Alette di pollo al forno

Tutte le mattine mi sveglio con mille voglie.
Voglio, voglio, voglio. Film, videogiochi, libri, trattati di astrofisica.
#90scartoons from 90s Cartoons

Mi sveglio carica, insomma.

Ma poi arriva il pomeriggio. Mi siedo sul balcone, faccio finta di abbronzarmi e sto là. Penso, ascolto musica, non faccio nulla. Le voglie vanno in letargo.
Per me è una cosa nuova, perché ho sempre avuto questa smania di fare, fare, fare, fare prima che fosse troppo tardi.
Adesso mi sembra che tutte quelle ore passate davanti ad uno schermo siano state sprecate, gettate via. Non è vero, è ovvio che non è vero, perché in me c’è tantissimo di derivativo. Forse sono COMPLETAMENTE derivativa.
Quello che io identifico come Alice è solo il complesso di ciò che ha alleviato la mia noia. La Tokyo devastata da Godzilla, le corse notturne di Travis Dent,il Ghiaccio 9 di Vonnegut.
Tumblr: Image

Per non parlare della teatralità di Vincent Price.

Ora basta, però. Ora voglio raschiare le superfici. Vorrei vedere l’essenza, capire se esiste, un’essenza.
Ho la necessità di spogliarmi del passatempo per assaporare me stessa. Trascorro le giornate a parlare di sapori (delle zucchine della frittata di mia madre, della frittura poco oliosa, delle creme di formaggio) ma poi non conosco il mio, di sapore. L’unico che forse conta.
Difficoltà nel percepirsi esistere, necessità di rendersi conto di esistere.
Voglio rendermi conto di stare vivendo.
#the lord of the rings gif from ATOMIC CHRONOSCAPH

Gif che rappresenta l’importanza di ascoltare persino il proprio respiro.

Le giornate, con la tv spenta, sono diventate molto più lunghe. La cosa assurda è che non mi annoio più. Trascorro pomeriggi guardandomi i piedi ed è come accorgersi di loro per la prima volta. Ah, quelle dita a caccola! Ah, che piedi da Hobbit.
Sono derivativa pure nelle descrizioni dei piedi, di nuovo senza parole originali.
Chissà chi sono io, sotto quella scorza enorme fatta di fotogrammi cinematografici, frasi di canzoni, colonne sonore.
Se hai bisogno di vedere te stesso, vai all’anagrafe. Guarda la tua carta d’identità.

Anche nel futuro futurissimo esistono i documenti.

Nome, cognome, età, colore dei capelli, luogo di nascita, altezza. Già il mestiere non ci rappresenta (lo hanno forse tolto dai nuovi documenti, se non ricordo male). Tutto il resto è costruzione, un vestito da indossare, una posa, una maschera, una derivazione.
Alice, 158 cm, nata il 6 maggio.
Nulla di più.
Forse potrei aggiungere 6 trazioni di massima in una serie. Dato volubile, perché la forza potrebbe diminuire ed aumentare. Ma pure l’altezza, in fin dei conti: non ci ingobbiamo, man mano che ci avviciniamo alla fine?
Ah, com’era partito bene, questo pezzo. Poi ascolto Carmelo Bene dire robe come Meglio morir di vodka che di tedio e mi scoppia l’embolo.
#covid19 from Super Inframan!!

Una battaglia all’ultimo sangue dentro me.

Come disse il poeta, dopo aver pianto tanto sulla storia, io voglio vivere un tantino felice. Domando troppo, è vero, a quanto pare.
Non ho nemmeno pensieri miei.
Tutto quello che scrivo la mattina, il pomeriggio già mi fa schifo.
Le foto di ieri, invece, quelle mi sembrano migliori di quelle scattate oggi. C’era qualcosa in più che oggi mi sfugge.
Andiamo a mangiare, che è meglio.
Prepariamo delle alette di pollo al forno.
Go, go, go!
#Airplane! from ⚙️

Sigla!

Per preparare delle alette di pollo al forno, per due persone, hai bisogno di:

  • 600 grammi di alette di pollo;
  • il succo di mezzo limone + la sua buccia;
  • prezzemolo;
  • 2 uova;
  • sale;
  • pangrattato che non ho misurato, ma non superava i 100 grammi;
  • olio, anche questo misurato a braccio. Ma non ho superato i 20 grammi.

La ricetta è facilissima e velocissima, quindi accendi il forno a 180 gradi.

Ti presento le alette di pollo:

In una ciotola metti 2 uova, la buccia di un limone, il succo di mezzo limone, un po’ di sale.

Sbatti tutto brevemente.

Sala il pollo su ogni lato.
Trita il prezzemolo.

Mescola il pangrattato col prezzemolo.

Ora andiamo di panatura. Alette prima nell’uovo e poi nel pangrattato. Poi mettilo su una teglia foderata da carta forno.

Cospargi con un filo d’olio. Ogni aletta deve averne un pochino. Così:

Ora inforna per 45 minuti. Se hai il ventilato, anche meglio (io non ce l’ho).

Ecco cosa uscirà dal forno:

Prepara i piatti e goditi potere e bellezza delle tue ginocchia:

E poi canta, balla, rilassati, calla, rilalla, banta, rilanta, cassati, bassati: 
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Ciao e buon appetito!

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