Uova in mutande

Tutti sporchi, pieni di mosche addosso, con i piedi dentro la merda e le mani nelle tasche bucate dei pantaloni per masturbarsi in libertà. Bambini che bestemmiano, che dicono le parolacce, che fanno buchi in giardino per incularsi la terra. Vecchi che vogliono scoparsi bambine che non si scandalizzano neppure all’idea ma ridono mentre tiran via il latte alle vacche, commentando Non si può mica mungere un toro quando l’altro chiede di fargli una sega. E ancora: odio verso la famiglia, verso i preti. E poi la Storia che manco ci ricordiamo più, quella di sbudellamenti, tradimenti, guerra civile per campi, città, paesi. Che ormai i partigiani sono figure leggendarie tipo Capitan America, intoccabili e informi, quasi eterei. Invece erano persone di sangueemmmerda inserite in un contesto di sanguemmmerda. Si faceva quello che si doveva fare o che si riusciva. Violenza contro violenza.

Anch’io voglio un cappello pieno di rane morte. Poi le friggiamo, dopo esser andati in giro per il paese sfoggiando la nuova moda dell’Autunno.

Oggi un film come Novecento non sarebbe più possibile: senza perbenismo, pieno di scene scabrose che oggi sarebbero considerate scandalose ed immorali. Non so manco come sia stato possibile allora (le scimmie non erano ancor più scimmie, 50 anni fa?), perché visto con i miei occhi da 2020 (e i miei occhi non si scandalizzano tanto facilmente) è un susseguirsi di vicende anormali in contesti di normalità. Difficili da digerire. Tutt’occhi e tutt’orecchie mentre il film scorre, alternando sentimenti di tenerezza per una quotidianità fatta di gesti semplici e fuori moda (andar a caccia di rane nei fossi, correre nei prati a piedi nudi, ballare alle sagre di paesi) e sentimenti di orrore per le ingiustizie riconosciute come tali e pure per quelle che quasi non ci si accorge, ma esistono lo stesso (come la poveraccia che si prostituisce per non morir di fame: se ne discute, ma a letto ci si va ugualmente).

Non dirò più. Non hai visto Novecento? Recuperalo. Dura sei ore, ma le vale tutte.
Ed ora uova in mutande.

Go, go, go!

#1900 di Essential Movie GIFs
Dai che tra poco si mangia!

Per preparare delle uova in mutande, per due persone, hai bisogno di:

  • 4 uova;
  • sale, pepe o peperoncino;
  • 10 grammi d’olio per ungere la carta da forno;
  • 4 fette di panbauletto.

Accendi il forno a 190 gradi.
Dividi i bianchi dai rossi.
I rossi mettili nei gusci:

I bianchi nella ciotola e con due fruste montali a neve fermissima (così ferma che se ti rovesci la ciotola in testa, non cade manco una goccia).

Prendi una teglia, foderala con carta da forno, versa 10 grammi d’olio e distribuiscili bene ovunque.

Ora con un cucchiaio prendi gli albumi e forma quattro palle, che devi mettere sulla teglia ben distanziate tra loro.

Con le dita forma una conca in queste palle: lì dentro infileremo il tuorlo.

Inforna gli albumi per 7 minuti. Controlla, perché i tempi sono relativi: devono essere abbronzati in alto.

A quel punto tira fuori la teglia e versa nelle conchette i tuorli.

Nel frattempo tosta anche il pane, eh, quasi mi dimenticavo di dirtelo.

Metti di nuovo in forno per cuocere un po’ anche i tuorli. Quanto? Circa 4 minuti se li vuoi colanti, 6 se li vuoi più cotti.

Prendi il tuo pane tostato, metti sopra l’uovo, cospargi con sale, pepe o peperoncino (il peperoncino secondo me è la morte loro) e basta.

Ti sfamerà? Assolutamente no. Quindi inventati qualcosa come contorno.


Ciao e buon appetito!