Meringhe

Creare le meringhe non è un lavoro semplice.
È una di quelle operazioni che formano il carattere: impari ad attendere, a valutare, ad osservare le pieghe dello spaziotempo.
Tutte le creature dell’universo provano un’irrazionale paura per le meringhe. Ma sbagliano a pensarlo. Perché non è irrazionale. È Vashta Nerada.

Se non cito Doctor Who almeno una volta a settimana non son felice.

Citazioni colte a parte, prenditi un giorno di tempo per costruirle. Meritano? Ni.

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Esatto.

Il punto negativo è che dopo UNA meringa hai gli zuccheri a palla e sembrerai un cocainomane.
Il punto positivo è che sono molto diverse da quelle che ho sempre mangiato nei bar: non sono dei pezzi di cartapesta zuccherosi.
Innanzitutto sanno di uovo. Poi fuori sono croccanti, ma dentro morbidose. Troppo buone.
Quindi vedi tu se provare, io la ricetta te la metto perché non è per un cazzo intuitiva ed io me la devo tatuare per non dimenticarla.

Ah, sappi che non saranno bellissime esteticamente. Al solito, è kaiju food.

A ben pensarci, assomigliano parecchio ad una versione bianca di Hedora. 

La ricetta non solo l’ho rubata ad Alice,ma mi ha anche seguito passo passo per tutta l’operazione. Senza di lei avremmo avuto dei pezzi di zucchero giallini, quindi se hai bisogno di dritte per cucinare dolci ora sai dove andare.

Go, go, go!

In cucina!

Per preparare delle meringhe hai bisogno di: 

  • albumi;
  • zucchero.

Ebbene sì, nessuna dose. Per una questione molto semplice: prima pesi gli albumi ed in base al numero ottenuto otterrai la quantità di zucchero. Il peso dello zucchero deve essere il doppio di quello degli albumi. 

Ma non è finita qui. Metti caso che tu abbia 60 grammi di albumi e quindi 120 di zucchero.
I 120 grammi di zucchero li devi dividere in tre parti, poiché dovrai aggiungerli in tre momenti diversi durante la montatura. 
Quindi procurati tre scodelline, ognuna delle quali dovrà contenere 40 grammi zucchero.
Ed ora cominciamo.

So che queste difficilissimi operazione matematiche ti sfiancano, ma resisti.

Dividi gli albumi dai tuorli. Stai ben attento che neppure una goccia di rosso finisca nel bianco, perché in quel caso non si monta più un cazzo.
Quindi STAI ATTENTO DIO BONO.

Versa gli albumi in una ciotola e aggiungi la prima parte di zucchero.

Monta con le fruste, senza mai fermarti.
Dobbiamo ottenere degli albumi montati fermissimamente ed ho notato che non c’è un tempo preciso. Dipende dalla quantità di albumi.
La prima volta ne ho montati 120 grammi ed ho impiegato quasi dieci minuti. La seconda volta ne ho montati 60 grammi ed ho impiegato la metà.

Detto questo, la seconda ondata di zucchero va inserita più o meno a metà del tempo complessivo di montatura. Ossia: deve essere già un po’ montato e cambiato, senza però essere solido.

Forse una foto può essere utile, anche se un composto bianco in lavorazione non è che sia tanto facile da immortalare:

Aggiungi dunque lo zucchero.

Continua a montare, senza fermarti e quando il composto è praticamente solido (tipo che manca un minuto alla conclusione), puoi versare l’ultima parte di zucchero.

Attenzione a non montare troppo gli albumi, che anche qui puoi sputtanere l’operazione. Quando vedi che ormai è piuttosto denso e le fruste diventano un po’ pesanti, fai delle prove rovesciando la ciotola. Quando l’albume sarà talmente fermo da poter rovesciare la ciotola completamente senza che il composto cada a terra, ti puoi fermare.

A questo punto puoi accendere il forno a 90 gradi. 

Prendi la teglia che hai deciso di usare e ricoprila di carta da forno.
Con un cucchiaio caccia delle palle di albume montato, un po’ distanziate l’una dall’altra.

Adesso inforna.
E sappi che ci vorrà un po’ e dovrai controllare spesso, perché ogni forno è a sé.
Le meringhe non devono cuocersi in forno, ma solo asciugarsi e lo faranno LENTISSIMAMENTE. 
Puoi iniziare a farle andare per un’ora e mezza a 90 gradi, poi controlla. Se non sono umide né sopra né sotto, ok. Se sono umide, prolunga.
Le mie hanno avuto bisogno di due ore e mezza.

Finita questa prima fase ed appurato che le meringhe non sono più umide all’esterno, continua la cottura per un’altra ora a 65 gradi. 

Infine spegni e lasciale nel forno fino a quando saranno del tutto raffreddate.

Tutte queste operazioni dovrai compierle mettendo un cucchiaio sulla chiusura del forno, per evitare che si chiuda completamente e si formi la condensa.

Dopo tutto questo, dovresti avere delle cosette come queste, davanti a te:

Ovviamente non prendere i tempi che ti ho dato come assoluti: impara a capire come riscalda il tuo forno e trova i TUOI tempi, poiché le meringhe sono Vashta Nerada, te l’ho detto.

Ciao e buona merenda.

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