Insalata di riso dolce (+ Joker Vs Travis Bickle)

Ho impiegato circa 20 anni a farmi piacere Taxi Driver.
Due palle, mio dio ‘sta musica, che noia, ma che fa questo.

E non reagire così, ascoltami che c’è un twistone in questo aneddoto.

Però io penso (ed ho sempre pensato) che la roba ti arriva a parlare quando è il momento, mica per forza quando la incontri per la prima volta.
Ogni tanto quindi tornavo con Travis al cinema (porno) e ne uscivo sempre un po’ innervosita. Possibile che ‘sto film sia così una merda, mi dicevo?

E no, mica era il film.
Non era il momento giusto.
Col passare dei decenni Taxi Driver è diventato il mio film preferito, uno dei pochi da Olimpo, forse l’unico che mi guardo una volta l’anno.
A colazione mi domando se We ARE the people o se WE are the people e no, non ho mai recitato il monologo davanti allo specchio. Ma giusto perché ho una dignità.

Anche se, da qualche parte, devo avere una foto con l’eskimo, una pistola della Nintendo ed i capelli tagliati a zero per metà testa. Come Dj Francesco, sì. Non proprio una cresta, ok, ma circa.

Robert De Niro Gun GIF

Che poi nella scena non ha la cresta, ma ci siamo capiti.

Tutto questo per dire che lo so – credimi, LO SO – che Joker attinge da Scorsese a piene mani. E se devo fare il primo della classe e fingere di essere quello che coglie tutto, devo per forza citare The King of Comedy. Ma io il primo della classe non c’ho voglia di farlo e manco lo sono.
Sono sempre stata all’ultimo banco, con le cuffie, a scrivere i testi delle canzoni sulla Smemoranda.

Però, ecco.

Comunque quasi quasi io la bomba la tiro.
Perché a caldo – caldissimo – quasi ti dico che Joker mi è piaciuto di più di Taxi Driver.

Per lo meno nel concetto, poiché per affermare una roba del genere dobbiamo aspettare almeno una trentina d’anni. Se dopo altre 30 visioni continuerò ad assegnare un dieci mentale a Joker, ok. Per ora limitiamoci ad affermare che queste sono considerazioni conseguenti UNA sola visione, non sufficiente nemmeno a comprendere veramente se un film mi sia piaciuto o meno, figurarsi se lo è per scalzare Travis dal suo primo posto ottenuto con tanta fatica.

Perché il problema con Travis è uno: io non mi ci posso correlare un granché. È un eroe di guerra, tornato a casa alienato ed emarginato dalla società stessa. Compie robe assurde, dice cose assurde, si comporta in maniera assurda.

Eh, non dirlo a me.

Tuttavia è una fase. Travis userà quel suo essere al di sopra delle righe per salvare la società, circa. In fin dei conti stava solo cercando uno scopo e il succo di tutto quel girare in macchina era un po’ quello.
Poi lo scopo arriva e si riappacifica col mondo. Travis è un eroe metropolitano, foss’anche per 5 minuti, per una famiglia soltanto e per un minuscolo articolo di giornale.

Riconosco l’alienazione.

Ti capisco, giuro che ti capisco.

Però io non cerco uno scopo. Io voglio essere lasciata in pace, io voglio essere io senza dover trovare un ruolo in una società che non mi piace.

E in quest’ottima di sicuro io e Joker abbiamo molto più da dirci.
Innanzitutto è chiaro che non potrà mai inserirsi in una società. Sì, è un essere umano danneggiato ed in maniera anche piuttosto evidente. Ma non lo siamo tutti? Ok, non siamo succubi di traumi tanto giganti (e vorrei vedere) però un certo grado di sofferenza di sicuro l’abbiam dovuta subire. Il mio grado di alienazione è direttamente proporzionale alla quantità di ansia e depressione e dolore che il mondo si è sentito in dovere di scaraventarmi addosso.
O forse sono nata così. Forse gli alienati nascono così. Poi il mondo ci appiccica una carogna sulle spalle ed in base alla sua pesantezza, noi sbrocchiamo.

Diciamo che Joker è sbroccato DI BRUTTO. Rappresenta l’esasperazione di un concetto emotivo, come dovrebbe essere ogni cattivo fumettistico scritto decentemente. Perché a me quella roba dell’eroe buono e dell’antieroe cattivo non è mai andata giù. Ho sempre cercato le sfumature e di Superman – esempio casuale – ciò che mi piace è il sapere che sceglie di continuo di non essere un alieno distruggi Terra. Perché scommetto che non ci sia giorno in cui si ritrovi a riflettere sul suo ruolo e su quanto sarebbe facile ribaltarlo. Gli umani in fondo sono delle formiche, per Superman. Formiche che lui sceglie di non pestare. La pesantezza di quella scelta non so se sia mai stata narrata in un fumetto (non sono una lettrice DC), ma so che non è mai stata realizzata sullo schermo.

Altro super eroe leggermente controverso

Ciò che mi piace di Batman (se solo mi piacesse Batman) è che si tratta di uno psicopatico che decide di combattere la criminalità invece di farne parte. Sospetto che sia una delle ragioni per cui non ammazza i suoi nemici: che eroe sarebbe, senza gli stronzi da prendere a calci? La sua esistenza dipende dalla loro esistenza. In quest’ottica, Batman provoca più paura che ammirazione. Altro che eroe buono.

Joker non è cattivo. Joker ha una visione del mondo diversa, una morale differente, uno sguardo sull’esterno che pochi altri (forse nessuno) possiede. È pazzo, dicono. Che per me è sempre stato un termine medico per non ammettere che possa esistere qualcosa di diverso dalla massa (anche la massa denominata minoranza, che è pur sempre una massa). La nostra società ha deciso di mettere la vita umana davanti ad ogni cosa: ammazzare un altro individuo è sbagliato e basta. Ma se non fosse davvero così? Se fosse una forma di follia collettiva questo tipo di pensiero? Perché ergere la morale vigente come l’unica possibile?

Parlo sul serio.

Mi piace l’idea che Joker non cerchi di mitigare il suo essere diverso. Il suo è un percorso di auto-accettazione e quando si rende conto di ESSERE, diviene anche per il resto del mondo. Certo, a causa di azioni troppo brutali per non essere notate, ma per lui quella è l’affermazione di una propria identità. Caotica, sanguinosa, diversa. Mi piace l’idea che non tenti neppure per un secondo di essere un eroe. Lui non ammazza per essere ringraziato. Lui ammazza perché si è rotto il cazzo.
Una volta superata l’incertezza del non essere, può finalmente ammettere di trovare comico ciò che forse comico non è. Come un nano terrorizzato che non riesce ad aprire la porta perché chiusa con il chiavistello.
La scena della rivolta, in cui copre la sua maschera con un’altra maschera per me simboleggia il non poter più coprire con orpelli ciò che si è.

Risultati immagini per joker

Sia con la maschera, che solo col trucco ed anche levando pure quello, ormai si è quello che si è, senza resa: e può risultare mostruoso, pauroso, impossibile da accettare per un occhio esterno. Ma deve esserlo per se stessi.

Ecco. L’alienazione del Joker è quello che porta alla costruzione di un individuo eliminando la società (o costruendone un’altra, visto che sappiamo come diverrà Gotham). Quella di Travis è il tentativo di conformarsi ad una società esistente imparando il linguaggio che quella società potrebbe finalmente capire.

Basta. Mangiamo.
Insalata di riso dolce che era una vita che volevo preparare. Sospettavo che sarebbe stata buona, ma mai avrei immaginato che sarebbe stata una droga.
Fidati e provala.

Go, go, go!

L’ideale per il dopo palestra.

Per preparare un’insalata di riso dolce, per una persona, hai bisogno di:

  • 100 grammi di riso. Quello che vuoi, io ho usato il basmati;
  • una banana;
  • circa 30 grammi di miele di castagno;
  • 100 grammi di ricotta (di mucca, di bufala, di canguro);
  • 10 grammi di frutta secca (io ho usato le nocciole).

Facile, facile.
Sbrighiamoci che ho già scritto pure troppo.

Metti a lessare il riso in acqua salata.
Mentre aspetti taglia a pezzetti la banana.

Trita in maniera molto grossolana la frutta secca.

Scola bene il riso e mettilo in piatto.

Ora dobbiamo solo comporre il tutto.
Sopra il riso la ricotta. Non fatta a crema: tagliata a pezzi e sbriciolata un po’ ovunque. Con le mani, che non abbiamo tempo da perdere.

Poi cospargi con la frutta secca, la banana ed infine ricopri col miele, usando un cucchiaino.
Finito.
Dovresti avere davanti a te una roba del genere:

Ciao e buon appetito!

Insalata di farro 2: e poi basta (+ come iniziare a sapere che stai mangiando)

Ti ho già detto che ti converrebbe seguirmi su Instagram, perché lì puoi ascoltare un sacco di monologhi mattutini dove sclero contro i palestrati, le blogger, l’alimentazione sana e tante altre robe bellerrime.

Il tuo menefreghismo mi ferisce

Tra i dibattiti di questi giorni si è parlato di calorie vuote (o calorie buttate, come le chiamerei io).
Perché è chiaro, puoi anche sbattertene della questione Cibo alla Fallout ed adorare la merda, un po’ come me. Devi fartene un problema? Per quanto riguarda la ciccionaggine la risposta è semplice: no.
Io morirò di merendine e non rompetemi i coglioni, però, ecco, so benissimo quante calorie sto per ingerire e le tolgo dalla somma totale che mi sono imposta.
Insomma, se una merendina ha 200 calorie, so che dovrò mangiare meno di qualcos’altro: olio, pasta o boh. Bisogna rientrarci.

La morte per merendina.

Invece ho scoperto che c’è gente che non conta le calorie ed ingrassa senza sapere perché. Anzi, peggio: è convinta di mangiare poco. Si abbuffa di insalate verdi che però condisce con litri di olio, pensando di stare facendo bene.
Immagino siano le stesse persone che confondono il mangiare normale e sano con il dover riempirsi lo stomaco di alimenti insapori. Per questo vivono la dieta come una punizione: come la fanno loro lo è eccome.
Pollo scondito, 50 grammi di riso in bianco, niente pasta e i dolci sono vietati dalla legge.
Quella non è dieta, è seguire il piano alimentare di Auschwitz.

Un saluto gioioso a tutti i perbenisti che ora si sono incazzati per l’umorismo nero.

Il problema è che la disinformazione su tutto ciò che riguarda la pappa è TOTALE. Tutti ripetono le stesse frasi in loop e si riempiono la bocca di superfood, di mirtilli che risolvono il cancro e di tisane che ti fan venire i poteri psichici. Tutti convinti che mangiarsi una torta intera, se fatta in casa, va benissimo… mentre la singola crostatina del Mulino Bianco è punibile con la morte a vita.
Invece la risposta sta sempre nel dosare qualsiasi cibo, sia per una questione di salute, sia per una questione di grassonite.

Sì, non credere a quelle stronzate.

Ripetiamo un po’ le regole per cercare di mettere in ordine le idee?
In sintesi:

  • bisogna scoprire quante calorie ingerisci ogni giorno. Se ingrassi e pensi di mangiare poco ma non conti le calorie, è probabile che non sia così. Sappi che se il conteggio finale supera le 2000, in linea di massima stai mangiando molto;
  • una volta fatto questo, comprati una bilancia per il cibo e pesa quello che cucini, olio compreso. Un cucchiaio d’olio ha quasi 100 calorie, in un regime alimentare da 1800 totali ti rendi conto quanto può incidere?
  • Quante calorie devi ingerire? Semplice. Ogni giorno per una settimana mangia lo stesso numero calorico. Facciamo finta che tu abbia scelto il numero 2000. Pesati il lunedì ed inizia a mangiare 2000 calorie ogni giorno. Il lunedì successivo pesati di nuovo: hai preso peso? Stai mangiando troppo. Hai perso peso? Sei in deficit calorico, quindi stai mangiando meno. Sei col peso stabile? Stai mangiando giusto. Così non ingrasserai né dimagrirai.
  • Mangia fuori meno possibile. Se sei del partito del Che vuoi che sia, io non ti voto. Non hai idea di cosa stai mangiando, al massimo puoi fare una stima. Questo non significa che devi rinunciare ad un gelato o ad una pizza, ma devi mangiarne giusto una a settimana. Soprattutto in un primo periodo di controllo, in cui devi fare le cose più seriamente.
  • Si pesa tutto, anche la frutta. Guarda che ha calorie pure quella ed alcuni frutti mica poche (come l’uva o i fichi);

Pesando tutto eviterai di mangiare tutto quello che ti viene lanciato. Prima pesi, nel frattempo valuti: è cibo necessario? Se non lo è, metti via.

  • evita le gomme da masticare. So che sembrano una soluzione comoda per masticare senza avere tante calorie, ma di fatto stimolano l’appetito. Dopo tre gomme da masticare, svuoti il frigo. Riempiti invece lo stomaco d’acqua, che sembra una stronzata ma funziona. Puoi sempre tenerti qualche spuntino sano nei casi di fame accecante.
  • Cosa sono gli spuntini sani? Non sono le gallette di riso o i crackers o cazzo ne so. Hai mai guardato le calorie delle gallette di riso? No, perché se le guardi ti rendi conto che puoi tranquillamente mangiarti il pane e smettere di rompere i coglioni. No. Spuntini sani sono la frutta e la verdura (i pomodori riempiono di brutto, sono buoni ed han pochissime calorie. Un frutto riempie di brutto ed ha poche calorie. Anche la banana va bene, smettila di pensare che faccia ingrassare).

Esempio di spuntino non sano.

  • Guarda sempre le calorie delle stronzate che compri. Patatine e via dicendo. Vedrai che smetterai di mangiarne parecchie, se mangiare un pacchetto di patatine significa non poter cenare o pranzare in libertà. Un pacchetto di patatine può contenere anche 1000 calorie.
  • Non andare in paranoia. Uno sgarro a settimana, pure due, van bene. Ma sgarro non significa ammazzarsi di qualsiasi cibo che ti compare davanti: significa godersi una tegliata di lasagne in pace, sapendo che è la somma delle nostre azioni che fa il totale. Una teglia di lasagna in una settimana non influisce in maniera negativa. 4 teglie in una settimana e ti trasformi in Giuliano Ferrara.
  • Non esistono cibi proibiti. Basta essere consapevoli di quello che si ingerisce. Se i palestrati smettessero di scassare la minchia con riso e pollo e provassero a mangiare 4 mars, si renderebbero conto che a livello di ciccia non cambia un cazzo. A livello di salute, invece… anche. Perché bombarsi di proteine fa male tanto quanto nuotare nella nutella.
  • Tutto ciò che non è calcolabile (cornetto al bar, gelato al bar, pizza e via dicendo) consideralo come sgarro che fai bene.
  • Mangia lentamente. Altra cosa banale: più ci metti a mangiare e più ti sembrerà di avere mangiato tanto. E più ti riempirà, visto che il senso di sazietà ci mette un po’ ad arrivare. Poi ti godi di più il cibo: che senso ha trangugiare? Che fretta hai?

Quando puoi, usa un cucchiaino al posto del cucchiaio. O le bacchette al posto della forchetta.

  • Non esistono i cibi che fanno ingrassare o che fanno dimagrire, mica siamo in un videogioco. Se mangi tre caschi di banane ingrassi, se mangi 6 quintali di minestrone ingrassi, se mangi 78 mars in grassi. Quello che fa dimagrire o ingrassare è l’apporto calorico settimanale (più che giornaliero, i cambiamenti sono lenti, non immediati).
  • Se durante la prima fase del cambiamento alimentare notassi un aumento di peso sulla bilancia è normale. Il corpo sta rispondendo a quello che secondo lui è una carestia;
  • A proposito di peso: il peso varia tantissimo durante il giorno. Se proprio vuoi pesarti ogni giorno, fallo ma alla stessa ora (sapendo che un bicchiere d’acqua può farti aumentare di peso, ma non per questo sei ingrassato). Meglio pesarsi una volta a settimana, stessa ora, stessa spiaggia, stesso mare.

E direi basta.
Passiamo alla ricetta.
Ti propongo un’altra insalata di farro: il pacco era da 400 grammi, in qualche modo dovevo pur usarlo.
Go, go, go!

Inizia MasterPizzakaiju!

Per preparare un’insalata di farro 2: e poi basta, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di farro;
  • 20 grammi d’olio;
  • 200 grammi di mais in scatola;
  • qualche foglia di basilico;
  • origano;
  • 150 grammi di formaggio a piacere. Io ho usato un primo sale aromatizzato al peperoncino. Ti consiglio un formaggio che faccia contrasto con tutti gli altri ingredienti, che sono dolci;
  • 300 grammi di pomodorini.

Tieni conto che è un’insalata, quindi va mangiata fredda. Ti consiglio di prepararla la mattina per la sera.

Inizia cuocendo il farro. Cuocilo leggermente al dente (se la confezione dice una roba tipo 16-18, fermati a 15).
Intanto occupati degli altri ingredienti: lava i pomodorini e tagliali a pezzi piccoli. Scola bene il mais.
Riduci a dadini piccoli il formaggio.

Il farro è pronto? Scolalo bene e caccialo in una ciotola bella grande.
Unisci pomodorini e mais e mescola bene.

È la volta del formaggio: aggiungi e mescola.

Spezzetta con le mani delle foglie di basilico e poi versa 20 grammi d’olio.

Mescola di nuovo ed ecco cos’hai davanti a te:

Il sale non dovrebbe essere necessario, la sapidità del farro (l’acqua era salata, no?) e quella del formaggio dovrebbero bastare. Nel caso aggiungine nei piatti (ricordati che gli elementi saranno insieme per tutto il giorno, si passeranno gusto e sapidità, lasciagli il tempo di conoscersi bene).

Lascia riposare, coperto, fino a quando sarà fredda. Non metterlo in frigo: il frigorifero appiattisce i sapori. Se proprio la vuoi gelida, mettila in frigo 30 minuti prima di mangiarla, giusto proprio perché sei te.

Prepara le porzioni, cospargi ogni piatto con dell’origano ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

 

Insalata di farro.

La nuova moda dell’estate – dopo il drogarsi di proteine, sia chiaro – è quella di ripetere, a cazzo, Mangia sano, ma senza rinunciare al gusto!

A uno già scatta la viulenza.

C’è tanto, troppo male in questa frase vuota che trovi letteralmente ovunque. Sulle bottiglie dell’estathé, sui prosciutti confezionati e – sospetto – pure su quelle della cartaigienica.
Se osi mangiare del pollo alla piastra perché secondo te è buono, arrivano subito i crocerossini che ti vogliono spacciare spezie random perché no, non è legale che ti piaccia quella roba. La tua bocca di merda è in piena fase di negazione, ammettilo.
No. Tu se stai mangiando il pollo alla piastra è solo perché sei a dieta.
Così come se fai sport è solo per dimagrire.
Non esiste altro.

Sento un improvviso prurito alle nocche.

D’inverno pachidermi, d’estate rompicoglioni.
Un cerchio della vita che si ripete over and over and over again da generazioni, ma che negli ultimi anni si è acuito parecchio con la scoperta dei superfood e di tanta roba miracolosa come la farina di avena, la curcuma, lo zenzero, il topinambur, il tofu, il sale rosa dell’himalaya.

Ricordo con nostalgia i tempi in cui tutti questi stronzi vivevano di seitan ed ora, gli stessi stronzi, scendono in piazza col megafono per protestare contro il glutine.

Meno male che c’è chi ci difende dalle forze del male.

Personalmente, a me piace sia la sugna fritta che un panino con lattuga e pomodoro, senza ciccia.
Sarò strana io, che devo dirti.

Oggi ti propongo un’insalata di farro non perché mi opponga strenuamente alle insalate di riso, ma perché non l’avevo mai mangiato, ‘sto cazzo di farro, ed ho scoperto che è buono.
In più fa un caldo bestia, quindi un piatto freddo ci stava tutto.

Go, go, go!

Un piatto che ti puoi portare pure in spiaggia!

Per preparare un’insalata di farro, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di farro;
  • 10 grammi d’olio + un cucchiaio da mettere sui piatti;
  • sale e basilico;
  • 100 grammi di pomodori secchi sott’olio;
  • 50 grammi di olive;
  • 133 grammi di tonno al naturale. E dico 133 perché il mio barattolo aveva quel peso, non perché ho dei problemi mentali particolari (a parte quelli che già conosci, intendo);
  • 100 grammi di ceci secchi. Se ti pesa il culo, usa il barattolo… ma non è la stessa cosa.

L’insalata va mangiata fredda e se possibile non metterla in frigorifero, che il frigo abbatte i sapori.
Quindi puoi preparare questo piatto la mattina per la sera o, addirittura, anche in giorno prima.

La cosa più lunga sono i ceci: li devi mettere a bagno le solite 12 ore e poi devi cuocerli.
Come si cuociono? L’abbiamo fatto già cento volte, ma lo ripeto.

Sì, lo so.

Metti i ceci in una pentola e ricoprili d’acqua. Chiudi col coperchio, porta ad ebollizione. Appena bolle fai andare semicoperto con una fiamma sufficiente ad un sobbollore. Per quanto? Fino a che sono pronti. Nel mio caso 40 minuti sono sufficienti, nel tuo ci potrebbero volere tre ore. Dipende da come ti piacciono e di che marca li compri.

Quando sono pronti lasciali vegetare nella loro acqua e poi scolali quando ti serviranno.

Cuoci il farro e fallo raffreddare. Se hai molto tempo puoi stenderlo su un piatto e lasciare che gradualmente diventi freddo, altrimenti sciacqualo sotto l’acqua. Ovviamente che sia al dente: se sulla confezione c’è scritto 18-20, a 18 fermati.

Ora che abbiamo i componenti principali possiamo proseguire.
Riversa il farro in una ciotola.

Scola bene i ceci.
Scola bene il tonno.
Aggiungi entrambi nella ciotola e mescola bene.

Taglia a metà le olive.
Spezzetta qualche foglia di basilico.
Taglia con le forbici i pomodori secchi a pezzetti.
Versa anche questa roba nella ciotola e mescola ancora.

Ora andiamo col condimento: un po’ di sale e 10 grammi d’olio.

Lascia riposare fino a quando te la devi mangiare. Sempre meglio fuori dal frigo, ma vedi tu.
Prepara poi i piatti e su ogni porzione aggiungi un altro cucchiaio d’olio. E delle foglie di basilico.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!