Pasta con crema di melanzane e pancetta

Lì, con la matita in mano, sottolineando e prendendo appunti con l’illusione di dare ordine ai miei pensieri, cercando di trattenere più possibile di quelle parole tutte troppo dense per essere soltanto lette e fatte scivolare via.Il caldo spossante, la giungla sorda e muta alla perdizione dell’uomo, i selvaggi che invece urlano e saltano e si entusiasmano, con un linguaggio (verbale e del corpo) per noi incomprensibile. È un attimo perdersi e ci vuole molta forza a non lasciarsi travolgere dal richiamo primordiale di ciò che eravamo e non vogliamo (né possiamo) ricordare di essere.

Sì, pure oggi libri.

A questo possente urlo della natura si aggiunge l’insensata burocrazia e logica del colonizzatore, che crede di possedere tutto ciò che esiste. Fantocci dediti al profitto che non riescono neppure a scorgere la loro piccolezza e micragnosità, non realizzano che sono niente, che potrebbero essere annientati da un soffio. 
I selvaggi (i nemici, i ribelli, gli schiavi… verranno chiamati in molti modi) non bloccano quell’insensata schiavitù e mattanza. Alcuni di loro -addirittura – se adeguatamente istruiti mutano subito in Uomo Bianco, dediti a qualche compito specifico che li assorbe in maniera totale.
La traversata sul vaporetto è un lungo viaggio nelle tenebre dell’Io e l’obiettivo è Kurtz, un uomo che tutto ha visto e tutto ha inglobato, un uomo che ha perso la testa e che ha racchiuso in sé l’immensità di questo luogo, di queste atmosfere. Kurtz è il male, Kurtz è la follia, la disperazione, è la terra, il cielo, la giungla, l’adorazione del maligno e l’immensità dell’esistenza. Dalla sua bocca esce la verità (la stessa verità rappresentata da quei selvaggi che sono sangue, sudore, paura, orrore, esaltazione), nella sua bocca rientra tutto ciò che È. 
Cuore di Tenebra è IMMENSO. 

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IMMENSO come poche cose ho letto nella vita. 100 pagine scarse di perfezione stilistica, di angosce che ti pervadono e manco sai perché. Forse perché Conrad ti porta per davvero in Africa ed il caldo di questi giorni era perfetto per questa storia. Non è mancato neppure il suono dei tamburi, nell’aria, poiché di fianco casa vivono decine di immigrati africani e questo ha acuito l’esperienza della lettura.
Non è il primo romanzo che leggo di questo autore.
Ti consiglio anche La linea d’ombra e Al limite estremo, da leggere in quest’ordine poiché sono due storie di navigazione e nel primo il protagonista è un giovane, nel secondo un vecchio. Rispettivamente il primo e l’ultimo viaggio.

Cuore di Tenebra è IMMENSO.
E niente, avrei potuto scrivere solo questo.

La mia edizione si trova su Amazon ma costa parecchio, io l’ho trovata usata. Non è l’opera omnia, qualcosa manca, ma per me è un’edizione stupenda (scritta piccola piccola però, tipo Bibbia).

6 cm di racconti.

Ed ora parliamo di crema di melanzane: non farla senza ciccia. Ci ho provato, fidati: è una noia mortale. Ma SERIO, oh. Tieni conto che io non sono grande amante della ciccia in generale, ma qui gli dà quel giusto contrasto che ci sta da Pazuzu.
Poi fai come credi, io ho avvisato.

Go, go, go!

Per preparare una pasta con crema di melanzane e pancetta, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta;
  • 400 grammi di melanzane;
  • 4-5 foglie di basilico;
  • mezzo spicchio d’aglio;
  • 100 grammi di pancetta cicciosa, tagliata a dadini;
  • 30 grammi di pecorino romano.

Lava la melanzana, tagliala a dadini.
Taglia a dadini pure la pancetta.
Grattugia il pecorino.

Partiamo con il far sudare la pancetta e se vuoi o meno mettere l’olio, dipende da te e soprattutto dal livello di grasso che farà trasudare la pancetta. Io ho versato 10 grammi d’olio, ho messo dentro la pancetta e l’ho fatta soffriggere per un po’ a fiamma bassa.

Se usi una padella antiaderente non hai bisogno di aggiungere olio, il grasso basterà. Ma con la padella in alluminio tenderà ad abbrustolirsi prima di sudare, quindi un po’ d’olio ci sta.

Dopo circa una decina di minuti sarà bella abbronzata, quindi puoi riporla in un contenitore, in caldo.

In padella avrai un sacco di ciccia:

E in questa ciccia faremo cuocere la melanzana. Mettila dentro, aggiungi del sale, del pepe, chiudi col coperchio e fai andare per dieci minuti. Ovviamente ogni tanto riapri, guarda che succede, se dovesse servire acqua, aggiungine. L’importante è che non si attacchi nulla al fondo.

Ah, metti anche l’acqua della pasta a bollire.

Dopo dieci minuti le melanzane dovrebbero essere morbide, quindi caccia dentro qualche foglia di basilico, mezzo spicchio d’aglio (oppure un quarto, se è molto grande).

Trita tutto con il mixer ad immersione.

In quella crema faremo cuocere la pasta per gli ultimi tre minuti. Assaggia, aggiusta di sale e di pepe, aggiungi acqua se è troppo densa.

Scola la pasta senza buttare la sua acqua, concludi la cottura.
Prepara i piatti.
Sopra ogni porzione metti la pancetta abbrustolita ed il pecorino romano grattugiato a polvere.

Davanti a te dovresti avere una cosa del genere:

Ciao e buon appetito!