Insalata di riso con gamberetti e salmone

Ma con tutto quello che mangi come fai ad essere così magra?

#the exorcist from "the whole world shimmers"

Ogni volta che sento questa frase reagisco così.

Tutti i cazzo di giorni, oh. Per decine e decine e DECINE di volte.
Eh, tu mangi, io ti guardo e basta e ingrasso già così.

Certo, come no. Forse è il fatto che mentre mi guardi mangiare 4 biscotti (inzuppati nell’acqua per risparmiare calorie) tu ti sei sbranato un pacchetto di patatine intero?
Oppure potrebbe essere che il mio pranzo corrisponde a quello che tu mangi tra un pasto e l’altro? Per noia o perché passi davanti al frigo e quindi sarebbe disonorevole non ingurgitare qualcosa?

Certo, i tuoi pasti saranno composti da polletti sconditi e insalate tristi, non ne dubito. Ma tra una pietanza da suicidio e l’altra, quante fette di salame, quanto pane col burro, quante colazioni al bar, quanti gelati, quante coca cole?

Quante?

#dwedit from sign my tits, tom james!

Eh, ma porcodio, non è più sopportabile.

La realtà è che questa gente che mi subissa di domande (sempre le stesse domande, in realtà, in un loop di monotonia intollerabile) non ha la più fottuta idea di cosa stia mangiando.
Siamo ancora là, a dire cagate come Mangi roba grassa, ma sei magra. Come se il macronutriente descrivesse chi lo ingerisce, come se i grassi non servissero a far funzionare bene il cervello. No, no, i grassi sono nei cibi solo per farti ingrassare.
Dio, che palle.

#christoph waltz from Umbrellas, Goldfish & Three Piece Suits

Mi odieranno tutti dopo questo post, ma davvero è snervante.

Che poi, magra lo vai a dire a tua madre, lo vai a dire.
Tutta ‘sta palestra per essere una secca di merda? Eh, ma anche no.
Semplicemente non sono grassa, tutto qui. Ma magra, NO.

#1990 from ULTRAKiLLBLAST

Alla parola “magra” di solito reagisco così.

Sono anni che prendo per il culo i palestrati con il loro motto Non voglio essere capito, voglio solo essere scolpito mentre masticano insalate che manco le vacche.
Io mangio Mars.
Pane e nutella.
Panini con la mortazza.
Frittura.
Io conto le calorie e me ne sbatto.
Non sarò mai Mister Universo (anche perché non sono un uomo) e l’unica cosa che sto cercando di fare è invecchiare in forma.
Sana?
Lo spero. Ma con tutta la cioccolata che divoro è già un obiettivo più ambizioso.

#gotedit from FILMTV

Ma non cambierebbe se iniziassi una dieta proteica, anzi.

Comunque piccola parentesi di gioia: dopo più di un anno mi è venuto il ciclo mestruale.
Ho smesso di prendere la pillola anticoncezionale e niente, il corpo era bloccato. I ginecologi mi han bombardato di ormoni che mi hanno fatto stare male, il cibo sano non ha aiutato per niente.
Ho sfanculato tutto, ho ricominciato a mangiare tavolette di cioccolata, gelati e banane fritte ed il ciclo mestruale è tornato, stronzo esattamente come lo ricordavo.
Quindi non mi avrete più, salutisti ignoranti.

Non ascolterò più una singola parola.

#1001 nights from pickypicnic

Anzi, se non mi lasciate in pace vi immergo nella nutella, vi friggo e poi vi mangio.

In questo mio ritorno alla ciccia, uno dei cibi che ho riscoperto è la maionese.
Tutta questa ricetta è stata fatta perché dentro c’era la cazzo di maionese, rendiamoci conto.
Poi è buona pure per tutto il resto.
Però – cazzo – la maionese.

Go, go, go!

#filmgifs from go for blood

CAZZO LA MAIONESEEEEEE!

Per preparare un’insalata di riso con gamberetti e salmone, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Quello che vuoi, io ho usato quello con scritto PER INSALATA, ma è stato un caso;
  • 200 grammi di gamberetti (ho usato quelli surgelati, ho comprato una busta da 300 grammi per essere sicura);
  • 200 grammi di piselli surgelati;
  • 150 grammi di salmone affumicato;
  • 125 grammi di yogurt. Ho usato il Fage, ma puoi usare quello bianco cremoso per un effetto meno papposo, l’importante è che non sia zuccherato;
  • 60 grammi di maionese;
  • la scorza di un limone;
  • sale, pepe;
  • prezzemolo.

Premessa: il riso è sempre meglio non passarlo sotto l’acqua fredda, perché così perde il sapore. Molto meglio lessarlo e poi stenderlo su un piattone e farlo raffreddare piano piano. Ci vorrà più tempo ma il risultato sarà migliore.

Anche per l’insalata di riso condita ci vorrà del tempo, perché metterla in frigorifero appiattisce i sapori. Il mio consiglio è di farla vegetare nella sua ciotola per due o tre ore, ma a temperatura ambiente. 

Quindi pure se questo piatto è veloce, devi prepararti per tempo.

Cuoci i piselli. Se li hai surgelati falli come è scritto sulla confezione, se li hai freschi falli saltare per 5 minuti in padella, con 10 grammi d’olio.
Poi mettili in una ciotola, ben distanziati, e falli raffreddare.

Lessa pure i gamberetti: acqua salata, appena bolle li cacci dentro e conti DUE minuti.
Due e non di più e non dalla ripresa dal bollore: proprio come entrano nell’acqua. Scola e tieni da parte pure loro.

Tutto è tiepido?
Allora assembliamo.
Ciotolona.
Riso, salmone tagliato a pezzetti, piselli. Aggiungi un po’ per volta e mescola bene.

Stessa cosa coi gamberetti.

Se devi preparare l’insalata di riso per 45438573498573498 persone e non sei sicura di quanto tempo ci vorrà per mangiarla, non ti consiglio di proseguire con il condimento perché si potrebbe inacidire. Il resto aggiungilo al momento di mangiarla, così non rischi niente.

Per noi che invece cuciniamo per mangiare tutto e subito, è la volta della maionese e dello yogurt.

Infine prezzemolo tritato e la scorza di un limone, grattugiato con i fori piccoli della grattugia.
Attenta a non prendere la parte bianca, che sai che è amara.

Basta, ora aspetta un paio d’ore.
Poi prepara le porzioni ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Trofie con zucchine e robiola

Tornare alla normalità significa ricordarsi quanto si detesta Facebook.

#dwedit from toss a coin to your bitcher

C’è una manica di ritardati, ecco perché avevo cancellato il profilo! Quasi mi dimenticavo.

Significa non sentire alcuno stimolo per la scrittura, poiché il mio bisogno di condividere negli ultimi anni si limita alla cucina. Stop.
Credo sia utile questo mio condividere ricette scritte con la precisione di Walter White (bilancia alla mano, nulla dato per scontato, pensando sempre ad uno che non si è mai preparato manco un piatto di spaghetti).
Oltre a questo, ogni mio pensiero passa e va e spesso ho così sonno che non ho nemmeno le forze di tradurlo a parole.

#bbelcher from harlee-n

Pensiamo solo al cibo, che è meglio.

Ogni volta che mi connetto sul social network sembra di essere tornati al 1995: sono alle medie e tutti prendono per il culo tutti, usando quel linguaggio ricercato, elitario e forbitissimo che solo i ragazzini coglioni riescono a sfoderare.
Devi ascoltare la musica ggggiusta, leggere i libri ggggggiusti, essere sempre dalla parte ggggggiusta.
Se non etichettano, non capiscono. Quindi non è che tu possa leggere Fabio Volo e subito dopo Kafka: faccia un po’ d’ordine, Pizzakaiju, qui c’è confusione!

#scooby doo from Cartoon Classics

Tanto il mistero dei Coglioni non lo sveleremo mai, c’ha ragione Shaggy.

Non ce la faccio.
Potrei argomentare, tirare fuori brillanti argomentazioni su come ragionare a blocchi sia essere in coma mentale. Ma chi me lo fa fare?
Ho una ricetta da scrivere in fretta, perché voglio andare in Appalachia. Voglio mungere bramini, preparare costine di ratto, passeggiare per paesaggi post-atomici ascoltando roba anni ’30.
Insomma, ho comprato Fallout 76, non scartavetratemi la fregna con le vostre supponenze da rincoglioniti.

#horroredit from prev. stuart-townsend

Un saluto a chi alla parola FREGNA si è scandalizzato.

Oggi prepariamo una pasta zucchine e robiola.
Perché? Perché nell’ultimo anno ho sviluppato un amore per certi cibi radioattivi: formaggi finti (persino la Jocca), mozzarelle di plastica… non so perché, so che è.
Ma in fondo abbiamo visto di peggio. C’è stata la mia fissa per il cheddar, INDIMENTICABILE.

Go, go, go!

#looney tunes from Cartoon Classics

Lasciamo le insalatine agli altri, noi sfondiamoci di grassi.

Per preparare delle trofie con robiola, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di trofie;
  • 200 grammi di robiola;
  • 500 grammi di zucchine (peso preso dopo la pulizia);
  • 20 grammi d’olio;
  • 100 grammi di vino bianco;
  • sale, pepe;
  • uno spicchio d’aglio;
  • basilico, prezzemolo, timo e menta.

Inizia tagliando le zucchine a pezzetti.
Metti l’acqua della pasta a bollire.

In padella versa 20 grammi d’olio e fai soffriggere uno spicchio d’aglio tritato.
Appena è colorato, aggiungi le zucchine.
Normalmente ti direi che mettere il sale è sbagliato, perché poi le verdure si ammollano. Ma questa volta le vogliamo ammollate: quindi sale e pepe.

Aggiungi il vino bianco, alza leggermente la fiamma e fai evaporare.
Quando non senti più l’odore dell’alcool chiudi col coperchio e fai andare per 8 minuti, fiamma bassa.

Quando riaprirai otterrai una roba del genere:

Puoi spegnere, calare la pasta ed occuparti del formaggio.

In una ciotola caccia la robiola e condiscila con sale, pepe e tutte le erbe che hai. Timo, basilico, prezzemolo, menta.

Scola la pasta un minuto prima del tempo indicato sulla confezione (senza buttare la sua acqua) e falla saltare brevemente con le zucchine.
In questa fase aggiungi erba a caso: basilico, menta, prezzemolo.
Poi spegni la fiamma e versa la robiola.
Mescola.

Se vedi che per te è troppo papposo, aggiungi poca acqua della pasta. A me piace papposo, quindi non ne ho messa.

Prepara le porzioni, cospargi di menta ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

 

Fusilloni con crema di formaggio finto e pomodoro vero

Il coltello non è proprio la mia arma.
Solo l’idea di trafiggere la testa di uno zombi con una roba così corta a me fa ribrezzo. Troppo contatto, vedo già il cervello che mi si appiccica addosso, la lama incastrata nel cranio. No, niente coltello.
E niente pistola, perché tanto avrei una mira di merda e comunque attira troppo l’attenzione.

L’arma ideale per la mia apocalisse rimane la mazza chiodata. Ti sfoghi, ti diverti, non ti sporchi. Un lavoro pulito, facile e veloce.

#dwedit from toss a coin to your bitcher

Sapevo che saresti stato d’accordo con me.

Mi piacerebbe dire che ho tutto pronto, così non è. La casa dove abito è abbastanza isolata da permettermi di sopravvivere qualche mese, tuttavia mi dovrei spostare per cercare un rifugio con porte e finestre migliori. Tanto prima o poi quei morti viventi del cazzo ci arrivano, qui.
I primi li possiamo far fuori con le tenaglie e la pala, poi bisognerà andare al bazar del paese e cercare qualcosa di più adatto. Comunque psicologicamente sono pronta, prontissima.

A questo pensavo mentre giravo per Castelnuovo di Garfagnana, un posto di merda inutile colmo di gente altrettanto inutile. In un attimo, durante quell’insofferenza totale regalata non dal caldo o dalla stanchezza o da (metti qui _____ la parola che ti pare) ma dalla presenza di esseri viventi della stessa mia specie di fianco a me, la mia vita è tornata alla normalità.

#the good place from Richie Tozier’s All-Dead Rock Show

Infatti, cazzo. Che mi è preso?

A few times in my life I’ve had moments of absolute clarity (cit. La Nonna dell’Ace) e quello è stato uno di quei momenti.

Non so cosa mi sia preso, nell’ultimo periodo.
O, meglio, lo so talmente tanto bene che non sento manco il bisogno di scriverlo. So che le mie insicurezze e frustrazioni hanno generato un’Alice che manco a sedici anni.
Ora sento chiarezza nella testa. Siamo tornati a bomba e sono due giorni che mi ripeto il solito mantra: la vita è un’eterna lotta contro gli scarafaggi.

Così.

Una lotta che non ha fine e che soprattutto non porterà alla vittoria dell’essere umano, poiché gli scarafaggi sono migliori di noi. Sopravvivono a temperature estreme, si adattano a tutto, all’occorrenza diventano persino dei cannibali. Efficienti, infestanti.
Quindi la Terra, a lungo andare, sarà la loro legittima eredità.
Lo stesso arrendermi non è nella mia natura ed ogni volta che li incontro un moto di ribrezzo mi pervade e l’esigenza di massacrarli con uno scarpone mi assale.

Morte elargita senza indugio.

#trekedit from we the nervous.

Non so cosa stia dicendo, ma condivido la faccia schifata.

Mi ero dimenticata di questo mio eterno guerrigliare contro il multiverso, della mia FATICA per raggiungere lo stato di benefico isolamento in cui sono riuscita a ritagliarmi la pace negli ultimi 3 anni.
Qui siamo in due e in due dobbiamo rimanere.
Non per un sentimento di abitudine, non per preservare il quotidiano, non per paura di cambiare. Ma quale paura di cambiamento vuoi che abbia, qui l’unica certezza è che essere INSERITI nella società che fa cagare. La tranquillità mi ha fatto dimenticare quanto fossi frustrata, ai tempi del lavoro, delle città, delle serate obbligatorie, dei natali in famiglia.
D’un tratto tutta quella gente me l’ha fatto ricordare.
Poi ho acceso i social.
Ho trovato 453468934759837598 notifiche. Quasi tutte da dimenticare.

#userstream from MOVIE TV ETC!

Stessa rassegnazione.

La maggioranza della gente fa schifo.
Vive in una realtà parallela dove crede di potersi prendere confidenze che nessuno ha concesso, dove confonde il rompere i coglioni con fornire consigli (non richiesti, quindi molesti), dove insulta perché tanto può. E no, fermo lì, non è a causa dell’anonimato, non è la rete. Lo facevano pure quando vivevo nella vita REALE, lo facevano perché sono tutti dei maleducati di merda. E lo dico dicendo MERDA CAZZO CULO, poiché la maleducazione spesso c’entra ben poco con le parole scelte per esprimersi.

#doctor who from Doctor Who Gifs

No e non ho voglia di argomentare le cose ovvie.

Quando dico TUTTI intendo TUTTI.
Per non parlare – ne accenno un niente, perché sarebbe davvero troppo lungo argomentare – di quelli che non capiscono NULLA di quello che dico o faccio e scrivono frasi a cazzo in risposta (sempre non richiesta). O di quelli che BRAMANO punti in comune, quando io di punti in comune non ne ho manco con me, nei giorni no.

Ah, come siamo simili io a te.
Ah, come ti capisco.
Ma se non sai manco come ti chiami, cazzo vuoi capire.

#studioghibliedit from 𝖈𝖑𝖔𝖚𝖉𝖇𝖚𝖘𝖙𝖎𝖓𝖌1985

In effetti.

Ci sono poi quelli – infestanti! – che credono che la mia vita sia racchiusa nei 15 secondi di storie Instagram o nel minuto di Tutorialbrutto.
Ogni giorno si batte un nuovo record di coglionaggine e quindi ho deciso che basta, qui si allenta un po’.
No, non sono TUTTI così. Ma che magra consolazione.

Negli ultimi giorni ho visto cose che non ho filmato né fotografato.
I cavalli più grandi del mondo.
La capra che si è fatta toccare la testa (e che bel pelo ha!).
Varie ed eventuali.
Ho goduto persino della noia, senza cercare di ammorbidirla cliccando su quel cazzo di telefono maledetto.

Sono misantropa? Sì.
Vivo in campagna, con i gatti? Sì.
Non è una fase, non è un rifugio, non è una rinuncia. Mi sono ricordata là, a Castelnuovo, quanto l’umanità mi faccia vomitare da sempre. Dal 1982, precisamente.

Non me lo scorderò più.
Anzi, quasi quasi me lo tatuo in faccia.

#eurovision song contest the story of fire saga from Movies and Chill

A confronto la loro vita era movimentata.

Se non ti va bene, perché condividi la roba online? Perché sì è la risposta più semplice. Perché condividere fa parte dell’animo umano e buttare fuori fa parte del processo creativo. Perché lasciare le poche cose che uno può avere imparato ad un pubblico senza faccia è la cosa più utile che tutti noi possiamo fare. Perché il mio gettare nel web può essere di giovamento a chiunque, pure se io lo odio. Perché tutto è crescita per tutti, pure in maniera involontaria.
Non mi sento di dover giustificare il mio comportamento, dato che io offro ma non tolgo niente a nessuno. La mia presenza cerca di essere utile e positiva, non manipolatrice e carognosa.
Ma questo mio condividere non significa che a me fotta qualcosa del tuo gusto, della tua opinione, delle tue incertezze. Frega un cazzo di quello che ho da dire io, pensi VERAMENTE che io e te abbiamo qualcosa da spartire?

#ruinedchildhood from fordsharrison

Sei sicuro di voler sapere quello che penso?

Chi pensa che condividere con l’esterno sia un implicito consegnare le chiavi di casa agli sconosciuti, dando loro il permesso di rompere i coglioni, ha dei problemi di comprensione del mondo. Non sta a me dimostrare il contrario. Non ho interesse di iniziare questa discussione, ma mi ritrovo a mettere le mani avanti, poiché – a differenza di qualche tempo fa – ora c’è chi mi legge.

La micragnosità delle frasi dette dagli sconosciuti, delle chiacchiere da ascensore (per non parlare di quelle da bar), quel vivere da morti. Quel non saper fare i collegamenti minimi su qualsivoglia argomento, quel non avere il minimo spirito critico verso se stessi, quel muoversi per impulsi elettrici.
Tutto questo e molto altro ancora mi ha investito di nuovo. Là, a Castelnuovo di Garfagnana.

#hjackmanedit from there's fuckery afoot

Sarà di nuovo la mia risposta standard, che bello.

Scimmie?
No. Le scimmie possono evolvere, le scimmie non sono esseri perfetti, le scimmie possono imparare, imitare, provare emozioni, essere.
Scarafaggi, sempre scarafaggi. Gli esseri viventi perfetti. Non devono cambiare, sono sulla Terra da 354 MILIONI DI ANNI. Gli uomini solo da SEICENTOMILA ANNI.
Siamo dei Turisti della sopravvivenza.

Che liberazione tornare me! Che spettacolo soppiantare quel senso di fragilità con la mia solita sicurezza da Dio in Terra (voglioso di mandar Diluvi, anche).
Mi sento meglio.
Avevo dimenticato tutto quello che avevo imparato. Tutto.

#filmedit from Sci-fi Gifs

Anche.

Certo, qua è un attimo. Bisogna stare attenti. Perché fino ad un anno fa io non condividevo più nulla. Che la chiusura non muti mai in totale isolamento, altrimenti ci perdo io.

Ed ora mangiamo. Una pasta con zero difficoltà, pochi ingredienti e adatta a quei pranzi impossibili anche solo da pensare causa troppo caldo.

Go, go, go!

#userstream from hollywoods

In cucina.

Per preparare dei fusilloni con crema di formaggio finto e pomodoro vero, per UNA persona, hai bisogno di:

  • 90 grammi di fusilloni (o altra pasta corta);
  • 30 grammi di formaggio finto. Io ho usato lo spalmabile di capra, ma puoi usare philadelphia o quel che ti pare;
  • 100 grammi di pomodoro (quelli da insalata o quelli che ti piacciono di più);
  • sale, pepe;
  • basilico o menta o quel che hai.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Nel piatto dove mangerai caccia 30 grammi di formaggio (la dose consigliata sulla confezione, sì).

Taglia a dadini piccoli il pomodoro e metti pure lui nel piatto.

Mescola tutto insieme. La parte più difficile della ricetta.
Aggiungi pepe e le erbette che hai in casa (basilico, menta o maria, per quel che mi importa).

Ora scola bene la pasta e mettila nel piatto.
Mescola di nuovo.

Prepara il piatto, spolvera con pepe e niente, abbiamo VERAMENTE già finito. Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!