Pasta con burro e parmigiano (quella difficile).

La spontaneità mi porta un certo disagio.

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La reazione comprensibile di chi sta per leggere questo post e sa già che sarà pieno di seghe mentali.

Forse non sono io a scrivere, ma l’ansia che si porta dietro un caffè potentissimo. Ho un po’ di tachicardia, sono le sei del mattino, ho finito di guardare i miei siti preferiti ma è ancora presto per allenarsi.
Voglio stare ancora qui, un attimo, a pensare. E percepisco l’ansia.

Ansia per essere come sono.
Ansia per essere come sono e mostrarlo al mondo.

Beata lei, io sono un concentrato di obbrobri.

Che fa strano, detto da me, perché sto facendo del mio essere senza trucco e senza inganno (venghino signori, venghino!) il fulcro del mio condividere online. Tutti con le scope nel culo, con le unghie laccate mentre cucinano, tutte truccate mentre sollevano pesetti inutili per allenarsi, tutti impostati, tutti alla ricerca della perfezione costruita da un’estetica televisiva. Io invece no. Io sudata, io incazzata, io senza la tinta, io in mutande, io ruttante, io e basta.

#batman from Tales from Weirdland

Senza trucco e senza inganno.

Però è facile essere IO in una storia instagram. Persino facile vomitare qui, sul blog, i miei pensieri più intimi. Basta fingere che nessuno leggerà mai, giocare di sottintesi, non raccontare mai le motivazioni di quei pensieri. Essere chiari e criptici, farsi capire solo da chi sa. E in fin dei conti non sa nessuno. Manco io.

Quello che non è facile è essere IO con qualcuno. Accettare di essere senza controllo, a 12 anni come a 40 e come – temo – a 80.

#dwedit from winter is here

Ma non lo posso sapere in anticipo.

Sono preda di entusiasmi che è difficile frenare e non so manco da dove nascano. A volte sono preda di bassi molto bassi, impossibili da tenere a bada. Insomma, sono umana: sono stanca, felice, logorroica, insicura, incazzata, a tratti ingestibile. E quando sono IO – quando questi stati d’animo escono fuori da me e vengono assegnati ad un altro – la sensazione è sempre quella dell’ubriacatura.
Il giorno dopo ti svegli e dici MA CHE CAZZO HO DETTO IERI?

#horroredit from Some Of Our Stars Are The Same

Non mi accetterò mai per quello che sono.

Ho sempre detestato perdere il controllo della mia testa. Quindi detesto l’alcol (anche se le ubriacature sono state fin troppe, nella mia vita) e tutto ciò che mi fa smarrire la ragione, anche in maniera temporanea. Detesto l’entusiasmo, ormai. Lo so, non dovrei, perché l’entusiasmo è una cosa positiva, no? Eppure lo sento fuori posto. Lo sento come un’ubriacatura.
Mi pare – quando l’entusiasmo scema – di aver guardato tutto attraverso una luce stroboscopica, di essere stata preda ad allucinazioni autoindotte. Perché la noia della normalità a volte è insostenibile.

Qualcuno ha scritto allucinazioni?

Poi c’è l’altro pensiero. Quello che mi dice che l’entusiasmo che io cerco di frenare è la paura di essere abbandonata. Che metterla giù così è un po’ pesante. Mica sono un cane, mica posso essere lasciata sull’autostrada. Sono una persona adulta, esisto pure se mi si nega e annega e rinnega. Ma in fin dei conti i traumi passati tornano.
Eppure c’è un’altra cosa che io so che dovrebbe rasserenarmi: non ricordo di essere stata mai abbandonata. Ricordo di avere abbandonato oppure di essere stata rifiutata a priori. Ma di solito la stanchezza coglie me, per prima. Quindi da dove nascano i miei timori proprio non lo so.

Image from Horror/Sci-fi Fan

E non ho mai il tempo di vederci chiaro.

Ma c’è anche un altro pensiero, che mi mette sempre più ansia.
E se l’entusiasmo fosse giustificato? Se in fin dei conti esistesse quel qualcosa in più in cui non voglio credere? Se quello stato di ubriacatura perenne non fosse un’ubriacatura, ma fosse felicità ed io non ho mai saputo riconoscerla?
Il mio cervello però grida. Grida che la felicità è solo questione di ormoni, di percezioni che nulla hanno a che fare col VERO. Il cervello grida e canta quei versi là, di una canzone degli Afterhours che non ascoltavo da un decennio.

#gif from Indizi dell'avvenuta catastrofe

Questi tipi qui

I geniali progetti che sono tutti uguali
Ed i geniali discorsi diventano banali
Ma la cosa più strana della nostra vita
E’ che scivola fra le nostre dita

Bisogna esser pronti ad abbandonare ciò che crediamo fondamentale, altrimenti prima o poi diventeremo miserabili. Se la nostra gioia e serenità si basano su elementi al di fuori di noi, prima o poi quegli elementi potrebbero mancare. Quando mancheranno, mancherà pure il nostro mondo.
Lo diceva pure qualcuno di famoso. Forse Seneca. O forse Gigi Sabani.

#doctor who from oscar winner peter capaldi

Non ricordo mai le nozioni importanti.

Forse io vivo così, sospesa tra il desiderio e la necessità di distacco. E faccio male tutto.
Rido e piango senza farlo per davvero, in modo da poter rinnegare in ogni secondo ciò che son stato.
Mistificazioni. Ecco cosa sono: un groviglio di mistificazioni.

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Anche sì. Ma se non lo dici in svedese non vale.

Mistificare, credere e combattere. Cosa, non è dato sapere.
Ma se mi guardassi dentro quel che dico mi vedresti urlare quanto son contento.

Parliamo di pasta al burro, va.

Un paio di anni fa ho visto Don Camillo e Peppone seduti al tavolo, a mangiare questi spaghetti al burro con una chilata di parmigiano.

Tra poco si siedono tutti e due e mangiano.

Mi sono alzata, sono andata a prepararmene un piatto, ho scritto la ricetta e da lì ho capito che QUELLO era il mio piatto preferito. Eppure non lo mangio mai, troppo occupata a sperimentare e a provare roba nuova. Mangio più risotti (che non amo particolarmente) dei miei spaghetti al formaggio. Le stranezze di un foodblogger wannabe. 

Qualche giorno fa, parlando di cibo (ed io parlo sempre di cibo, ormai) L. mi parla di questa “pasta al burro leggendaria” che a casa si mangiano spesso. Mi spiega come si prepara, mi racconta che c’è pure la variante col tonno in scatola.
24 ore dopo ho provato entrambe, mi sono piaciute ed ora ti passo il procedimento.
Più che pasta al burro leggendaria io la chiamerei Pasta al burro, quella difficile, perché non ti basta sciogliere il burro, mescolare il parmigiano e mangiare, un paio di cose le devi fare.
Ma ora ti spiego.

Go, go, go!

#ThunderCats from An Immortal Emperor in a Mundane Universe

In cucina.

Per preparare la pasta al burro (quella difficile) per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti o altra pasta;
  • 60 grammi di burro. Ti consiglio di usare quello fatto in casa ed il procedimento lo trovi qui;
  • 100 grammi di parmigiano oppure 150 grammi di tonno al naturale.

Nella versione col tonno puoi aggiungere il parmigiano, se ti piace. A me piace, ma SOLO a me. Quindi l’ho cacciato solo sui piatti.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Intanto in padella metti il burro. Non accendere la fiamma. 

Se stai facendo la versione col parmigiano, grattugialo a polvere.
Se stai facendo la versione col tonno, aprilo e sgocciolalo bene. Magari mettici un po’ di sale.

Tira fuori la pasta molto in anticipo, di tre minuti. Non buttare la sua acqua di cottura.
Caccia la pasta in padella.

Accendi una fiamma bassa, bagna con un po’ d’acqua di cottura. Poca per volta, son solo tre minuti di cottura e non stiamo facendo una minestra. 
Versione con le penne:

Versione con gli spaghetti:

Stacci dietro. Gira di continuo, aggiungi poca acqua per volta se serve.

A fine cottura ci dovrà essere ancora liquido, ma poco:

Ora dobbiamo unire gli ingredienti.

Versione 1: TONNO.

Metti il tonno in pentola:

Fiamma bassa, fai amalgamare.
Se occorre bagna con dell’acqua per fare tutto più cremoso. 

Prepara i piatti, spolvera con il pepe ed avrai una roba del genere davanti a te:

E questa era facile.
Ora veniamo alla VERSIONE 2: quella col parmigiano.

Hai fatto cuocere gli spaghetti a fiamma bassa? C’è ancora del liquido?
Bene.
Ora spegni la fiamma, magari fai anche raffreddare un po’ la pentola un 30 secondi.
Poi unisci parte del parmigiano.

Mescola con le pinze. Quando il formaggio si è sciolto, aggiungi altro parmigiano. Rimescola con le pinze. E ripeti l’operazione fino a fine formaggio.

A fine operazione otterrai una crema liscia ed omogenea:

Cosa può andare storto? Molte cose.
Per esempio la padella potrebbe essere troppo calda ed invece di formarsi la crema, il formaggio tenderà o ad attaccarsi alla pentola o a cagliarsi. Niente di male, sarà buona lo stesso, ma la prossima volta dovrai aggiustare il tiro.

Ciao e buon appetito!

Un pensiero su “Pasta con burro e parmigiano (quella difficile).

  1. Pingback: Spaghetti Cibo Degli Dei (altro che Poverella) | La cucina e le bestemmie di Pizzakaiju

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