Gnocchi con crema di formaggio

Mi capita straspesso di avere trentordici rimasugli di formaggi vari ed ogni volta scatta questa ricetta svuotafrigo facilissima, buonissima e velocissima.

Chiedo scusa per l’umorismo anni novanta.

In pratica prepariamo una crema al formaggio che puoi creare davvero con QUALSIASI tipo di formaggio: spalmabile, stagionato, che si sciolga oppure no.
E smettila, metti via quella panna. La panna è (quasi sempre) l’arma segreta per chi non sa cucinare ma non vuole ammetterlo.

Questa mano può essere piuma…

La crema la facciamo a fuoco lento, con un po’ di latte ed un po’ di farina. Punto.
Go, go, go!

Per preparare degli gnocchi con crema di formaggio, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di gnocchi di patate;
  • 100 grammi di formaggi. Quelli che ti pare, dalla robiola alla cacioricotta, passando per il gorgonzola ed il primo sale;
  • 10 grammi di farina 00 ed un paio di dita d’acqua;
  • 200 grammi di latte parzialmente scremato (o intero. Quello che bevi di solito);
  • sale, pepe;
  • 200 grammi di pomodorini e basilico, entrambi FACOLTATIVI. I pomodorini ed il formaggio ti piacciono? Li metti. Insieme invece ti fanno un po’ meh perché l’acido del pomodoro ti sembra prevalere? Non li metti. Per il procedimento non ci sono particolari accortezze, decidi tu. Io in questa versione li ho messi perché li avevo avanzati, ma preferisco senza. 

Metti l’acqua degli gnocchi a bollire, sarà molto veloce.
Metti in una ciotola tutti i formaggi che ti servono. Se sono spalmabili non devi fare niente, se sono rimasugli di robe solide riducili a dadini. Normali, non grandi, non piccoli… cambia un cazzo, normali. Se puoi grattugiare, grattugia.

Se hai i pomodorini, lavali e tagliali a metà.

Fai sciogliere 10 grammi di farina in un paio di dita d’acqua.

Versa 200 grammi di latte in una padella, padella abbastanza grande da poter poi mescolare tutto quanto.

Accendi una fiamma bassa ed attendi che il latte si scaldi un po’. Non devi farlo bollire, mai.
Quando è caldo caccia dentro i formaggi:

Sempre con la fiamma bassa, falli sciogliere. Se hai dei formaggi a pezzotti (il brie, per esempio) non si scioglierà del tutto. Non ha alcuna importanza.
Quando vedi che i formaggi cominciano a squagliarsi bene, versa l’acqua con la farina:

Prosegui a fare addensare, sempre mescolando e sempre a fiamma bassa.
Ci vorrà un po’ e comunque sappi che quando spegnerai si addenserà ancor di più.

Non dovrebbe servire sale, poiché i formaggi sono sapidi di loro. Dipende dai formaggi che hai scelto e dalla tua bocca.

Tu intanto prepara gli gnocchi. Se la crema ti sembra abbastanza densa, spegni la fiamma e riaccendila quando stanno arrivando gli gnocchi.

Tira fuori gli gnocchi con la schiumarola, mano a mano che vengono a galla. Cacciali in padella.

Falli saltare a fiamma medio bassa, girando di continuo. Se occorre, bagna con l’acqua di cottura (che è colma d’amido e può aiutare a fare addensare).
La crema ti apparirà sempre un po’ più liquida di come sarà nei piatti: non bestemmiarci sopra più di tanto, regolati a occhio, mescola sempre e non alzare troppo la fiamma che poi fai casino. Agli gnocchi fottesega del tempo che ci metti: Giovanni Rana crea cibo finto capace di resistere a tutte le tue incertezze culinarie. Se invece gli gnocchi li hai fatti tu, dubito che tu abbia bisogno del mio aiuto per capire quando una crema è densa e quando è liquida.

A fiamma spenta, se vuoi, puoi cacciare i pomodorini.

Prepara le porzioni e su ogni piatto metti pepe e basilico.

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Se hai optato per la versione priva di pomodorini, ecco la faccia che potrebbe avere (ma ho usato gnocchi di spinaci, sempre di Giovanni Rana).

No, non è Stalker di Tarkovskij:

Ciao e buon appetito!

Gigantoni con stracciatella di bufala, pomodorini gialli e lime (+ cervelli a cui non arriva l’ossigeno)

La lista delle robe assurde che si leggono ed ascoltano in giro è pressoché infinita. La cosa bella è che chiunque stia regalando al mondo le proprie perle di saggezza, novanta su cento ha in mano un mini computer contenente tutte le informazioni dell’universo conosciuto.
Ma Tizio non ha imparato ad usare google, no. Tizio usa quel miracolo della tecnologia per scrollare la home di facebook.

E comunque buongiorno, l’educazione prima di tutto.

Ma lasciamo stare i casi umani. Pensiamo a noi, a quelli che le sinapsi ci provano ad attivarle, almeno a giorni alterni.
Pure noi, per quanto aperti di mentalità, di cagate ne diciamo. Con circospezione, a mezza voce, però abbiamo tutta una serie di convinzioni che ci portiamo dietro, magari, dall’età adolescenziale.
Anche se è difficile ammetterlo, abbiamo un’impostazione di pensiero che automaticamente esclude tutta una serie di possibilità.

Di solito non lo fa nemmeno in modo così educato, ma grida imprecazioni seguite da Chi è quel mona che sbatte la porta?

C’è chi ha avuto influenze comuniste, fasciste, green, fancazziste, anarchiche e via dicendo. Però ormai lo sappiamo che la soluzione dei problemi – o anche solo l’informazione completa su un dato argomento – non appartiene ad una fazione precisa. Per migliorare il mondo bisogna studiarlo nella sua interezza, senza parteggiare ciecamente per un qualcosa di cui, se ci pensi bene, manco ce ne fotte.

Comunque, a causa proprio di una chiusura mentale di base, spesso è difficile farsi un’idea alternativa a quella che per i motivi più vari si è cementata nel nostro cervello.

Difficilmente, per esempio, ci metteremmo a leggere un saggio che parte da idee opposte alle nostre senza essere del tutto prevenuti. E poi, diciamocelo, quante pagine sopporteremmo? E quanto tempo passeremmo a dire quanto è cagoso quel dato pensiero, perché siamo innamorati della nostra voce?

Quindi io ho sviluppato un sistema per costringere il mio cervello di merda a prendere in considerazione robe che reputa inascoltabili.
Come ben sai faccio palestra dalle 2 alle 4 ore al giorno e stare in silenzio a contare minuti o ripetizioni era diventato alienante. Così ho iniziato ad ascoltare canali di divulgazione (i migliori che ho trovato per ora li trovi linkati nella colonna di destra).

Ma è facile ascoltare divulgatori che mi stanno simpatici o con cui sono in sintonia. La vera sfida è ascoltare quelli con cui non vado d’accordo.

Senza essere tentata di andare a sgozzarli con un’ascia.

Quindi conservo i loro video e li faccio partire solo, soltanto e solamente durante esercizi lunghi che non posso interrompere e li ascolto per minimo 10 minuti. Se in quei 10 minuti non mi sono annoiata o se su 10 ragionamenti uno mi è sembrato accettabile, proseguo il video fino alla fine. Che duri un quarto d’ora o seimila anni.

Mai che mi si prenda sul serio.

Il risultato è che sto cambiando parecchie idee e mi sto rendendo conto di quanto micragnoso e non sufficiente sia il mio modo di vedere il mondo. Quante idee sbagliate avevo (ed ho, figurati) su ogni tipo di argomento e quanti temi proprio non conosco per niente, proprio perché li ho snobbati per tutta l’esistenza.

E lo so che nulla conta un cazzo, che tra 100 anni saremo tutti morti e che chissenefotte del futuro, però almeno freghiamocene del presente. Ammetterai che caricarsi di carogne e bile per argomenti di cui, se ci pensi bene, non sei informato per niente, non ha alcun senso. Tanto vale ascoltare, ragionare, valutare, migliorarsi lì per lì.

Che mica è facile, pensare.

Ora mangiamo.

Se ti dico che stiamo per preparare stracciatella di bufala, pomodorini gialli e lime hai la mia stessa reazione?

Io ho avuto la bava alla bocca.

Come al solito certi piatti tremendi arrivano da Sciuè Sciuè, che è una garanzia di cicciosità e spettacolarità e mondialità e tutto quello che di buono ti viene in mente che finisca con ità.

Go, go, go!

Sì, sto ancora sbavando.

Per preparare dei gigantoni con stracciatella, pomodorini gialli e lime, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di gigantoni;
  • 200 grammi di stracciatella di bufala;
  • 400 grammi di pomodorini gialli;
  • 3 acciughe sott’olio;
  • la buccia di 2 lime;
  • abbondante basilico;
  • uno spicchio d’aglio;
  • 10 grammi d’olio, un po’ di sale.

Ricordati sempre che tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente. Sempre, per qualsiasi ricetta; a meno che nella ricetta che stai seguendo ci sia scritto ESPLICITAMENTE il contrario.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Taglia i pomodori più grandi a metà, gli altri lasciali interi.
Scamicia l’aglio e taglialo a metà (levagli l’anima, se ce l’ha).

In una padella versa un cucchiaio d’olio e metti foglie di basilico e lo spicchio d’aglio.

Fai andare per qualche minuto, a fiamma medio bassa, fino a quando l’aglio si colorerà un po’ e le foglie di basilico appassiranno.
Vai ora di pomodorini e di acciughe.

Puoi anche calare la pasta, perché i pomodorini hanno bisogno di 5 minuti di cottura.

Usa una fiamma bella viva, schiaccia leggermente con la schiumarola i pomodorini che hai lasciato interi ed appena i pomodorini cominciano ad essere leggermente sfatti, spegni la fiamma.
5 minuti di orologio.

Assaggia ed aggiusta di sale ed attendi la pasta che devi tirare fuori giusto un minuto prima del tempo indicato sulla confezione.

Scola la pasta – ripeto, senza buttarne l’acqua – e concludi la preparazione in padella.
Fiamma moderata, gira di continuo, fai amalgamare il sugo.

Spegni la fiamma, allontana la padella dal fornello rovente e lascia riposare 30 secondi per fare abbassare leggermente la temperatura.

Versa ora 100 grammi di stracciatella e mescola bene.

Prepara le porzioni e su ogni piatto metti la rimanente stracciatella, delle foglie di basilico spezzettate con le mani e grattugia al momento la buccia del lime.

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!