La pasta al salame di mia madre (+ Vinci Salvini)

Ebbene sì: io stimo Salvini. Ma di brutto, pure.

aspetta a prendermi a culi in faccia, ora spiego.

Non mi riferisco al suo ruolo politico ed a tutte quelle menate lì. No. Io sto parlando del suo uso dei social network.
Tutti noi abbiamo solo da imparare dal suo metodo illuminato di gestire la rete: di comunicatori così inseriti nel proprio tempo ce ne sono pochi. Tipo Hitchcock. O Lady Gaga. O Goebbels.

Immagine correlata

Che è riuscito a rendere amato da tutto il mondo quest’uomo meraviglioso.

Non so quanto tu sia addentro alla cosa, ma Salvini ha raggiunto ormai la perfezione nella sua retorica internettiana da medioman. L’ho seguito per un paio di mesi un po’ ovunque ed è difficile non ammirare le sue immense capacità, che riescono a fargli sfornare circa 50 contenuti (tra tweet, instacazzi e link su Facebook) che spaziano da Buongiornissimo kaffè Amiche! a Mi postate le foto del vostro gatto? nella giornata dedicata ai mici. Trovi articoli razzisti e subito dopo un suo selfie mentre si mangia un panino alla porchetta: pura poesia.
Tutta la sua vita è sul web: discute di sanremo, racconta del bicchiere di vino bevuto ascoltando De André, della nostalgia di casa, del duro lavoro di politico.
Linka anche tutti gli articoli che lo insultano, rispondendo con grande amore, abbracci e tanti, tanti LOL.

Cominci a guardarlo con occhi diversi, vero?

Già il fatto che beva vino ascoltando De André dovrebbe farti capire il punto:  Salvini (ed il suo team, non smetterò mai di ripeterlo) sa che in questo momento storico tutto è appiattito. Non ha importanza se De André fosse un anarchico e probabilmente gli avrebbe sputato in faccia: tutto è di tutti, basta privare ogni roba di ogni contenuto. In fin dei conti non è manco una pratica nuova: non si sono forse appropriati di Gaber eludendo tutti i contenuti provocatori e lasciando giusto DestraSinistra (unico pezzo inutile e ridicolo scritto da quell’uomo)? Dai, siamo seri, sono riusciti persino a politicizzare Rino Gaetano.
Ma Salvini lo fa meglio.
Salvini parla a me.
Salvini parla a te.
Mentre si scatta un selfie mangiando pane e nutella.

Subito dopo linka una vignetta omofoba che fa riderissimo, con tanti cuoricini. Tanto, chi se ne accorge? Tutto fa brodo.

Salvini (ed il suo Team) è conscio di vivere nel mondo dell’indignazione buttata a cazzo, che dura il tempo di un Buongiornissimocaffè. Un secondo sei incazzato nero per un bambino morto sulla spiaggia, subito dopo cominci a volere la pena di morte a vita per chi mangia la carne di coniglio ed ancora subito dopo sei sempre più incazzato perché vogliono riformare i voti nelle scuole, inserendo i vetusti Distinto, Buono, Ottimo (che poi nessuno capisce più un cazzo11!!11, scrivono in preda ad un embolo).
L’importante è gettarsi nel mucchio, raccontare stronzate, farsi i selfie, mettere una canzone, mangiare una pasta al pesto e bla bla bla bla. In loop.

Magari lamentarsi anche della canzone che ha vinto Sanremo. Gif sottilissima, mi rendo conto.

Hai presente 1984? Matteo Flora ripete spesso che 1984 doveva essere una denuncia, non un libretto d’istruzioni.
Ecco.
Rifletti bene sulla montagna di futuri distopici che si sono inventati i narratori di ogni specie. Mondi in cui si vive attaccati alle macchine perché la realtà virtuale è preferibile a quella dei 5 sensi; mondi in cui ci si droga h24, perché da svegli non c’è più niente da vivere; realtà in cui il contatto umano è proibito; addirittura mondi in cui cucinare un uovo al tegamino è considerato un atto criminale, perché – cazzo ne so – bisogna mangiare solo Soylent Green.

Per non parlare delle nuove narrative sui social network, dove i like, i followers e la visibilità in rete sono l’unica cosa che contano. Non ha più importanza il motivo della tua notorietà: puoi avere ammazzato tua madre, avere vinto un nobel od esserti scopato una capra.
L’unica cosa che conta è raggiungere i 5 minuti di visibilità.

Risultati immagini per salvini

Aspetta che si mette a parlare pure dei congiuntivi, che il web ce l’ha tanto coi tempi verbali.

Io lo stimo Salvini.
Perché ha afferrato l’idea del mondo distopico e l’ha resa realtà. Il futuro è già qui ed il futuro si chiama Vinci Salvini.
Non sai di cosa sto parlando?
Mi sembra strano.
Ma ecco qui il video:

Io non seguo un cazzo ed a quanto leggo questa è addirittura la seconda edizione di questo fantastico concorso.
Non sei ancora convinto che ci sia del genio dietro a quest’uso così maniacale delle rete?
Nemmeno quando il futuro distopico che Black Mirror e i creatori di realtà alternative hanno finalmente messo piede nel nostro quotidiano?
Poiché basta attendere: il post-umano è tra noi. L’essere affamato di fama sul nulla già era stato nutrito per decenni con talk show e grandi fratelli, ma ora siamo approdati nella politica.

Salvini, uno di noi.

Quando la politica diventa pop, diventa selfie, diventa buongiornissimi caffè e cene a casa dei ministri come viaggio premio… direi che possiamo finalmente darla per morta.
Viene ufficializzata la grande corsa verso il niente, in cui l’appiattimento dei cervelli (manco culturale, semmai proprio quello delle sinapsi basilari) viene premiato come massima aspirazione possibile.
Vuoi mettere? Il più coglione avrà la visibilità di ben TRE MILIONI DI PERSONE. Anzi, i primi 4 COGLIONI.
Un’occasione da non perdere.

Ed ora mangiamo una pasta al salame che mi preparava mia madre quando ero piccola e che oggi, dopo quasi 25 anni, sono riuscita finalmente a riprodurre.
Una ciccionata, ma buona.

Go, go, go!

Risultati immagini per salvini cibo

Per preparare le farfalle al salame di mia madre, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di farfalle;
  • 100 grammi di salame ciccioso (tipo Milano o Napoli, per intenderci) tagliato sottile;
  • un cucchiaio d’olio;
  • una cipolla;
  • 50 grammi di paté di Olive Nere. Scegline uno buono, che poi san solo di sale. Io ho comprato una roba che si chiamava Le conserve della nonna e mi sono trovata bene;
  • 100 grammi di panna fresca. Nella ricetta vedrai quella a lunga conservazione perché ho cucinato la pasta di domenica e di domenica nel supermercato non c’è una ceppa;
  • 100 grammi di passata di pomodoro.

Sarà tutto molto veloce, quindi metti a bollire l’acqua della pasta.

Taglia a pezzetti il salame.
Trita la cipolla.

In una padella versa un cucchiaio d’olio e fai andare la cipolla.

Usa una fiamma medio bassa, gira spesso e fai andare per 5 minuti o comunque fino a quando si sarà ammorbidita.
Aggiungi il salame.

Non c’è bisogno di cuocerlo più di tanto, anzi. Bastano tre minuti scarsi.
Aggiungi poi panna, passata e paté.
Mescola il tutto.

Se hai usato la panna fresca fai andare la crema fino a quando si sarà leggermente addensata. Con quella a lunga conservazione, invece, puoi spegnere appena si mette a sobbollire.
Ricordati comunque di riaccendere la fiamma un minuto prima dell’arrivo della pasta: padella e condimento devono essere caldi.

Scola la pasta (senza buttare l’acqua) un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione e concludi la cottura in padella, bagnando con l’acqua di cottura se occorre.

Prepara i piatti e davanti a te dovresti avere una roba del genere:

image

Ed ora le tabelle nutritive aka Che cazzo ti stai mangiando.
Difficile essere precisi perché dipende dal salame che hai usato e dal tipo di paté di olive. Comunque, approssimativamente, ecco cosa stai per ingerire:

Calorie: 733
Carboidrati: 69g
Proteine: 29g
Grassi: 38g

Ciao e buon appetito!

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...