Pasta con la salsiccia

Siccome ogni giorno faccio una live su TikTok e ci sono domande che si ripetono in maniera costante, ho deciso che quando non c’ho un cazzo da scrivere rispondo qui esaustivamente. Sì, lo so, che culo, non vedevi l’ora, eccetera eccetera.

#filmedit from Classichorrorblog
Addirittura attivare l’autodistruzione…

Partiamo dalle domanda più gettonata: qual è il tuo anime preferito?

Allora. Intanto ogni volta che qualcuno usa la parola anime a me viene un infarto ma non è che abbia molta voglia di ripetere che Anime non significa Cartone Animato Giapponese (così come Manga non significa Fumetto giapponese).
Però lasciamo stare, soprassediamo.
Ho sonno, ho appena mangiato, la polemica non è possibile al momento.

Anime, dicevo.
Storia breve: i cartoni animati mi fanno cagare. Soprattutto quando sono giapponesi. Mi piace niente: le animazioni, il doppiaggio (inglese, italiano, giapponese… tutti una chiavica), i tempi dilungati. Tra l’altro è anche facile capire il motivo di tanto annacquamento: il fumetto di partenza ha tanto successo quindi si decide di estrapolarne la versione animata. Poi però il fumetto mica è finito – a volte non finirà mai – ma il cartone animato deve pur fare qualcosa. Quindi ecco quelle puntate eterne in cui tutti i personaggi di Dragon Ball urlano a caso, in cui quelli di Capitan Tsubasa corrono per un campo infinito e i personaggi di Bleach si menano con cattivi che l’autore non ha manco mai pensato di generare.

#spirited away from PERMANENT HIATUS
Che due cojoni.

Detto questo, ci sono TRE eccezioni. Il fumetto mi ha fatto così cagare che alla fine il cartone animato ha vinto. Quindi queste TRE eccezioni sono i miei cartoni animati giapponesi preferiti: Death Note, Holly e Benji, Lady Oscar.

Cartoni animati preferiti non giapponesi, invece? Me lo chiedete di meno, ma già che ci siamo parliamone.

Bah, non è che mi esalti molto manco con quelli.
Posso dirti che ho visto tutto Futurama, che le prime due stagioni di Bojack sono state notevoli, che mi sono drogata con Adventure Time per parecchio tempo e che al momento guardo solo Gumball.

Ora basta che mi sono rotta i coglioni, andiamo a mangiare una stupida pasta con la salsiccia.
Go, go, go!

#resident evil from タイムファイヤー
Abbiamo tutti fame, stai calmo.

Per preparare una pasta con la salsiccia hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta;
  • 300 grammi di salsiccia;
  • uno spicchio d’aglio;
  • 5 grammi d’olio;
  • noce moscata, rosmarino secco, ma pure salvia secca ci sta benissimo;
  • facoltativo: 30 grammi di parmigiano. Ci stan bene, danno una bella cremosità, ma non sono indispensabili. Una spolverata sui piatti invece ci sta (max 10 grammi a testa);
  • funghi secchi. Una bustina o due, a seconda delle tue possibilità. Anche questi facoltativi: puoi pure farla solo salsiccia.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Se hai deciso di usare i funghi secchi, mettili a bagno in acqua tiepida. Han bisogno di 5 minuti per rinvenire, poi li devi scolare bene dall’acqua con un colino.

In padella versa 5 grammi d’olio, metti l’aglio tritato e fai soffriggere per un paio di minuti.

Non serve tanto grasso, perché la salsiccia ne caccerà un botto.
Appena l’aglio inizia a prendere colore, aggiungi la salsiccia.
Con budello o senza budello, come ti piace.

Usa una fiamma media, gira spesso, falle prendere colore.
Alla salsiccia serviranno più o meno 15 minuti di cottura, piano piano rilascerà la sua ciccia e in tutta casa ci sarà un odore della madonna.
Durante la fase di cottura aggiungi il rosmarino secco e cerca di coordinarti coi suoi tempi per buttare la pasta.

Se per caso avessi usato una fiamma troppo alta e fuori fosse molto scura, ma dentro ancora cruda niente paura: abbassa la fiamma al minimo e prosegui.

Quando stai per spegnere (giusto un minuto prima) aggiungi i funghi secchi.

A fine cottura aggiungi la noce moscata.

Tira fuori la pasta 3 minuti prima del tempo indicato sulla confezione, senza buttare la sua acqua.
Finisci la cottura in padella, bagnando con l’acqua. Gira spesso, l’amido formerà la cremina quasi da sola. La cremina del cazzo, sì, quella senza cui gli chef non possono vivere, a quanto pare.

A fiamma spenta, fai riposare il tutto 30 secondi mescolando di continuo, per fare andare via un po’ di calore.
Poi aggiungi il parmigiano (se lo vuoi aggiungere).
Io a volte lo metto, a volte no… come mi gira.

Poi impiatta e su ogni piatto, sempre se vuoi, aggiungi una spolverata minuscola di formaggio (talmente minuscola che non l’ho segnata negli ingredienti).

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Calamarata con acciughe e patate

Arrivata al terzo volume di Lupo Solitario, morta 4 volte di fila senza poter manco avere il tempo di bestemmiare.
Mica per scelte sbagliate, mica per avventatezza.
No, è che il dado ha fatto un numero basso.
Ho vinto il combattimento ma mi han avvelenato.
Son caduta dal crepaccio.
Insomma, la sfiga.

#tw blood from toss a coin to your bitcher
Ad ogni vicolo cieco reagire così.

Non sono contenta e sono solo al terzo capitolo. Speriamo sia uno dei più brutti, sennò chi ci arriva al 21esimo?
Quanti Pazuzu, Madonne e Cthulhu dovrò sfoderare per diventare Maestro Ramas?

#dragon ball from 『Banks Of Hope』
Questa mossa si impara solo alla fine dell’avventura.

Sto facendo robe a caso, senza assecondare il consueto autismo che mi fa fissare su una roba soltanto per poi odiarla a morte.
Leggo fumetti qui e là. Giapponesi, americani, europei. Rat-man è molto, molto più epico di come ricordassi. Rat-man è un cazzo di supereroe, più incredibile di Spider-man o Devil. Più sfigato, ma più epico.

Coi videogiochi va peggio. Continuo a piangere con Isaac, ho comprato di nuovo Ni No Kuni per collezionare famigli, mi annoio in The Last of Us 2. Una vera merda, The Last of Us 2. Un florilegio di lesbiche, ebrei, stealth fatto di merda e grafica che manco in Uncharted 3.
In Uncharted 4 ho fatto salire Nathan sulla bilancia del bagno per vedere se funzionava e ci sono rimasta un po’ male che no, fosse solo un oggetto di scena. Qui invece spari alle vetrate di una sinagoga e non si rompe un cazzo, manco fossimo nel 1986.
La merda. Ludica e narrativa.

#fallout from It's a lonely weekend
Non resta che annegare nell’alcool i dispiaceri. Peccato sia astemia.

Però sono uscita dal letargo mentale, è già un ottimo risultato.
Con la cucina invece va fin troppo bene, le ricette da aggiungere stanno diventando quasi TROPPE e infatti mi ritrovo a scrivere qui sopra ogni giorno.
Ma quanti soldi fai col blog?
Zero, un cazzo, nada. Ecchecavolo, possibile che misuriate tutto col vile danaro?

Oggi pasta con le patate, l’ennesima. Ma totalmente diversa dalle altre che puoi trovare qui sopra.
Più buona? DIVERSA!

#Plan 9 from Outer Space from Rhett Hammersmith's International Haus of Horrors
Che ansia con queste scelte assolute.

Dolce o salato?
Pizza o sushi?
Film o videogiochi?
Gatti o cani?
Ma cazzo, devo per forza scegliere? Non mi può piacere tutto e niente, a seconda del momento?

Go, go, go!

#disneyedit from movie gifs
Dolce E salato!

Per preparare una calamarata con acciughe e patate, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di calamarata;
  • 8 acciughe;
  • 500 grammi di patate, peso preso dopo la pulizia;
  • circa 40 grammi di rucola;
  • 30 grammi d’olio + 10 grammi su ogni piatto;
  • una spolverata di parmigiano (pochissima, 10 grammi a testa è tanto);
  • peperoncino, secco, fresco in polvere. Quello che hai;
  • uno scalogno (oppure una cipolla);
  • sale.

Partiamo dalle patate. Devi pelarle, poi lavarle molto bene ed infine tagliarle a tocchetti abbastanza piccoli (più grossi sono e più ci metteranno a cuocere).
Poi le immergi in acqua, così togliamo loro un po’ di amido.
Cambia quell’acqua almeno un paio di volte, quando è limpida hai fatto quel che dovevi.

Trita uno scalogno ed un peperoncino.
Versa in padella 30 grammi d’olio, metti le acciughe e pure il peperoncino.
Fai soffriggere per qualche minuto, girando spesso.

Nel frattempo tampona le patate con uno strofinaccio.

Appena le acciughe si sono sciolte puoi aggiungere le patate. Alza leggermente la fiamma, fai prendere loro temperatura ed appena soffrigge di nuovo tutto, abbassa la fiamma.

Alle patate serviranno ALMENO 20 minuti.
Ogni tanto girale, non aggiungere acqua.

Metti l’acqua della pasta a bollire e più o meno a metà cottura delle patate puoi pensare di prepararla.

Dopo dieci minuti di cottura chiudi la padella col coperchio, così le patate si stuferanno un po’. Ogni tanto mescola, controlla la cottura. Non devono spappolarsi.
Ah, assaggia ed aggiusta di sale.

Quando alla pasta mancheranno due minuti, aggiungi poca acqua nelle patate ed attendi che la calamarata arrivi.
Concludi lì la cottura, mescolando sempre e bagnando con l’acqua.

A fiamma spenta aggiungi la rucola (se vuoi puoi aggiungerla anche sui piatti, vedi tu, ma io ne avevo tanta e quindi l’ho cacciata dentro pure se così sparisce).

Prepariamo i piatti. Metti altra rucola a freddo, un cucchiaio d’olio (ci sta tutta, le patate tendono ad assorbirne), un po’ di peperoncino in polvere ed infine una grattugiata minima di parmigiano.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Rigatoni con gorgonzola, miele e noci

Avevo promesso un elenco di film da vedere con Vincent Price. E quindi eccoci. Breve elenco per farti un’idea. Poi se ti piacciono questi hai 30 anni di film tutti uguali da guardarti.

The Last Man on Earth di Ubaldo Ragona, 1964

#the last man on earth from "Yeah, they're dead. They're all messed up."

Iniziamo forse dal più famoso. Italiano, girato a Roma, tratto da Io sono Leggenda di Matheson. Qui Vincent Price recita sottotono, il film è bello sul serio.
Anzi, quasi quasi me lo riguardo pure io.

The Abominable Dr. Phibes di Robert Fuest, 1971

#horror from HORRORFIXXX

Anche qui c’è poco da gigioneggiare: Vincent Price quasi non parla, la mimica facciale è l’unica cosa che gli rimane.
Davvero valido, non è di quelli che ti consiglierei per il trash.

Tales of Terror di Roger Corman, 1962

#tales of terror from Aging Trash

Racconto a tre episodi tratti tutti da Edgar Allan Poe. E qui sì che c’è da ridere. Penso che il personaggio che degusta il vino sia forse la sua più grande interpretazione di sempre e di oltre.
Va visto e basta.

Diary of a Madman di Reginald Le Borg, 1963

#gif from chaptertwo-thepacnw

Hai presente quando ho detto che molti film con Vincent Price finiscono con un grande incendio? Ecco.
Però è valido al di là del finale.

The Haunted Palace di Roger Corman, 1963

#Vincent Price from Rhett Hammersmith's International Haus of Horrors

Roba su una casa infestata.
Non c’è molto da raccontare.

Direi basta, hai da dove iniziare.

Ed ora andiamo a mangiare una pasta con gorgonzola, miele e noci da cucinare in 10 minuti netti.
Go, go, go!

#1981 from ULTRAKiLLBLAST

Per preparare dei rigatoni con gorgonzola, miele e noci hai bisogno di:

  • 180 grammi di rigatoni;
  • 200 grammi di latte;
  • 100 grammi di gorgonzola;
  • 30 grammi di noci;
  • 8 grammi di farina;
  • poco miele (5 grammi a testa è già troppo). Puoi usare il miele che desideri, io ti consiglio quello di castano che è meno dolce e più saporito.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Rompi le noci e spezzettale con le mani, in maniera molto grossolana.

In una pentola versa i 200 grammi di latte e mettici dentro il gorgonzola tagliato a tocchetti.

Usa una fiamma molto bassa e fai sciogliere il formaggio.
Non avere fretta, gira spesso, non alzare la fiamma sennò sputtani tutto.

Quando il formaggio è tutto sciolto, in padella versa un dito d’acqua in cui avrai sciolto gli 8 grammi di farina.
Prosegui a scaldare il latte, girando spesso, fino a quando si addenserà.
Ci vorrà un po’, ma si addenserò: non alzare la fiamma.

Intanto butta la pasta, che devi tirare fuori un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione.

Ricordati che il formaggio, quando spegnerai la fiamma, si addenserà ulteriormente, quindi fermati in tempo.
E se non ti fermi in tempo? Niente paura: aggiungi un goccio di latte e torna liquida come prima, vai tra.

Concludi la cottura della pasta in padella, sempre a fiamma bassa e bagnando con l’acqua di cottura.
La vuoi densa? Fai addensare.
La vuoi liquida, aggiungi acqua.
Non c’è una regola, anzi, la regola è sempre la stessa: te la devi mangiare tu, quindi cucina un po’ come cazzo di pare.

Sui piatti mettile noci e poi con un cucchiaino cospargi col miele.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!