Panino con tacchino

Post improvvisato, perché non è che avessi intenzione di salvare questo panino. Ma mentre lo mangiavo ero così soddisfatta che niente, te lo passo. Con foto di fortuna, solo del piatto.

Go, go, go!

#my gif di Adventurelandia
Oggi si mangia subito

Per preparare un panino con tacchino hai bisogno di:

  • un panino. Rosetta, tartaruga… quel che vuoi. Morbidoso, sennò dentro le carote non ci stanno, scappano;
  • 100 grammi di tacchino, 120 pure. Di più sei un po’ esagerato;
  • 200 grammi di carote;
  • 10 grammi di burro (o di olio) per condire le carote)
  • una fetta di formaggio tipo emmenthal, io ne ho usati 35 grammi;
  • sale per le carote.

Partiamo dalle carote, che puoi preparare in mille modi.
Io ho messo su dell’acqua salata, l’ho portata a bollore, ho cacciato dentro le carote tagliate a rondelle (prima raschiate col pelapatate per togliere la parte esterna) e le ho lessate finché erano morbide. Più o meno 10 minuti.
Poi ho fatto sciogliere il burro in una pentola, ho cacciato le carote dentro e le ho fatte andare per circa 5 minuti, per far loro assorbire tutto il grasso. A fine cottura, sale (e pepe, se vuoi).

E niente, il più è fatto.
Tagli il panino, dentro metti il tacchino, poi le carote e poi il formaggio.
Chiudi e mangi, tutto felice.

Ciao e buon appetito!

Uova in mutande

Tutti sporchi, pieni di mosche addosso, con i piedi dentro la merda e le mani nelle tasche bucate dei pantaloni per masturbarsi in libertà. Bambini che bestemmiano, che dicono le parolacce, che fanno buchi in giardino per incularsi la terra. Vecchi che vogliono scoparsi bambine che non si scandalizzano neppure all’idea ma ridono mentre tiran via il latte alle vacche, commentando Non si può mica mungere un toro quando l’altro chiede di fargli una sega. E ancora: odio verso la famiglia, verso i preti. E poi la Storia che manco ci ricordiamo più, quella di sbudellamenti, tradimenti, guerra civile per campi, città, paesi. Che ormai i partigiani sono figure leggendarie tipo Capitan America, intoccabili e informi, quasi eterei. Invece erano persone di sangueemmmerda inserite in un contesto di sanguemmmerda. Si faceva quello che si doveva fare o che si riusciva. Violenza contro violenza.

Anch’io voglio un cappello pieno di rane morte. Poi le friggiamo, dopo esser andati in giro per il paese sfoggiando la nuova moda dell’Autunno.

Oggi un film come Novecento non sarebbe più possibile: senza perbenismo, pieno di scene scabrose che oggi sarebbero considerate scandalose ed immorali. Non so manco come sia stato possibile allora (le scimmie non erano ancor più scimmie, 50 anni fa?), perché visto con i miei occhi da 2020 (e i miei occhi non si scandalizzano tanto facilmente) è un susseguirsi di vicende anormali in contesti di normalità. Difficili da digerire. Tutt’occhi e tutt’orecchie mentre il film scorre, alternando sentimenti di tenerezza per una quotidianità fatta di gesti semplici e fuori moda (andar a caccia di rane nei fossi, correre nei prati a piedi nudi, ballare alle sagre di paesi) e sentimenti di orrore per le ingiustizie riconosciute come tali e pure per quelle che quasi non ci si accorge, ma esistono lo stesso (come la poveraccia che si prostituisce per non morir di fame: se ne discute, ma a letto ci si va ugualmente).

Non dirò più. Non hai visto Novecento? Recuperalo. Dura sei ore, ma le vale tutte.
Ed ora uova in mutande.

Go, go, go!

#1900 di Essential Movie GIFs
Dai che tra poco si mangia!

Per preparare delle uova in mutande, per due persone, hai bisogno di:

  • 4 uova;
  • sale, pepe o peperoncino;
  • 10 grammi d’olio per ungere la carta da forno;
  • 4 fette di panbauletto.

Accendi il forno a 190 gradi.
Dividi i bianchi dai rossi.
I rossi mettili nei gusci:

I bianchi nella ciotola e con due fruste montali a neve fermissima (così ferma che se ti rovesci la ciotola in testa, non cade manco una goccia).

Prendi una teglia, foderala con carta da forno, versa 10 grammi d’olio e distribuiscili bene ovunque.

Ora con un cucchiaio prendi gli albumi e forma quattro palle, che devi mettere sulla teglia ben distanziate tra loro.

Con le dita forma una conca in queste palle: lì dentro infileremo il tuorlo.

Inforna gli albumi per 7 minuti. Controlla, perché i tempi sono relativi: devono essere abbronzati in alto.

A quel punto tira fuori la teglia e versa nelle conchette i tuorli.

Nel frattempo tosta anche il pane, eh, quasi mi dimenticavo di dirtelo.

Metti di nuovo in forno per cuocere un po’ anche i tuorli. Quanto? Circa 4 minuti se li vuoi colanti, 6 se li vuoi più cotti.

Prendi il tuo pane tostato, metti sopra l’uovo, cospargi con sale, pepe o peperoncino (il peperoncino secondo me è la morte loro) e basta.

Ti sfamerà? Assolutamente no. Quindi inventati qualcosa come contorno.


Ciao e buon appetito!

Pasta funghi e mascarpone

Togliamo il fatto che il protagonista sembra arrivare in Transilvania come per magia, salendo su un cavallo ed arrivando a destinazione nell’inquadratura dopo (un po’ come in Frankenstein Junior); sorvoliamo pure sulla storia in fin dei conti c’ha dei buchi non grossi, ma GIUNONICI; evitiamo pure di focalizzarci troppo sull’ambientazione, che pare sia anni ’70 e invece no e se guardi bene, qui e là, sicuro vedi qualche interruttore della luce… se riesci a superare questi scogli, dicevo, Nosferatu di Herzog è un film meraviglioso.

La verità è che Herzog mostra i luoghi proprio come nessuno mai. Se ne frega delle panoramiche, delle inquadrature tutta estetica hollywoodiana in cui al massimo puoi sentirti agonizzare per l’agorafobia, ma che non ti permetteranno mai di notare qualcosa. Ad Hollywood tutto è grande, bello, perfetto, da cartolina. Herzog mostra porzioni di luoghi, pezzi di fiume, scorci di cielo e frammenti di montagne, ma tutti questi particolari ti rimangono impressi e riesci a vivere i luoghi che filma. Persino il castello di Nosferatu (che mai si vede per intero) è freddo, inospitale, senza finestre, umido, enorme (quasi possiamo intuire l’eco provocato dai suoni che muoiono per raggiungere le grandi distanze di quelle stanze).

Poi Kinski è perfetto. Già è inquietante di suo, figurati se gli mettiamo un trucco repellente, lo lasciamo gigioneggiare mostrando tutta la stizza che ha per il mondo e l’insofferenza per la vita. Un vampiro perfetto, di poche parole (ma che parole, quando parla! Di totale esistenzialismo decadente, qualsiasi cosa vogliano dire questi due aggettivi messi insieme).

#nosferatu: phantom der nacht di Faster, Pussycat! Gif! Gif!
Un volto rassicurante

Ancora mi chiedo come abbia fatto ad ormeggiare quel (mini) veliero senza equipaggio.
Penso continuerò a chiedermelo, perché non voglio sapere. È tutto troppo suggestivo per distruggere la magia.

Non hai visto Nosferatu ma hai visto quella merda di Dracula di Coppola? Male! Molto male!

Ed ora pasta coi funghi.
Go, go, go!

#nosferatu phantom der nacht di films.
Ho già fame.

Per preparare una pasta coi funghi e mascarpone, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta;
  • 1 cipollotto;
  • 15 grammi di burro;
  • 400 grammi di funghi;
  • 100 grammi di mascarpone. Puoi usare anche gorgonzola dolce o gorgonzola piccante, stessa quantità;
  • sale, pepe;
  • prezzemolo.

Pulisci i funghi come credi (non starò qui a ripetere le regole ferree per pulire i funghi, perché semplicemente non esistono: chi li lava, chi usa stracci umidi, chi si mangia la terra) e tagliali a pezzetti.

Trita pure il cipollotto e trita il prezzemolo.

In padella metti 15 grammi di burro ed il cipollotto. Accendi una fiamma bassa, fai sciogliere il burro e soffriggere il cipollotto per qualche minuto. Attenzione a non bruciare tutta la Madonna, che è un attimo.

Dopo circa 5 minuti aggiungi i funghi, il prezzemolo, un po’ di sale, mescola bene e fai insaporire per pochi secondi.
Poi chiudi col coperchio e fai andare per 10 minuti.
Ah, metti pure l’acqua della pasta a bollire.

Ogni tanto apri, controlla che non si sia attaccato nulla. I funghi dovrebbero tirare fuori la loro acqua, che li aiuterà nella cottura. Se l’acqua fosse poca, aiutali bagnandoli con acqua calda (ma non dovrebbe accadere).

A fine cottura saranno così:

Lascia un po’ di acqua, perché la useremo per far sciogliere il formaggio. Se però è eccessiva, continua la cottura per un minuto, senza coperchio, per fare evaporare.
Spegni la fiamma, aggiungi il formaggio.

Mescola finché il formaggio si scioglierà. Non dovrebbe servire né accendere fiamme, né aggiungere altra acqua. Ma se vedi che il formaggio non si scioglie (con il gorgonzola più stagionato potrebbe accadere) allora fiamma bassissima ed aiutati con dell’acqua della pasta.

Scola la pasta, cacciala in padella, mescola.

Se fosse secca, aggiungi acqua. Altrimenti sei a posto e puoi impiattare..

Condisci con del pepe, ulteriore prezzemolo ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!