Piadina con bresaola e carote

Dopo la rivalutazione della Philadelphia tocca pure alla bresaola.
Non so bene cosa stia accadendo, ma senz’altro il mio palato sta cambiando e non so neppure se in meglio. Fai te che oggi ho pranzato con orzo e jocca e son stata pure contenta. Quindi boh, vedi tu se fidarti.

#brbaedit from a marvelous time ruining everything
No, tranquillo, la ricetta dell’orzo e jocca non te la do.

Go, go, go!

Per preparare una piadina con bresaola e carote hai bisogno di:

  • una piadina;
  • 50 grammi di bresaola;
  • 50 grammi di philadelphia;
  • 150 grammi di carote e 5 grammi d’olio per cuocerle.

Le carote sono da cuocere, quindi partiamo da lì.
Con un pelapatate togli la parte esterna, poi tagliale a pezzetti piccoli. In 4 parti, non a rondelle.
Mettile in padella insieme all’olio e falle andare a fiamma media finché saranno pronte. Ci vorranno circa 5 minuti e dovranno essere croccanti, quindi niente sale se non a fine cottura.

Questa era la parte più difficile.
Metti la piadina in una padella, fiamma medio bassa, fai scaldare su entrambi i lati.
Farciscila con 50 grammi di philadelphia, 50 grammi di bresaola.

Poi le carote (ricordati di salarle!).

E basta, è davvero tutto qui.
Chiudi la piadina (arrotolata, chiusa a metà, ad origami… come ti pare) ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Riso e latte con il limone

Mi sono convertita alla Nintendo ormai da più di un anno, al punto di avere ben DUE Switch in casa.
Ma mai avrei pensato che il Ring Fit Adventure mi avrebbe steso talmente tanto da avere male agli addominali mentre scrivo qui sopra.

La mia routine di allenamento non è cambiata nel corso del tempo. Nel senso che mi faccio sempre un culo così. Quindi pensavo che aggiungere un’ora scarsa di saltelli e minchiate con questo gioco non avrebbe potuto fare la differenza.
Sono così allenata.
Invece sono al quarto giorno e non mi reggo in piedi.

E prima o poi dovrò arrivare a battere questo tipo qui.

Il gioco è diviso in tante sezioni, ma due sono quelle più interessanti: gli esercizi a “zona”, dove imposti una serie di circuiti che allenano parti specifiche del corpo (e non c’è una parte che non venga toccata, persino le braccia riescono a ridurti a pezzi) ed una con la storia principale. In questa seconda modalità hai la tua solita mappa con i vari mondi di gioco e in ogni livello devi correre, fare squat e pian piano che levelli impari esercizi nuovi.

I nemici che incontri devono essere combattuti a forza di fitness e la cosa bella è che il livello viene calibrato in base alla tua forza. Non puoi fingere di compiere gli esercizi: il ring fit conosce la tua forza e se ne usi di meno, l’esercizio o non è valido oppure ha un punteggio basso. E i nemici, quindi, non muoiono.
Per ora ho alzato la difficoltà al secondo livello pensando che sarebbe stata una passeggiata e invece mi trovo qui a boccheggiare.

Quando il potere dello squat fluisce forte in te.

Oh, non mi sto lamentando. Anzi, lo consiglio a tutti, soprattutto ai pesaculisti che ogni anno spendono soldi per iscrizioni a palestre in cui non metteranno mai piede.
Mal che vada finisci a lanciar banane in Mario Kart, non è uno spreco di risorse.
Però se deciderai di muovere il culo sono sicura che ti modellerà il corpo. Io avevo già gli addominali di fuori, adesso mi si sta modellando pure la parte centrale dell’addome.
Dopo 4 giorni di merda. Al secondo livello. Non oso immaginare che succederà al livello più avanzato (che dovrebbe essere il terzo, ma ancora non ho ben capito… speriamo siano solo tre, altrimenti crepo).

Comunque lanciar banane e funghi è divertente, eh

Ho grandi speranze per il futuro, anche perché non ho mai fatto tanti esercizi per il culo e le gambe in vita mia. Tra un po’ mi ritrovo a non camminare più.

Ti ho dato un consiglio, l’ennesimo per non diventare un grassone che va in giro col motorino elettrico nei reparti dei supermercati.
Ed ora andiamo a mangiare.
Go, go, go!

#felixcore from FORWARD, ONEIROI
In cucina

Per preparare il riso al latte con il limone, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso originario;
  • 20 grammi di burro;
  • 400 grammi di latte intero;
  • 400 grammi di acqua;
  • 30 grammi di parmigiano;
  • 3 bucce di limone.

Partiamo da un paio di informazioni importanti.
Il riso è l’originario perché ci serve un riso da minestra, a cui importi poco di essere cotto fino alla morte.
Il latte è intero perché ci serve il suo grasso, viene più cremoso e più buono.
Del limone solo la buccia, perché il succo farebbe cagliare il latte: quindi non spremerlo.

Ed ora partiamo.
In una pentola versa il latte e l’acqua. Aggiungi anche il sale ed una buccia intera di un limone, tagliata con un pelapatate.

Porta a bollore, prima mettendo il coperchio e poi mano a mano che si scalda passa al semi coperto, altrimenti il latte erutta.

Appena bolle caccia dentro il riso ed ora fai cuocere. Per quanto? Tutto il liquido deve essere assorbito e la cottura deve essere fatta senza coperchio e a fiamma medio bassa: quindi 20 minuti.

Verso la fine gira più spesso per non fare attaccare, assaggia per vedere se è troppo dolce e nel caso aggiungi un po’ di sale. Sarà una pappa densa (e infotografabile).

Quando spegni caccia dentro parmigiano grattugiato a polvere e burro. Mescola finché tutto è ben sciolto.

Prepara le porzioni e su ogni piatto metti una buccia di limone grattugiata finemente, facendo attenzione a non prendere la parte bianca che poi diventa tutto amaro.

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Fave al latte

No, non è stagione di fave ma Don Alfonso me le ha vendute (a peso d’oro) ed io le ho mangiate. Certo, un terzo del carico era marcio, non erano al massimo della loro potenza e quindi ti consiglio di aspettare un altro mesetto. Però io mi porto avanti, ti dico che questa ricetta è MONDIALE (se ti piacciono le fave, altrimenti ciao) ed è pure straveloce.
Fave cotte in olio e poi nel latte INTERO, che caglierà al punto di diventare crema.
E sottolineo INTERO, altrimenti non viene un cazzo.

Go, go, go!

#brbaedit from Animus Rox
e la cucina è un po’ chimica, eh.

Per preparare delle fave al latte, per due persone, hai bisogno di:

  • 400 grammi di fave. Per raggiungere questo peso comprane 2 kg;
  • 50 grammi di olio;
  • 200-250 grammi di latte intero. La quantità dipende dalla larghezza della tua padella;
  • menta fresca;
  • uno spicchio d’aglio;
  • sale;
  • 200 grammi di pane per fare i crostoni.

Ti serve una padella piuttosto larga, dove le fave possano stare comode ed il latte non superi il dito di spessore. Perché questa ricetta venga tutto il liquido deve evaporare e se ci metti troppo tempo poi ti vien fuori una pappa di fave, cosa che non vogliamo.

Hai sfavato?
Bene, la pulizia della fava quella è. Non devi togliere la pellicina e manco il cappellino. Si mangia TUTTO e se non ti piacciono così cambia legume, inutile che cerchi di stordirlo.
Sì, ha un gusto amarognolo ed è giusto così.

Detto questo, partiamo.
Accendi il forno a 200 gradi, metti il pane tagliato a fette ed aspetta che diventi scrocchioso. Ci possono volere 5 minuti come 15, dipende dal pane: tu controlla e non carbonizzarlo.

Appena il pane è pronto, passiamo alle fave.
Nella tua padella versa l’olio e metti lo spicchio d’aglio scamiciato ma intero.
Aspetta che l’aglio soffrigga in maniera decisa.

A questo punto caccia dentro le fave, aggiungi un po’ di sale e fai saltare per due o tre minuti.

Fiamma altissima, devono soffriggere bene, quindi versa il latte.

Aggiungi il sale, gira molto spesso e tieni sempre la fiamma al massimo. Il latte piano piano si gonfierà e comincerà a cagliare.
Ci vorranno circa 5 minuti, ma prima o poi il latte svanirà e rimarrà questo:

Prepara le porzioni, cospargi con foglie di menta fresca, accompagna col pane e niente, goditi il potere delle tue ginocchia.

Ciao e buon appetito!