Riso con tonno e avocado

Voi non lo sapete, ma nei giorni di pioggia estivi – soprattutto dopo un lungo periodo di caldo torrido sfiancante – i draghi escono allo scoperto. All’alba, quando solo gatti, volpi e kaiju si aggirano nel mondo. Così questa mattina, armata di piccone e del mio migliore Fus Ro Dah (un po’ arrugginito, era tanto che non mi esercitavo!) mi sono avventurata.

#In The Shadow of Kilimanjaro from Exploitastic
Giuro, è tutto vero.

A caccia di draghi, sì! Già sapevo dell’esistenza di un esemplare di fuoco: 2 notti fa aveva incendiato la collina davanti casa, elicotteri dei pompieri hanno fatto avanti indietro per 24ore. Terribile. E un paio di anni fa lo stesso drago ha letteralmente devastato vigneti, un intero bosco mettendo pure in pericolo gli abitanti di qui.
Quindi basta. Pizzakaiju va alla ventura. Questa mattina, dunque, breve scontro. Il drago è solo fuggito (l’ho detto che il mio urlo è arrugginito!) ma la sua visione ancora mi fa rabbrividire… voi non potete capire la sua potenza. Un esemplare MAGNIFICO. Ho trovato le sue uova (e per un attimo ho provato TERRORE all’idea di una famiglia di mostri alati!) ed ora me le sto mangiando (dopo metto il tutorialbrutto). 
Vi terrò aggiornati. 

#hpedit from i’m not an owl!
Ti vedo entusiasta per il mio breve racconto.

Intanto mettiamole in un’insalata di riso, queste uova!
Go, go, go!

Per preparare del riso con uova di drago (altrimenti dette AVOCADO) e tonno, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Della varietà che vuoi;
  • 200 grammi di avocado (meglio comprarne 2 e si va sul sicuro)
  • 200 grammi di tonno sottolio (4 scatolette, io consiglio sempre il Callipo);
  • la buccia di due limoni;
  • sale e pepe.

Preparati perché è DIFFICILISSIMO.

Lessa il riso, poi fallo raffreddare su un piatto, ben disteso.
Intanto prepara il condimento: taglia l’avocado a metà, togli il nocciolo, con l’aiuto di un cucchiaino togli la polpa, tagliala a pezzi e mettila in una ciotola.

Scola bene il tonno, poi metti pure lui nella ciotola.
Grattugia la buccia di un limone.

Aggiungi il pepe e, se vuoi, un po’ di sale. Per me niente olio, perché olio e riso insieme mi fa vomitare.

Appena il riso è freddo metti pure lui nella ciotola, mescoli e basta, puoi mangiare.
Davanti a te avrai una roba infotografabile, quindi forchettata:

Ciao e buon appetito!

Polpette fritte

Le polpette già le abbiamo fatte qui, ma non le abbiamo fritte.
Puoi usare quell’impasto là? Volendo sì, immagino, non ho provato, quello è un impasto un po’ più morbido, se vuoi puoi fare da apripista.
Intanto qui ti do l’impasto che ho fritto io e su questo posso garantire al 100%.

Go, go, go!

#movies from wagon🔥.
Vieni che ti insegno una cosa buonissima!

Per preparare delle polpette fritte, per due persone, hai bisogno di:

  • 300 grammi di macinato MAGRO. E fidati, lo vuoi magro, perché stiamo FRIGGENDO e le calorie salgono. Io mi faccio macinare il girello (110 calorie ogni 100 grammi) e svolge benissimo la sua funzione;
  • 100 grammi di salsiccia. Serve, così aggiungiamo ciccia all’impasto senza però fare alzare così tanto il valore energetico. Sì, oggi scasso la minchia su questo tasto perché stiamo per FRIGGERE;
  • 1 uovo;
  • 10 grammi di parmigiano reggiano (o pecorino romano);
  • un po’ di prezzemolo, sale, pepe;
  • 50 grammi di pangrattato + altri 20 grammi per “infarinare”:
  • 50 grammi di latte;
  • olio per friggere .Io uso l’extra vergine, tu usa quello che ti pare.

Lavoro velocissimo.
In una ciotola metti il macinato e la salsiccia (sbudellata). Un po’ di sale.

Aggiungi l’uovo, i 50 grammi di latte, i 10 grammi di parmigiano, il prezzemolo spezzettato e il pepe.
Impasta tutto con le tue manacce.

Aggiungi poi 50 grammi di pangrattato.

impasta impasta e impasta ed otterrai questo:

Adesso devi fare le polpette e non è che sia difficile: stacchi un pezzetto di impasto e lo lavori con le mani. Se non viene perfettamente rotondo ce ne faremo una ragione. Cerca di non farle grandi, circa 3 cm di diametro (oh, prendi un metro da sarta così ti fai un’idea delle dimensioni).
Poi adagi le polpette in una ciotola piena di pangrattato. Ne mangerai 20 grammi, però non lavorare in poco pangrattato che sennò è un casino.

Devi ottenere questo:

Siamo pronti per friggere.
Frittura ad immersione, puoi usare un pentolino alto come una padella bassa (ma in quel caso le polpette non saranno coperte completamente e ti toccherà girarle). Come ti è comodo
Ti servirà però circa un litro d’olio in entrambi i casi.

Aspetta che l’olio vada a temperatura, poi caccia dentro UNA polpetta. Frigge bene? Allora aggiungine delle altre (non tutte, sennò la temperatura dell’olio cala troppo). Deve friggere decisamente, così:

Più o meno ci vorranno 3 minuti di cottura. Se è a immersione ti tocca solo guardare il colore delle polpette ogni tanto tirandole su (con un cucchiaio, un ragno, una schiumarola). In una padella bassa hai tutto più sott’occhio, ma le devi girare molte volte.

Devi ottenere questa roba qui:

E niente. Le posi su della carta assorbente, fai andare via l’olio in eccesso e basta, te le mangi.

Ciao e buon appetito!

Pomodori ripieni di tonno e uova, ricetta senza forno.

La mia visione della tragedia è piuttosto limitata. Riesco a immaginarmi il male estremo. La morte, il suicidio, lo stupro, gli stermini. Se mi impegno un po’ posso arrivare ad immaginare pure qualcosa di più specifico, come la morte per fame o una fossa comune.
Ma non è che DAVVERO riesca a focalizzarmi sulla realtà che queste tragedie portano con sé. Sono più delle idee edulcorate, una versione quasi hollywoodiana di quello che a un uomo può capitare. 
Furore: esilio, usurpazione, sfruttamento, morte, fame. Solo parole, se le elenca Pizzakaiju.

Il mio cuscino lercio ed io siamo molto intellettuali

Steinbeck invece, raccontando il lungo viaggio della famiglia Joad, fa diventare quelle parole più vere del vero. Inizi a capire cosa voglia dire perdere tutto quello che si ha e a cosa si riduce, in fondo, l’esistenza dell’uomo privato della propria dignità. Non so cosa sia dignità, per te, ma per me rappresenta una casa, la sicurezza del domani, il poter rilassarsi. Non credo nella felicità perenne, ma nella serenità sì. E sono convinta che la serenità di ogni essere umano debba essere garantita come diritto inviolabile. Sì, lo so, che “sarebbe bello” e che non è così. 
Ma Steinbeck ti mostra QUANTO possa non essere così. Le nostre difficoltà quotidiane sono NULLA a confronto dell’esodo di tutte quelle famiglie che hanno dovuto subire un esodo da cui non ho idea come alla fine siano riusciti a scampare.

#90scartoons from 90s Cartoons
Il nostro più grande problema è cercare di non sfondarsi di cibo… ed è tutto dire.

Di pagina in pagina la percezione dei gesti viene confusa. La gente, se trattata male, se privata di tutto, può diventare cattiva. E quella che non è cattiva e cerca di non diventarlo mai, compie gesti a volte così estremi che io sono ancora qui a domandarmi se si tratta di estrema Umanità o se si tratta di dignità buttata. Il finale del libro mi ha del tutto spiazzato .Mi ha fatto pensare che non c’è limite a quello che non dovrebbe accadere. E non è niente di eclatante, è soltanto un gesto. Ma quel gesto racchiude tutta la mostruosità del mondo che certi uomini hanno creato da una parte e dall’altra tutta la generosità che chi non ha nulla può ancora riuscire a trasmettere. 

#gta from deartx
Dopo aver letto l’ultima pagina non ho reagito BENISSIMO.

È un romanzo scritto col cuore pulsante tra le mani, un cuore sanguinante che si ostina a battere sempre, un cuore che si vede che è dolorante ma che non si vuole arrendere. Privo di retorica (come invece potrebbe apparire dalle mie parole) e pure privo di stile da melodramma che allontanerebbe la verità in favore della lacrima facile.
Non si piange. Si rimane IMPIETRITI.

#doctor who from don't blink.
Per una volta non per colpa loro.

Consigliato. Tanto. 

Ed ora il cibo.
Una ricetta dei pomodori ripieni sul blog c’è, però è calda perché si mette in forma. Buonissima, eh, ma non ho proprio il coraggio di alzare la temperatura in casa, in questi giorni.

#candyman from hey there, demons
All’idea di accendere il forno mi sento male

Quindi eccoti una ricetta che si mangia fredda, la differenza è che i pomodori rimangono più “duretti”, ma è molto buono.
Poi se non hai voglia di pomodori, la crema puoi usarla sul pane, che è strabuona.

Go, go, go!

Tumblr: Image
Dai che oggi si mangia senza sudare.

Per preparare dei pomodori ripieni, per due persone, hai bisogno di:

  • 8 pomodori abbastanza grandi da essere scavati;
  • 2 scatolette di tonno sott’olio (circa 100 grammi);
  • 4 uova;
  • una quindicina di olive nere;
  • 10 acciughe sott’olio;
  • qualche foglia di basilico.

Prima di tutto dobbiamo rendere sode le uova. Le metti in un pentolino, le copri di acqua fredda, chiudi e porti a bollore. Da quando bolle conti 8 minuti, poi le prelevi e le cacci in una ciotola piena di acqua fredda.
Sbucciale e il più è fatto.

Decapita i pomodori e con l’aiuto di un cucchiaino e di un coltellino togli tutta la polpa.

La polpa non devi buttarla perché ci serve, ma non tutta: grosso modo il ripieno di 4 pomodori è più che sufficiente.
Il resto non buttarlo, eh. Magari ti serve da aggiungere a un sugo o da mettere come condimento per una pasta fredda. È buono il pomodoro.

Lì dentro metti le uova, il tonno ben sgocciolato dal suo olio, le acciughe, le olive.

Col mixer ad immersione crei lo spuntì:

A questo spuntì aggiungi qualche foglia di basilico spezzettata con le mani.
Poi riempi i pomodori.

Una volta riempiti te li puoi anche mangiare subito, altrimenti li fai riposare in frigo.
Sopra ogni pomodoro decora con basilico o altre acciughe e davanti a te dovresti avere una roba del genere:

Ciao e buon appetito!