Spaghetti con sugo di concentrato di pomodoro e olive

Avere a che fare con Raskol’nikov non è mica facile. Prende una decisione, poi cambia idea, poi agisce, poi si tormenta, poi ride, poi gli vien la febbre, poi forse si ammazza, ma poi forse pure no.

Sì, ho letto Delitto e Castigo.

E non è che Pietroburgo tutta sia molto diversa: le strade brulicano di miseria ed orgoglio, il caldo, il vino e la vita stessa distrugge le menti di quasi tutti i personaggi che incontriamo per la strada. Strada lunga, che Delitto e Castigo ha circa 600 pagine, è facile che ci si ritrovi perduti e miseri a propria volta. 
È tutto così chiaramente a pezzi, a Pietroburgo, che il continuo raccontare pettegolezzi è forse l’ultimo passatempo rimasto per molti. C’è una certa deriva, nell’animo di ciascuno. “I russi in generale sono nature vaste, vaste come la loro terra e straordinariamente inclini al fantastico, al caotico; ma è un guaio essere vasti senza particolare genialità.” In questa citazione c’è un po’ l’essenza dell’intero romanzo. Ho un solo consiglio da dare, quando si legge qualcosa. Immergiti. Portati dietro il libro ovunque (in cucina, nel cesso, al mare) e appena hai un attimo leggi una pagina. Se riesci a mantenere una costanza di questo genere, se il libro ti farà compagnia per TUTTA la giornata, tu diventi il libro.

The Pagemaster
Chi si ricorda questo orrendo film?

Giuro, io l’ho sentito il puzzo del caldo di Pietroburgo. Quelle case bare, strette, basse, in cui si perde il respiro, ci sono stata. Ho guardato il fiume in cerca di risposte e morte, ho ascoltato i litigi per la strada, mi è pure girata la testa in quel cazzo di posto di polizia. 
Raskol’nilov poi mi ha proprio confuso l’esistenza. Non ho mica capito fino in fondo cosa volesse (e manco lui l’ha capito) e l’unica cosa certa è che le mannaie della Madre Russia non sono simili a quelle del Miracle Blade: senz’altro più affilate, perché io manco la zucca riesco a tagliare, figurarsi se potrei usarlo per un delitto.

Ed ora la ricetta più facile del mondo.
Go, go, go!

Parleremo altre volte di libri, per la tua gioia.

Per preparare degli spaghetti con concentrato di pomodoro ed olive, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di spaghetti;
  • 100 grammi di olive nere;
  • 10 grammi d’olio;
  • uno spicchio d’aglio;
  • 200 grammi di passata di pomodoro;
  • 60 grammi di concentrato di pomodoro;
  • sale;
  • origano e basilico.

Metti l’acqua della pasta a bollire e quando bolle, si parte.
In una padella antiaderente versa 10 grammi d’olio, schiaccia dentro uno spicchio d’aglio.

Appena soffrigge bene versa i 200 grammi di passata di pomodoro e i 60 di concentrato.
Mescola bene.

Cala la pasta.

Quando si saranno ben amalgamati metti dentro pure le olive. Intere o a pezzi, come ti piacciono.
Aggiungi anche poco sale ed un pizzico di bicarbonato per togliere l’acidità del pomodoro.

Fai andare a fiamma bassa finché arriverà la pasta, che devi tirare fuori 3 minuti prima del tempo indicato sulla confezione (e non buttare la sua acqua, che non si sa mai).
Cacciala in padella e finiamo lì la cottura, armandosi di pinze e forchettoni.

Tutto il sugo dovrà essere assorbito, l’idea è di non avere liquido (a meno che tu non lo voglia). Ovviamente se non riesci a concludere la cottura perché troppo denso, aggiungi un goccio d’acqua, eh.

E basta.
Prepara i piatti, metti un paio di foglie di basilico e siam pronti per mangiare.

Ciao e buon appetito!