Orata all’acqua pazza

Sì, lo so che non si gioca col cibo. Però come non immortalarsi quando si stanno per pappare delle bestie così belle?

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, in piedi e spazio all'aperto

E in Africa si muore di fame ed allora Bibbiano. Le abbiamo dette tutte? 

Ormai ad essere carnivori bisogna sentirsi in colpa pure quando si è seduti al sicuro nel proprio gabinetto, figurati cosa mi potrà accadere dopo tanta ostentazione di morte.
Ma i Kaiju non hanno paura di niente, neppure delle orde sanguinarie di vegani che popolano il web.
Sì, ho due orate in mano e non temo di usarle.

Anche perché noi Kaiju siamo dotati di poteri incredibili, quindi checenefotteanoichecenefotte. 

Orata all’acqua pazza: che altro non è che un pesce cotto nel forno con un po’ di vino ed acqua. Punto. Facile, veloce da realizzare e con lavoro davvero minimo. In più è buonissimo, altrimenti non te lo starei proponendo.
Poi quant’è che non mangiamo pesce? Lo sai che il pesce fa bene alla pelle, fa bene ai capelli e se te lo mangi è pure meglio? Lo sai che lo iodio si può prendere solo tramite il pesce e non andando a fare le passeggiate al mare? Lo sai che bisogna prediligere le proteine vegetali, ma che pure quelle del pesce sono non demonizzate dai migliori oncologi?
Non lo sai? Ora lo sai.

E lo sai che gli integratori è meglio che rimangano dove stanno, ossia a casa loro?

Ora che sappiamo tutto questo dirigiamoci in cucina, difendendoci dagli sputi dei vegani e pure dei palestati ossessionati. Perché i Kaiju – lo ripeto – non hanno paura di NIENTE.

Go, go, go! 

Saltellando a zig zag per evitare gli sputi.

Per cucinare 2 orate all’acqua pazza, che basteranno per sfamare due persone, hai bisogno di:

  • 2 orate. Io le ho prese surgelate e pesavano circa 450 grammi ciascuna. Prima dello scongelamento il peso complessivo si aggirava intorno al chilo e due. Se le prendi fresche, fattele pulire perché qui non troverai nessun tutorial al riguardo;
  • 50 grammi di olio complessivi;
  • sale, pepe;
  • 300 grammi di pomodorini;
  • 30 grammi di olive nere denocciolate;
  • 30 grammi di capperi;
  • qualche rametto di prezzemolo;
  • 200 grammi di vino bianco;
  • 200 grammi di acqua.

Come ti ho detto, la pulizia io non l’ho dovuta fare, perché i miei pesci erano surgelati: se li compri anche tu così, ricordati di farli scongelare lentamente. Li prendi, li metti dentro ad una ciotola e li cacci in frigo per almeno 12 ore. Poi 2-3 ore prima dell’utilizzo, li sposti a temperatura ambiente e fai loro concludere lo scongelamento.
Sempre meglio non dare shock termici al cibo, che altrimenti potrebbe far cacare.

Quando MelB ha raccontato questi segreti sullo scongelamento, tutte le Spice non riuscivano a crederci. 

Per la pulizia, se hai preso le orate surgelate non devi preoccuparti: dovrebbero essere già prive delle interiora. Se hai la fortuna di avere un pescivendolo, fatteli pulire così ti eviti il lavoro lercio.

La ricetta è molto veloce, quindi puoi accendere il forno a 220 gradi, modalità statica.
Inizia a dissalare i capperi: devi sciacquarli bene dal sale, poi lasciarli in acqua per qualche minuto (in una tazza o un bicchiere)per fare disciogliere ulteriormente il sale. Cambia l’acqua almeno tre volte per essere certa di averli dissalati per bene.

Denocciola le olive con un coltello oppure con un denocciolatore.

Prendi la teglia che hai deciso di utilizzare e ricoprila con della carta da forno.
Versa 30 grammi d’olio e cospargilo per tutta la teglia. Adagia poi il pesce sopra.

Prendi due spicchi d’aglio, togli loro la camicia e poi tagliali in due.
Metti in ogni pesce, all’altezza delle branchie, uno spicchio d’aglio.
Le branchie stanno dalla parte della testa, che lo so che pure tu sei ignorante come me.

Infila poi del prezzemolo nelle panze.

Ora metti un filo d’olio su ogni pesce (10, 20 grammi massimo) e poi metti sale e pepe. Gira il pesce, metti sale e pepe pure lì.

Lava i pomodorini e tagliali in 2 o 4 pezzi (a seconda della grandezza). Un po’ infilali nelle pance, un po’ cacciali nella teglia, tutto intorno al pesce.

Cospargi i pesci anche con i  capperi e le olive.

Infine versa 200 grammi di vino e 200 grammi di acqua: non SOPRA il pesce, ma tutto intorno. Non bagnarli direttamente, insomma.

Ora siamo pronti per andare in forno.

Il tempo di cottura varierà in base alle dimensioni del pesce.
Le mie hanno avuto bisogno di 40 minuti netti. A metà cottura gira il pesce.

Come si fa a capire quando il pesce è cotto?
Quello che posso dire è che parte della pelle si era staccata e la carne era bianca. Se hai dei dubbi, incidi il pesce e guarda la carne: se è bianca, è cotta. 

Conclusa la cottura, lascia riposare nel forno per 10 minuti, socchiudendo leggermente il forno per fare calare un po’ la temperatura. 

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Prepara le porzioni ed ammira la bellezza:

Ciao e buon appetito!

Un pensiero su “Orata all’acqua pazza

  1. Pingback: Ottimo Orata all’acqua pazza: che altro non è che un pesce cotto nel forno con un po’ d… – Hälsovård

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