Rigatoni con polpo alla piastra e crema di pecorino

L’estate è finita, i turisti sono andati finalmente a fanculo e nei supermercati sono tornate le mirabolanti offerte.
Ho un’insana passione per il cibo di merda ed ho un’altrettanta cogliona passione per gli sconti, pure quelli da sei centesimi. Non c’è un motivo, così è, c’entra un cazzo il risparmio.
Così come non c’ha senso il fatto che più la confezione è colorata e finta e più io esco scema e devo comprarla, pure se so che mi pentirò di mettere nello stomaco certa monnezza.

#yojimbo from "Yeah, they're dead. They're all messed up."
Questo cane mangerà meglio di me, per dire.

Però c’è un però.
Se comprendo l’esistenza di cordon bleu, sofficini e merendine varie nate nei fulgidi anni dei Fustini Dixan e Signore dell’Ace, trovo assurdo e quasi CRIMINALE che oggi qualcuno decida di fare uscire un prodotto di merda nuovo. Voglio dire, il futuro va in un’altra direzione. Ci sono gli snack alla mela, la frutta secca è al posto delle caramelle davanti alla cassa e comunque scassano così tanto i coglioni con il bio che una certa mezza idea che l’alimentazione sia importante ormai ce l’han tutti.
Poi nessuno capisce un cazzo e tutti ripetono robe a caso, però la direzione è quella.

#my gif from Adventurelandia
Per esempio c’è chi ha paura delle uova, senza ragione.

Quindi io stamattina al supermercato ci sono entrata e l’ho comprata, quella roba là. Una monnezza con delle mozzarelline prefritte, supercaloriche e piene di merda.
Un prodotto NUOVO. Di una marca NOTA.
Cioè quest’estate qualcuno della marca NOTA ha deciso di continuare a creare stronzate dedicate ai bambini, con tanto di dicitura Per buongustai dai sei anni in su (o qualcosa del genere, non ricordo). Un brainstorming EPOCALE.
Nel 2020, mentre Franco Berrino incita a smettere di mangiare praticamente TUTTO (con buona pace dei vegani, dei biominchioni e dei fitfissati), alla marca NOTA creano l’ennesimo veleno generatore di futuri obesi.

#come and see from Essential Movie GIFs
E sì, io l’ho comprato perché sono un’incoerente malata.

Io sono nata negli anni ottanta. In quegli anni ancora non si sapeva che il cibo monnezza fosse tale e mia madre DAVVERO friggeva le spinacine pensando di farmi del bene. DAVVERO pensava ci fosse diversità tra una cotoletta finta con le verdure ed una senza verdure. DAVVERO comprava gli spinaci con dentro il formaggio e non si rendeva conto della differenza ENORME che ci sarebbe stata con degli spinaci freschi conditi poi con il formaggio accuratamente scelto e pesato da lei.
C’era ignoranza, troppa.
La stessa ignoranza che ti poteva portare, negli anni ’70, ad iniziare a fumare da ragazzino.
Oggi fumare sai che fa male, se inizi sei un coglione.
Oggi sai che le spinacine sono veleno, se le dai a tuo figlio sei altrettanto un coglione.

#street fighter 1994 from continuity is in your forehead
Forse è esagerato, ma comunque non si dovrebbero dare cibi del genere ai bambini.

Quindi io non capisco chi siano questi geni della marca NOTA che fanno uscire un prodotto del genere ADESSO, senza cagare per niente le linee guida del Futuro.
Perché l’ho comprato, dici?
Ma perché per me non c’è speranza.
Io ho un corpo radioattivo.
Ci ho provato a togliere il junk food: sono diventata stitica, ho perso il ciclo mestruale, ero sempre di cattivo umore. E mica per un mese: per UN ANNO.
Io vivo di merda, io sono un Ghoul.
Insomma, io ormai sono persa per sempre.
Però ormai penso spesso ai ragazzini, per colpa di TikTok. Lo ripeto ogni giorno che IO SONO UN CATTIVO ESEMPIO, che loro devono dire NO alla droga, loro che sono in tempo.

#trekedit from HIATUS FOREVER
Eh.

Però oggi sappiamo tante cose.
Che il cibo spazzatura è pieno di merda che provoca tante malattie.
Che assaggiare certo cibo nell’infanzia significa non solo avvelenare i bambini, ma pure creare abitudini non sane che si porteranno dietro per sempre.
Che chi mangia certo cibo di merda da bambino ha più possibilità di essere un adulto obeso.
Che l’adulto obeso ha più possibilità di incorrere in malattie anche da molto giovane, riducendo metà dell’esistenza ad un elenco di medicine da prendere.
Insomma, qui non stiamo parlando di astrofisica: il cibo spazzatura fa male. PUNTO.
E allora, mi chiedo, com’è che ci sono ancora aziende che se ne sbattono le balle e proseguono in una direzione ormai da medioevo?

#action gif from AstroMechaPunk
Roba da tagliare loro le mani.

E ci sono ancora genitori che comprano le spinacine pensando di stare facendo del bene?
Davvero, davvero, davvero?

Mentre dubito ti dico che oggi prepariamo il polpo.
Quindi preparati perché ci saranno le foto della pulizia e non sarà un bel vedere. Pratica barbara ma necessaria se vuoi mangiare quest’animale più intelligente della media di noi esseri umani (ma la catena alimentare è ingiusta).

Go, go, go!

#sonic fan games from Sonic The Hedgeblog
E andiamo.

Per preparare dei rigatoni con crema di pecorino e polpo, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di rigatoni;
  • un polpo intero. Il mio pesava, da scongelato, circa 800 grammi:
  • 50 grammi di pecorino romano complessivi, ma da usare in momenti diversi;
  • qualche foglia di menta;
  • sale, pepe;
  • 20 grammi d’olio.

Partiamo dal polpo.
Mi dicono dalla regia che è possibile cucinarlo da congelato, ma io non l’ho fatto, quindi finché non provo io non so se è vero.
Io l’ho fatto scongelare lentamente, in frigorifero. Dopo 24 ore l’ho tirato fuori pure da lì e l’ho portato a temperatura ambiente.
Poi è scattato il momento Cannibal Holocaust, con la pulizia.

Devi tagliargli tutta la faccia, che è dura e non si mangia.

A quel punto ci sarà un buco lì, dove una volta c’era la testa. Devi spremere quel buco.

Quella cosa nera che vedi nella foto, a furia di spremere, uscirà. È il becco e non si mangia.

Basta.
Il peggio è passato.
Porta dell’acqua leggermente salata ad ebollizione, poi butta dentro il polpo.

Chiudi col coperchio e fai cuocere per 40 minuti. Trapassalo con una forchetta, se ancora non è morbidissimo prolunga la cottura ad un’ora.
Poi spegni e lascialo riposare nella sua acqua finché si raffredda.

Useremo quell’acqua per cuocere la pasta, quindi non buttarla.
Togli il polpo, taglialo a pezzotti piuttosto grandi.
Accendi una padella antiaderente, non aggiungere altri grassi e quando è bella calda adagia sopra il polpo. Usa una fiamma medio alta.

Facciamo andare il polpo finché non sarà più viscido ed avrà un bel colore abbronzato su tutti i lati. Quindi ogni tanto giralo con delle pinze.
Puoi anche mettere l’acqua della pasta a bollire. Ricordati di usare quella del polpo e di aggiungere sale lì dentro se occorre.

Quando il polpo sarà pronto (e ci vorranno almeno dieci minuti, magari pure di più) avrà un aspetto del genere, avrà cambiato colore:

Quindi lo puoi levare. Lo tagli a pezzetti e lo condisci con 20 grammi d’olio, sale e pepe.

Butta la pasta e grattugia 50 grammi di pecorino, a polvere: 30 grammi li metteremo in padella, gli altri 20 serviranno sui piatti.

Scola la pasta almeno tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione, senza buttare la sua acqua.
Mettila quindi in padella, insieme ad una mestolata di acqua di polpo e delle foglie di menta.

Concludi la cottura della pasta in padella: aggiungi acqua quando occorre, gira spesso.
Alla fine spegni la fiamma, lascia riposare per 30 secondi, muovendo la pasta per fare dissipare un po’ il calore.

A quel punto puoi mettere i 30 grammi di pecorino. Cerca di non fare andare il formaggio direttamente a contatto con la pentola.

Mescola bene, si dovrebbe formare una crema leggerissima. Se fosse troppo secco, aggiungi un goccio d’acqua di polpo.

Sempre a fiamma spenta caccia dentro pure il polpo e mescola bene.

Sui piatti spolvera col restante pecorino ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Tower Fish burger e maionese (tutorial)

Ho tolto la bilancia dal bagno. Per sempre? Vorrei direi di sì. Di sicuro lo spero. Diciamo che mi impegnerò con tutta la Forza per continuare a sfanculare quell’oggetto del demonio.

#dragon ball from DUHRAGON BALL
Ogni giorno è una battaglia contro le seghe mentali.

La questione è che ormai le sperimentazioni sono finite. Più o meno ho idea di quante calorie mi siano sufficienti per vivere E per avere risultati in palestra. So quali cibi mi distruggono il corpo (e la mente), so di cosa non posso fare a meno.
E so pure che non è che possa pretendere di allenarmi come mi alleno senza aumentare la massa muscolare e quindi il peso. Lo so, lo so, il PESO non è più un metro di misura. Il peso – anzi – dovrebbe aumentare leggermente ogni anno.
Il peso – infatti – aumenta ogni anno e il grasso diminuisce.
Allo specchio tutto va bene.
Però quel porcodio di numero mi massacra.

#mortal kombat from 5%
È che dentro me ho troppe personalità e spesso non vanno d’accordo. Ah, sì, ho bestemmiato.

Dopo l’ennesima crisi isterica, in questi mesi ho rimesso la bilancia in bagno e sono caduta di nuovo nella fissazione. Roba da pesarsi tre volte al giorno, pure. Ma anche di più, tre era nei giorni buoni. Senza motivo, se non quello di fissare un numero ed incazzarsi.
Quindi basta, fanculo, tolta e non ci si vede più.
Tanto il mio occhio è il più grande cagacazzo di sempre e di oltre: 4 mesi fa mi sono filmata in mutande, di spalle ed ho visto una roba che mi aspettavo.
Allenata davanti, dietro la tipa di Shining. O almeno così il mio cervello esagerato – ed il mio occhio cagacazzo di cui sopra – ha codificato quella roba molle che ballava.

Anatomy of a Scene's Anatomy: Fantasy, Reality, Passion, and Horror
Questa tipa qui.

In 4 mesi mi sono fatta il culo, ieri mi sono filmata, la donna di Shining è andata via quasi del tutto.
Mi peso, allora – tutta gioiosa – dopo qualche settimana di ignoranza numerica.
Il peso è AUMENTATO.
Mi riguardo allo specchio, il mio occhio ricomincia a vedere la signora di Shining.
Allora mi rifilmo. INGIGANTISCO LE IMMAGINI. Vado proprio nel dettaglio.
Il culo in slow motion.
E no, non c’è nessuna donna di Shining. Il numero della bilancia mente. Il mio cervello è altamente influenzabile.
Prendo la bilancia, la chiudo nello sgabuzzino. Rimarrà là per sempre.

#dwedit from faultless in spite of all her faults
Stammi vicino, che ne ho bisogno.

Ormai va di moda parlare di disturbi alimentari e gli unici che vengono presi in esame sono quelli come me, che controllano tutto quello che mangiano, cercando di riempirsi lo stomaco di cose anche discutibili ma di farlo cercando (la parola chiave è CERCARE) di restare in un range calorico non dannoso.
Ma entrando nel supermercato salta all’occhio che di disturbi alimentari soffriamo un po’ tutti, altrimenti non saremmo tanto immersi nella monnezza.
Mangiare serenamente ed essere in sovrappeso anche solo di dieci chili non è sinonimo di sanità mentale. È sinonimo di sindrome metabolica, che è un disturbo alimentare e pure una malattia fisica, che ci piaccia o meno pensarla in questa maniera,
C’entra poco l’accettarsi per come si è. C’entra il tipo di alimentazione e la quantità di grasso accumulato nel nostro corpo.
Io ho disturbi alimentari perché non mangio il cornetto al bar tipo mai, perché non so cosa contiene e perché quasi sicuramente mi farebbe ingrassare?
Può essere.
Ma tu che lo mangi ogni giorno e te ne freghi, non è che sei sano di mente. Sei solo disturbato in maniera diversa.
Insomma: la nostra vita è cibo e combattiamo in compagnia del cibo quasi tutto. Lo stress, la depressione. Festeggiamo, anche, in compagnia del cibo: la gioia, la compagnia.
Per nessuno cibo è sinonimo di alimentazione corretta.
Quindi inutile cagare il cazzo su chi sta messo peggio. È solo questione di scegliere quale e quanto cibo post atomico preferiamo o meno ingerire.

#crayon shin-chan from Kinasin Land
Questo che cazzo mangia, per dire?

Detto questo, oggi impariamo a preparare il fish burger (anche se non è difficile e poi è comunque una variazione di questa ricetta qui del pesce fritto) e soprattutto risolviamo il (non) problema della maionese che impazzisce.
Nel senso che io l’ho fatta, usando una ricetta a caso e mi è venuta.
Non ho capito dove fosse il problema, mi sembra una roba non sbagliabile.
Quindi ti passo anche questo.

#superman from Kinasin Land
Sì, lo so, sono un eroe.

Il panino vale la pena?
Massì, non vedo perché no.
Magari lo farei con un filetto solo e non con due, come ho fatto io. Ma a me l’idea di un Tower Fish piaceva, quindi ‘sticazzi.

La maionese invece è tanto facile da preparare quanto impossibile da conservare:
dopo tre giorni aveva già cambiato odore, quindi non è che valga proprio il lavoro. Ma imparare cose nuove mi piace, quindi finisce sul blog pure lei.

Go, go, go!

Tumblr: Image
Lo so, l’idea del Tower Fish fa impazzire pure te.

Per preparare la maionese hai bisogno di:

  • 1 uovo intero;
  • 200 grammi di olio di semi di girasole;
  • poco sale;
  • 10 grammi di senape;
  • 20 grammi di succo di limone e la sua buccia;

Per preparare il Tower Fish Burger hai bisogno di:

  • filetti di merluzzo. Io ne ho usati 2 che complessivamente pesavano 140 grammi, ma un pezzetto da un etto basta se non vuoi fare la tower;
  • 1 panino da hamburger, senza semi di sesamo sopra;
  • 30 grammi di maionese, da condire;
  • 30 grammi di cetriolini sottaceto;
  • 3 grammi di capperi sottosale;
  • un po’ di prezzemolo;
  • 2 fette di cheddar (più o meno 25 grammi);
  • 1 uovo + 25 grammi di farina + 25 di panko per la panatura (più o meno, potrebbero essere leggermente di più come leggermente di meno;
  • olio per friggere (io sempre olio extra vergine di oliva, tu fai come ti pare).

Partiamo dal preparare la maionese. Raccatta tutti gli ingredienti.

Il procedimento è così semplice da essere quasi imbarazzante.
Devi solo mettere tutto quanto in un boccale lungo, azionare il mixer ad immersione.
Il mixer deve essere BEN ADERENTE al fondo del boccale, non devi usare la massima potenza, devi azionarlo senza scatti e piano piano risalire il boccale.
Ci vorrà un minuto scarso: come per magia si formerà la maionese.

Già che ci troviamo condiamola per creare la salsa del nostro panino.
In un mixer metti i cetriolini sottaceto, i capperi BEN DISSALATI ed il prezzemolo. Trita tutto e poi metti il trito nella maionese.

Ora passiamo al pesce.
Il mio era fatto così, proprio a misura di panino:

Ma puoi usare anche dei filetti tagliati a mano, dalla forma dubbia. Alla fine quel che conta è che ti procuri del pesce.
Salalo leggermente sulle superfici.

In una ciotola sbatti l’uovo e metti il sale pure lì.

Passa il pesce prima nella farina, poi nell’uovo ed infine nel panko. Mi raccomando, infarina bene pure i lati.
Adagiali in un piatto ed ecco cosa dovresti avere davanti a te, per ora:

Tostiamo anche il pane.
Taglialo a metà, scalda una padella antiaderente senza aggiungere grassi.
Quando è bella calda adagia il pane, ogni tanto controllalo e quando sarà appena appena colorato puoi posarlo su un piatto.

Infine, la frittura.
Scalda bene l’olio e le raccomandazioni per la frittura sono le solite: non usare una fiamma a cannone perché non c’è bisogno, usa TANTO olio perché meno ne userai e più il cibo ne assorbirà e adagia i fritti ben distanziati, su un piatto foderato di carta assorbente. Quella carta dovrai cambiarla almeno un paio di volte, perché dobbiamo togliere l’unto in eccesso.

Comunque indicazioni più precise le trovi in questa ricetta qui.

Tutto è pronto, non resta che assemblare il panino.
Sulla base metti metà della maionese che hai preparato. Poi appoggiaci sopra un filetto.

Sopra una fettina di formaggio, poi altro filetto ed ancora salsa.

Altra fettina di formaggio e basta, chiudi e goditi il potere delle tue ginocchia.

Ciao e buon appetito!

Trofie con burro d’arachidi e bacon

Non mi piace parlare delle robe che mi fan cagare.

#bambi from Films and TV series
#bambi from Films and TV series
La filosofia ideale.

È pure uno spreco di forze e di tempo star lì a menarla su un film che mi ha fatto schifo o su robe orrende capitate durante la giornata. Chi se le vuole ricordare? Chi vorrebbe leggerle, poi? E per fare che, per aspettare il proprio turno e gettare nel nulla altre secchiate di merda, in una specie di giochino in cui chi si lamenta di più vince la carogna più grossa?
Ho capito che lo fan tutti, che è tutta una grossa competizione alla malattia fittizia più stupefacente, alla sofferenza ostentata e c’è persino chi manco ha seppellito i genitori che già scrive il RIP su Facebook.

Un comportamento che – per inciso ma mica tanto – a me provoca ribrezzo.

#doctor who from oscar winner peter capaldi
Concordo.

Quindi, per fare una roba completamente diversa, oggi voglio descrivere la mia gioia per una cosa da nulla ma che mi sta facendo vivere le mie giornate social nel migliore dei modi.
Signori e Signore, io sono CONTENTA – stavo per scrivere FELICE, ma che esagerazione! – di essere un cazzeggiatore attivo di TikTok.

Introspection GIF
Herzog, ti troveresti bene. Lì cazzeggiamo e basta.

Parliamoci chiaro: pure lì è pieno di stronzi che riversano la loro frustrazione in commenti scritti in lingue spesso incomprensibili. Tuttavia non parlo dell’utenza: parlo proprio del servizio.
Per la prima volta da quasi 15 anni di social network io mi sento ascoltata: tutto funziona e quando non funziona basta compiere un’azione tanto banale quanto INCREDIBILE: inviare una segnalazione.
Pochi minuti dopo il tuo problema è stato risolto da omini invisibili ma sempre all’erta, agili e scattanti come tutti i grandi eroi.

#marveledit from you're a good man, sam
E tu esulti. TIKTOK FOREVER!

Addirittura un paio di giorni fa mi hanno rimosso un video perché qualcuno lo aveva segnalato per motivi che BOH. Ho scritto all’assistenza, spiegato perché il video non stava violando le norme contrattuali e 4 ore dopo era di nuovo online, con tanto di scuse ufficiali.

Sai quante volte ho scritto a Facebook e Instagram? Tipo MILIARDI. L’anno scorso ho avuto per un intero mese Instagram non funzionante, avrò mandato 543785947358375934 segnalazioni AL MINUTO.
Mai risposto.
MAI.

#Child’s Play from What's Your Favourite Scary Movie?
Io così.

Per non parlare dei contenuti. Se per Facebook sei invisibile e per Instagram manco PAGANDO i tuoi video vanno in giro (forse pagando TANTO sì, ma scusa se non ho alcuna voglia di sperimentare la cosa), su TikTok sei in prima linea solo per il fatto che USI il social. Anzi, più lo usi e più il tuo video gira, come segno di ringraziamento.
Certo, se fai contenuti di merda ti attacchi al cazzo lo stesso – come è giusto che sia – ma non sei penalizzato solo perché non ti conosce nessuno. ANZI: più il tuo profilo è nuovo e più cercano di darti visibilità, che è una roba che veramente nessuno mai prima di ora.

Insomma, TikTok, io ti voglio bene.

#the dark knight from state of dreaming
Io così quando rispondo ai miliardi di commenti di haters, ma se sono su TikTok io mi diverto pure con loro.

E non inizio neppure a spiegare quanto sia carino passarci le ore, lì sopra, anche da succhiatore di contenuti. Tra balletti, cibo, assaggi, ricette, foodporn, gatti e pinguini io non mi staccherei mai. Video innocui cibano il mio cervello spesso stanco di una totale leggerezza composta da musica e battute.
A volte battute di merda, vero.
A volte c’è gente antipatica, vero.
A volte c’è chi si crede stocazzo solo perché ha centomila followers, vero.

Quello è perché il materiale umano è scadente, in ogni circostanza, nulla può TIKTOK.
Per il resto, TikTok è la piattaforma che consiglierei a chiunque voglia iniziare a postare le proprie cose (sempre ammesso che riesca a condensarle in 59 secondi).

Ed ora prepariamo una roba che aspettavamo da tempo: una pasta con burro d’arachidi e bacon.

#disneyedit from different day, same old 🦄
Esatto.

Avevo già fatto delle sperimentazioni di risotto e tutto era andato male: gusti non bilanciati, burro d’arachidi sacrificato.
Poi ho trovato una ricetta online moooolto più complessa (in maniera inutile) di quella che ti sto per dare ed ammetto di avere avuto un po’ di perplessità: pomodoro e burro d’arachidi. Limone. Siamo sicuri?
Ho controllato un po’ di cucine nel mondo, pomodoro e burro d’arachidi è una coppia molto usata. Addirittura c’è un’insalata con pomodori, burro d’arachidi e LIME.

Quindi mi sono convinta, ho agito ed ho iniziato a far sfrigolare il bacon.

#mine from allons-y!
Lo so.

Risultato? Molto buono.
Le dosi che ti metto però non sono definitive: sono un’ottima base da cui partire, ma magari il tuo palato lo vorrà più carico di come te lo consiglio io.
Insomma: assaggia. Che tanto dipende dal burro d’arachidi e dipende dal limone, non stiamo usando ingredienti standard.

Ma con questa base tutto è equilibrato, al massimo dovrai aumentare, non diminuire.

Go, go, go!

Image from MARK VOMIT
Esaltati all’idea.


Per preparare delle trofie con burro d’arachidi e bacon, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di trofie;
  • 100 grammi di bacon tagliato sottile oppure di pancetta affumicata oppure altra pancetta che ti pare. Persino lo speck;
  • 50 grammi di burro d’arachidi + altri 10 grammi da mettere su ogni piatto. Ti consiglio di preparare il burro d’arachidi in casa, usando questa ricetta;
  • 500 grammi di pomodori da sugo;
  • mezza cipolla bianca;
  • 20 grammi di concentrato di pomodoro (non fondamentale, ma se hai dei pomodoracci come è toccato a me, salva un po’ la situazione);
  • la buccia di un limone;
  • 40 grammi di limone. Considera che io uso i limoni di Sorrento che non sono molto acidi, quindi ti tocca assaggiare.

Trita la cipolla molto sottilmente (usa il mixer).
Taglia i pomodori a pezzi.

Partiamo dalla pancetta, bacon o quel cazzo che hai.
Padella antiaderente, senza aggiungere grassi, accendi una fiamma medio bassa. Falla sudare per qualche minuto, girando le fette con una pinza.

Pian piano cambieranno colore, rilasceranno ciccia e diventeranno croccanti. Guarda il colore e valuta come ti piacciono, non posso certo sapere quali sono i tuoi gusti: tieni però conto che quando le toglierai si seccheranno e diventeranno più croccanti. Se ti piace il bruciacchiato, quindi, prosegui all’infinito. Io mi fermo dopo pochi minuti, il minimo indispensabile per abbronzarla leggermente.

Metti le fettine a raffreddarsi su una grata, appoggiata su un piatto. Rilascerà la ciccia in più, che non guasta.

Quando il bacon si raffredderà, taglialo a pezzetti con un paio di forbici.

Nella ciccia rilasciata, fai soffriggere la cipolla.
Metti anche su l’acqua della pasta.

Appena è colorata, aggiungi i pomodori.

Se vuoi mettere il concentrato, è il momento di aggiungere pure lui.
Fai andare a fiamma medio bassa per una ventina di minuti scarsi: non stiamo facendo un sugo, dobbiamo solo fare spappolare i pomodori e farli asciugare un po’.
Nel frattempo puoi anche calare la pasta, perché il lavoro è quasi finito.
Dopo 20 minuti quindi avrai di fronte una roba del genere:

A fiamma spenta aggiungi 50 grammi di burro d’arachidi, la buccia di un limone grattugiata (attenzione a non prendere la parte bianca che è amara) e metà del bacon tagliato a pezzetti.

Scola la pasta e mescola bene con il condimento, aggiungi i 40 grammi di succo di limone e se il tutto fosse troppo asciutto aggiungi acqua di cottura.

Sui piatti aggiungi l’altra metà di bacon. A questo punto assaggia e se vuoi aggiungi altro burro d’arachidi (cosa che io faccio di sicuro) ed ulteriore succo di limone (a goccia, sennò sputtani tutto).

Sui piatti dovresti avere una roba del genere:

Ciao e buon appetito!