Peperoni e tofu al curry

Tofu.

Controlla la tua ira, mio giovane Padawan!

L’abbiamo già detto che il tofu rallenta l’invecchiamento?
E che si ottiene dal latte di soia?
Tra le grandi proprietà di questo alimento come non citare la presenza dei grassi buoni, che piacciono tanto a tutti gli esperti di prova costume di questa generazione?
Insomma, quanto ce ne sarebbe da dire.
Il tofu: fa bene ai capelli, fa bene alla pelle. Certo, se te lo magni è pure meglio.

Beverly Holes, la più grande serie tv di tutti i tempi.

Bene, ora che abbiamo sviato le tracce e la maggior parte dei passanti ha smesso di leggere, parliamo seriamente.
Il nostro amico Tofu non è che abbia tanto senso di esistere: meno proteico di uno yogurt greco, ma molto più calorico ed infinitamente più grasso.
Il gusto? Inesistente. Del tutto. Cartone, circa, aromatizzato alla plastica.
Tutti i normonutriti non hanno bisogno di mangiarlo, né per il gusto né per le proprietà del menga. Va bene giusto per i vegani: e niente formaggi e niente carni e niente uova… immagino che uno si attacchi a tutto, pur di non morire di tedio alimentare.

E pensare che un tempo credevamo che essere vegetariani fosse una scelta estrema.

Sì, Pizzakaiju, ma allora che cazzo ci hai fatto una ricetta? Ci prendi per il culo?

La verità è che il blog è pieno zeppo di roba, ormai.
Per aggiornare mi tocca sperimentare ed in fin dei conti posso dirti che questo tofu con peperoni a me è piaciuto. Alla fine quella robetta bianca sa di quello che ci metti ed è pure piacevole, da masticare. Ha una consistenza sua, si fa mangiare.
Poi se proprio devi assaggiare certe robe è meglio che ti consigli qualcosa il Kaiju piuttosto che avventurarti in quei brutti quartieri dove l’imperativo è nascondere le verdurine nei piatti più deliziosi per farle mangiare con l’inganno ai bimbi capricciosi.

Meglio la morte che scrivere così.

Lo so che è un momento e torneranno le bombe atomiche con il burro d’arachidi ed il formaggio fritto. Torneranno ed i nostri stomaci devono solo resistere un po’, pazientare.
Ricominceremo a bombardarli prima possibile. Risorgeremo!
Che digeriscano un po’ di tofu, nell’attesa. Ci scusiamo per il disagio.

Ecco! Anche degli ippopotami!

Ho rubato la ricetta a Valentina in cucina.

Go, go, go!

Per preparare dei peperoni e tofu al curry, per due persone, hai bisogno di:

  • 800 grammi di peperoni rossi. Peso dopo la pulizia. Ovviamente comprane un po’ di più;
  • 400 grammi di tofu;
  • 30 grammi d’olio;
  • qualche foglia di basilico;
  • sale, peperoncino;
  • uno spicchio d’aglio;
  • 15 grammi di curry.

Partiamo dai peperoni.
Lavali e tagliali a pezzetti. Non credo tu abbia bisogno di un tutorial per togliere le parti di scarto dei peperoni, comunque non si mangia il picciolo (o come cazzo si chiama) e tutte le parti bianche con i semi che sono all’interno.

Riduci a tocchetti pure il tofu.
Trita un po’ di peperoncino e schiaccia leggermente uno spicchio d’aglio, senza levargli la camicia.

Versa 30 grammi d’olio in un padellone e cacciaci dentro peperoncino e aglio.

quella roba verde è prezzemolo, ignoralo.

Fai colorare l’aglio e poi toglilo. Puoi usare anche il solito trucchetto di inclinare la padella facendo scivolare l’olio tutto in un punto. Lo fai aromatizzare per 5 minuti e poi togli l’aglio appena diventa giallino.

Conclusa questa operazione, caccia dentro i peperoni.

Fai andare a fiamma medio alta per dieci minuti, cioè circa metà cottura.
Aggiungi poi il tofu.

Fai saltare un paio di minuti, mescolando, aggiungi poi 15 grammi di curry ed un po’ di sale.

Mescola il tutto. Fai andare per altri dieci minuti o fino a quando i peperoni non sono della cottura che preferisci.
Quasi a fine operazione caccia dentro qualche foglia di basilico. Ovviamente assaggia e se manca, aggiusta di sale.

Bene, prepara le porzioni. Se occorre puoi spolverare con ulteriore curry, ma comunque ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Penne con stracciatella e pomodorini ( + Tempi duri, per Zio Cleto)

Ripensa a tutte quelle cene di famiglia. A Natale, a Pasqua, al matrimonio di zia Martina, alla festa di disintossicazione di Christiane F, al battesimo di tua cugina Fabiana Inculamorti.
Pensa a quando tu stavi lì e mangiavi le polpette, in silenzio e poi zio Cleto prendeva la parola. E TUONAVA, con tono sicurissimo e completamente a cazzo (in fondo stavamo sbafandoci di spaghetti al sugo, nient’altro) I froci fanno schifo!

E tu volevi goderti la cena, ma a questo punto è difficile.

Le altre 76 persone a tavola, nonna compresa, continuano a guardare il piatto, Mara Venier alla tv oppure si domandano Ma perché non hanno ancora tolto la plastica dai cuscini del divano?
Si sta sudando freddo? C’è un silenzio imbarazzato?
Perché nessuno si caga Zio Cleto?

Musica d’atmosfera.

Non perché – come erroneamente potremmo pensare – siano tutti d’accordo con lui. Il silenzio non significa niente. Soltanto che, forse forse forse, non han voglia di discutere. Che alla fine non ne vale la pena. Che Zio Cleto è un coglione e viene pure spalleggiato da quel deficiente del cugino del cugino del cugino della moglie di tua sorella che è pure peggio. E speriamo che Nonno Palmiro stia zitto altrimenti qui ci sanguinano le orecchie a tutti quanti.

Nelle migliore delle ipotesi arriva il giovane ribelle di casa e comincia a litigarci. Ma Zio Cleto mica si sente intaccato dalle opinioni forti dell’adolescente di turno: è un ragazzino, che vuoi che abbia capito della vita?

Stacchetto musicale che sdrammatizza.

Bene.
Questo era più o meno l’episodio tipico che si ripeteva, mese dopo mese, nei miei raduni di famiglia.
So per certo che la mia storia è uguale alla tua, perché le teste di cazzo nascono in ogni dove e di solito sono quelle che sbraitano di più. Però i tempi sono cambiati e se un giorno Zio Cleto poteva vivere tranquillo nella sua bolla protettiva composta da froci perversi, donne puttane e negri puzzoni senza sentire mai nessuno rivelargli la Verità Assoluta – ossia quanto fosse una grande testa di cazzo –  per lui oggi è impossibile.
Perché Zio Cleto ha la tecnologia in mano. Zio Cleto, oggi, vive con il cellulare tra le dita ed ha scoperto che esistono pensieri multiformi e terrificanti, là fuori.

Oggi a Zio Cleto si risponde così.

Bello sapere che l’ottusità del subumano oggi viene oltraggiata da pensieri più coscienti e positivi (e propositivi). Il problema è che il subumano mica cambierà mai idea: ormai è fatta, il suo cervello è atrofizzato già dal 1986 e lo sai che non si esce vivi dagli anni ottanta.
No, il subumano naviga per il web e comincia ad insultare la gente, a sbraitare pure lì contro la (sua) libertà d’espressione che sente minacciatissima dal tuo essere critico verso quelli come lui.
Insomma, mica puoi dirgli che è un omofobo. Perché è un insulto. Però lui rivendica il diritto sacrosanto di andare in giro a dire che le checche non erano previste nel disegno divino e che dovrebbero essere messe a morte.

Qualcuno consegni un nobel per la logica a quell’uomo!

Io, Pizzakaiju, ho incontrato diversi individui del genere nelle ultime settimane.
Dove? In un gruppo di cucina, ovvio. Vogliamo forse farci mancare qualcosa?

Accade che giro un paio di video contro l’ottusità del cattolico medio (guardandomi bene dall’insultare Chiesa Cattolica o Papa, che le querele son dietro l’angolo). A casa mia, nel mio canale Igtv, senza rompere i coglioni a nessuno. Chi vuole, clicca e guarda.
Cosa c’entra con un gruppo di cucina? Nulla.
Però queste persone decidono di smettere di volere avere a che fare con me, nel campo della cucina, per MOTIVI RELIGIOSI.
Pizzakaiju tira fuori la carta del raziocinio e spiega loro che religione e mangiare non c’entrano niente e che questo integralismo non è accettabile.
Risultato prevedibile: mi si risponde che ho violato “le leggi di Instagram” e che loro non sono integraliste religiose, sono io ad essere volgare e scorretta.

Quando incontro certa gente, mi viene in mente sempre questa scena.

Bene.
Mi sembra giusto precisare anche qui che l’integralismo religioso è proprio estendere la propria fede su qualsiasi aspetto della vita altrui: far tacere gente sul web per le proprie opinioni sta solo qualche decina di passi sotto all’andare ad ammazzare gente in una redazione di un giornale perché han parlato male di Maometto o di cazzo ne so. Sono figli dello stesso atteggiamento, quel che è differente è la quantità di sangue versato.

Quindi io ho un invito molto semplice: non cliccate in giro a cazzo, se non siete in grado di accettare l’esistenza dell’altro.
Nel web c’è una quantità di informazioni che è chiaro che non siete in grado di accettare, quindi non uscite dalla vostra zona di comfort. Continuate a contornarvi di omofobi, sessisti e, più in generale, di stronzi. Va bene così.

Ed il messaggio è: sì, ho detto che gli omofobi e i sessisti sono stronzi. Se ti ritrovi in questa categoria, fatti delle domande.

Però se cliccate dove non dovevate, se vi trovate col cervello melmoso perché i vostri neuroni han dovuto ascoltare robe per cui non erano pronti, prendetevela con voi stessi.
L’internet non vi appartiene né vi somiglia e se non siete in grado di accettare il diverso, non accettatelo: ma almeno non andate in giro a sfracassare le palle agli altri per i vostri limiti evidenti.
Insomma: avete un mezzo meraviglioso tra le mani e finalmente potreste levellare da deficienti a deficienti che cercano di applicarsi. 
Non volete farlo? Bene. Lasciate che le (altre) persone mature dialoghino tra loro e voi continuate a portarvi dietro il rosario, la statuetta di padre pio e le vostre sicurezze medievali. Senza però aspettarvi che qualcuno vi comprenda o capisca. Non più.

Risultati immagini per monty python

Ma come si permettono i Monty Python?

Ora mangiamo.
Sì, pure te che c’hai l’integralismo cattolico che scorre forte dentro te, perché io non rifiuto un piatto di pasta a nessuno.

Siccome avevo della stracciatella avanzata dalla ricetta di qualche giorno fa, ho fatto un’altra ricetta più semplice di questa perché non so cosa accada da te, ma da queste parti i pomodorini gialli sono una merce RARISSIMA. Quindi ci voleva un’alternativa con i datterini, che sono i miei pomodori preferiti.
Go, go, go!

Per preparare delle penne con pomodorini e stracciatella di bufala hai bisogno di:

  • 180 grammi di penne;
  • un po’ di basilico;
  • 400 grammi di datterini, da usare in due momenti diversi. Van bene anche altri tipi di pomodorini, nel caso avessi difficoltà a trovare questi;
  • 30 grammi d’olio;
  • uno spicchio d’aglio;
  • 200 grammi di stracciatella di bufala;
  • 2 acciughe sott’olio.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Lava 200 grammi di datterini e tagliali a metà. I datterini non hanno la testa cocciona, quindi non c’è bisogno di decapitarli. Se sono molto piccoli dividili solo in due parti, se sono più grandi in 4.
Se usi ciliegini o altri tipi di pomodorini, togligli la testa per i soliti motivi: è la parte più dura e spesso vi si annidano dei vermetti.

Versa 30 grammi d’olio, falli scaldare e fai soffriggere uno spicchio d’aglio tritato.

Aggiungi poi i pomodorini.

Appena si ammorbidiscono un po’ caccia dentro anche due acciughe sott’olio.

Questi pomodorini qui devono sparire del tutto, non formare un sugo. Abbiamo già parlato di questo procedimento in questa ricetta qui, ma riassumendo: rimarranno giusto le pelli e ci vorranno almeno venti minuti di cottura perché questo avvenga. 

Nel frattempo taglia a metà il resto dei pomodorini (o in 4, se sono grandi) e spezzetta un po’ di foglie di basilico.

Non dimenticarti mai dei pomodorini in padella, girali spesso ed usa una fiamma media.
Quando avranno questo aspetto vuol dire che siamo a buon punto:

È tempo di calare la pasta, che devi tirare fuori tre minuti prima del tempo indicato sulla confezione.
Tu continua la cottura dei pomodorini, girandoli sempre più spesso mano a mano che si sfaldano sempre più. Puoi anche abbassare un po’ la fiamma, se vedi che le pelli tendono ad attaccarsi sul fondo della padella.

Scola la pasta e cacciala in padella, insieme al resto dei pomodorini ed al basilico che hai messo da parte.

Concludi la cottura, girando di continuo.

Spegni la fiamma e lascia riposare il tutto per un minuto, lontano dal fornello rovente. Dobbiamo fare abbassare un po’ la temperatura.

Dopo un minuto caccia dentro 100 grammi di stracciatella e mescola bene, per fare amalgamare il tutto.

Prepara le porzioni e su ogni piatto caccia la stracciatella avanzata (50 grammi a testa) ed un po’ di foglie di basilico decorative.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!