Fusilli con fave, pancetta e provolone (+ il bullismo dei ciccioni)

Cosa penseresti di me se, incontrando una persona in sovrappeso, gli dicessi una roba tipo Ma non vedi come sei ciccione? Devi troppo perdere quei 30-40 chili per tornare a poter essere considerato un essere umano, non vedi che schifo quelle gambe, quelle braccia, quei tripli menti?

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A prescindere, quando dici una roba del genere questo signore entra in scena.

Penseresti che sono una merda. E con ragione, pure. Allora scatta la domanda: perché il comportamento a specchio è socialmente accettato? Ci sono persone grasse che si permettono di insultare quelle in forma, pensando che questo non è in fin dei conti un atteggiamento da stronzi e la tendenza è pensare che quelle parole non sarebbero propriamente insulti, semmai gusti personali.

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Però se dico che questo mi fa schifo, non è un gusto personale. È stigmatizzare chi è diverso da me.

Che il modello da seguire non sia quello Van Damme è chiaro: viviamo in una società che vende pasta senza glutine a chi crede di essere allergico al lievito, spacciandogli il prodotto come pertinente in qualche fottuta maniera che boh. La maggior parte della gente ancora non ha capito che saltare i pasti per poi strafogarsi di budino al cioccolato NON è fare la dieta, bensì solo mangiare a caso.

Te l’hanno detto che bere molta acqua, tra un chilo di sugna fritta ed un paio di buste di cioccolatini da sei quintali, aiuta a dimagrire?

Sui social network dietologi finti e mamme unstoppable spacciatrici di sostanze improbabili sono i profili più in voga. Il sistema facile (ed inesistente) per diventare belli belli in modo assurdo continuando a stare col culo sulla poltrona divorando popcorn al caramello è la nuova coca dei popoli.

In più c’è tutta quella sensibilizzazione sul curvy che se da una parte era pure ora (ognuno deve sentirsi bene con se stesso al di là dell’aspetto esteriore e nessuno deve andare a rompergli i coglioni), dall’altra sta creando questa bolla protettiva di cui parlo spesso, in cui chiudere tutte le persone in sovrappeso. La parola ciccioni è peggio della parola bastardorottinculo e chi la pronuncia è un poco di buono a prescindere.
Però.
Però sai quanti ciccioni vanno dal palestrato e gli dicono Eh, ma sai che fai troppo schifo? Sei troppo grosso. Quelle vene, poi, che escono dalle braccia, che senso. 

Ed il palestrato così.

Oppure ti guardano e ti dicono Le donne muscolose fanno troppo cagare. 
Ed io cosa dovrei rispondere? Cose tipo Anche a me le donne mongolfiera fanno schifo, copriti che mi viene da vomitare?

No, ovvio che no.
Ora ti rivelo un segreto: un insulto rimane un insulto, chiunque sia la persona che lo pronuncia e chiunque sia la persona a cui è rivolto.
Un palestrato, uno che si tiene in forma, uno che fa sport non è immune al giudizio altrui. Anzi, di solito è così ossessionato dal suo corpo che si concentra spesso più sui difetti che sui risultati ottenuti.
Se un ciccione arriva e gli dice Certo che le tue gambe sono deformi, perché il ragazzo in questione non dovrebbe stare male?
Perché una persona che trascorre metà della sua giornata a curare il proprio corpo, non dovrebbe soffrire quando gli si rivolge un insulto?

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I palestrati, gli ebrei del 2019.

A dirla tutta ha più senso che stia male chi cura il proprio corpo, che uno che se ne sbatte: tu lo stai solo trasformando in una busta di merda, quel corpo lì, in teoria se io ti dicessi che SEI una busta di merda non ti starei manco insultando. Starei solo enunciando un fatto. E tu lo sai, che sei una busta di merda, sono anni che ASPIRI a diventarlo!

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Se non la pianti di insultare i fisicati, mi metto a ridere per gif del genere, come fanno le persone crudeli.

Però no. Però il bullismo dei ciccioni – che esiste e non me lo sto inventando per fare incazzare un lettore che manco esiste – è sempre più dilagante. Non sul web, il regno dei senzafaccia: no, nella realtà vera.
Ah, le donne con le gambe muscolose fanno schifo. No, le donne devono essere morbide, tu c’hai una pancia durissima, che schifo. Che schifo le braccia muscolose, in una donna.
E chi te lo dice a malapena riesce ad entrare nella metropolitana, talmente è grasso.

L’attività fisica di certa gente.

Bisognerebbe anche piantarla di pensare che Fisicato sia sinonimo di Coglione.
Magari fosse così semplice.
Sei coglione se sei magro.
Sei coglione se sei ciccione.
Sei coglione se sei palestrato.
Questo perché corpo e mente vanno coltivati in maniera diversa e non c’è alcuna correlazione.

Molti individui usano così poco il cervello che questa ricetta, forse, dovrei metterla online. Almeno così sapranno come riciclarla, tutta quella materia cerebrale.

Sì, lo so che tu sei una persona intelligente e non l’hai mai pensato. Ma ne ho incontrati di deficienti che ripetono ‘ste nefandezze manco fossero verità rivelate da Pazuzu.

Quindi azzererei un po’ tutto, qualunque sia il tuo fisico. Inviterei TUTTI a muovere la bocca solo se interpellati e sempre nel rispetto dell’altro: un insulto è un insulto e francamente il tuo giudizio non ha alcuna valenza. Tientelo per te e prenditi questo piatto di pasta, che stasera ti ho preparato ‘sta roba ed ora te la mangi.

Ebbene sì: sono tornate le fave. Quindi subito ricetta nuova.

Salutiamo febbraio che ha abbondantemente rotto i ciglioni.

Lo sfavamento già lo trovi qui, ma non che ci sia molto da dire: io non tolgo la pellicina, ma solo il cappellino. E le cuocio meno possibile, proprio il minimo minimo minimo.
La ricetta l’ho rubata a Luca Pappagallo: per una volta non avevo bisogno di lui, ma mi fa sempre piacere linkarlo.

Se sei tra quelli che prima bollono le fave, poi le spellano e poi le ripassano in padella ti do una notizia scioccante: a te fan cagare le fave.
Quindi mangia qualcos’altro e pace e bene.

Go, go, go!

Ti voglio carico.

Per preparare dei fusilli con pancetta, fave e provolone, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di fusilli;
  • 100 grammi di pancetta arrotolata, tagliata a dadini. Quella cicciosa, per capirci;
  • 450 grammi (circa) di fave. Comprane un paio di chili, dovrebbero essere sufficienti;
  • 20 grammi d’olio;
  • 100 grammi di provolone piccante;
  • uno spicchio d’aglio;
  • un po’ di maggiorana, pepe.

Partiamo con lo sfavamento.
Che è una roba noiosa, ma ci tocca.
Ecco cosa otterrai:

Il procedimento è leggermente diverso se decidi di sbucciare le fave: in quel caso devi aggiungere le fave insieme alla pasta e far saltare pasta e fave in padella per un paio di minuti. 
Io le fave non le sbuccio mai, quindi sono più toste ed un paio di minuti in più di preparazione però ci vogliono.

Ora metti l’acqua della pasta a bollire.

Grattugia il provolone.
Taglia a dadini la pancetta, dadini non troppo grandi.

In una padella versa 20 grammi d’olio e fai soffriggere uno spicchio d’aglio scamiciato ma intero ed un po’ di maggiorana.

Aggiungi la pancetta.

Falla friggere finché sarà croccante e cambierà colore. Usa una fiamma media.

Leva l’aglio ed aggiungi le fave.

Le fave hanno bisogno di pochissimi minuti di cottura (5, circa), quindi mescola spesso, falle andare per il tempo che occorre e poi spegni la fiamma, in attesa della pasta.

Dopo 5 minuti di cottura non cambieranno faccia più di tanto:

Nel caso fossero molto grandi (e quindi un po’ durette), puoi proseguire la cottura per altri 2-3 minuti. Non di più però.

Riaccendi la fiamma sotto la padella un minuto prima dell’arrivo della pasta, facendo in modo che sia calda.

Fai saltare la pasta giusto 30 secondi, per farle conoscere tutto il condimento.
Poi spegni, allontana la padella dal fuoco e lascia riposare il tutto per un minuto, per fare abbassare la temperatura. Ora caccia dentro 50 grammi di provolone.

Mescola bene, facendo sciogliere il formaggio. Infine, aggiungi del pepe.

Prepara i piatti e su ogni porzione metti dell’altro provolone (ed ulteriore pepe, se occorre).

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

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