Tiella Gaetana

Incontro Hell Baby e mi accordo di quanto mi mancassero i fumetti giapponesi maturi, tragici e tremendi.

Non so chi si ricorda il bambino larva che si incontra in Dororo di Osamu Tezuka: non ha braccia, gambe, occhi naso. Può solo strisciare ed avere una vita di merda (per fortuna riesce a trovare il cibo da solo, c’è un limite ad ogni sfiga).
Ecco. Hideshi Hino fa di peggio e crea questa bambina orrenda, puzzosa, piena di vermi che fa così schifo, ma così schifo che suo padre la prende e la butta in discarica, in un sacco della spazzatura.

E là, in quel mondo desolato che manco il Kanto dopo il tremendo terremoto, sopravvive nonostante sia un essere immondo. Fa così schifo che nessun animale vuole mangiarsela. Fa così schifo che si strappa pezzi di sé per creare trappole quando va a caccia: gli animali scappano nella direzione opposta se sentono la sua puzza, quindi a lei basta lanciare suoi capelli in giro per non morire di fame.

Questa è solo una pagina. Una qualsiasi. Figurati che puoi trovare là dentro.

Il fumetto lo puoi leggere qui, in inglese.
Non ti preoccupare, non sarà l’ultimo consiglio di lettura edificante che ti darò. Passeremo un autunno e un inverno terribili, vedrai.

Che poi oggi ci sta pure, perché mentre prepari la tiella gaetana hai un sacco di tempi morti: devi bollire il polpo, farlo riposare, fare lievitare la pasta e devi pure infornare. Tempo per leggere Hell Baby ce l’hai.

Ed ora Go, go, go con questa ricetta molto lunga (hai bisogno di iniziare il giorno prima), ma che dà pure un sacco di soddisfazioni.

Useremo una teglia da 24 cm di diametro.

Per preparare la tiella gaetana (di queste dimensioni possono mangiarla pure in tre, anche se noi ce la siamo sbafata in due) hai bisogno di:

  • un polpo. Il mio pesava 500 grammi da cotto e circa 1 kg da surgelato;
  • 250 grammi di farina 0, 5 grammi di sale, 10 grammi di lievito e 3 grammi di zucchero, 125 grammi di acqua tiepida per preparare l’impasto;
  • 100 grammi di olive di gaeta;
  • 40 grammi d’olio + 10 grammi ulteriori da mettere sulla superficie;
  • 200 grammi di pomodoro san marzano;
  • prezzemolo, origano e sale;
  • uno spicchio d’aglio;
  • poco peperoncino.

Partiamo dal polpo, che abbiamo già imparato a pulire qui.
Se lo hai surgelato, puoi anche bollirlo così e poi lo pulisci a cottura ultimata.
Devi immergerlo in acqua bollente salata e farlo bollire per 40 minuti. Poi lo lasci riposare nel suo brodo finché si sarà raffreddato.

Eccolo qui:

Ora taglialo a pezzi e mettilo in una ciotola. Pezzi non enormi, mi raccomando.

Ora lo condiamo.
Ci mettiamo i pomodori tagliati a pezzi piccoli piccoli.

Aglio e peperoncino tritati piccoli, prezzemolo, origano, sale, le olive di gaeta denocciolate ed infine 40 grammi d’olio ed un po’ di sale (senza esagerare, l’acqua del polpo era salata e le olive probabilmente lo sono pure troppo).
Mescola bene e lascia riposare in frigo per 24 ore, coperto.

Il giorno dopo prepari anche l’impasto. Ricordati che la tiella va mangiata fredda, quindi devi partire in largo anticipo.

In una ciotola versa i 250 grammi di farina, i 5 grammi di sale e mescoli bene.
In un’altra ciotola versa 125 grammi d’acqua tiepida, 3 grammi di zucchero e metti dentro il lievito. Mescola finché il lievito si scioglie.

Ora versa il liquido nella farina.

Amalgama il tutto con un cucchiaio di legno, poi inizia ad impastare. Devi impastare per 10 minuti e se vedi che l’acqua non è sufficiente, aggiungine POCHISSIMA per volta (tipo 5 grammi alla volta, quando dico pochissima intendo POCHISSIMA).

Dopo 10 minuti dividi l’impasto in 2 parti, uno leggermente più grande dell’altro (usa la bilancia per regolarti, se ad occhio non riesci).

Bagna la superficie di entrambi con pochissimo olio, così non si formeranno le crepe durante la lievitazione e fai lievitare per almeno due ore. Devono raddoppiare.
Lievitare fuori dal frigo, ogni pallotta in una ciotola diversa e coperte da un panno.

Quando hanno finito di lievitare tira fuori il polpo dal frigo e metti il contenuto in uno scolapasta. Deve sgocciolare più possibile.

Accendi anche il forno a 220 gradi e comincia a stendere la pasta.
Entrambi gli impasti devono essere sottili.


Infarina la teglia che hai deciso di usare.

Dentro metti l’impasto più grande. I bordi devono superare il bordo della teglia:

Versa dentro il polpo sgocciolato.

Sopra metti l’altra sfoglia e comincia a chiuderla pizzicando insieme le due sfoglie. Se vedi che ce n’è TROPPA puoi tranquillamente tagliarne un po’.

Bucherella la superficie con una forchetta.

Infine spennella tutto con altri 10 grammi d’olio.

Puoi infornare.
220 gradi per 20-25 minuti. Sopra deve essere dorata, ma non bruciata.

Ora devi farla raffreddare.
Consiglio: quando è tiepida se riesci ribaltala con un piatto. Se vedi che sotto è troppo umida, puoi anche metterla in forno ribaltata per una decina di minuti, il tempo di farla abbronzare. Sempre a 220 gradi.
Però poi quando la togli dal forno devi SUBITO rimetterla nel verso giusto, altrimenti rischi di inumidire la parte superiore.

Comunque sia, falla raffreddare completamente e poi mangiala.
Tagliata sarà così:

La singola fetta è altrettanto bella:

Ciao e buon appetito!

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