Patate strapazzate

Ogni settimana vado a vedere sul profilo di Antonella se la nonna è ancora viva o no. Che poi, dato che non la vedo da boh, per me è come se fosse morta in un certo senso, è una cosa lontana, eppure non voglio che muoia perché è l’unica cosa vecchia che ricordo con serenità. Come se ci fosse stato qualcosa, in un momento della mia vita, che non so cosa fosse ma che mi piacerebbe non svanisse.
Ieri sera pensavo che ricordo tutto di casa di nonna. Gli odori e i mobili e i rumori e mi ricordo delle POCHISSIME volte in cui mi hanno permesso di dormire là. I riti come nonno che si metteva il pigiama, l’orologio dell’ingresso che veniva fermato sennò suonava tutta notte, il letto che veniva tirato fuori da sotto la televisione (un letto senza più molle, stramorbido, una merda ma stupendo).

#the shining di fulfillment?
Eccomi da piccola nel salotto di nonna.

L’unica cosa che non ricordo è che cosa ci fosse nell’ingresso, forse perché nell’ingresso in fin dei conti non ci rimanevo, avevo solo fretta di entrare. Ricordo le piastrelle, la stufa all’entrata, l’odore in cucina (che si sentiva già sulle scale), ma pure l’odore in bagno e mi sembra quasi di ricordare il TATTO delle cose. Il tatto quando si prendevano in mano le statuine, quando ci si sedeva sul divano nuovo (perché era incellofanato), il tatto delle sedie della cucina, della credenza col pane (di marmo o gommoso ed io non capivo come potessero essere tanto diversi se conservati nello stesso posto). Una miriade di sacchetti di carta, in quella credenza. E poi pensavo che non ricordo di avere mai aperto il frigo. La credenza sì, il frigo no.

A volte penso di vivere la vita come un videogioco, estraniandomi totalmente e quando arriveranno le perdite (e arriveranno) non mi renderò conto. E di quelle che invece mi saranno presenti e chiare, so che saranno insostenibili e non so come ne uscirò. C’è sempre un altro momento per fare cose importanti. Una passeggiata, parlare con Alfredo. Ma intanto è sempre il momento per il telefono o il cellulare o cose che spariscono già mentre le faccio, in una lotta insostenibile contro il tempo che passa che non voglio che passi perché ho paura di morire (o di veder morire) ma che non vedo l’ora che passi perché mi viene l’ansia dell’esistenza.

Nonna intanto è ancora viva, credo. Resiste.

Ed ora a mangiare. Go, go, go!

#Crash Bandicoot di The worst blog on tumblr
In cucina

Per preparare delle patate strapazzate, per due persone, hai bisogno di:

  • 800 grammi di patate, peso preso dopo la pulizia;
  • 6 uova;
  • 40 grammi d’olio;
  • rosmarino secco, sale;
  • maionese (30 grammi a testa bastano);
  • una padella antiaderente.

Sbuccia le patate e poi tagliale a tocchetti. Non troppo piccoli (sennò si bruciano), non troppo grandi (altrimenti ci mettono una vita a cuocere).

Prendi la padella, versa 40 grammi d’olio, accendi una fiamma bella potente e caccia dentro un pezzo di patata. Quando inizia a soffriggere, puoi mettere tutte le altre.


Rosmarino secco, niente sale (lo mettiamo alla fine, sennò cacciano acqua), le facciamo andare a fiamma alta, girando spesso. Ogni tanto però non le giriamo più, ogni tanto ce le dimentichiamo per 30 secondi così si abbronzano bene.

Durante queste dimenticanze, rompiamo le uova in una ciotola e le sbattiamo insieme a sale e pepe.

Alle patate serviranno minimo 20 minuti, ma potresti anche arrivare a 30: dipende dalle patate, da quando le hai fatte grandi e dalla Madonna.
Quando saranno abbronzate ma magari non cotte, abbassa la fiamma al minimo, metti il coperchio e falle andare finché saranno pronte. Ovviamente non dimenticartele, ogni tanto mescola sennò si carbonizzano.


Quando sono pronte puoi aggiungere il sale, rimetti una fiamma super alta e versa le uova.

Gira con un cucchiaio strapazzando tutto, le uova copriranno tutte le patate e si cuoceranno, ci vorranno due minuti scarsi.

Prepara le porzioni e accompagna con la maionese, che ci sta da Dio.
Ciao e buon appetito! (no, non ho la foto del piatto finito manco questa volta).

Pasta alla pizzaiola

Te lo dico subito, qui ci sono state delle difficoltà.
Pensavo fosse un piatto di merda e che non l’avrei mai trascritto qui sul blog, quindi ho buttato le foto del risultato finale.
Invece il problema (tanto per cambiare) erano i tempi di cottura e le dosi. L’ho rifatta, era buona, te la passo.

Ed una cosa: sfancula chiunque ti dica di usare la mozzarella fiordilatte al posto dei SILURI di mozzarella, quelli per pizza. Nei miei esperimenti sono tornata sui miei passi e la mozzarella fiordilatte cotta è insapore, inutile e manco fila. Insomma, un ammasso di calorie sprecate.

Go, go, go!

#glitch art di Warakami
Mi piace questa gif e la metto.

Per preparare una pasta alla pizzaiola, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta. Quando si preparano paste al forno è meglio comprare una pasta che indichi la cottura anche AL DENTE;
  • 150 grammi di mozzarella, altrimenti chiamata Siluro di Mozzarella;
  • 30 grammi di parmigiano;
  • 15 grammi di pangrattato;
  • 2 barattoli di pelati (potrebbe avanzare, ma uno non basta);
  • 10 grammi d’olio;
  • origano, sale;
  • 40 grammi (massimo) di capperi sottosale;
  • uno spicchio d’aglio.

Partiamo dal sugo di cui non ho manco una foto, ti tocca leggere.
In
padella metti 10 grammi d’olio ed uno spicchio d’aglio tritato (o schiacciato con lo spremiaglio nel caso fosse stagione). Fai soffriggere per un minuto, poi appena soffrigge in maniera decisa aggiungi i pelati.
Aiutali a distruggersi schiacciandoli con la schiumarola o un cucchiaio di legno, appena sono spappolati aggiungi sale ed un pizzico di bicarbonato per togliere l’acidità (anche due pizzichi, dato che il pomodoro è tanto).

Dobbiamo fare un sugo super ristretto e ci vorranno circa 25 minuti. A metà cottura aggiungi origano e capperi dissalati.

A fine cottura

Come di toglie il sale ai capperi? Si sciacquano una volta per togliere il grosso, poi si immergono in una ciotola e si lasciano a bagno per un minuto. Poi si sciacquano e si ripete l’operazione per tre volte.

Una volta che il sugo è pronto prepariamo la pasta, che dobbiamo scolare 4 minuti prima del tempo indicato sulla confezione. Come dicevo poco più sopra, per avere una pasta che non sia super collosa alla fine di tutta la preparazione, è meglio comprare una pasta che indichi i tempi per una cottura al dente. Quindi Cottura al dente 8 minuti? Preparazione in acqua 4 minuti. Facile.

Scola la pasta, mettila nella teglia che hai scelto di usare e condiscila con il sugo. Tenendo conto che ti servirà il sugo pure per fare uno strato tipo lasagna. Quindi non abbondare. Aggiungi anche 15 grammi di parmigiano.


Accendi il forno a 200 gradi.
Grattugia 150 grammi di Siluro di mozzarella e mettili sulla pasta.

Non è Siluro di Mozzarella (purtroppo)

Ricopri col sugo che hai lasciato da parte.


Infine mescola 15 grammi di parmigiano con 15 di pangrattato e caccia pure loro nella teglia.

Inforna a 200 gradi per 30 minuti.

Non lasciare riposare la pasta poiché l’unica cosa che otterresti è una pasta scotta e un sapore da autogrill (se ti piace tutto bene, se non ti piace sai le bestemmie dopo tutto questo lavoro?).

E basta, questo è tutto quello che so sulla pasta alla pizzaiola.
Ciao e buon appetito!

Spaghetti alla carrettiera

Se stai pensando Ma non si fa così, hai sicuramente ragione: esistono tante carrettiere quante sono le case degli italiani, circa, ed ogni regione ha la sua versione.
Così è come la faccio io. È buona, è facile e si prepara in pochissimo tempo. E se come me hai qualche dubbio sull’olio e il pecorino insieme, rilassati: insieme stanno benissimo.

Go, go, go!

#vaporwave di Warakami

Per preparare degli spaghetti alla carrettiera, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di spaghetti;
  • 40 grammi d’olio (buono, non lo scaldiamo quindi ci serve un buon sapore);
  • 50 grammi di pecorino romano;
  • uno spicchio d’aglio bello grande;
  • prezzemolo;
  • peperoncino;
  • una padella su cui lavorare (io uso sempre quella agnelli in alluminio, mi dà sicurezza quando devo preparare le creme).

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Grattugia il pecorino a polvere. Mi raccomando: POLVERE, altrimenti sputtani tutto.
Trita un po’ di prezzemolo.

Nella padella che hai scelto di usare metti l’olio, l’aglio tritato (oppure schiacciato con lo spremiaglio, se è stagione) ed il peperoncino tritato.

Non devi accendere la fiamma.
Prepara la pasta e scolala senza buttare la sua acqua, che ci serve.
Spaghetti in padella, acqua di cottura di nuovo sulla fiamma.

Fai amalgamare bene gli ingredienti, poi comincia ad aggiungere una manciata di pecorino ed una cucchiaiata di acqua di cottura della pasta.

Mescola il tutto con pinze e forchettoni, il pecorino si scioglierà.
Quando sarà tutto assorbito sarà così:

Altra manciata di pecorino, altra cucchiaiata di acqua. E di nuovo mescoli. Così fino alla fine del formaggio.
L’acqua non si pesa, impossibile, dipende dalla pasta. Ma se ne metti poca per volta non avrai problemi, lo vedrai da te quanta ne serve. Meglio poca che tanta, perché se è tanta non si torna più indietro. Con poca, sei sempre in tempo ad aggiustare la consistenza.

Acqua, pecorino, acqua, pecorino e infine prezzemolo.
Mescoli tutto e davanti a te dovresti avere una roba del genere.

Prepara le porzioni e basta, puoi mangiare, te lo sei meritato.
Ovviamente recupera la cremina rimasta in padella e versala sul piatto.

Siccome la ricetta è facile ma può spaventare l’idea di creare una crema, ti lascio anche il video, così vedi che è proprio una puttanata. Ciao e buon appetito!