Il riso proteico del palestrato (+ Pierino Porcospino o Der Struwwelpeter, che il tedesco è sempre una lingua tanto musicale)

Tante, tante le domande che mi pongo ogni volta che vedo una donna con unghie lunghe, immancabilmente laccate con colori improbabili.

A me viene in mente sempre lui.

Dopo lo spontaneo Oh, che schifo! ecco le immagini inquietanti di queste ragazze sedute al gabinetto con in mano la carta igienica e nessuna capacità motoria.
Mi viene da vomitare pensando alle loro dita intente ad impastare, creare polpette, ungere cosciotti di agnello e via dicendo.
Ma la cosa che mi perplime di più, che davvero Cazzo dite è l’unica risposta possibile, è come facciano ad allenarsi.

Perché, vista la temutissima prova costume (che di solito si traduce in Vado al negozio e ne compro un altro, ridendo tantissimo per questa storia di vita che diverrà aneddotone divertentissimo nelle spiagge stracolme di ippopotami spiaggiati) la palestra è diventata (di nuovo) la moda imperante tra casalinghe e donne che, in genere, non fanno altro che attendere l’arrotino.
Sì, sono sessista.

Le donne come le vede Pizzakaiju! Prestissimo, su Rieducational Channel!

Quindi le vedi, tutte tirate, che dichiarano di allenarsi. Fanno le storie su Instagram, scrivono pipponi motivazionali che ti rivelano che scoprirai quanto lontano riuscirai ad andare quando proverai a correre (o cazzate simili) e tutto questo mentre io le immagino sollevare bottigline d’acqua VUOTE che non riescono ad afferrare bene a causa di quelle cazzo di unghie.

La classica tenuta da palestra.

L’unica cosa che mi ferma dal prendere il treno per assegnare loro un colpo sotto personalizzato è la consapevolezza CERTA che questa loro finta corsa (anzi, camminata a passo spedito, che fa tanto bene alla salute… e del fare le scale? Vogliamo parlare di quanto fa bene fare le scale???) verso la spiaggia finirà sotto il solito ombrellone, con le solite quintalate di insalate di riso coi salsicciotti unti, le lasagne fritte conservate nelle borse frigo e i miliardi spesi al bar tra fritture di pesce (schifide) e freselle straunte (senza mozzarelle, perché ai turisti le mozzarelle non si danno).

Ogni anno odio questi pachidermi che riempiono l’internet con le loro menate in cui fingono di dover rimettersi in sesto per andare al mare, come se poi qualcuno le (e li, dai, mitighiamo questo sessismo del kaiju) cagasse di striscio. Scoprono che esiste l’attività fisica e che fa tanto, tanto, ma tanto bene e di colpo divengono salutisti ed evangelizzatori del MAI FERMI. Non solo: vengono pure da te, che ti spacchi il culo da sempre e da oltre ed in modi sempre più fantasiosi, ed osano pure dispensarti consigli per migliorare il tuo allenamento. Loro. Quelle che usano le bottigline di plastica vuote per farsi venire le braccia toniche.

Ma si meritano anche ganci e destri e gomitate, altro che solo colpi sotto. Basta, vado a prendere un treno.

Una vetrina di motivazione sportiva in cui tutti si raccontano cazzate a vicenda, tra una dieta ammazza metabolismo dalla durata di 5 settimane (e perdi 4543543 chili!) ed un non ben precisato workout casalingo di cui si ignorano gli effetti (se non altro da questa parte dello schermo non si vedono).

Ma come, Pizzakaiju, adesso ti lamenti perché la gente ha cominciato a muovere il culo? Non eri tu quella che predicava il movimento, anche minimo, e che diceva che da qualche parte bisogna pure iniziare?

Sono sempre contentissima quando qualcuno mi ascolta, bravo.

Non mi stancherò mai di ripetere che non ci si rimette in sesto ad aprile per il mese di agosto. Inizia pure a muovere il culo, ma farai un po’ meno schifo per l’estate prossima. Questa estate qui, quella del 2019, goditela da ippopotamo perché non esistono i miracoli.
Esiste l’impegno, il sacrificio, l’allenamento costante e quotidiano 365 giorni l’anno.
Ogni volta che vedo una di queste usare la parola ALLENARSI per i loro 6 minuti di ginnastica da camera a me sale il supersayan.

Perché lo sport non serve per andare in spiaggia, non è una cosa semplicemente UTILE per un non ben precisato dimagrimento su cui regna una disinformazione terrificante: il peso della bilancia è solo un numero, se ti massacri con geniali metodi alla vanna marchi l’unica cosa che fai è togliere quei pochi muscoli che hai e massacrare il tuo metabolismo (che già è peggio di quello di Morla, la Tartaruga Millenaria).

Non ci si ricorda di possedere un corpo quando si fa il cambio dell’armadio e non ci si può improvvisare nutrizionisti se si ostentano delle braccia budinose ed altre nefandezze coltivate ad arte, quelle sì, per tutti i giorni in cui il sole ha deciso di sorgere su questo pianeta.

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Ti ricorda qualcuno?

E poi no. Ci si allena in pigiama, con le magliettacce, sudati ed anche un po’ incazzati quando bisogna sollevare roba che manco Stallone in Rocky IV. Ho capito che se il mondo può cambiare tutti possiamo cambiare, ma no, scordatelo: tu figa (o figo) in sei giorni e mezzo non lo diventi.
Ti voglio vedere con i dolori ai muscoli, i calli alle mani per le troppe trazioni ed il culo bruciato per gli addominali.
Altro che unghie laccate e rossetti del cazzo.

Mi sono lamentata abbastanza: mangiamo.

Anche se continuerò a pensare ai mille modi per far tacere certi soggetti.

Oggi ti propongo il riso col pollo e le uova. Classico cibo del palestrato trasformato però dal kaiju in qualcosa di più divertente: intanto si usa il wok e poi un po’ di condimento c’è. Che non è che qui possiamo diventare i più grandi pallavolisti del Giappone senza mangiare come delle persone adulte.

Questa gif non mi stancherà mai.

Go, go, go!

Per preparare il riso proteico del palestrato, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso basmati;
  • 30 grammi di salsa di soia;
  • circa 500 grammi di straccetti di pollo;
  • 3 cucchiai d’olio;
  • 4 uova;
  • un cipollotto;
  • poco sale.

Se non hai mai usato un wok, qui c’è il tutorial per una ricetta di base.
Se non hai un wok e vuoi comprarne uno e bruciarlo a mano, trovi la guida qui.

Come ormai dovresti sapere, quando si usa il wok il riso deve essere già bollito e freddissimo. Quindi preparalo, senza mettere il sale nell’acqua, e tiralo fuori un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione e poi distribuiscilo bene su un piatto. Aspetta che si raffreddi un po’ e poi caccialo in frigo, per poi tirarlo fuori quando sarà ora di ripassarlo nel wok.
Un lavoro che devi fare diverse ore prima del pasto, quindi organizzati.

È ora di cena? Partiamo.

Innanzitutto taglia il pollo a pezzetti, con le forbici.

Rompi le uova e riversale in una ciotola (al solito, consiglio di romperne una per volta in un bicchiere e travasarle sempre una per volta nella ciotola: se ne becchi una marcia almeno salvi le altre).
Versa i 30 grammi di salsa di soia e sbatti il tutto brevemente, giusto il necessario per amalgamarle.

Taglia a pezzotti anche il cipollotto.

Abbiamo tutto. Tira fuori il riso dal frigo e con l’aiuto di una schiumarola o di un cucchiaio ammonticchialo tutto al centro del piattone: ti sarà più facile cacciarlo nel wok durante la fase del cucinamento.

Metti il wok sul fornello più grande che hai, con il fuoco acceso a massima potenza.
Aspetta che diventi rovente e che faccia uscire tutto il fumaccio:

Cucina salubre.

Versa 3 cucchiai d’olio, aspetta che siano belli roventi pure loro e poi caccia il cipollotto.

Subito dopo butta dentro anche il pollo:

Ora ci vorrà del tempo.
Il pollo infatti butterà fuori un sacco di liquido:

Fallo andare finché si asciuga del tutto. A quel punto metti un po’ di sale, poi continua a farlo andare fino a quando sarà bello bruciacchiato. Gira di continuo con una schiumarola, per non farlo attaccare.

A questo punto versa le uova.

Pochissimi secondi dopo (senza aspettare il classico rigonfiamento sui lati, perché il condimento è troppo ed il wok avrà sicuramente perso temperatura) caccia dentro pure il riso.

Mescola energicamente con la schiumarola, per non fare attaccare.

Durante quest’operazione puoi salare un po’, ma quello che conta è che non smetti mai di mescolare.
Quando è pronto? Ci vorranno un paio di minuti di cottura ed il riso dovrà avere assorbito in sé tutto l’uovo. Dovrà essere asciutto.

Qui mancano almeno altri 30 secondi.

Prepara le porzioni e davanti a te dovresti avere una cosa del genere:

Passiamo ora ai valori nutrizionali, per diventare ciccioni con consapevolezza.

I valori sono sempre per una sola porzione, ossia il tuo cazzo di piatto.
Calorie totali: 928
Carboidrati: 91g
Proteine: 84g
Grassi: 25g

Ciao e buon appetito! (ma stai con me, che dopo i titoli di coda c’è Nick Fury).

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Non c’entra niente, quasi, ma come non condividerla?

Oh, che schifo quel bambino!
È Pierino il Porcospino.
Egli ha l’unghie smisurate
Che non furon mai tagliate;
I capelli sulla testa
Gli han formata una foresta
Densa, sporca, puzzolente.
Dice a lui tutta la gente:
Oh, che schifo quel bambino!
È Pierino il Porcospino.

Fusilli con seppie e carciofi

Sìsì, si sa che io mi ammazzo di palestra.
Quello che non si sa è che nell’ultimo periodo sto faticando di brutto, che mi sto impegnando molto di più ed ho intensificato un po’ tutto.

La mia mattina tipo.

Sono così dentro che mi piacerebbe inserire un allenamento anche nel pomeriggio, ma non ci riesco quasi mai perché il mio corpo c’ha sonno e mi costringe a lunghe sedute di riposo.
Ma sono così assorbita dal pensiero che stanotte, tipo, non ho dormito pensando alla nuova sessione di pesi che avrei iniziato poche ore dopo.

Il mio cervello nell’insonnia da workout.

Vorrei sfidare il mio mini infortunio al ginocchio ed andare a correre, ma non so quando ritagliare questo tempo.
E sono arrivata al punto che se vedo qualcuno in un film compiere una QUALSIASI attività fisica, vorrei spegnere tutto e ricominciare a sudare.

Tutto bello.
Peccato che poi mangio lammmerda.

Bruce Lee ti vede ogni volta che apri un sofficino findus.

Ultimamente poi più del solito, perché ho iniziato una dimostrazione sul mio profilo Instagram su come il cibo spazzatura non solo faccia schifo, non solo sia una truffa dato che lo pubblicizzano come sano e genuino, non solo faccia ingrassare abbbbbestia se non si ha un regime di vita da minatore… ma fa pure male.
Quindi per 4 giorni ho provato dei prodotti che sapevo già essere schifidi che mi han trasformato in una cicciona scoreggiona.

Corse fino al cesso che non ti dico.

Mi sentivo come quei grassoni esagerati che si ingozzano di pasta scotta che annega nell’olio e ripetono, quasi grufando, Com’è saporito, com’è saporito. Cioè, manco i sapori sentono, quelli. Peggio dei drogati.

Dico sul serio: ho sentito il grasso comparire sopra gli addominali, coprire tutte le braccia, la schiena. L’aria della pancia ha creato prima uno stomaco gigantesco, poi si è spostata sui lati provocando fitte un po’ in ogni dove e poi, finalmente, se ne è andata, con l’eleganza che la contraddistingue.

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Com’è saporito.

Sono arrivata alla cena di ieri sera con voglia di riso bollito condito con nulla, niente e pensieri buoni e quindi ho cucinato nella maniera meno grassa della storia.
Una pasta con seppie, carciofi, un filo d’olio appena accennato ed un sacco di prezzemolo.
Ci voleva proprio.
Tutto questo per dirti che non ti sto presentando una ricetta mondiale ed imperdibile, ma è proprio adatta per quei periodi in cui ti sei sfondato così tanto che manco ti ricordi quando hai iniziato a mangiare, sai solo che è il momento di smetterla.

Sai che ora è? L’ora del Gandhismo.

Però è un po’ lunghetta da preparare, tra pulizia di carciofi e loro cottura (lo sai che c’han la pelle dura). Ah, la ricetta l’ho presa da Luca Pappagallo.
Go, go, go!

Per preparare dei fusilli con seppie e carciofi, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di fusilli;
  • prezzemolo;
  • un cucchiaio d’olio + un filo da aggiungere sui piatti;
  • 400 grammi di seppie. Se le prendi surgelate, acquistane quasi il doppio (perdono di peso);
  • 150 grammi di carciofi. 4 carciofi dovrebbero bastare;
  • sale, pepe.
  • 100 grammi di vino bianco.

Partiamo dalla pulizia dei carciofi, che non ho alcuna intenzione di ripetere poiché la trovi già qui. Ricordati di metterli in acqua e limone se non vuoi che si anneriscano, se non te ne frega un cazzo come nel mio caso mettili solo in una ciotola ad abbronzarsi.

Perché i Kaiju non sono razzisti. Se vogliono diventare neri, chi sono io per impedirglielo?

Passiamo alle seppie. Eccole intere:

Devi ridurle a pezzettini. Spero che tu te li sia fatti pulire dal pescivendolo, poiché io non ho alcuna intenzione di spiegare come si puliscono.
Ricordati però di togliere le parti dure che stanno nella testa. Il becco o come si chiama.

Devi raggiungere questo risultato:

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Trita abbondante prezzemolo.
Taglia a pezzetti più piccoli i carciofi (non lasciarli divisi in 4 parti, ci mettono una vita a cuocere).

In una padella versa un cucchiaio d’olio e poi cacciaci dentro le seppie.

Falle andare a fiamma medio bassa, girando di continuo, per qualche minuto.
Ci vorranno circa 5 minuti, forse anche meno. Diventeranno di un bianco molto deciso e basta, non aspettarti ulteriori cambiamenti.

Preleva le seppie cotte e mettile in una ciotola, lasciando nella padella il liquido che han buttato fuori (non sarà molto, ma com’è saporito, com’è saporito).

Caccia ora in padella i carciofi. Versa 100 grammi di vino bianco.

Alza la fiamma e fai bene evaporare.
Versa ora un po’ d’acqua (va bene quella della cottura della pasta), bagna un foglio di carta da forno e ricopri la padella: cuoceremo i carciofi con il solito sistema del simil vapore che trovi sempre in questo post qui.

Ci vorrà un bel po’, circa 30 minuti.
Ogni tanto alza la carta per vedere se l’acqua è evaporata e nel caso versane dell’altra.
Si dovranno ammorbidire di brutto.
Quando saranno pronti, butta la pasta, che dovrai tirare fuori giusto un minuto prima del tempo indicato sulla confezione. 

Caccia in padella le seppie, del pepe e del prezzemolo tritato:

Mescola il tutto, fai saltare per un minuto e poi spegni la fiamma in attesa dei fusilli. Riaccendila però un minuto prima del loro arrivo, che la padella deve essere calda.

Scola la pasta, buttala in padella e concludi lì la cottura, girando spesso.

Prepara i piatti e su ogni porzione metti ulteriore pepe, del prezzemolo ed un filo d’olio.
Dovresti avere davanti a te una cosa del genere:

Ciao e buon appetito!

 

Focaccina con kiwi, prosciutto cotto e rucola (+ Manzoni ed i monatti erano delle perzone falze)

Leggo sempre più spesso di gente che da mangiatrice di merda diventa vegana e si sente rinata. Talmente rinata che – pensa! – passa dall’ammalarsi 15 volte al mese all’ammalarsi soltanto 10 volte al mese.
Soltanto.

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L’unica reazione possibile.

Ora, già non mi sembra normale ammalarsi così spesso proprio in generale, poi essere addirittura CONTENTI perché si è sempre lebbrosi però nutrendosi di tofu, mi sembra assolutamente ridicolo.
Il corpo ci dà dei segnali quasi sempre, quando non ci sopporta più. Le intolleranze (che non mi stancherò mai di ripetere che NON SONO allergie) sono uno di quei segnali, ma poi ce ne sono molteplici: il mal di pancia, l’emicrania, la spossatezza, il cagotto.
Se tu ti ostini ad ignorare questi segnali e continui a comportarti male, ti ammali.
Se da mangiatore di merda a vegano le cose non cambiano ma tu sei contento, ciò significa due cose: che non ti ricordi più cosa vuol dire stare bene sul serio ed è inutile che simuli euforia per il tuo stato di lebbroso e che, soprattutto, c’è qualcosa che non va.
E no: non era colpa del glutine, del lattosio e manco di mia nonna con le sue polpette al sugo.

Diglielo, Senua. Povere polpette, poi.

Il mio consiglio è quello di smettere di drogarti di falsi miracoli salutisti da web ed iniziare a muovere il culo. Perché, tanto per cambiare, la vera strada per il benessere è l’attività fisica.
Non sono mai stata una persona che si ammala molto spesso, questo è vero. Ma da quando ho iniziato con gli allenamenti sono tanti i vantaggi, a parte quello ovvio di sfondarmi di torta al cioccolato senza ingrassare.
Quali?
Soffrivo di emicrania, per esempio. Tuttavia, dato che la cervicale ora è molto sollecitata, non mi ammazza più. Manco nei giorni di umidità estrema. In pratica sono diventata immune.

Se soffri di emicrania, questo già potrebbe essere uno stimolo per iniziare a faticare.

Ero del tutto stitica.
Se andavo in bagno tre volte a settimana – e pure male – era un record mondiale.
Adesso tutto a posto: il corpo gestisce meglio le risorse, getta quel che non serve ed usa ciò che trova utile.
Per me questo era un grosso problema, non so come ho fatto a vivere tutti quegli anni in quello stato.

Ecco uno stitico che si è convinto.

Infine l’unico modo per farmi ammalare è prendere il tetano tramite morso di gatto (true story) o incontrare un vecchio che mi sputa in faccia.
Punto.
Soffro anche molto, ma MOLTO meno il freddo. Che non guasta, quando vivi in una casa di campagna senza riscaldamento.

Perché la realtà è che l’alimentazione è senz’altro importante, ma muovere il proprio corpo lo è molto di più. Diventa più attivo, più voglioso di fare cose ed a quanto pare rende il sistema immunitario una roccia.

Go, go, go!

In più, in maniera laterale, ti toglie un sacco di vizi che rendono faticosa l’attività fisica: io ho smesso di bere, dormo 9 ore a notte e mi sveglio molto presto al mattino, vivendo la giornata in maniera molto più piena di prima. Anche questi cambi di abitudini aiutano a stare meglio in generale.

Poi sì, mangi quel cazzo che ti pare senza doverti far troppe menate, il che non guasta.
Quindi basta andare in giro a vantarti del tuo veganesimo che ti ha permesso di contrarre la peste SOLTANTO 5 volte in un anno (quindi Manzoni ed i suoi monatti erano perzone falze, pulizia kontatti subito11!!) e riprendi in mano un attimo la ragione.

Ed ora vai di panino.

Da preparare con la faccia da drogato di Pippo.

Aggirandomi nel deep web ho trovato questa idea di Il grembiulino Infarinato e gliel’ho rubata subito: non ho usato un bignè ma una focaccina, ma son piccolezze.
Lì dentro c’erano gli accostamenti assurdi che piacciono tanto a me, quelli che sembrano a caso ma poi invece sono buoni e basta e compatiamo chi non ama il rischio e si mangia sempre il solito, trito, ritrito (ma mondiale, certo) panino con la mortazza.

Gli accostamenti che non ti aspetti che piacciono tanto ai Kaiju.

Go, go, go!

Per preparare una focaccina con prosciutto cotto, rucola e kiwi hai bisogno di :

  • una focaccina. Ma pure un panino a tua scelta o un bignè salato, come nell’idea originale;
  • 100 grammi di prosciutto cotto. Per me il migliore è il Parmacotto e devo dire che ultimamente ho provato il Beghelli e non mi è dispiaciuto, pure se è quello straeconomico e strapieno di coloranti;
  • qualche kiwi e che siano maturi. Troppo acidi non vanno proprio bene;
  • rucola. Ne serve poca, io ho comprato una busta da 80 grammi e se ne ho usata un terzo è tanto. No, non ho trovato quella fresca.

Porta tutto sul tuo tavolo di lavoro. Pela i kiwi e tagliali a fette.
Se vuoi scaldare la focaccina, fai. Puoi farlo sia al forno (a 200 gradi, per pochissimi minuti) che in padella (senza aggiungere grassi, devi solo tostarlo).

Una foto d’insieme degli ingredienti:

Taglia a metà la focaccina e adagia il prosciutto su una fetta.

Aggiungi la rucola.

Infine un po’ di fettine di kiwi.

Chiudi il paninazzo e basta, abbiamo finito.

Ciao e buon appetito!