Frittata al forno ( + leggere romanzi senza saper leggere né scrivere)

Viviamo nel migliore dei mondi possibili.
In un posto in cui trovano la soluzione a tutto, persino al superfluo.
Perché io sto leggendo, finalmente. Senza manco prendere in mano un libro, un eReader, un tablet.

Ti vedo interessato.

Ci ho provato seriamente con i 30 minuti di lettura al giorno. Già al terzo giorno trovavo scuse. Al quarto mi sono addormentata alla terza riga.
Allora ho abbassato il tiro. Non ce la faccio a trovare la forza di affrontare i 30 minuti. Mi impongo UN CAPITOLO al giorno. Dai, ce la posso fare. 

Ho fallito subito. La sera, a letto, ero troppo stanca pure per ricordarmi perché desiderassi così tanto leggere un romanzo.

Ho mandato a fanculo tutto e ciao.

Poi il solito Rick DuFer parla di audiolibri e di audible ed io ci provo. Mi avevano già consigliato di darmi all’ascolto, ma io subito con i miei NO da retrogrado, tipici di quello che si vergogna di accettare il presente. Come se ci fosse una qualità intrinseca nell’atto di leggere. Quando qui il punto vero è soffermarsi su una narrazione. Se la legge la voce nella mia testa o quella di un attore, poco cambia.
Così ho messo su La casa in collina di Cesare Pavese.
Sono passati due giorni e sono quasi a metà romanzo.

Grazie, grazie.

Ho scoperto di avere un buco di almeno 40 minuti al giorno, mentre lavo i piatti e metto a posto la cucina. Un buco in cui non posso fare niente di niente, se non ascoltare l’acqua che scende e cristare per le posate che mi cadono a terra. Adesso leggo.
E lo so che arriverà subito l’estremista che sosterrà che quella non è lettura e forse è così, forse non ha poi tutti i torni. Ma non sono mai stata una grande sostenitrice dei riti e se farmi leggere un romanzo di Pavese è l’unica alternativa a non leggerlo e basta, preferisco riempirmi le orecchie di racconti di guerra, di bombardamenti su Torino ed aneddoti prepartigiani che stare là ad ascoltare il rubinetto del cazzo.

E tu sconvolgiti, se vuoi.

Sono così abituata ad ascoltare cose (tra podcast, video youtube e dialoghi surreali online) che questo è il momento perfetto per scoprire gli audiolibri. Mi sono resa conto di distrarmi molto di più proprio quando sono al comando supremo della lettura: fisso il vuoto, prendo il telefono, accendo la nintendo, rileggo la stessa riga 34 volte.
Così no. Così ascolto e basta. E se capita che vado con la mente per un secondo e mezzo, basta che mi renda conto che non posso mettere pausa, che per farlo devo togliere le mani dall’acqua, levarmi la cuffia, raggiungere il cellulare… per tornare subito con l’attenzione piena. Che sai che due coglioni, trovare di nuovo la temperatura giusta dell’acqua per lavare i piatti.

Insomma, se hai il mio stesso problema prova Audible e vedi un po’ come ti trovi.

Sìsì, l’odore della carta. Il feticismo del libro. Sìsì.

E adesso frittata al forno, con tanta verdura che fa bene alla pelle, fa bene ai capelli e se te la mangi fa pure meglio.

Go, go, go!

Per preparare una frittata al forno, per due persone, hai bisogno di:

  • 7 uova. Peso complessivo: 380 grammi.
  • 50 grammi di parmigiano;
  • sale, pepe;
  • 120 grammi di carote;
  • 180 grammi di zucchine.

Useremo una teglia da 20×20.

Accendi il forno a 180 gradi, modalità statica. 

Inizia lavando la zucchina e raschiando la carota con un pelapatate.
Grattugia la zucchina con la grattugia (e con che cosa, sennò?) usando i buchi larghi:

Otterrai questo:

Stessa cosa con la carota. Grattugia coi fori larghi ed unisci alla zucchina.

Rompi le uova una alla volta in un bicchiere (così evitiamo che un uovo marcio possa farci bestemmiare più del dovuto) e poi riversale in una ciotola.
Sbattile brevemente, con un pochino di sale e di pepe.

Grattugia 50 grammi di parmigiano a polvere e caccialo nella ciotola.

Mescola di nuovo. Aggiungi le verdure.

E mescola ancora.
Fodera una teglia con la carta da forno e rovescia lì sopra il composto ottenuto. Cerca di distribuirlo in maniera uniforme, usando un cucchiaio o una spatola.

Adesso inforna. 180 gradi per 30 minuti. Ovviamente il tempo è sempre relativo, ogni tanto controlla e per sapere se è pronta fai la prova con lo stuzzicadenti: perfori la frittata in più parti e se lo stuzzicadenti esce non umido, la frittata è pronta.
Se la vuoi più secca, dovrai prolungare la cottura. Ma a quel punto saprai tu come desideri che diventi.

Ti faccio vedere l’interno. La mia frittata era molto, molto umida. E sono stata contenta così.

Ciao e buon appetito!

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...