Trofie con burro d’arachidi e bacon

Non mi piace parlare delle robe che mi fan cagare.

#bambi from Films and TV series
#bambi from Films and TV series
La filosofia ideale.

È pure uno spreco di forze e di tempo star lì a menarla su un film che mi ha fatto schifo o su robe orrende capitate durante la giornata. Chi se le vuole ricordare? Chi vorrebbe leggerle, poi? E per fare che, per aspettare il proprio turno e gettare nel nulla altre secchiate di merda, in una specie di giochino in cui chi si lamenta di più vince la carogna più grossa?
Ho capito che lo fan tutti, che è tutta una grossa competizione alla malattia fittizia più stupefacente, alla sofferenza ostentata e c’è persino chi manco ha seppellito i genitori che già scrive il RIP su Facebook.

Un comportamento che – per inciso ma mica tanto – a me provoca ribrezzo.

#doctor who from oscar winner peter capaldi
Concordo.

Quindi, per fare una roba completamente diversa, oggi voglio descrivere la mia gioia per una cosa da nulla ma che mi sta facendo vivere le mie giornate social nel migliore dei modi.
Signori e Signore, io sono CONTENTA – stavo per scrivere FELICE, ma che esagerazione! – di essere un cazzeggiatore attivo di TikTok.

Introspection GIF
Herzog, ti troveresti bene. Lì cazzeggiamo e basta.

Parliamoci chiaro: pure lì è pieno di stronzi che riversano la loro frustrazione in commenti scritti in lingue spesso incomprensibili. Tuttavia non parlo dell’utenza: parlo proprio del servizio.
Per la prima volta da quasi 15 anni di social network io mi sento ascoltata: tutto funziona e quando non funziona basta compiere un’azione tanto banale quanto INCREDIBILE: inviare una segnalazione.
Pochi minuti dopo il tuo problema è stato risolto da omini invisibili ma sempre all’erta, agili e scattanti come tutti i grandi eroi.

#marveledit from you're a good man, sam
E tu esulti. TIKTOK FOREVER!

Addirittura un paio di giorni fa mi hanno rimosso un video perché qualcuno lo aveva segnalato per motivi che BOH. Ho scritto all’assistenza, spiegato perché il video non stava violando le norme contrattuali e 4 ore dopo era di nuovo online, con tanto di scuse ufficiali.

Sai quante volte ho scritto a Facebook e Instagram? Tipo MILIARDI. L’anno scorso ho avuto per un intero mese Instagram non funzionante, avrò mandato 543785947358375934 segnalazioni AL MINUTO.
Mai risposto.
MAI.

#Child’s Play from What's Your Favourite Scary Movie?
Io così.

Per non parlare dei contenuti. Se per Facebook sei invisibile e per Instagram manco PAGANDO i tuoi video vanno in giro (forse pagando TANTO sì, ma scusa se non ho alcuna voglia di sperimentare la cosa), su TikTok sei in prima linea solo per il fatto che USI il social. Anzi, più lo usi e più il tuo video gira, come segno di ringraziamento.
Certo, se fai contenuti di merda ti attacchi al cazzo lo stesso – come è giusto che sia – ma non sei penalizzato solo perché non ti conosce nessuno. ANZI: più il tuo profilo è nuovo e più cercano di darti visibilità, che è una roba che veramente nessuno mai prima di ora.

Insomma, TikTok, io ti voglio bene.

#the dark knight from state of dreaming
Io così quando rispondo ai miliardi di commenti di haters, ma se sono su TikTok io mi diverto pure con loro.

E non inizio neppure a spiegare quanto sia carino passarci le ore, lì sopra, anche da succhiatore di contenuti. Tra balletti, cibo, assaggi, ricette, foodporn, gatti e pinguini io non mi staccherei mai. Video innocui cibano il mio cervello spesso stanco di una totale leggerezza composta da musica e battute.
A volte battute di merda, vero.
A volte c’è gente antipatica, vero.
A volte c’è chi si crede stocazzo solo perché ha centomila followers, vero.

Quello è perché il materiale umano è scadente, in ogni circostanza, nulla può TIKTOK.
Per il resto, TikTok è la piattaforma che consiglierei a chiunque voglia iniziare a postare le proprie cose (sempre ammesso che riesca a condensarle in 59 secondi).

Ed ora prepariamo una roba che aspettavamo da tempo: una pasta con burro d’arachidi e bacon.

#disneyedit from different day, same old 🦄
Esatto.

Avevo già fatto delle sperimentazioni di risotto e tutto era andato male: gusti non bilanciati, burro d’arachidi sacrificato.
Poi ho trovato una ricetta online moooolto più complessa (in maniera inutile) di quella che ti sto per dare ed ammetto di avere avuto un po’ di perplessità: pomodoro e burro d’arachidi. Limone. Siamo sicuri?
Ho controllato un po’ di cucine nel mondo, pomodoro e burro d’arachidi è una coppia molto usata. Addirittura c’è un’insalata con pomodori, burro d’arachidi e LIME.

Quindi mi sono convinta, ho agito ed ho iniziato a far sfrigolare il bacon.

#mine from allons-y!
Lo so.

Risultato? Molto buono.
Le dosi che ti metto però non sono definitive: sono un’ottima base da cui partire, ma magari il tuo palato lo vorrà più carico di come te lo consiglio io.
Insomma: assaggia. Che tanto dipende dal burro d’arachidi e dipende dal limone, non stiamo usando ingredienti standard.

Ma con questa base tutto è equilibrato, al massimo dovrai aumentare, non diminuire.

Go, go, go!

Image from MARK VOMIT
Esaltati all’idea.


Per preparare delle trofie con burro d’arachidi e bacon, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di trofie;
  • 100 grammi di bacon tagliato sottile oppure di pancetta affumicata oppure altra pancetta che ti pare. Persino lo speck;
  • 50 grammi di burro d’arachidi + altri 10 grammi da mettere su ogni piatto. Ti consiglio di preparare il burro d’arachidi in casa, usando questa ricetta;
  • 500 grammi di pomodori da sugo;
  • mezza cipolla bianca;
  • 20 grammi di concentrato di pomodoro (non fondamentale, ma se hai dei pomodoracci come è toccato a me, salva un po’ la situazione);
  • la buccia di un limone;
  • 40 grammi di limone. Considera che io uso i limoni di Sorrento che non sono molto acidi, quindi ti tocca assaggiare.

Trita la cipolla molto sottilmente (usa il mixer).
Taglia i pomodori a pezzi.

Partiamo dalla pancetta, bacon o quel cazzo che hai.
Padella antiaderente, senza aggiungere grassi, accendi una fiamma medio bassa. Falla sudare per qualche minuto, girando le fette con una pinza.

Pian piano cambieranno colore, rilasceranno ciccia e diventeranno croccanti. Guarda il colore e valuta come ti piacciono, non posso certo sapere quali sono i tuoi gusti: tieni però conto che quando le toglierai si seccheranno e diventeranno più croccanti. Se ti piace il bruciacchiato, quindi, prosegui all’infinito. Io mi fermo dopo pochi minuti, il minimo indispensabile per abbronzarla leggermente.

Metti le fettine a raffreddarsi su una grata, appoggiata su un piatto. Rilascerà la ciccia in più, che non guasta.

Quando il bacon si raffredderà, taglialo a pezzetti con un paio di forbici.

Nella ciccia rilasciata, fai soffriggere la cipolla.
Metti anche su l’acqua della pasta.

Appena è colorata, aggiungi i pomodori.

Se vuoi mettere il concentrato, è il momento di aggiungere pure lui.
Fai andare a fiamma medio bassa per una ventina di minuti scarsi: non stiamo facendo un sugo, dobbiamo solo fare spappolare i pomodori e farli asciugare un po’.
Nel frattempo puoi anche calare la pasta, perché il lavoro è quasi finito.
Dopo 20 minuti quindi avrai di fronte una roba del genere:

A fiamma spenta aggiungi 50 grammi di burro d’arachidi, la buccia di un limone grattugiata (attenzione a non prendere la parte bianca che è amara) e metà del bacon tagliato a pezzetti.

Scola la pasta e mescola bene con il condimento, aggiungi i 40 grammi di succo di limone e se il tutto fosse troppo asciutto aggiungi acqua di cottura.

Sui piatti aggiungi l’altra metà di bacon. A questo punto assaggia e se vuoi aggiungi altro burro d’arachidi (cosa che io faccio di sicuro) ed ulteriore succo di limone (a goccia, sennò sputtani tutto).

Sui piatti dovresti avere una roba del genere:

Ciao e buon appetito!

Lagane e ceci

Oggi pomeriggio stavo sul letto a guardare l’ennesimo approfondimento di Mazzucco con la consapevolezza (anche un po’ deprimente) del fatto che l’11 di settembre è ricordato solo da noi terrapiattisti negazionisti complottisti.

#swedit from let there be light;
Perché noi siamo l’ultima speranza.

Gli altri muti. O, meglio, in preda alla solita diarrea verbale che un minuto li porta a bestemmiare contro un politico, quello dopo contro una modella brutta e quello dopo ancora contro la mia cucina sporca.
La fame nel mondo, una strage di Stato, un incidente sul raccordo anulare o la nuova console microsoft: per la subcultura subumana tutto è sullo stesso piano, nulla conta e tutto è fondamentale.

Per un lasso di tempo brevissimo mi sono beccata insulti da quelli che si autodefinivano liberali (c’era un periodo che questa parola andava di moda e si usava a caso, un po’ come tutte le parole del momento) perché io non ho mai creduto (neppure per un nanosecondo), all’attentato alle Torri Gemelle.
Che è accaduto, è accaduto, certo. Che sia accaduto come dicono, invece, ANCHE NO.
D’altra parte non credo in tante altre cose.
All’estintore arma nucleare.
Al cedimento strutturale.
Alle caldaie che esplodono.
Agli anarchici distratti che volano giù dalle finestre.

#gif from dedmani
Vien voglia di spararsi, lo so.

Oggi è l’11 settembre, di nuovo.
11 settembre è sinonimo di strage.
Prima in Cile, poi negli Stati Uniti e poi ancora in giro per il mondo, bombardando ora qui ed ora là in nome di una democrazia da proteggere.

Per la subcultura subumana invece 11 settembre ha significato dapprincipio uno slogan vuoto come Siamo tutti Americani, poi una donna musulmana (non ricordo di preciso se fosse musulmana, ma tanto manco tu) con sotto i vestiti occidentali e poi, d’un tratto, 11 settembre è diventata l’orsa Daniza.
Tutti con un kuore, tutti a kondividere.

#userel from do you trust me?
Te la ricordi, l’Orsa Daniza?

Memoria corta, comprensione nulla.
Poiché l’11 settembre è ogni giorno. O il 12 dicembre. O il 2 agosto. O il 27 giugno.
Ogni giorno mi incazzo, ogni giorno ricordo, ogni giorno bestemmio.
Ma non per sentirmi superiore: la memoria è importante, soprattutto quella a breve termine.

È la stessa memoria che non ha portato ad avere una dittatura qui, in Italia, negli anni ’70. Perché le persone di allora sapevano – se lo RICORDAVANO – quali pezzi di merda stessero manipolando il paese. Le persone dell’epoca avevano ancora i fucili sotto il letto, qualche carrarmato nascosto nelle cascine. I partigiani non erano dei bicentenari con l’Alzheimer. Erano lì, incazzati neri.
Col cazzo che le bombe le mettono gli anarchici. Col cazzo che crediamo a ‘ste cagate.
La marcia su Roma non si fa: qui scoppia una guerra civile.

#dr. slump from Kinasin Land
Che poi secondo me quasi tutti i problemi si potrebbero risolvere così.

E mentre scrivo di questo so che probabilmente tu che leggi manco sai cos’è Piazza Fontana, quando per me è stato (ed è) uno dei miei indirizzi di posta ormai ventennali (eh sì, puoi veramente scrivermi a piazzafontana@libero.it). Sono sempre stata fissata, che vuoi farci.

Se solo noi ricordassimo che ci sono state bombe in Italia per vent’anni (tutte senza colpevoli), forse avremmo capito un po’ meglio Carlo Giuliani e il G8 maledetto. Forse ci saremmo incazzati per l’11 settembre, tremando all’idea non troppo campata in aria di persone che sono state fatte sparire per FINGERE di avere degli aerei dirottati da scagliare in posti irraggiungibili.
Forse forse forse saremmo incazzati NON per una mascherina del cazzo che non serve a niente, ma perché qui ed ora han trasformato delle case di riposo in lazzaretti lager dove la gente è stata fatta sparire, dove è stata ammassata non si sa bene per fare che.
Spiegata male, spiegata in maniera superficiale, spiegata da una a cui fumano ogni volta che indossa una mascherina, simbolo ormai di una presa per il culo EPOCALE.

#rosemary's baby from erotica1992
Sì, non è Soylent Green.

Che qui il problema non è l’esistenza o meno di un covid19, semmai tutto quello che ci gira intorno: una strage di Stato è stata compiuta, che sia stata di influenza creata in provetta o meno. Stato che non ha usato i soldi dei cittadini per avere una sanità degna di questo nome.
E non solo questo: insieme ai morti, ci ritroviamo con una nuova normalità priva di molti diritti civili.
In nome di un cazzo.
E questo post sarà presto illegale, perché negazionista.

Il mash-up definitivo

Così oggi, 11 settembre 2020, saremo in 5 in tutta Italia a ricordarsi non solo che è successo, ma COME è successo. Quelli che negavano l’attentato terroristico sono i soli a chiedere la verità su ciò che è accaduto.
Quelli che erano tanto americani e tanto orsi, invece, oggi si stanno scandalizzando perché su tiktok ho fatto vedere come pulisco la cucina, che è molto più importante.

E in quella cucina ho preparato queste Lagane e ceci, ennesima variante di una pasta che però mancava.
Più asciutta, con pasta fatta in casa, tranquilla e buona.

Go, go, go!

#sonic fan games from Sonic The Hedgeblog
In cucina!

Per preparare lagane e ceci, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di farina di semola duro + 100 grammi d’acqua per preparare la pasta;
  • 150 grammi di ceci secchi + qualche foglia di alloro per cuocerli;
  • 20 grammi d’olio;
  • un porro gigante (ne ho usati 500 grammi);
  • sale e pepe.

Partiamo dai ceci: come ormai dovresti sapere li devi mettere in ammollo il giorno prima. In una ciotola, coperti da abbondante acqua (si gonfieranno, quindi quando dico ABBONDANTE significa ABBONDANTE) e con una manciata di sale grosso.

Il giorno dopo li sciacqui bene, li metti in una pentola coperti d’acqua insieme a due foglie di alloro (così non si scoreggia). Niente sale. Accendi la fiamma, porti a bollore, poi fai sobbollire piano piano finché sono pronti.
Ci vorrà un po’, ma non so dirti quanto: i miei impiegano un’ora, ma dipende da come li vuoi cotti e dalla marca che hai acquistato.

Quando sono pronti scolali dalla loro acqua, ma NON BUTTARLA: la useremo per cuocere la pasta.

Prepariamo ora la pasta.
Farina e acqua in una ciotola (200 e 100), mescoli mescoli mescoli. Appena puoi passi sul tavolo e impasti per dieci minuti.
Si formerà una palla.
Quella palla devi dividerla in due parti, stenderla con uno spessore un po’ maggiore di quando fai le tagliatelle (se usi la macchina e ti fermi al 6, questa volta stai sul 5, per capirci).

Poi tagliamo la sfoglia in strisce larghe più o meno tre centimetri e lunghe (sempre più o meno) 15 cm. Per tagliarle puoi usare un tagliapizza o un coltello, non cambia un cazzo.

Tieni le tue lagane ben separate tra loro (sennò si attaccano) e lontane dalla cucina (sennò si attaccano uguale).

Ora possiamo cucinare.

Metti il sale nel brodo dei ceci, poi portalo a bollore.
Trita il cipollotto.
In padella versa 20 grammi d”olio, caccia tutto il porro.

Fai insaporire per due minuti, poi aggiungi una mestolata d’acqua (il brodo dei ceci, se possibile), chiudi col coperchio e fai stufare a fiamma bassa.
Ogni tanto apri, controlla ed aggiungi altro liquido se occorre.
Ci vorrà del tempo, almeno venti minuti. Dovranno essere morbidissimi.

Quando lo saranno puoi aggiungere i ceci. Aggiusta di sale, che i ceci non li abbiamo salati.
Fai insaporire mescolando, se occorre aggiungi acqua ed ora butta la pasta.

Le lagane han bisogno di pochissimo tempo: le cacci in acqua e 30 secondi dopo le togli. Quando dico 30 secondi intendo 30 secondi (sei andato a scuola, sai contare?).
Poi le butti in padella (non buttare il brodo di ceci, lo useremo ancora).

Fai saltare la pasta per un minuto, girando spesso. Se si asciuga, aggiungi la solita acqua.

Poi spegni e prepara i piatti.
Spolvera ogni porzione con del pepe ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Una cazzo di insalata di riso col tonno

Andiamo dritti al punto: quando e se morirò (perché mica è sicuro) ogni mia foto, video e cagata messa in rete verrà eliminata.
Solo l’idea che un branco di stronzi si metta a commentare cagate insultanti senza che io possa rispondere, mi fa girar le balle.

#the silence of the lambs from Panned Panda
#the silence of the lambs from Panned Panda
Quello che vorrei fare con tanti commentatori assurdi.


Non so bene perché mi sia arrivato questo pensiero, un paio di giorni fa, mentre Thanos decideva che metà degli esseri viventi doveva crepare. Sì, ho riguardato Infinity War. Sì, è stupendo come la prima volta che l’ho visto.
Sì, Thanos e Gamora non c’han senso e senza la Morte la trama non fila ma fa niente.

E tra un Wakanda Forever e uno schiocco di dita ho pensato alla fine di tutto – alla MIA fine – e so che non voglio esserci più, dopo.

#chadwick boseman from Movies and Chill
Mi esalto SEMPRE.

Comunque non c’ha senso.
Innanzitutto se sei onnipotente, non riesco a capire perché dovresti preferire la distruzione alla costruzione. Ok, abbiamo risorse finite… ma allora crea altre risorse. Thanos, c’hai un guanto che tutto può, la morte è l’unica soluzione che ti viene in mente?
Sì, lo so, è che tu la ami, La Morte, la vorresti impressionare e quindi lavori per lei.
Ma la Disney questo se l’è dimenticata. D’altra parte la Disney si è pure dimenticata che Ant-Man non diventa forte se diventa gigante. Eppure gli han fatto fare la parte del Kaiju in Civil War, quindi lasciamo stare.

#scanners from Animus Vox
Sì, sono una spaccamaroni a cui viene la bava alla bocca quando guarda i film sui supereroi.

Facciamo finta però, per il bene che ti voglio. O per lo meno per il bene che voglio alla scena in cui Capitan America cerca di sconfiggere l’Onnipotenza con la sola forza di volontà.
Facciamo finta.
E facciamo finta quindi che uccidere metà degli esseri viventi sia una soluzione.

Ci rendiamo conto che metà degli esseri viventi significa pure le piante, i germi, esseri monocellulari, animali? E che ogni essere umano è popolato da miliardi di altri esseri viventi, molti dei quali gli permettono di sopravvivere? Quindi, per probabilità, nessun essere vivente starebbe veramente in piedi?
Insomma, ho capito che dobbiamo sempre ragionare da UMANOCENTRICI, ma in questo caso anche no, visto che abbiamo visto anche alieni dissolversi nel nulla.
Il Guanto che fa, non distingue Salmonella da anatra? E perché? Tutti attingiamo a risorse, tutti facciamo parte del Ciclo della Vita di Mufasa.

Tumblr: Image
Sospetto che dopo questo post sarà uno di quei giorni

Comunque in una delle mie passeggiate spiaggia-casa, tra una bestemmia ed una maledizione rivolte ai turisti, ho pensato se potevo essere un super eroe. In fin dei conti mica ho mai provato a saltare da un palazzo, mi dicevo, magari sono invincibile.
Ma alla fine, dopo una leggerissima discussione, purtroppo no. Non ho il fattore di rigenerazione, la super forza o la vista o poteri telepatici. Non sono neppure particolarmente intelligente e comunque di gente super intelligente umana ce n’è tanta, non è che bisogna per forza essere un X-man.
Forse potrei avere la super resistenza, in fin dei conti compio sforzi disumani per la maggioranza della gente che conosco.
Ma questo può far di me AL MASSIMO una versione sbiadita di Daredevil e sbiadita perché io col bastone non so manco lavare a terra.

#filmgifs from go for blood
D’altra parte io con le pulizie di casa faccio cagare

Sì, grandi riflessioni.
Sarà che ormai penso solo alla maionese e a quanto sia mio DOVERE MORALE imparare a farla in casa. Sarà che questi turistidimmerda hanno rotto le balle e non vedo l’ora che il campeggio chiuda, così non dovrò sentire le loro musichette che scandiscono le ore della mia giornata.
I vicini di casa sono quasi tornati tutti alla loro dimora invernale, al supermercato Don Alfonso ha ricominciato a vendermi la verdura decente (oggi addirittura delle PRUGNE dolci, stavo per piangere) e quel cazzo di ponte messo là, dove il mare diventa fiume o forse il fiume diventa mare tra una settimana sarà smantellato.
Vorrei andare là a prenderne un pezzo, tipo Muro di Berlino, e gioire in quel pomeriggio correndo tra le mucche e i cavalli, salutando l’emporio e l’officina e la macelleria e il dispensario.

#merry christmas from Hey, 🍩ld Guy!☕️
Come in questo film qui.

Maionese, dicevo.
Dopo il Cazzo di Panino al Tonno, un’insalata di riso al tonno.
Stessi ingredienti, stesso cibo degli dei.

Go, go, go!

#road runner from Cartoon Classics
In cucina!

Per preparare una cazzo di insalata di riso col tonno, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Qualsiasi genere;
  • 200 grammi di tonno sott’olio. Io uso il Callipo, secondo me il migliore in giro;
  • 4 uova;
  • 60 grammi di maionese;
  • prezzemolo;
  • sale.

Partiamo dal riso: come ben sai bagnarlo sotto l’acqua fredda gli fa perdere il sapore. Quindi lo devi lessare, poi distendere bene su un piatto grande e farlo raffreddare lentamente.
Sì, ci vuole più tempo.
Sì, è molto più buono e ne vale la pena.

Nel ripasso delle lezioni precedenti c’è pure la preparazione delle uova: le metti in un pentolino, riempi di acqua fredda, porti ad ebollizione e da quando bollono conti 8 minuti.
Poi le travasi in una ciotola di acqua fredda e le spelli.

Tagliale a pezzetti, aggiungi il sale.

Il riso è freddo? Bene, possiamo condire tutto.
Riso in una ciotola, aggiungi il tonno BEN SCOLATO dall’olio.
Poi un po’ di prezzemolo tritato e mescoli tutto.

Tocca alle uova. Aggiungi e mescola.
Sì, è una ricetta DIFFICILISSIMA.

Manca giusto la maionese, che io ti consiglio di aggiungere direttamente nei piatti.

Ovviamente l’insalata di riso se la prepari un paio d’ore prima diventa più buona, ma nulla ti vieta di sbranare tutto all’istante.

Sui piatti, dopo aver cacciato dentro la maionese, dovresti avere un risultato del genere:

Ciao e buon appetito!