Tortiglioni con salsiccia e crema di asparagi

Mi pesa scrivere. Sento le dita di roccia.
Penso starò in silenzio.
Mi allenerò in silenzio.
Mangerò in silenzio.
Guarderò un film in silenzio.

Sono come quei cliché ripetuti all’infinito, magari in un bel film con Vincent Price: la locanda con la gente che ti guarda male, la casa che tutti evitano perché stregata, il paese in cui un evento/creatura ha plasmato l’inquieto vivere degli abitanti.

E le entrate in scena plateali. Non dimentichiamo.

Tutto teatrale, tutto stucchevole.
Divertente, per carità. Ma giusto quando dura un’ora e venti. Di più no. Figurarsi una vita alla Vincent Price, quanto possa risultare intollerabile.

Voglia di roba a caso che poi si trasforma in abbattimento, in Ma che cazzo me ne frega, in Ma chi me lo fa fare.

Andare a vedere uno spettacolo di Roberto Mercadini.
Incontrare persone in giro per l’Italia, mangiando robe locali e conoscendo voci e posti nuovi.

Il solito temporale con i lampi e tuoni al momento giusto, per fare atmosfera.

Rompere la quarta parete e dare una fisicità a Rick DuFer , partecipando ad un qualsiasi suo evento. Eventualità fantascientifica fino ad un anno fa, quasi necessità incarnata in questo periodo.

Ne ho scritto altre volte. Il suo modo di utilizzare il web e di comunicare ha modificato il mio. In quasi due anni la mia testa non è più la stessa, non perché mi abbia illuminato con concetti filosofici, ma perché mi ha fatto tornare a pormi domande. Usare la filosofia per osservare la propria vita. Ma una volta osservata va cambiata?
Forse.

Il fatto è che in queste mattine qui – mattine dove ho dormito poco, male, dove sto sudando ancora gli incubi notturni di cui avrei potuto essere succube se solo mi fossi addormentata – mi domando se poi ci sia davvero uno scopo al di fuori di me.

Incubi con la solita vecchia strega. O al massimo con scheletri camminanti.

Il mondo è composto da persone. Di persone ne ho incontrate tante.
Quello che ho ottenuto, invariabilmente, è stata tossicità, distruzione, dipendenza, attimi di serenità pagati salatissimi.

Questa notte mi sono venuti in mente eventi e personaggi a cui non pensavo da decenni. Per fortuna, aggiungerei. Li ho di nuovo rinchiusi nello sgabuzzino, non valgono un secondo del mio tempo. Non allora, non oggi.

Tornassi indietro avrei una lunga lista di nomi di individui da lasciarmi come monito: quando li incontrerai, ignorali. Poi però so che la storia non può essere riscritta, Not Penny’s Boat, e che se non avessi incontrato quegli stronzi ne avrei incontrati degli altri. Diversi, ma sempre gli stessi.
E allora tanto vale lasciare tutto così.

Le espressioni caricate per far capire allo spettatore le sottili sfumature delle scene a cui sta assistendo.

Il caffè mi sta lasciando una tachicardia.
Vorrei essere adeguata a quello che accade. Non lo sono mai.
Vorrei essere libera da pensieri angoscianti. Non lo sono mai.
Vorrei vivere in un video di Gabbani, invece abito in quadro di Hieronymus BoschSono tossica come lo erano le persone che hanno formato il mio carattere.

Io solo una pallida imitazione.

Parliamo di pasta con asparagi e salsiccia.
Ricetta di Luca Pappagallo, la trecentesima.
Che noia, che barba, che buona.
Non ho cambiato un cazzo, puoi andare direttamente a vedere il suo video (che tanto copio, come sempre, in fondo al post) e comunque la sua pasta è sempre più bella e coreografica e colorata della mia. Anzi, da bravo Sensei stile giappo si è limitato a dirmi Che merda e mi ha fatto mettere e togliere la cera per un’intera settimana, quindi sai già cosa aspettarti dalle mie scarse capacità culinarie.

Quando penso a Pappagallo, penso sempre a questo film qui.

Ma tu sei qui per lo show, lo so che sei qui per lo show.
E quindi cuciniamo male da dio.

Go, go, go!

#the horror hall of fame from Only 70's Gifs

Mi manca solo dormire in una bara. Oggi la compro.

Per preparare dei tortiglioni con asparagi e salsiccia, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di tortiglioni (o altra pasta corta, magari bucata);
  • 300 grammi di asparagi (peso pulito) per fare la crema, più abbondanti punte. Se anche da te li vengono a mazzetti da mezzo chilo, comprane 2;
  • 300 grammi di salsiccia;
  • poco vino bianco;
  • 30 grammi d’olio;
  • qualche foglia di basilico;
  • una cipolla bianca.

Partiamo dalla pulizia dell’asparago, di cui ormai ho scritto talmente tante volte che ripetermi sembra quasi superfluo.

Innanzitutto devi tagliare il gambo finale, quello duro e chiaro.
Poi con un pelapatate raschi la parte inferiore del gambo.

Taglia ora a pezzetti i corpi.

Lascia intatte tutte le punte.

Fai in modo di ottenere 300 grammi di corpi (che frulleremo), il resto tienilo intero. No, non ti stancherai di tutte quelle punte intere, anzi, non esiste il troppo. 

Trita una cipolla.
Sbudella la salsiccia e tagliala a pezzi.

10 grammi d’olio in padella e caccia dentro la cipolla.

Aggiungi pure la salsiccia.

Adesso dobbiamo cuocere la salsiccia, fiamma medio bassa. Gira spesso per  non fare attaccare ma tanto alla fine avrai tutto il bruciaticcio sul fondo della padella.

Quindi versa un po’ di vino per staccare quel fondo.

Tortura il fondo della padella col cucchiaio, togli il bruciaticcio.
Poi metti da parte la salsiccia.

Stessa padella, altri 10 grammi d’olio, caccia dentro le punte.

Sale, fai andare a fiamma media finché sono pronte. Ci vorranno circa 5 minuti.

Metti da parte pure queste.

Versa 5 grammi d’olio, butta dentro i corpi degli asparagi.
Ah, a questo punto puoi mettere l’acqua della pasta a bollire. 

Aggiungi un po’ d’acqua, chiudi pure col coperchio ed ora dobbiamo farli cuocere finché sono morbidi, perché li dobbiamo frullare.

Trasferiscili nel boccale per il mixer ad immersione, aggiungi sale, pepe, basilico, 5 grammi d’olio e trita.

Aggiungi anche acqua per raggiungere la densità che vuoi (ma tanto puoi aggiungerla anche all’ultimo secondo, quindi non andare in ansia).

Ora cala la pasta ed assembliamo tutto.

In padella metti le punte e la salsiccia.
Scola la pasta un minuto prima del tempo indicato sulla confezione, concludi la cottura in padella.

Versa la melma che hai frullato.

Aggiungila tutta, se è troppo densa aggiungi altra acqua.
Poi fai i piatti, cospargi di pepe ogni porzione e ci siamo.

Cremosità più o cremosità meno, avrai una roba del genere davanti a te, dal colore verde  vomito esorcista (sono un food blogger che funziona sempre benissimo):

Ciao e buon appetito!

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