Frittata col tonno

Ho aperto il mio canale di podcast, su spreaker.

Sapevo che avrei attirato la tua attenzione.

Perché questo è il mondo in cui sempre meno leggono e sempre di più cagano il cazzo, il mondo di chi scrive ma senza conoscere l’alfabeto (io compresa), il mondo di chi ha carenze dell’attenzione gravissime (talmente gravi che sul cesso non riesce manco più a finire le etichette dei detersivi).
Quindi audio ricette piene di parolacce per tutti, che secondo me sto proprio riempiendo un buco.

Ti ho cambiato la giornata, vero?

Spot finito. Adesso parliamo di frittate.
Ormai ti ho scritto una decina di tutorial di frittate, ma una cosa forse ancora non te l’ho detta. E non te l’ho detta perché non la sapevo manco io.
Tieniti forte perché si tratta di una notizia bomba.
Pronto?
Bene. Esistono le padelle girafrittata.

E non reagire così male. Giuro che non lo sapevo prima, sennò te lo dicevo.

Mi pesa il culo, quindi non ho voglia di fotografare quella che ho in cucina ma in pratica si tratta di due padelle che si possono legare insieme al momento del giramento frittata. Quel momento che ti fa sudare freddo, che ti fa calcolare la densità del composto con difficilissime formule matematiche. Quel momento che è uno dei momenti più temuti, in cucina, secondo solo a quello in cui bisogna formare la cremina della cacio e pepe.

Il momento in cui ti fa andare nel panico.

Ormai l’ho usata diverse volte e mi trovo da Pazuzu, quindi te la consiglio. Non ho più spaccato niente, sembra persino pesare di meno: si becca il bollino Pizzakaiju approved.
Eddai, ti faccio vedere una foto da Google:

foto da google, chiaro segno che il pesaculismo in certi giorni prende proprio il sopravvento.

Sì, hai intuito bene.
Ti sto per dare un’altra ricetta di frittata, questa volta con tonno in scatola e limone. Niente male, veloce da fare e riempie tantissimo.

Go, go, go!

no, giuro, se ti compri quella cazzo di padella non dovrai più preoccuparti.

Per preparare una frittata col tonno, per due persone ed usando una padella da 28 centimetri di diametro, hai bisogno di:

  • 7 uova (che corrispondono a circa 350 grammi);
  • 300 grammi di tonno in scatola, al naturale;
  • prezzemolo;
  • 20 grammi d’olio;
  • una cipolla bella grande, del tipo che ti pare. Rossa è meglio, ma non ti sbattere;
  • sale, pepe;
  • la buccia di un limone.

Parentesi per il tonno in scatola. Fermo restando che si sta sempre parlando di quello al naturale perché quello con l’olio a stento è cibo, io ti consiglio quello zero grassi. Mica per la dieta, ma proprio perché è più buono. Di solito acquistavo i filetti, che almeno avevano una parvenza di apparenza di pesce, rispetto al tonno in scatola regolare. Poi durante il mio periodo di follia da dieta proteica ho comprato il tonno zero e niente, ormai acquisto solo quello. Ecco quale compro, sempre da Google e sempre perché mi pesa il culo:

E non mi stanno pagando per la pubblicità, bastardi.

Ha anche meno acqua nella scatoletta che è una roba comoda.
Iniziamo.

Ti linko qui un altro tutorial per frittate, che male  non fa.

Prepara un trito col prezzemolo.
Trita anche la cipolla.
Apri tutte le scatolette di tonno e togli loro l’acqua. Come? Schiacciandole con una forchetta all’interno di un colino, colino che ovviamente dovrai posare sopra una bacinella. Togline più possibile, poiché il liquido nelle frittate ci rallenta la cottura.

In una ciotola rompi 7 uova e poi sbattile brevemente, giusto il tempo di amalgamare rossi e bianchi.

Aggiungi sale, la cipolla, il prezzemolo. Grattugia la buccia del limone direttamente qui dentro, cercando di non raschiare la parte bianca (che tende all’amaro). Mescola bene.

Aggiungi anche il tonno e mescola di nuovo. Magari aggiungi altro sale, perché il tonno non è sapido.

Composto fatto, frittatiamo.
Come già detto, i tutorial delle frittate ormai dovresti averli stampati in testa.
Ma la cosa veramente importante – più del tipo di fiamma da usare e della quantità di olio, che sono variabilissime – è la padella. Deve essere antiaderente, sennò la frittata non ti viene. Oppure, per farla venire, devi cacciare litrate di olio e non è il caso.

Ti linko qui il tutorial per frittate dove si usa la fiamma alta.

Versa 20 grammi d’olio nella padella, accendi una fiamma media e distribuisci l’olio per tutta la superficie.

Dopo un minuto – il tempo sufficiente per fare scaldare l’olio – versa il composto e distribuiscilo in maniera omogenea.

Adesso parte il solito show della frittata: smuovi i bordi per non farli attaccare, stacca la frittata dal fondo muovendo la padella ed attendi che il composto, sulla parte superiore, non sia più liquido. Puoi usare una fiamma bassa (e ci metterai sei anni e mezzo, ma non avrai problemi di alcun genere) oppure una media. Puoi coprire col coperchio oppure no.
Io uso una fiamma media, copro col coperchio ed ogni tanto apro per assicurarmi che la frittata non sia attaccata al fondo.
Quale che sia il tuo metodo, quello che conta è che prima di girare la frittata ti assicuri che sulla parte superiore non ci sia liquido evidente, altrimenti sputtani tutto. Quanto ci vuole? Eh, dipende da come l’hai cotta. 
Dai 10 minuti ai sei anni, dipende quanto ci hai preso la mano. 

Io ho impiegato circa 10 minuti.

Ecco la mia, prima della giravolta.

Gira la frittata aiutandoti come puoi: il solito metodo del coperchio grande su cui poggiare la frittata per poi farla riscivolare in padella è valido.

La parte inferiore ha bisogno di meno tempo di cottura, bisogna solo farla colorare. Circa la metà del tempo che hai impiegato per l’altro lato. 
Anche in questa parte di cottura devi gestirti come desideri: fiamma media o bassa è una tua scelta di stile, ormai. Assicurati sempre che non si attacchi sul fondo, mi raccomando.
Il mio consiglio è di girarla un’altra volta per sincerarti della cottura.
Ecco la mia:

Sposta la frittata su un piattone ed attendi almeno dieci minuti prima di mangiarla. Diciamo che più si raffredda e più sentirai i sapori.

Cospargi la superficie della frittata con un po’ di pepe e mangia.

Ecco la mia porzione.

Ciao e buon appetito!

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