Sgombro fresco granellato.

Ogni agosto il posto dove abito viene invaso da migliaia di turisti.

Nella gif: i turisti.

Questo significa che da 10 abitanti passiamo a circa UN MILIONE  ed il tutto si traduce in due cose: l’aumentare delle mie bestemmie e l’apertura della pescheria.

Ecco perché trovi pochissime ricette col pesce fresco e quasi nessuna di secondi: in tempi normali devo indossare le scarpe lucidate ed il vestito buono e recarmi in città, che è a circa 40 minuti di cammino.
Un’avventura che di rado ho voglia di intraprendere.

Quindi sono in grado di cucinare degli ottimi primi di pesce, ma nessun secondo.
Ma un Kaiju può sempre imparare.

Prima o poi sputerà raggi radioattivi, basta solo un po’ di pratica.

Il Bocca ha cucinato dei filetti di palamita in padella: una ricetta facile, veloce e… che io non potevo cucinare. La palamita non si trova quasi mai. Però c’è lo sgombro. Quindi ci ho provato lo stesso ed il risultato è stato buonissimo.

Quindi impariamo insieme a spadellarlo, con una specie di panatura di frutta secca mista ed accompagnata da cipolle caramellate all’aceto balsamico.

Go, go, go!

Tutti di corsa in cucina.

Per preparare dei filetti di sgombro granellati, per due persone, hai bisogno di:

  • 400 grammi di cipolle bianche;
  • 20 grammi di zucchero;
  • 40 grammi di aceto balsamico;
  • 200 grammi d’acqua a temperatura ambiente;
  • 20 grammi d’olio per le cipolle + altri 60 per i filetti. Occorrerà anche dell’olio per ungerli, non pesato;
  • filetti di sgombro già spinati e puliti, dal peso complessivo di 400 grammi;
  • 100 grammi di granella mista: mandorle, pistacchi, noci e nocciole;
  • pepe, sale, timo, origano e qualche foglia di menta fresca.

Il pesce, se puoi, procuratelo già pulito, senza pelle e spinato, direttamente dal pescivendolo.
Altrimenti devi farlo da sola, come è capitato qui. Niente tutorial perché è già tanto se non ho rotto tutto.

I miei filetti.

Pesce a parte, la cosa più lunga è preparare le cipolle caramellate.
Innanzitutto devi pelarle e poi tagliarle a rondelle. E questa è la parte dura, perché si piange, sia che tu ti metta a bagnare la lama del coltello, sia che te ne freghi.

Una volta che hai finito quest’operazione tediosissima, versa 20 grammi d’olio in un padellino piuttosto piccolo (tanto le cipolle perderanno di volume) e falli scaldare bene.

Fai la prova con un paio di pezzetti di cipolla: appena iniziano a sfrigolare puoi cacciarle tutte dentro.

Falle andare per circa 10 minuti, a fiamma medio alta e girando spesso.
Trascorso questo tempo si saranno ammorbidite, quindi caccia dentro anche i 20 grammi di zucchero.
Mescola bene, fai cuocere per altri 5 minuti scarsi per fare sciogliere lo zucchero, poi versa l’acqua e l’aceto balsamico.

Prosegui la cottura per altri 10-15 minuti, sempre con una fiamma medio alta e sempre girando spesso.
Le cipolle saranno pronte quando il liquido sarà tutto assorbito o evaporato e saranno anche molto morbide. Se, evaporata l’acqua, le cipolle non fossero ancora pronte, versane ancora mezzo bicchiere.
Solo a fine cottura, quando si saranno raffreddate, assaggia ed aggiusta di sale.
Ecco l’aspetto finale:

Lasciale nella padella ed occupiamoci degli altri ingredienti.
Trita col mixer o col coltello la frutta secca. Se usi il mixer azionalo a scatti, altrimenti diventa polvere e non granella. 

Aggiungi al trito dell’origano, del timo e 4-5 foglie di menta spezzettate con le mani.

Adagia i filetti di sgombro in un recipiente in cui puoi lavorare comoda e oliali bene su ogni lato. Non ci vorrà molto olio: un cucchiaio e mezzo, circa. 
Cospargi poi entrambe le superfici di ogni filetto con la granella che hai preparato.

Versa 60 grammi d’olio in una padella capiente e falli scaldare bene. Quando poggeremo i filetti dovranno soffriggere, quindi fai una prova con un pezzetto di granella.

Appena l’olio è in temperatura, appoggia delicatamente i filetti in padella e fai cuocere due minuti scarsi per lato, a fiamma media.

Girali con l’aiuto di una spatola o delle pinze e dopo il capovolgimento cospargi con la granella che ti sarà sicuramente avanzata. Sala e pepa, anche parecchio: la granella è dolce, la cipolla pure, il sale da qualche parte bisogna pur metterlo.

Prepara i piatti.
Un paio di filetti a testa e cipolle caramellate per accompagnare, che ci stanno benissimo:

Ed ecco una foto un tantino più invitante, perché era buono ma di certo non fotogenico:

Ciao e buon appetito!

Gnocchi con crema di melone piccante

Anche oggi mangeremo stranissimo: creeremo una crema di melone al peperoncino e ci condiremo gli gnocchi di patate.

L’hai presa bene.

Non ci posso fare niente: sono irrimediabilmente attratta dalla cucina assurda. Prima il salmone con le prugne, poi il risotto alle banane, per non parlare delle tagliatelle al cacao. E aspetta di vedere l’insalata di mirtilli.

Già. E c’è poco da ridere, forse?

Mettiamo in chiaro subito una cosa: gli gnocchi di patate io non li so fare proprio. Mi annoia solo l’idea, ogni volta che ci provo l’unica cosa che ottengo sono bestemmie e frustrazione e continuo a pensare che il tempo da dedicarci sia troppo. La pasta in casa si prepara in 20 minuti scarsi, la besciamella in 10 ed entrambe sono separate da un abisso incolmabile dalle loro controparti da supermercato. Abisso che li scruta, manco a dirlo.

A me, forse a causa della mia incapacità in materia, piacciono gli gnocchi confezionati. Se non sei d’accordo, facciamocene una ragione entrambi, ok?

Bravo Jeff.

Ho rubato la ricetta al Bocca, che è tutto tranne che uno di quei cuochi con la scopa nel culo. Per questo mi sono fidata ciecamente: se il Bocca dice che melone e peperoncino sono una coppia della madonna, Pizzakaiju deve provare.

E devo dire che il risultato è stato spaziale.

Bravo, Bocca!

Aggiungo però che mangiata tiepida dà il meglio. Quindi il mio consiglio è di impiattare e fare freddare. Sarà meno cremosa, più papposa… ma il gusto diventerà MONDIALE.
Se preferisci la cremosità, invece, pure calda è strabuona. A te la scelta! 

Go, go, go! 

Per preparare gli gnocchi con crema di melone al peperoncino, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di gnocchi di patate;
  • un melone intero. L’ho pesato dopo la pulizia ed erano 700 grammi. Di più no;
  • 50 grammi di panna fresca da cucina. Fresca, mi raccomando;
  • 25 grammi di pinoli;
  • peperoncino. Quanto? Va a gusti, come sempre. Non ti consiglio di esagerare, per evitare di coprire il gusto del melone. Io ho usato due peperoncini secchi non troppo menosi;
  • pepe, sale, uno spicchio d’aglio, prezzemolo;
  • 20 grammi d’olio;
  • 40 grammi di pecorino toscano. Io ho usato il Roncione in paglia, davvero ottimo.

Inizia dalla pulizia del melone.
Taglialo in due parti e con un cucchiaio leva tutti i semi e i filamenti. Togli poi tutta la buccia e riducilo a tocchetti.

Metti a bollire l’acqua degli gnocchi.
Versa l’olio in una padella ampia, di cui possiedi il coperchio e cacciaci dentro l’aglio tagliato a pezzi grandi (dopo lo togliamo) ed il peperoncino tritato.

Appena l’aglio è un po’ colorato aggiungi il melone, salalo e pepalo. Alza la fiamma, chiudi col coperchio e fai cuocere una decina di minuti.

Nell’attesa prepara gli altri ingredienti.
Metti i 25 grammi di pinoli in una padellina e falli tostare per qualche minuto, fino a che sono belli colorati e ne senti il profumo.
Spezzetta con le mani il prezzemolo, in maniera molto grossolana.

Dopo dieci minuti la tua crema al melone dovrebbe essere già a buon punto. Schiaccia il tutto con una schiumarola e leva pure l’aglio.

Appena la crema diventa più liquida abbassa la fiamma al minimo ed aspetta la venuta degli gnocchi.
Se ti sembra TROPPO liquida, ovviamente fai evaporare un po’: non siamo di fronte ad una scienza esatta, dipende dal melone.

Appena sono pronti cacciali direttamente in padella con la tua fedele schiumarola, alza la fiamma ed unisci prezzemolo, pinoli tostati e i 50 grammi di panna fresca.

Mescola bene bene.

Puoi anche decidere di saltare questa fase e cuocere gli gnocchi DIRETTAMENTE nella crema, aggiungendo prezzemolo, pinoli e panna solo alla fine (e la panna solo se serve, ma un pochino ci sta).
Il risultato finale non cambia.

Adesso bisogna fare i piatti e preparare il pecorino.
Non usare quello romano: troppo salato, troppo prepotente. Qualsiasi cosa, ma non il romano.

Ecco quello che ho provato io:

Grattugialo a scaglie grandi ed aggiungilo sopra ogni porzione.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

E ricorda: FREDDO diventa SPAZIALE.
Sta a te se assecondare la fame o resistere, per poi sbavare.

Ciao e buon appetito!