in sovrappeso ci sono un sacco di questioni: molti se ne fregano e mangiano e basta, ma tanti magari mangiano per reazione.
L’ho già detto che io pesavo quasi cento chili, no?
Ricordo i miei pranzi dopo scuola: mia madre mi cucinava un paio di cordon bleu carichi d’olio e dopo io mangiavo PER SEMPRE. Il mio pranzo durava anche due ore consecutive. Poi facevo merenda. Poi lo spuntino. Poi la cena. Insomma, ruminavo che manco una vacca.

Gente che nuota nelle ossa grosse.

Queste abitudini me le sono portate dietro pure quando mi sono levata la zavorra della famiglia: per altri anni ho continuato a ingerire cagate di ogni tipo, ormai potendo incolpare giusto me stessa.
Poi ad una certa è scattato qualcosa ed il mio percorso è iniziato, per poi non concludersi più.

Quindi lo so come stai, caro ciccione, perché anche io sono come te. Solo che ho imparato a gestire il Kraken dentro me. Ogni tanto lo libero, gli do libero sfogo. Poi di nuovo via, negli abissi profondi, dove è giusto che il Kraken venga relegato.

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Io, in quei giorni.

So anche che la parola ciccioni non è carina.
Però viviamo nell’era del politicamente corretto e quello che sta passando è una certa delicatezza estrema, in cui la persona con problemi di peso (e quindi di alimentazione e quindi di salute) viene accudita amorevolmente. Troppo amorevolmente. Il suo sta trasformandosi in uno stile di vita, quasi in una cultura.

Ebbene: non lo è. Il ciccione non fa bene ad essere ciccione, per talmente tante ragioni che se vogliamo possiamo anche elencarle.
Così come l’alcolizzato non fa bene ad essere alcolizzato.
Così come il drogato non fa bene ad essere drogato.

Ognuno c’ha la propria dipendenza, signora mia.

Io però non condanno la ciccia in sé. Io condanno l’eccesso senza conoscenza.
Se tu sei ciccione ma sei cosciente del tuo percorso, per me fai benissimo. A te piace mangiare, ti fa cagare muoverti e soprattutto – cosa più importante – non te ne frega un cazzo. Ma un cazzo sul serio: ti guardi allo specchio e non ti fai schifo, non ti senti inadeguato e non ti interessa manco di andare a fare le passeggiate. Preferisci il fiatone al respirare l’aria sana dei parchetti colmi di cani cagamerda e bambini cagacazzi.
Hai la mia benedizione, in quel caso. Tanto di qualcosa dobbiamo morire, siamo tutti di passaggio e quindi ‘sti cazzi.

Tipo lui.

Ma io parlo agli altri. A quelli che la parola Ciccione non la vogliono sentire perché ci stanno male. Quelli che si guardano allo specchio e non ne possono più di vedersi così. Quelli che hanno problemi di salute ma non si decidono a smettere di mangiare la sugna a cucchiaiate. Quelli che DICONO di voler fare sport, ma poi fan prevalere la pigrizia. Quelli che ad ogni marzo vanno in paranoia, perché scatta la prova costume nella loro testa. Quelli che odiano l’estate, perché devono stare senza maglietta e non ce la fanno.

Quelle persone hanno bisogno di una spinta e forse un discorso generalizzato sui ciccioni può servire.
Parliamoci chiaro: mai ad una persona grassa, di persona, a tu per tu, darei del ciccione.

Una persona che se ne frega del politicamente corretto, sempre.

Farei gli stessi discorsi, ma con meno foga. Stare su internet ci permette di organizzare discorsi meno personali e più generali ed una persona intelligente può tranquillamente trovare un messaggio nel discorso alla Palla di lardo. Senza offendersi. Senza prenderla sul personale. Magari mettendosi a ridere.

Non è un sistema che funziona per tutti. Però sono contenta quando qualcuno mi contatta e mi dice Ma sai che c’hai ragione? Da ieri ho ripreso a fare nuoto e già mi sento più carico.

Quello che poi non deve passare è che essere ciccioni sia questione di cultura. Il ciccione non è un mussulmano, un cattolico, un testimone di geova, un rapper, un adepto delle Giovani Marmotte. Un ciccione è soltanto uno che in borsa porta il bicchiere della nutella ed un cucchiaio, nell’eventualità che. E l’eventualità certo che arriva. Arriva sempre.

Le sento da qui.

È diverso da me? No. Pure io mi ammazzerei di nutella. Ma mi chiudo la bocca, per tante ragioni.

Quest’idea del politicamente corretto ad ogni costo non può far passare idee malsane come se fossero sacrosante. Va bene che fanno comodo nuovi malati a cui vendere burro senza lattosio, pasta senza glutine, cioccolata senza cioccolata (e tanti, tanti medicinali), però noi che il cervello lo usiamo ancora (ogni tanto, almeno) non possiamo farci prendere così tanto per il culo.
La maggioranza delle intolleranze proviene da una cattiva alimentazione o, semplicemente, NON ESISTE (come quella al lievito).

Quindi renditi conto che il vero motivo per cui tu non puoi mangiare più latticini è che ti sei fatto venire il cagotto a furia di fruttoli e formaggini susanna, quindi smettila di drogarti e basta menate.

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Ascolta questo grande saggio.

Siccome stiamo parlando di ciccionaggine, ti sto per proporre una ricetta grassissima, veloce da preparare e buona.
Ma è così grassa che io mi sono arresa, te lo dico: ha vinto lei. Non sono riuscita a finirla TUTTA. Il boccone di Elvis è rimasto nel piatto, con mia profonda vergogna.

Vergogna.

Sto per parlarti di una torta di carne che ho rubato ad Annamaria tra forno e fornelli. Ho seguito la sua ricetta quasi nel dettaglio e dico quasi perché in realtà ho addirittura ABBASSATO delle dosi perché per me erano eccessive (e sai che di solito è il contrario… di solito con 20 grammi di macinato facciamo mangiare tutto l’esercito della salvezza).

Ho usato una tortiera a cerniera con diametro 24 cm.

Go, go, go!

Chiunque abbia creato questa gif ha reso grande l’internet.

Per preparare una torta di carne, per due persone convinte, abbiamo bisogno di:

  • 500 grammi di carne macinata di manzo;
  • 200 grammi di ricotta salata. Non stiamo parlando di quella fresca, in questo caso, ma di quella più secca. Puoi ovviamente usare il formaggio che ti pare;
  • 170 grammi di latte;
  • prezzemolo;
  • un po’ di olive nere. Circa 50 grammi;
  • origano, pepe, sale;
  • uno spicchio d’aglio;
  • 250 grammi di mollica di pane fresco;
  • 200 grammi di passata di pomodoro;
  • 200 grammi di mozzarella fior di latte;
  • 10 grammi d’olio per ungere la teglia ed altri 10 come condimento finale;
  • 3 uova.

Partiamo dalla mollica di pane.
Devi comprati una pagnottona e togliere la mollica con le mani.

Non dobbiamo ottenere del pangrattato, ma briciole di pane di grandezze diverse. Tipo così:

Quindi niente mixer: togli la mollica e rompi il pane con le mani. Punto.

Grattugia la ricotta:

Trita il prezzemolo e l’aglio con il mixer e bon, possiamo preparare l’impasto.
Caccia la carne in una ciotolona.

Aggiungi la mollica, il latte, la ricotta ed il trito di aglio e prezzemolo.

Ora tocca alle uova, al sale ed al pepe.

Ora impasta tutto.

Devi ottenere un impasto morbido.

È tempo di accendere il forno: 180 gradi, modalità statica.

Fodera la tortiera con della carta da forno e versa i 10 grammi d’olio. Distribuiscili bene sul fondo.

Distribuisci bene anche l’impasto, cercando però di formare una parte concava nella parte centrale: lì sopra ci metteremo dell’altro condimento.
In pratica è come se dovessi formare dei bordi, la parte centrale deve essere più schiacciata:

Versa i 200 grammi di passata di pomodoro nello spazio centrale che hai creato.
Poi snocciola le olive e mettile sopra al pomodoro:

Condisci con origano, altri dieci grammi d’olio, sale e pepe.

Sei pronta per infornare.

180 gradi per 30 minuti.
Durante questo tempo prendi la mozzarella e tagliala a dadini o a fette. L’importante è che usi un piatto e non un tagliere, perché pure la fior di latte, per quanto secca, del latte lo butterà fuori e sporchi tutto quanto.

Tira fuori la teglia, dopo i 30 minuti e sarà così.

Ricoprila di mozzarella:

Rimetti in forno per altri 5 minuti, giusto il tempo di fare sciogliere la mozzarella.

Lasciala raffreddare un po’ (una decina di minuti bastano).
Tagliala a fette e guarda la meraviglia:

Un’altra, perché sì:

Ciao e buon appetito!

Spettacolo finito, tutti a casa.

2 pensieri su “Torta di carne (+ il politicamente corretto che trasforma la ciccionaggine in una cultura)

  1. Pizza il tuo è l’unico blog in cui trovo discorsi che mi mettono la voglia di muovere il culo insieme al miglior food porn amatoriale.
    Trovo affascinante come cose dall’aspetto così poco gourmet mi facciano venire più fame di tutte quelle robe precisine con le luci studiate e le gocce di aceto balsamico disposte ad arte.
    Forse perché percepisco il tutto più alla mia portata. è una soddisfazione poter dire “l’ho fatto uguale!” ed è una cosa che mi riesce solo con le tue di ricette.
    Lo stesso vale per i tuoi discorsi sull’allenamento.
    Sono un ciccione e mi piacciono i tuoi post e i video di Cicalone, e nessun parola che ho trovato lì mi ha mai ferito anzi sono le cose che ho bisogno di sentirmi dire.
    Seguo il consiglio che ha dato Tyron a Jon Snow dopo averlo chiamato bastardo “Non dimenticare quello che sei, gli altri non lo faranno di certo.”.
    Ma ancora devo fare pratica in questo, non sai quanto mi sono sentito triste quando Miletto in un video ha detto, in modo molto politicante corretto, che i ciccioni non dovevano allenarsi seguendo i suoi consigli ma prima andare dal medio, dal nutrizionista e farsi curare, che lui si rivolge solo a quelli che devono perdere qualche kiletto.

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  2. Già che mi chiami Pizza è una figata, poi dopo che ho letto tutto quello che hai scritto sono stata stracontenta perché mi chiedo sempre – sempre – se serva a qualcosa quello che scrivo, fotografo, dico e se serve anche già solo a te vuol dire che faccio bene a proseguire.

    Poi, senza falsa modestia, io credo davvero che come cucina questo sia uno dei blog migliori. Ma solo perché prima di aprirlo io li ho provati, gli altri: dosi dimmmmerda, procedimenti non spiegati e poi ricette francamente che chi se le mangia. La roba gourmet per me è a mala pena cibo… la roba, quando la guardi, deve farti venire FAME. E quello che c’è in giro è solo un manipolo di persone che fotografa il cibo, anche da dio. Ma non ti fa sbavare. E secondo me si è perso un po’ il punto: io mica voglio andare in gioielleria, io voglio sporcarmi la maglietta di sugo.

    E sì, mettere davanti i propri difetti prima di tutto è una cosa molto importante per sopravvivere: io sono una persona che viene presa per il culo ogni 5 secondi, ma ormai la cosa non mi tocca più. Mi guardo allo specchio, mi filmo e vedo che non sono la media. Io non so cosa sono, ma non la media. Quindi mi prendono per il culo. E che sia. Ormai non c’è nulla che possiate dirmi che mi possa fare male, me ne dico peggio quando sto per i fatti miei.
    (e per la media intendo che sono un subumano, tipo).

    Insomma, grazie per essere passato, come ti ringrazio ogni volta che passi.
    Anche perché qui è sempre tutto troppo desolato, quando non passi te sembra di stare nello spazio siderale (qualsiasi cosa significhi, ma rende bene l’idea della desolazione).

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