Cosce e sovracosce in padella

No, la vita non è lunga, come piace dire a quelli che si fingono saggi.
La vita è dannatamente breve. Il tempo passa e la voglia di concentrarmi sugli errori (miei o altrui) è sempre più assottigliata.

#bbelcher from sign my tits, tom james!

ESATTO.

Il tempo passa e prima o poi non passerà più e no, non venitemi a dire che non bisogna avere fretta, che bisogna avere pazienza.
Ho una data di scadenza e non è manco stampata da nessuna parte. La fretta è proprio il minimo.

“Rischiamo di perdere la nostra spontaneità quando tendiamo a problematicizzare troppo la vita, impedendo alla vita uno sgorgo naturale.
Il mio lavoro mi aiuta per vivere e poi qualche volta è uno specie di specchio. Uno specchio che metto davanti a me e con il quale è possibile una specie di ricerca. È una specie di ricerca.

Una ricerca a cui non voglio trovare soluzione, perché una volta trovata la soluzione che cosa faccio? Spero che sia una ricerca che continui sempre, perché poi il senso della vita è proprio questo. Questo cercare, questo cercare… “.

Parole di Federico Fellini che ho sentito questa mattina. Fellini mi è sempre stato sulle balle, non mi piacciono i suoi film e l’unico che davvero ho adorato è anche l’unico che lui ha detestato.
Ma non è che uno debba amare qualcuno per essere d’accordo con lui. Io cerco, cosa non so. Io scrivo, di cosa spesso non so.
Questo post esce male dalle dita.
Ho in mente cose, ma non ho voglia di scriverle.

Quindi  non so cosa leggerai.

So che tutte le volte che ho cercato di avere un rapporto con qualcuno, questo qualcuno ha limitato il mio essere io. Non ho più alcuna intenzione di limitare il mio io né voglio persistere nell’errore di investire un singolo di un ruolo probabilmente impossibile da recitare. Voglio prendere poco da tutti, dare quel che posso a chiunque. Basta con l’elite dei sentimenti. Quella porta solo a schizofrenia, delusione, ad ansie.

Programmo tutto, persino l’errore.

#dwedit from winter is here

E vivo tutto con una certa teatralità.

Scelgo una persona dal mucchio per motivazioni anche sensate all’apparenza, poi inizio a tentare di cementare. Non si sa cosa stia costruendo, io sono lì con la cazzuola in mano, io costruisco, io mi sporco la tuta da lavoro.
Ma non so cosa sto facendo e si vede. Non ho un progetto, non ho una visione, ho solo voglia di fare.  Faccio casino, insomma.
Persisto nello sbagliare sapendo di sbagliare perché penso che nello sbaglio ci sarà una rinascita.
Però oggi so, esperienza alla mano, che le persone vivono in una costante ricerca di potere e falsità. Spesso senza manco esserne consci.
Con tutte le cose che potrebbero fare, scelgono di impegnarsi proprio in ‘sta porcata inutile.

Oggi, esperienza alla mano, lo sbaglio è solo uno sbaglio e continuare a programmarlo è da imbecilli.

#mf doom from 𝖚𝖓𝖉𝖆𝖒𝖆𝖌𝖊𝖉

Oggi mi sento così.

Vivo intensamente nella mia testa. Dolori e gioie non esistono, esiste il mio cervello che crea le condizioni di sofferenza e di esaltazione. Lo so da un pezzo, ma adesso voglio metterlo in atto: mi dedico canzoni d’amore, film, barzellette. Mi sto corteggiando da un po’ e pure se spesso sono pesante ed insopportabile, so pure che nelle ore sì (non azzarderei a chiamarli GIORNI) mi creo stati di beatitudine sincera.
Posso chiedere di più?
Voglio passare dall’accettarmi all’accogliermi. Me lo merito.

Io ti aspetto.
Ti aspetto, se serve, per tempi biblici. Per tempi geologici, anzi. Ti aspetto bruciando d’impazienza, ma inamovibile.

Storia Perfetta dell’Errore di Roberto Mercadini è capitato quando avrebbe dovuto. Mi sono commossa un paio di volte, è un libro che porterò con me, nella testa, per molto tempo.

Vorrei parlarne, non ne sono in grado, non oggi.
Continuo a pensare a me e al MIO materiale umano sprecato. Alle forze sprecate per condividere cose belle con chi non ne ha mai voluto sapere e che in cambio non dà nulla, trincerato in scuse impossibili da ascoltare.

#my gif from Raiders of the Lost Tumblr

Tipo questa. Anzi, questa è più credibile.

Il mio errore ricercato è quello di ignorare la realtà. La ignoro in maniera sistematica per tentare di scavalcarla. Ma le relazioni a due sono complicate già quando si è in due a volerle, figurarsi quando uno decide di mettere un muro per (aggiungere qui il vocabolo che si vuole, io ne infilerei di poco lusinghieri).

Ultimamente pare che pure salutare sia diventato un peso insostenibile.

Così è giusto fare un passo indietro. E magari guardarsi pure in giro, perché intorno invece è pieno di persone che vorrebbero ma che io taglio fuori perché ho deciso così.

Ecco, magari invece di persistere nell’Errore Impossibile, pensiamo all’Elogio degli insulti.
Di seguito delle cose del libro e se lo vuoi leggere, il mio consiglio è VAI ALLA RICETTA E SMETTI SUBITO. Sarebbe un peccato se ti rovinassi il divertimento.

Altrimenti, prosegui.

#steve rogers from Marvel Gifs

Non l’hai letto? Guarda che è un peccato, poi!

In breve: Pietro riempie di storie (quasi delle parabole) Selene. È l’unica cosa che gli è rimasta, scriverle storie. Lei le legge, in silenzio. Settimana dopo settimana.
Selene non risponde. MAI.
Fino a quando Pietro compie un errore e a lei partono i 5 minuti e risponde, coprendolo di insulti.
Che durezza. Che cosa tremenda. Tutto quello scrivere e attendere e poi Selene risponde così. Per un errore. Significante e insignificante insieme.

E sai cosa fa, Pietro? Pietro accoglie e risponde con gentilezza, quasi estrema.

Qualsiasi cosa, basta che rispondi. Insultami e calpestami, basta che dai un segno di vita.

Sarebbe stupendo, in fin dei conti, ritrovarcisi.
Invece io, pur commossa, ho solo visto chiaramente che quella rottura di cazzo che stava montando in me doveva essere liberata.

#this virus has gone too far from A TOTAL KARMA COMPRESSOR SYSTEM NAMED GARLAND

Il momento preciso in cui ti rompi il cazzo.

Non mi interessa molto se la pazienza e la voglia di condividere possa essere confusa con zerbinaggio o supplica, perché ho smesso di preoccuparmi di ciò che gli altri pensano di me.
Ma quello che penso IO di me conta. Ed IO penso che la schizofrenia altrui non è da assecondare. Anzi.
Non voglio sia un post di partenza. Preferisco pensarlo come un post di trasformazione, di divenire, di prospettive guadagnate.

Quindi basta.
Basta a tante cose.
A tante, ma non tutte: oggi cuciniamo. E facciamo cosce e sovracosce di pollo in padella.

Go, go, go! 

#godzilla from SwampThingy

In cucina!

Per preparare 2 cosce e sovracosce, sufficienti per far mangiare due persone, hai bisogno di:

  • 2 cosce e sovracosce di pollo, attaccate insieme. Con pelle ma disossate. Non c’è il tutorial del disossamento, quindi fattelo fare dal macellaio;
  • 20 grammi d’olio;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • salvia, menta e rosmarino;
  • sale.

Innanzitutto ti presento la bestiaccia:

Il lavoro è praticamente nullo.

Prendi un coltellino e incidi il pollo per tutta la superficie. Non devi trapassarlo da parte a parte (non bucare la pelle, insomma), ma taglialo comunque a fondo, altrimenti ci metterà una vita a cuocere.

Poi devi salarlo bene, metti sopra un po’ di erbe aromatiche spezzettate (menta e salvia) e lo spicchio d’aglio scamiciato e tagliato a pezzetti.

Pressa bene con le mani, in modo che l’aglio si ficchi un po’ più a fondo.

Ora versa l’olio su una padella: devono stare belle larghe, quindi padella GRANDE.
Accendi la fiamma a cannone, fai scaldare bene la padella e poi appoggia la carne. Cuociamo prima la pelle.

Quando la pelle diventa colorata puoi abbassare la fiamma e raggiungere il livello di abbronzatura che ti piace.
Ci vorrà del tempo, rassegnati.

Quando raggiunge l’abbronzatura atomica, gira il pollo e si ricomincia.

Fiamma alta all’inizio, quando esternamente è colorato, abbassi. Sì, uguale a prima. E come prima, ci vorrà del tempo.
Assaggia per sapere se è pronto, non c’è un tempo indicato. In linea di massima tutto il pollo ha impiegato 20 minuti totali a cuocere, ma è una stima.
Ti faccio vedere l’abbronzatura della parte sotto, che però non è identificativa: a me il pollo piace parecchio cotto perché sennò mi sa di viscido.

Magari a te piace appena appena scottato (ma cotto, eh, ricordati che il pollo non puoi mangiarlo al sangue).

Prepara le porzioni e mangia, te lo sei meritato.
Ciao e buon appetito!

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