Spaghetti Cibo Degli Dei (altro che Poverella)

Pizza o Sushi? E perché non vai a MasterChef?

Risolviamo subito il primo quesito: pizza, pizza e ancora pizza. Forse quando e se mi improvviserò Marco Polo potremo anche parlare di Sushi, ma per ora pizza ed aggiungerei Cowabunga.

Anche Booyakasha va benissimo!

Ma MasterChef, ecco, fino a due giorni fa abbozzavo perché non sapevo manco che fosse.

Poi sotto un mio video di una pasta con la colatura di alici, i commenti sotto erano tutti criptici: Vicotta Fvesca Piselli Fveschi Tutto Fvesco, I Sapovi della mia Tevva ed infine una sentenza senza appello: a Marco Giordano non piace questo elemento.

Così ho sollevato al cielo la mia spada magica ed ho esclamato Per la Forza di Google! 

Quando la forza ti pervade

E la Grande Forza mi ha mostrato il video di un ragazzo cuoco wannabe insultato per una decina di minuti da 4 cuochi evidentemente famosi (talmente famosi che le loro facce le conosco persino io che vivo anni luce distante dalla tv).

Ora quindi posso rispondere con grande sicumera: io a MasterChef non ci vado manco se mi pagano. Anzi, proseguo. Io, se fossi stato Marco Giordano, avrei preso il mio piatto di gnocchi fveschi e l’avrei lanciato in faccia a quel pirla che mi stava trattando come una nullità.

Ho reagito un po’ così, con l’odio trattenuto.

La cucina è gioia e condivisione, non competizione ed umiliazione. Quella roba che ho visto è il massacro di una cosa bella e pure uno sfoggio di bullismo gratuito. Tutti a rompere il cazzo con il buonismo e poi questo? Il senso di vietare artisti perché razzisti – ma mi spiegate come poteva non essere razzista e colonialista Conrad?– di proibire film o di cancellare figure storiche perché diseducative se viste con gli occhi della contemporaneità non mi sembrano provvedimenti salienti per la nostra crescita culturale. Anzi. Piallare ciò che eravamo per un senso di vergogna è del tutto irrispettoso verso tutte le minoranze (o presunte tali) che l’uomo bianco colonizzatore ha vessato nei molti secoli di dominio.

Già ritenevo sciocco chiedere scusa nelle introduzioni dei fumetti di Osamu Tezuka per il suo tono razzista, figurarsi cosa possa pensare sull’abolire la visione di Via Col Vento o sul proibire gli scritti di Lovecraft.

Osamu Tezuka ha creato questa cosina qui.

Sì, siamo stati tutti razzisti. Sì, i negri non avevano un’anima e ci scattavamo (si scattavano, signori, io non c’ero e manco tu) le foto davanti ai negri bruciati vivi.  Sorridendo, persino. Pensa che begli album di famiglia…

Questo ieri ieri, l’altro ieri massimo.
Oggi no. Oggi dobbiamo vergognarci e commemorare, non vergognarci e nascondere.

Ah, ma io stavo parlando di Masterchef.
Dicevo. La vera scuola di comportamento non avviene cancellando la Storia o riscrivendola, ma si nasconde nelle piccole cose. Trasmettere un programma televisivo dove un ragazzo viene umiliato di fronte al pubblico in cambio di una micragnosa popolarità, è il modo giusto per formare un nuovo popolo di pezzi di merda, vessatori e arroganti. La gentilezza non costa nulla. Imparare è una cosa bella. Tutto quello sfoggio di potere e di prosopopea di quei 4 cuochi mi ha fatto vomitare.

#my gifs from HORROR LOVER

Persino lui disapprova

Non che il bullismo in tv se lo sia inventato MasterChef: Bonolis ci ha costruito una carriera. Non si ride CON (come con la Corrida, che era uno sfoggio di demenza generalizzato che abbracciava il pubblico con i campanacci, il concorrente e persino il Maestro Pregadio), si ride DI. Che è svilente per l’essere umano ed ogni volta che qualcuno viene svilito, ci perdiamo tutti. In umanità.
Così capisco anche gli atteggiamenti di questi ragazzini che invece di venire a parlar con me, cercano di demolire la mia persona. Per la cucina sporca, una ricetta sbagliata o qualsiasi cosa pensino possa ferirmi.

#robocop 2 from Animus Vox

Quando ti bullizzano.

Solo che non han capito che io me ne sbatto i coglioni e quindi non attacca.
Però la reazione di molti – la PRIMA reazione di molti – è cercare di bullizzarmi. Mica è un comportamento che dedicano solo a me, è una roba generalizzata. E fa schifo.

Che poi, attenzione, prima o poi questa roba potrebbe pure trasformarsi in una bomba atomica. Hai presente la scena del Joker, quando viene invitato da Robert De Niro in televisione?

Joaquin Phoenix Robert De Niro Joker Trailer Todd Phillips Joker ...

Prima di entrare in scena.

Hai presente che fine ha fatto De Niro, nel film?
E chi lo biasima, Arthur Fleck? Non io. Gli stronzi, forse. Quelli che guardando quella scena si rendono conto di avere sempre avuto un atteggiamento non proprio corretto verso tutti quelli che ritenevano – spesso a torto – deboli solo perché diversi.

Per me Arthur Fleck aveva ragione.

#Godzilla vs Spacegodzilla from Exploitastic

Anche nel mondo dei Kaiju c’è il bullismo. Povero Minilla.

Ed ora parliamo di Cibo degli Dei.
Spaghetti.
Burro fatto in casa.
Parmigiano.
Uova al tegamino.
In pratica tutto quello che io preferisco nella vita, messo insieme in uno stesso piatto.
Ennesima variazione su tema della pasta col burro quella difficile, ma ci sta tutta. Lo sai come lo chiama il resto del web questa roba che ci stiamo per mangiare? Pasta alla poverella.
Però noi no. Non c’è niente di povero in questo tripudio di gioia che stiamo per mettere nello stomaco.
Noi lo chiameremo Spaghetti Cibo Degli Dei, perché è giusto così.

Go, go, go!

Osamu Tezuka ha creato questa cosina qui.

Per preparare degli spaghetti cibo degli dei, per 2 persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • 50 grammi di burro + pochissimo burro per le uova. Quando si usa tanto burro e quindi il gusto diventa super importante, consiglio di prepararlo in casa. Basta compri della panna fresca non zuccherata e segui questo procedimento qui;
  • 4 uova. A temperatura ambiente;
  • 100 grammi di parmigiano grattugiato;
  • sale.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Se vuoi preparare il burro in casa, usa questo procedimento.
Grattugia a polvere 100 grammi di parmigiano.

Metti il burro nella pentola che hai deciso di usare.

Attendiamo le bolle della pasta.
A questo punto facciamo due cose contemporaneamente:  prepariamo le uova e quando queste sono a buon punto caliamo gli spaghetti (che però devi tirare fuori 3 minuti prima del tempo indicato sulla confezione)

In un padellino antiaderente (antiaderente davvero, altrimenti bestemmi) metti poco burro (5 grammi, veramente poco) e distribuiscilo bene per tutta la superficie, a fiamma bassa. Appena ha coperto tutta la superficie, spalmalo con della carta assorbente: il grasso ci sarà ma non si vede più.

A questo punto caccia dentro le uova e falle andare a fiamma bassa finché il bianco sarà cotto.
Il tuo apporto non è molto: devi solo assicurarti che i bordi (più sottili) non si attacchino al fondo del padellino. 

Tienile da parte.

Ora sciogli il burro a fiamma molto bassa e quando gli spaghetti sono pronti, cacciali in padella senza buttare la loro acqua di cottura. 

Versa un po’ d’acqua e concludi la cottura: non c’è bisogno di usare una fiamma a cannone. Mescola sempre, versa acqua se evapora, fermati quando gli spaghetti sono pronti (assaggia, se hai dubbi).
Lascia un pochino di liquido e spegni la fiamma.

Lascia riposare la padella per un minuto, dobbiamo fare abbassare la fiamma.

Poi caccia un pochino di parmigiano per volta, mescolando con le pinze e facendolo assorbire dagli spaghetti. Bagna con acqua se occorre,stiamo facendo una crema.
Non è difficile, ma devi assicurarti di non versare il parmigiano direttamente a contatto con la padella, altrimenti si attaccherebbe al fondo. Formaggio sopra gli spaghetti, giri gli spaghetti tra loro, bagni con l’acqua e poi aggiungi altro formaggio.

È più difficile da spiegare che da fare, fidati.
Alla fine verrà fuori una crema.

Versa gli spaghetti nei piatti.

Sopra schiaffaci le uova e mettici sopra un po’ di sale.

Spacca tutto e goditi potere e bellezza delle tue ginocchia:

Ciao, buon appetito!

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