Carbonara sbagliata.

Sto scongelando una ciambella e tra poco me la mangio.
Credo sia l’evento principale di questa mattinata iniziata male e proseguita peggio, dove mi sono allenata senza voglia, mangiando più calorie di quelle consumate.
100 addominali e una noce.
30 minuti di hoola hop e un po’ di mandorle.
E dopo i pesi ho aperto il freezer. Voglio ‘sta cazzo di ciambella, dopo me la mangio.

#sailor moon from He looks like that guy who broke my heart

Inutile che parli, non ti sento. L’unica cosa che sento è la mia voglia di ciambelle.

Dovrei comprarmi una maglietta con scritto Non era depressione, è che avevo fame. 
Mi capita spesso di andare in down e non riuscire ad avere le forze manco di masticare. Poi mastico – eccome se mastico – e vedo unicorni, orsetti del cuore e voglio di nuovo bene a Denver.
Mangio troppo poco, a volte, e manco me ne accorgo.
Sarà un post frammentato. Se cerchi narrazione, coerenza, logica… oggi no. Oggi sono in modalità Ti voglio raccontare una vita che ho vissuto e che non ho capito. 

Ho avuto modo di pensare. A volte mi sembra di capire qualcosa, ma è solo un attimo. Quello dopo torno nella confusione, nella perdizione, nel mio immenso boh.

#movies from Anti-Tactical

A volte questo è l’unico consiglio sensato che riesco a darmi. E non sono un uomo.

È che ho un sacco di entusiasmo e non so che farmene. Quindi condivido, parlo, scrivo, getto in rete quello che mi viene in mente, senza vergogna e pudore. Cazzo me ne frega se pensi che sia deficiente? Vale solo il mio giudizio, non il tuo. Il tuo, che non capisci manco te stesso, cazzo vuoi capire di me? Siamo seri.
Stamattina ho letto una poesia meravigliosa di Alda Marini, te ne trascrivo un pezzo, quello che più mi ha attanagliato lo stomaco:
Stamane il mattino era cosi caldo
che a me dettava quasi confusione
ma io era malata di tormento ero malata di tua perdizione.

Che versi. Che parole stupende. Quasi verrebbe voglia di dedicarle a qualcuno. Quasi verrebbe voglia di creare un frangimentodicuore solo per poterle sentire proprie. Quasi verrebbe di usare dei punti esclamativi per accentuare l’entusiasmo. Quasi.

Se finalmente si potesse accettare che si possono sentire tutte le emozioni, ma in solitaria? Se potessi sentirmi entusiasta, depressa, gioiosa, malinconica… solo viaggiando dentro me?
Non è, in fondo, ciò che si fa ogni volta che si inizia una relazione sbagliata?

Perché è questo, che vogliamo, in fondo.

Se invece di iniziarne un’altra, di relazione sbagliata, di quelle relazioni che poi ti fanno stare male veramente, che creano dipendenza, illusioni, tentazioni, maledizioni e un sacco di altra roba che finisce in ioni… se invece di iniziarne un’altra, dicevo, ne iniziassi una con me, con Alice?
Sono la persona più interessante che conosco? No. Forse no. Però sono di certo la più onesta.
Quando mi mento, me lo dico.
Quando mi tradisco, me lo dico.
Quando mi voglio bene, me lo dico.
Niente sottotesti, solo realtà a momenti.
#the awful truth from Dial N for Noir

Puoi: SMETTILA.

Sarà che mi sento stanca. Che mi son cagata il cazzo un po’ di tutto. Sarà che l’unica cosa rimasta è scrivere, in una sorta di dimostrazione di stile sterile, dove dico un cazzo mentre sembro che esprima concetti universali.

Scrivere, scrivere ovunque.
Col sangue, se si è finito l’inchiostro.
Ho voglia di esprimermi? Esprimiti allora, mi rispondo. Non attendere l’Altro, non c’è bisogno dell’Altro.
Ci sono gli altri, tanti altri, tanti altri che ti leggono, che cucinano, che vogliono sapere che cazzo fai, pensi, dici, vesti, boh.
Non avranno la A maiuscola, ma non è che con questo caricare di significato robe che son solo parole poi si indirizza male la vita?
Poi da quando sottovaluti l’ego?
Ci sei tu e tanto basta.
Che poi puoi riassumere tutto con un Ma che cazzo me ne fotte amme, in fin dei conti.

Per questo riassumo.

E andiamo col loop di oggi:
la tenerezza è la capacità ed il coraggio di aprirsi all’altro.
Tutta la gioia, l’entusiasmo e più in generale ciò che di positivo sento proviene da dentro me.
la tenerezza è la capacità ed il coraggio di aprirsi all’altro.
Tutta la gioia, l’entusiasmo e più in generale ciò che di positivo sento proviene da dentro me.
la tenerezza è la capacità ed il coraggio di aprirsi all’altro.
Tutta la gioia, l’entusiasmo e più in generale ciò che di positivo sento proviene da dentro me.
Una frase è mia, l’altra del papa (o di Gianni Minà, non ricordo).
Ho ricominciato ad ascoltare Il Volo del Mattino. È stupendo. Bello esattamente come lo ricordavo. Forse di più. Sto facendo un viaggio a ritroso nel tempo.
Oggi è il 30 di settembre del 2013, ascoltiamo Willie Nelson, leggiamo Alda Marini e mangiamo la carbonara sbagliata.

Lo so, è più buona della carbonara giusta.

Prima del Go, go, go! una premessa: carbonara sbagliata, sì, ma per scherzo. Un po’ perché mi sono stancata delle regole inviolabili della cucina, un po’ perché a me la carbonara manco piace, un po’ perché non me ne frega di robe ben più importanti, figurarsi che me ne fotte del guanciale e delle cremine.
La ricetta canonica c’è sul blog, la trovi qui. Però questa che ti sto per dare secondo me è più buona.
Non è carbonara e non ce ne frega un cazzo.

Go, go, go!

#filmedit from gonna shine tonight

A pensar al cibo, non so te, ma io mi sento quasi felice.

Per preparare una carbonara sbagliata, per due persone, hai bisogno di :

  • 180 grammi di pasta corta;
  • 2 uova;
  • 50 grammi di parmigiano;
  • una cipolla;
  • 50 grammi di panna fresca da cucina;
  • 10 grammi d’olio;
  • 80 grammi di pancetta o speck o altro salume (anche un misto).
  • pepe.

Taglia a cubetti piccoli il salume che hai scelto di usare.
Grattugia a polvere il parmigiano.
Trita una cipolla.

In padella versa 10 grammi d’olio e metti dentro il salume.

Appena senti che tutto soffrigge bene, aggiungi la cipolla.

Fai andare finché la cipolla sarà bella colorata. Nel frattempo puoi anche calare la pasta.

In una ciotola spacca le due uova ed uniscile al parmigiano e ad un po’ di pepe. Sbatti bene il tutto.

Scola la pasta giusto un minuto prima del tempo indicato sulla confezione. Cacciala in padella.

Fai saltare per un minuto, poi unisci la crema d’uovo. Sempre fiamma alta, devi sentire proprio il rumore di soffritto violento.

Mescola strabene e prosegui finché l’uovo sarà super cotto.

A quel punto versa pure 50 grammi di panna e decidi se vuoi farla assorbire dall’uovo o se vuoi mangiare una roba più liquida.
Io non amo particolarmente le creme ma mi piace di brutto il sapore della panna con le uova. Quindi ho continuato a cuocere finché la panna è svanita.

A fine cottura la mia era così:

Prepara le porzioni e davanti a te avrai una roba del genere.

Ma siccome il piatto finito è la parte migliore del cucinare, te ne metto un altro paio.

E pure la parte ravvicinata:

Ciao e buon appetito!

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