Cotolette di ceci

Ho parlato male di Israele in un commento di TikTok e mi hanno bloccato per 24 ore. In castigo per antisemitismo, pare.
Pochi giorni fa mi hanno bloccato la live per incitamento all’odio perché stavo spiegando che la parola Frocio è innocua, che le parole non hanno valore, solo i fatti. Lì mi sono girati i coglioni.
Ma essere bloccata per aver parlato male di Israele è quasi una medaglia al valore.
Domani ci sarà la premiazione, ci saranno proprio tutti, pure Chewbecca.

#ruinedchildhood from a hoe for older men 💦
La verità è che Israele è puccettosa come puffolandia, si cavalcano unicorni e dai rubinetti esce latte al cioccolato.

Potrei dire tante cose, ma temo che chiuderebbero anche il blog perché il Grande Fratello ascolta e riferisce e sinceramente non ho più l’età per pensare che il sistema si può cambiare, dal di dentro o dal di fuori.
Il sistema fa schifo, ce lo teniamo com’è e pensiamo alle cotolette di ceci.
Che è meglio.

Che è un tipico detto israeliano.

Go, go, go!

Per preparare delle cotolette di ceci, per due persone, hai bisogno di:

  • 160 grammi di farina di ceci;
  • 10 grammi d’olio;
  • 5 grammi di paprika piccante;
  • 10 grammi di amido di mais;
  • 120 grammi di acqua tiepida;
  • 3 grammi di sale;
  • 5 grammi di cumino;
  • 30 grammi d’olio per cuocere le cotolette;
  • 30 grammi di pangrattato (più o meno);
  • panbauletto e maionese e rucola per trasformare tutto in un panino.

Preparazione VELOCISSIMA.

In ciotola metti tutti gli ingredienti a parte il pangrattato.

Mescola con un cucchiaio finché si formerà una pastella appiccicosa ma solida.

Dividi l’impasto in due parti (sì, usciranno solo due cotolette).
Adagia le palle ottenute nel pangrattato.

Delicatamente schiacciale e fai imprimere bene il pangrattato.
Formerai la cotoletta:

Versa 30 grammi d’olio in una padella antiaderente, aspetta che l’olio sia bello caldo e poi adagia sopra le cotolette.
Mi raccomando, che sia CALDO. Altrimenti si stacca la panatura e viene da schifo.
Cottura di un minuto circa per lato (massimo due), girale delicatamente perché si spaccano. E se si spaccano non fa niente, saranno solo brutte e non potrai fare la foto per Instagram, ma saranno buone uguale.

Prepara i piatti. Accompagnala con della rucola, fai la foto, poi tira fuori l’occorrente per fare il panino porco e mangia.

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Panino con pomodori e feta

Ci sono 4 gradi di massima, ho la stufa perennemente accesa, le dita coi geloni e vivo sotto il piumone però il mio cervello non ci sente ed ha voglia di estate.
Ho già mangiato non so bene quante insalate di pomodoro (aspre), fuori, al sole freddo, rimpiangendo di vivere ad ogni morso.

#teenage mutant ninja turtles from タイムファイヤー
Insalate di pomodoro aspre, quasi meglio della pizza alla penicillina.


E continuo ad avere voglia solo di cose se non altro PRIMAVERILI. Non dico l’anguria, cazzo, ma un po’ di feta.
Quindi paninazzo con feta e pomodori. Quasi imbarazzante scrivere la ricetta, ma va beh.

Go, go, go!

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Tutti in cucina e nessuno ci fermerà.

Per preparare due panini con pomodori e feta hai bisogno di:

  • 600 grammi di pomodori. Sono pure troppi, ma meglio abbondare;
  • 10 grammi d’olio, basilico, sale, origano e pepe per condire i pomodori;
  • 200 grammi di feta;
  • 2 panini (grosso modo peseranno 120 grammi);
  • 5 grammi d’olio aggiuntivi a testa per condire la feta;
  • qualche foglia di menta.

I pomodori è sempre meglio condirli con un po’ di anticipo, così macerano nel loro liquido e sono più buoni.
Togli la parte più dura (quella del picciolo), li tagli a pezzi e li metti in una ciotola insieme a sale, pepe, origano, qualche foglia di basilico spezzettata con le mani e 10 grammi d’olio.
Mescoli tutto e fai riposare coperto, fuori dal frigo. Per quanto? Minimo 30 minuti, ma più stanno e meglio è.

Tostiamo il pane: lo tagliamo a metà, lo adagi su una padella antiaderente senza aggiungere grassi.
Fiamma bassa, ogni tanto lo giri, deve seccarsi e colorarsi. Stacci dietro perché è un attimo dal passare al Minchia quanto ci mette al PorcaTroia ho bruciato tutto.

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Che esagerazione, hai solo bruciato il pane.

Infine tocca alla feta: sciacquala sotto l’acqua fredda per togliere l’acqua e sale di conservazione.

Ed ora assembliamo questo difficilissimo panino.Prima i pomodori, aggiungendo altro basilico.

Poi la feta, spezzettandola con le mani. Aggiungi anche delle foglie di menta che ci stanno benissimo.
5 grammi d’olio per concludere e poi chiudi tutto ed otterrai questo prodigio culinario:

Ciao e buon appetito!

Pesto di prezzemolo

Riassunto delle puntate precedenti: un pesto non deve per forza annegare nell’olio. Una volta olio e aglio erano indispensabili per la conservazione. Un po’ come un tempo ingrassare la padella con sugna o altri grassi maialosi era fondamentale se non volevi che si attaccasse tutta la Madonna.
Però i tempi cambiano, i figli crescono, le mamme imbiancano e le padelle sono costruite con altri materiali, quindi niente sugna. Ed il cazzo di pesto, dato che tanto lo trita il mixer e non stai a pigiare col mortaio (perché nel frattempo abbiamo inventato le palestre, quindi i bicipiti li alleniamo in altra maniera) non c’ha bisogno di tanto olio. Se lo vuoi fluido puoi aggiungere acqua, anzi, sarà pure più buono perché si sentiranno di più i sapori che hai inserito nella tua pappetta.

#morgan jones from The Walking Dead gifs
Ecco il tipico conservatore che all’idea dell’acqua nel pesto si sente male.

E l’aglio non deve conservare una ceppa, visto che il pesto te lo mangerai tutto e subito. Quindi se non ti piace, non metterlo.

Per fortuna il mio razzismo non mi fa ascoltare gli esaltati conservatori che comprano Buitoni però ricordano con nostalgia i bei tempi in cui la nonna il mortaio il paiolo le mezze stagioni.

Go, go, go!

#90scartoons from 90s Cartoons

Per preparare il pesto di prezzemolo, per due persone, hai bisogno di:

  • prezzemolo. Tanto. Grosso modo 20 grammi di foglie, ma anche metterne di più va benissimo. Se compri le scatole del supermercato, ne basta una;
  • 30 grammi di noci;
  • 20 grammi di olio. 30 se proprio vuoi esagerare;
  • acqua per allungare, questa non ha una misura perché dipende come vuoi tu il pesto;
  • 1 grammo di aglio (2 massimo) (che poi si traduce in un quarto di spicchio, grosso modo);
  • sale;
  • 5 acciughe sott’olio.
  • 180 grammi di pasta o 500 grammi di gnocchi.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Puoi usare il mixer a immersione oppure quello normale, non cambia molto. E puoi farlo granuloso come liscio, a te la scelta.

Trita innanzitutto le noci.

Aggiungi poi il prezzemolo (solo le foglie), un po’ di sale e i 20 grammi d’olio.
Trita tutto, ogni tanto riapri o smuovi con un cucchiaio se il mixer non riuscisse a tritare bene.
Poi dovrai aggiungere acqua.
O olio, certo, se pensi che sia necessario perché ti piace un sapore più forte. Ma io non te lo consiglio: il prezzemolo ha un gusto leggero, quindi 20 grammi d’olio sono sufficienti. 30 se proprio ti senti generosa.
Quello che devi aggiungere è l’acqua, dicevo, e devi valutare tu quanta: vuoi un pesto granuloso? Poca. Lo vuoi molto liquido e fluido? Di più.
Niente pesi, valuta. Poca per volta, eh, che non stai facendo una zuppa. Usa un cucchiaio.

Il mio è granuloso:

In una padella fai sciogliere a fiamma bassa le acciughe.

Scola la pasta un minuto prima del tempo indicato sulla confezione, concludi la cottura nella padella.
Spegni ed aggiungi il pesto.

Mescola bene, se occorre puoi aggiungere un po’ di acqua di cottura.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Prepara le porzioni e mangia, te lo sei meritato:

ciao e buon appetito!