Fave al latte

No, non è stagione di fave ma Don Alfonso me le ha vendute (a peso d’oro) ed io le ho mangiate. Certo, un terzo del carico era marcio, non erano al massimo della loro potenza e quindi ti consiglio di aspettare un altro mesetto. Però io mi porto avanti, ti dico che questa ricetta è MONDIALE (se ti piacciono le fave, altrimenti ciao) ed è pure straveloce.
Fave cotte in olio e poi nel latte INTERO, che caglierà al punto di diventare crema.
E sottolineo INTERO, altrimenti non viene un cazzo.

Go, go, go!

#brbaedit from Animus Rox
e la cucina è un po’ chimica, eh.

Per preparare delle fave al latte, per due persone, hai bisogno di:

  • 400 grammi di fave. Per raggiungere questo peso comprane 2 kg;
  • 50 grammi di olio;
  • 200-250 grammi di latte intero. La quantità dipende dalla larghezza della tua padella;
  • menta fresca;
  • uno spicchio d’aglio;
  • sale;
  • 200 grammi di pane per fare i crostoni.

Ti serve una padella piuttosto larga, dove le fave possano stare comode ed il latte non superi il dito di spessore. Perché questa ricetta venga tutto il liquido deve evaporare e se ci metti troppo tempo poi ti vien fuori una pappa di fave, cosa che non vogliamo.

Hai sfavato?
Bene, la pulizia della fava quella è. Non devi togliere la pellicina e manco il cappellino. Si mangia TUTTO e se non ti piacciono così cambia legume, inutile che cerchi di stordirlo.
Sì, ha un gusto amarognolo ed è giusto così.

Detto questo, partiamo.
Accendi il forno a 200 gradi, metti il pane tagliato a fette ed aspetta che diventi scrocchioso. Ci possono volere 5 minuti come 15, dipende dal pane: tu controlla e non carbonizzarlo.

Appena il pane è pronto, passiamo alle fave.
Nella tua padella versa l’olio e metti lo spicchio d’aglio scamiciato ma intero.
Aspetta che l’aglio soffrigga in maniera decisa.

A questo punto caccia dentro le fave, aggiungi un po’ di sale e fai saltare per due o tre minuti.

Fiamma altissima, devono soffriggere bene, quindi versa il latte.

Aggiungi il sale, gira molto spesso e tieni sempre la fiamma al massimo. Il latte piano piano si gonfierà e comincerà a cagliare.
Ci vorranno circa 5 minuti, ma prima o poi il latte svanirà e rimarrà questo:

Prepara le porzioni, cospargi con foglie di menta fresca, accompagna col pane e niente, goditi il potere delle tue ginocchia.

Ciao e buon appetito!

Pasta col formaggino

Ho tolto i dolci e sono stata male.
Ho rimesso i dolci e sono stata male uguale.

#Horror from Classichorrorblog
La sofferenza

Mi rendo conto sempre più che la mia voglia di cibo sia sempre direzionata verso alimenti semplici e basici, quasi. La merda mi fa schifo.
Però.
La merda ha gli incarti viola, rossi, fluorescenti.
La merda è su tutti i social, venduta come fosse una droga meravigliosa.

#sausage from De la saucisse
La merda boldly goes where no food as gone before.

Quindi dopo un po’ ci cado di nuovo. Dopo un po’ penso di stare rinunciando alle meraviglie del mondo e che non è giusto, non me lo merito.
Così mi compro un pacco di Milka, lo mangio, mi fa schifo, mi incazzo, ingurgito 500 calorie a cazzo.

Al di là delle calorie, poi, il vero problema è l’effetto che mi procurano quelle monnezze. Mal di testa, un vago senso di malessere che assomiglia a quello della sbornia.
Ogni volta il mio corpo mi URLA che quella roba non è cibo e che la devo smettere.
Ed ora ci proverò per davvero, imparando dagli errori del passato.

#sausage from De la saucisse
Taser settato su DIETA MEDITERRANEA

È la terza volta ma credo che questa sia la decisiva.
La prima volta ho perso di vista le proteine: ne mangiavo troppe e quelle mi aumentavano la sazietà ma io mangiavo lo stesso perché “era ora”. Risultato: sono ingrassata di due chili. Chili che ho perso subito, appena tolte le proteine (però ricominciando a mangiare gelati e troiate).
In tutto questo senza mangiare mai una pizza o una graffa ripiena di crema pasticcera, perché “non me lo potevo permettere”.

#X-men from ...........................
Ha mangiato meglio lui.

La seconda volta ho eliminato TROPPO le cagate e sono andata in stress ma soprattutto ho mangiato troppa pasta e riso. Se prima pranzavo con i corn flakes, adesso era la volta della pasta. Risultato: mi era andato a noia il solo pensiero, nel secondo pasto sceglievo quindi sempre piatti che risultassero più grassi o carnivori.
In più desideravo la merda. Diventava un’ossessione. Ogni tanto mi compravo un pacco di biscotti e lo mangiavo INTERAMENTE, quasi come un atto di ribellione.

#game of thrones from De la saucisse
Ero così.

Ho preso appunti, ho capito, spero di avere imparato.
Ora ci riprovo per davvero e in casa non c’è mai stata tanta frutta e tanta verdura e legumi e cereali.
Insomma, go, go, go Berrino, go!

Questo non significa che adesso non vedrai più puttanate qui sopra. Anzi, adesso ti propino una pasta col formaggino che non dimenticherai tanto facilmente.
Dico solo che c’è una via di mezzo tra il mangiare merda per tutto il tempo e limitare le boiate. Tra l’abboffarsi di proteine ed il mangiare panini con nutella e cocopops. Ci deve essere una via di mezzo, anche per la mia sanità mentale (oltre che quella fisica).

Va beh, ho detto tutto. Andiamo a farci la pastina.

#sausage from De la saucisse
E andiamo in cucina cavalcando junk food, mi sembra giusto.

Per preparare la pastina col formaggino, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di tubetti;
  • una scatola di formaggini, che se non sbaglio è 175 grammi. Non i galbani che fan cagare.

Metti dell’acqua salata a bollire.
Nell’attesa delle bolle apri tutti i formaggini e mettili in una ciotola.

Non devi fare nulla.
Devi solo preparare la pasta. La metti in una pentola, versi acqua bollente ma POCA, perché non stiamo facendo una minestrina acquosa. Vogliamo una PAPPA di formaggino e troppo brodo scassa le palle.

Mano a mano che l’acqua viene assorbita ne aggiungi altro, un po’ come se stessi facendo un risotto.
Quando alla pasta mancano tre minuti spegni ed aggiungi i formaggini.

Mescola bene con un cucchiaio, poi valuta la consistenza. Se vuoi un po’ di acqua in più, aggiungila. Poi chiudi col coperchio e fai riposare per 5 minuti.

Quando riaprirai avrai davanti questo e sei pronto per mangiare:

È troppo secca? Niente paura, aggiungi acqua, non è che stai preparando un piatto gourmet.

Ah, così la pastina viene AL DENTE. È una minestrina per bimbi grandi, se vuoi la pasta più scotta puoi anche solo mettere i formaggini alla fine, senza il tempo di riposo. Vedi tu.

Ciao e buon appetito!

Omelette con feta e pomodori

Per almeno 4 volte ho tentato di vedere Venerdì 13 (il primo, l’unico, the original) e per almeno 4 volte non sono riuscita ad arrivare alla fine.
Lascia stare quando l’ho visto in videocassetta e doppiato.

Con una definizione del genere.

Magari lì era colpa dell’adattamento italiano. Magari tutti i ragazzini erano così detestabili che uno non ce la faceva ad aspettare il serial killer e spegneva.
Ma le ultime visioni risalgono a pochissimo tempo fa, tipo 2016-2017. Quindi lingua originale, bluray e tutti i Pazuzu a posto.

Non so cosa sia cambiato ieri pomeriggio, so soltanto che non solo sono finalmente riuscita ad arrivare alla conclusione, ma mi è pure piaciuto. Non un botto, il giusto, ma mi è piaciuto. Sono rimasta pure stupita sul finale: da questa cosa come può partire un’intera saga? Che si sono inventati?

E poi ci sono gli effetti speciali di Tom Savini. E sì, quello è Kevin Bacon.

La realtà è che ogni volta che affrontiamo qualsiasi cosa (da un film ad un fumetto, dal mangiare il sushi all’andare in bagno la mattina) la nostra esperienza è completamente differente. Tu sei diverso. Quindi un film ti trasmette oggi quello che domani col cazzo e viceversa.

Per questo tra le tante cose che non comprendo nell’umanità c’è quella necessità di pensare che il proprio punto di vista sia granitico e fermo nel tempo. È un atteggiamento talmente comune che per una volta non mi sento manco di stare generalizzando, se scrivo che TUTTI pensano che guardare un film una volta sola sia sufficiente.
Ebbene, non lo è.

Beh, ora lo sai.

O, meglio, lo è pure, ma dipende cosa vuoi fare della tua esperienza. Se il tuo obiettivo è di vedere un film e lasciarlo sedimentare nel tuo cervello per l’eternità, una volta sola è sufficiente. Se decidi però di discuterne con un’altra persona NO. Non puoi dire BELLISSIMO ARANCIA MECCANICA LHOVISTOUNAVOLTA 55 anni fa CAPOLAVORO!

Non lo puoi affermare (benché meno urlarlo con tanta ansia) perché tu di quel film non ricordi nulla. Tu non ci sei più, in quel giudizio. C’è il giudizio di un te stesso che se incontrassi per strada manco riconosceresti, talmente ti è distante.

La classica reazione che si avrebbe incontrato i se stessi del passato.

Ci sono opere che non ho più rivisto dai tempi dell’adolescenza ed il motivo è semplice: ho davvero paura di rimanere delusa. Storie che ricordo splendide, oggi, potrebbero essermi insopportabili. Quindi preferisco lasciarle là, intoccate, senza menate. Però di certo se mi chiedessero un parere sarei cauta nell’esprimermi e soprattutto metterei le mani avanti: oh, son 15 anni che non lo vedo, davvero, non so. 

Altra roba che la gggggente è incapace di superare è il sentimentalismo spicciolo dell’infanzia.

Quello che ti fa dire che questo era un bel cartone animato. Spoiler: non lo era.

Seppur anche io ho dei film cardine, che da piccola rivedevo millemilavolte, mi rendo conto che sono film poverissimi, magari orrendi. Di solito non li consiglio mai, perché lo so che è la Pizzakaiju undicenne che parla. Invece c’è sempre chi la prende come una roba personale – manco avessi insultato la mamma – quando critico aspramente film che secondo me fanno proprio schifo. Mi viene da pensare a Super Mario Bros, una roba immonda che non sarebbe MAI dovuta uscire in sala e che, anzi, avrebbe dovuto bloccare la crescita dei bimbi dell’epoca talmente è una spazzatura. Invece no. invece c’è chi apprezzava e, dopo 20 anni, continua ad apprezzare del tutto acriticamente.

E minaccia di ammazzarti la famiglia se continui a dire che Il Re Leone 2 è una chiavica di film.

Perché questo attaccamento morboso a dei punti di vista che, alla fine, non hanno alcuna importanza?

Così come non ci bagniamo due volte nello stesso fiume, non vedrai mai due volte lo stesso Taxi Driver. Fattene una ragione.

Risultati immagini per taxi driver
Bello vedere che qualcuno è d’accordo.

Solo la bellezza di una scena del cinema non cambia mai: quella delle patatine in Cobra.

Cobra è un po’ un salutista di quelli di adesso: uno che rompe le palle a tutti per come mangiano, ma che poi a casa divora la pizza fredda (tagliandola con le forbici), tanto non lo vede nessuno.
Così passa i primi 40 minuti a sfracassare l’anima al collega che si nutre di soli dolci, poi attacca leggermente Brigitte Nielsen.
Brigitte Nielsen è fotonica in quel film, d’una bellezza esagerata.

FOTONICA.

E mostra tutta la sua perfezione quando, in un bar, si siede e mangia. Mica un’insalata. NO. Brigitte Fotonica si mangia un piattone di patatine fritte annegate nel ketchup.

No, non la imiteremo. Oggi faremo un’omelette con la feta.
Go, go, go!

#animationsource from dearest dana;
Precipitiamo in cucina.

Per preparare una omelette con la feta, con padella da 28 cm, hai bisogno di:

  • 200 grammi di uova (4, circa)
  • un pochino di sale;
  • 10 grammi di burro;
  • 100 grammi di feta (anche 120, magari la vuoi un po’ più carica);
  • un pomodoro (200 grammi è già tanto), condito con un cucchiaio d’olio, origano e sale.

Taglia il pomodoro, condiscilo con un olio, sale ed origano.
Apri la confezione di feta e sciacquala bene sotto l’acqua fredda per levare la salamoia.

In una ciotola di plastica rompi le uova. Aggiungi sale, pepe e sbatti. Brevemente, quel che serve per amalgamare tutto.

Metti 10 grammi di burro nella padella che hai scelto e falli sciogliere, a fiamma bassa.
Distribuiscilo su tutta la superficie.

Non usare una fiamma alta, una bassa ma non bassissima va bene. Appena vedi che il burro soffrigge (fa le bollicine), versa il composto.

Ci vorranno pochi minuti per avere l’omelette e in questi minuti devi aiutare le uova a non attaccarsi sul fondo e nei lati. Ti basta usare una spatolina di legno e muovere la padella. Se hai sparso il burro bene per tutta la superficie e se la tua padella è antiaderente, non avrai problemi.

Quando vedi che la parte superiore non è più liquida, ci siamo. Puoi spegnere.

Riempi la metà dell’omelette con la feta spezzettata a mano:

Poi coi pomodori:

Prendi il lato non farcito con le dita, chiudi l’altro lato.
Non usare pinze o altri arnesi: spaccheresti tutto.
Le dita, invece, funzionano.

La parte più difficile è spostare l’omelette dalla padella al piatto, ma non è poi così complicato. Prendi un paio di spatole, la sollevi e basta. Non si spaccherà, devi solo avere fiducia nelle tue spatole.

E basta, ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!