Risi e Bisi

Non è vero che il mondo è pieno di possibilità.
O forse è vero, ma io non ne vedo.
O, ancora meglio, ne vedo tante, di possibilità. Ma sono TUTTE UGUALI.

È vero pure che le prospettive da poca fantasia sono forse diretta conseguenza del mio essere noiosa e senza immaginazione. C’è gente che si inventa personal trainer di tigri e leoni, c’è chi decide di fare il giro del mondo saltellando su un piede solo, chi ha crisi mistiche e si trasferisce in India a fare il santone e chi – e non è banale per nulla – si trasforma in una piccola Pollyanna e scova la meraviglia in ogni angolo della casa.

#marveledit from MARVELHEROES

Non è detto, immagino ci sia molta saggezza nel vedere la gioia in ogni cosa.

Non ho grandi desideri.
Negli ultimi anni sono molto cambiata.
Sono sola e mi comincio a bastare.
Non cerco più fuori da me quel che non c’è.
Non proietto su un’altra persona le mie aspettative. Ed è abbastanza facile, perché non ho aspettative.
Forse ho trovato un amico e non avevo amici da troppo tempo (mi chiedo, onestamente, se ne abbia mai avuto uno).

Cara Ape Maia, non ti illudere: se anche trovi qualcuno, è una testa di merda.

Quello che mi piace è cambiato. Non ho più l’ansia della morte e della conseguente fretta di mangiare film, videogiochi, libri. Oggi ci sono, domani non sarò più… e se sparissi prima di aver letto Moby Dick?
Ma cara Pizzakaiju, arrenditi, Moby Dick non lo leggerai mai, non finirai mai la saga di Lupo Solitario né ti appassionerai a Dark Souls. No, smettila, non combattere contro te stessa: non accadrà e basta.

#Kamen Rider Stronger from 氷の涯

Salutiamo i progetti che non realizzeremo mai.

Però ho una bici, un balcone su cui mi piace trascorrere le ore, il mare a due passi, dei fumetti che potrei andare a leggere in spiaggia.
Mi piace scrivere, cucinare e il mio momento preferito nell’ultimo periodo – dopo l’alba, sai che adoro l’alba – è il primo pomeriggio, dopo pranzo.
Sto sulla sdraio, computer sulle ginocchia, guardo tutorial di cucina per ore. Mi rilassano tanto. E non mi sento più in colpa per non essere produttiva, non cerco più significato nel mio stare bene in quei momenti in cui sto bene. Quando sono felice, ci faccio caso. E non sono felice mai… ma contenta sì, contenta spesso.

Tumblr: Image

Gif del relax.

Ma parlavo di possibilità, di prospettive, di domani. Non vedo il domani. Quasi non mi interessa più. Mi sono accorta da tempo di vivere in un’eterna stasi, in attesa di cose che non desidero. In attesa forse di essere stupita da qualcosa, perché se io non sogno non desidero e se non desidero attendo senza sbocchi.
Forse il tempo mi regalerà qualcosa.
Oggi ho scoperto che il tempo viaggia in maniera diversa a seconda dell’altezza in cui ci troviamo. Un orologio posto a due metri di altezza ed uno a rasoterra segnano orari diversi. Interessante. Poco utile, forse, ma interessante.

Ed è tutto il giorno che penso al fatto che non siamo rappresentati da quello che la gente chiama Essenziale ed io ancora non ho capito che sia. Noi siamo il superfluo. Siamo un insieme di passatempi e gioie e dolori costruiti. La gioia di un bacio, non è fosse superfluo? Sì. La gioia o la tristezza data da una poesia o da un libro, non sono superflue?
TUTTO è superfluo.

#filmedit from carriewhlte

Ti vedo preoccupata per via di queste affermazioni.

Siamo il risultato di tutto ciò che accantoniamo, degli oggetti che abbiamo lasciato indietro o che non avremmo voluto lasciare indietro ma intanto sono diventati solo oggetti. O foto sbiadite. O nostalgia.
Così penso al mio, di superfluo.
All’odore dello stucco di quando ero piccola, quando mio padre lavorava il muro del cortile.
A quando si doveva raccogliere le foglie cadute in giardino o si doveva mettere il verde rame sull’uva.
All’alloro ed al fico dietro casa.
Alla tazzina piena di nutella di nonna, alla panetteria, alla schedina di nonno, a quel letto vecchissimo, su cui si poteva saltare, che ho visto aprirsi poche volte perché da nonna non mi lasciavano rimanere quasi mai.
A quelle notti passate con M. a giocare a Vegeto (e ne parlerò, prima o poi ne parlerò, sono dei ricordi così belli).
Alla scatola con tutto: concerti, biglietti del cinema, fotografie, bigliettini scritti da amici che non vedo più. Quella scatola si è persa in un trasloco e mi sembra giusto così.

#bbelcher from sign my tits, tom james!

Gif con frase a caso perché è un post introspettivo e ci vanno le gif con le frasi.

Ho letto questa mattina una stupenda poesia di Borges, Elogio dell’Ombra. No, non leggo poesie, eppure l’universo ha deciso che non potevo più esistere un minuto di più senza questi versi:

Nella mia vita son sempre state troppe le cose;
Democrito di Abder si strappò gli occhi per pensare;
il tempo è stato il mio Democrito.
Questa penombra è lenta e non fa male;
scorre per un mite pendio
e somiglia all’eterno.
Gli amici miei non hanno volto,
le donne son quello che furono in anni lontani,
i cantoni sono gli stessi ed altri,
non hanno lettere i fogli dei libri.

#bloodstream from Your Tears Are All The Pay I'll Ever Need

Ho capito, non te ne frega un cazzo, non c’è bisogno che accampi scuse.

Mi sento così.
Tutto quello che ho lasciato mi sembra tanto lontano quanto poetico. Borges scrive ” Ogni minimo istante dello ieri e degli ieri del mondo posso infine scordare“. Mi posso abbandonare al vuoto presente e futuro: senza scalpore, senza tremore, senza ansia o senza eccitazione. È quel che è. Sarà quel che sarà.

Ma ora parliamo di risi e bisi.

#Filmedit from Classichorrorblog

Sì, parliamo di cibo: il momento che davvero ti interessava.

Risi e bisi non è una minestra, non è un risotto. È una via di mezzo: senza tanto brodo, ma senza l’onda (che nessuno sa cos’è, ma viene nominata da tutti).
È buono? È buono.
È pesante? Eh, un po’ sì.
La particolarità sta nel brodo, che dentro ha pure i baccelli dei piselli.
Ma andiamo in cucina che ti spiego.
Go, go, go!

Per preparare risi e bisi, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Vialone Nano;
  • 350 grammi di piselli sbaccellati. Orientativamente compra circa un chilo e mezzo di baccelli. La logica è sempre moltiplicare il peso che ti serve ALMENO per tre, per essere sicurissimi di averne abbastanza;
  • i baccelli dei piselli;
  • 40 grammi di burro complessivi;
  • 50 grammi di parmigiano grattugiato + una spolverata da mettere sui piatti;
  • sedano, carota e cipolla per il brodo vegetale;
  • 100 grammi di pancetta tesa.

Ci sono un po’ di premesse da fare.
NO: non puoi usare i piselli surgelati, proprio perché la ricetta prevede i baccelli. Sempre se la vuoi seguire fedelmente.
NO: niente dado questa volta. Una delle particolarità del piatto sta nel brodo. Insomma, si lega al discorso baccelli.
L’uso del Vialone Nano è molto consigliato, poiché è un riso che si adatta bene al risultato mezzo minestroso che vorremmo ottenere.

#Filmedit from Classichorrorblog

Ho finito, non metterti a mangiucchiare che ti rovini l’appetito.

Detto questo, prepara il brodo: due litri di acqua in una pentola, salala con del sale grosso (come se stessi facendo la pasta) e caccia dentro una carota pelata, una costa di sedano (anch’essa pelata) ed una cipolla pelata e tagliata a metà.
Chiudi col coperchio, porta a bollore e poi abbassa la fiamma al minimo e fai cuocere per 40 minuti.

Nel frattempo vai a sbaccellare e poi lava bene i baccelli.
Mi raccomando fallo e butta via i baccelli con muffe o roba poco chiara.

Dopo i primi 40 minuti di brodo, metti pure i baccelli là dentro.

Chiudi di nuovo col coperchio e fai andare per un’altra ora. 
Fatto questo, leva cipolla, sedano e carota e poi trita tutto col mixer ad immersione.

Ora succederanno due cose: innanzitutto bestemmierai, perché i baccelli si saranno attorcinati alle lame del mixer e per toglierli sarà un culo così.
Poi dovrai metterti a filtrare il brodo, perché lì dentro c’è un sacco di roba fibrosa immangiabile.
Prendi dunque un colino e fai passare il brodo, togliendo tutto il toglibile.
Avrai questi resti:

Ok.
Il brodo ce l’abbiamo, rimettilo sulla fiamma, porta a bollore e poi partiamo.
Mentre attendi le bolle taglia a pezzetti la pancetta, trita la cipolla e pure un po’ di prezzemolo.

Partiamo.
In pentola/padella da risotto metti 20 grammi di burro, la cipolla, il prezzemolo e la pancetta. Fiamma bassa, facciamo andare per qualche minuto.

La cipolla deve ammorbidirsi, la pancetta deve rilasciare un po’ di ciccia. Quindi dopo circa 5 minuti puoi unire i piselli.

Fai insaporire per tre o quattro minuti, sempre con una fiamma medio bassa, poi metti dentro il riso e copri col brodo.

Anche se non è un risotto, la cottura è la medesima, solo vai un po’ più di manica larga con il brodo. Deve essere sommerso per l’intera durata della cottura (che è fedele ai tempi indicati sulla confezione). Gira spesso, stai attento che non si attacchi sul fondo, mescola.

Ti consiglio di cuocere tutto con il coperchio, così non rischi di fare evaporare troppo il liquido.

Mentre attendi grattugia il parmigiano. 

Verso la fine deve essere molto liquidoso:

Spegni e manteca. Butta dentro 20 grammi di burro e tutto il parmigiano. Mescola bene e non c’è bisogno di riposare: si mangia.

Nel caso il riso si fosse bevuto troppo brodo e tendesse ad essere papposo, limitati ad aggiungere altro brodo dopo la mantecatura (non ti vede nessuno, sarà il nostro piccolo segreto).

Prepara le porzioni e cospargi ogni piatto con poco parmigiano (talmente poco che non l’ho messo nelle dosi) e prezzemolo.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

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