Risotto finto con feta e pomodorini

Può pure succedere che il risotto riesca male. Che tu mantechi, chiudi col coperchio (oppure no, a seconda della filosofia), attendi e niente: trovi l’orrore.
Non so bene che cazzo hai combinato, ma lo so, può succede.

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Superman si è pure dimenticato che stava cucinando un risotto e non una torta, quindi immagina che cagata è venuta fuori…

Per i puristi oggi non c’è spazio, poiché illustrerò il metodo del risotto finto. Che vuole QUALSIASI RISO e non il Carnaroli.

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Ecco un purista che se ne va.

Go, go, go!

Per cucinare il Risotto finto con feta e pomodorini, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso. Originario, Carnaroli, Vialone… quello che vuoi. Solo il basmati non credo sia adatto.
  • 500 grammi di pomodorini. Peso preso dopo la pulizia;
  • mezza cipolla, origano, peperoncino;
  • 10 grammi d’olio;
  • 200 grammi di feta.

Metti l’acqua del riso a bollire.
E poi partiamo subito dall’ovvio: togli la feta dalla confezione e sciacquala sotto l’acqua fredda. Bisogna togliere l’acqua e sale in cui è conservata.

Lava i pomodorini, decapitali (lo sai che lì si annidano i vermetti e comunque quella è una parte un po’ troppo dura per farci il sugo) e poi tagliali a pezzetti.

In una padella (o in una pentola di cui possiedi il coperchio), fai scaldare un cucchiaio d’olio e fai appassire la cipolla tritata a fiamma bassa. Mettici anche del peperoncino.

 Appena la cipolla è colorata, caccia pure loro in padella. Aggiungi anche l’origano e poco sale (ci sarà la feta, quindi meglio non esagerare).

Metti il coperchio e cuoci a fiamma media, girando ogni tanto e spiaccicando i pomodorini con un cucchiaio di legno. Ci vorranno 15-20 minuti. Quindi regolati di conseguenza per la cottura del riso.
Diciamo che dopo 10 minuti di cottura puoi calare tranquillamente il riso.

Nel caso tu sia insicura: finisci prima il sugo, spegni la fiamma ma tienilo in caldo col coperchio e poi occupati del riso. Un paio di minuti prima dell’arrivo del riso, accendi di nuovo la fiamma del sugo per accoglierlo caldamente.

Nell’attesa, taglia la feta a pezzetti.

Il sugo di pomodoro, a fine cottura, sarà molto rustico e non omogeneo:

Scola il riso 3 minuti prima del tempo indicato sulla confezione e concludi la cottura in padella, bagnando con la sua acqua.

Spegni la fiamma e caccia dentro anche la feta.

Gira il tutto in maniera energica, fino a fare sciogliere la feta. Anche non completamente: a me dei pezzi interi qui e là piacciono parecchio.
Chiudi col coperchio, fai riposare per tre minuti.

Prepara i piatti ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Siediti e mangia, che te lo sei meritato!

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Oppure stai in piedi, come fa BenGrimm.

Ciao e buon appetito!

Risotto all’uva

L’avevo detto che era tutta colpa del parboiled.

Una bestemmia tonante contro il Gallo che mi ha rovinato tutti quei risotti che avrebbero potuto essere mondiali e invece erano solo gne.

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Bastardi!

Così, per questo risotto all’uva, sono andata al supermercato ed ho scelto la marca più scrausa possibile con scritto sopra CARNAROLI a lettere cubitali. Risultato?
Spettacolare.

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Mentre mangiavamo ci davamo le pacche sulle spalle, manco avessimo evitato un disastro spaziale direttamente da Houston.

Risotto all’uva, dicevo. Il risultato non sarà all’onda, quindi i talebani vadano dove sanno. E sì, tra gli ingredienti troverai una fighettata improbabile, di quelle che non ti aspetteresti nella Kaiju’s Land: il pepe rosa. Sì, costa ben € 6,55 (13mila lire del vecchio conio!!!), ma te lo consiglio lo stesso perché la so lunga. Lunghissima.

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Hai capito bene: TREDICIMILA LIRE.

Mabbasta stronzeggiare e partiamo con la ricetta.

Go, go, go!

Per preparare un Risotto all’uva per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso carnaroli;
  • 100 grammi di pancetta (se preferisci, speck… io non preferisco);
  • 20 grammi di burro;
  • pepe rosa;
  • circa mezzo chilo d’uva, da gestire in due modi diversi (ne parleremo più avanti). Comprane un pochino di più che non si sa mai;
  • un litro e mezzo di brodo vegetale. Se usi il dado, mettine 3;
  • 50 grammi di robiola. Lo so, non è uno dei nostri formaggi preferiti. Ma ci sta.

Prepara il brodo.

Intanto che attendiamo, pensiamo all’uva. Innanzitutto toglila dal rametto e sciacquala (ma fallo, che nel grappolo ci sono le mosche, i moscerini, i ragni e via dicendo).
Poi le presentazioni, che la buona educazione viene prima di tutto:

Dobbiamo togliere i semini da tutti gli acini, perché romperebbero solo le palle. Lo so, è un lavoro lungo. Però necessario, rassegnati.

Quindi taglia a metà ogni acino e con un coltellino togli quel che devi:

Una volta conclusa questa lunga e tediosa operazione, 250 grammi d’uva tienila da parte perché la useremo solo a fine cottura.
Gli altri 250 grammi, invece, li devi tritare con un mixer ad immersione.
Dobbiamo ottenere, ins ostanza, una specie di succo d’uva pochissimo fotogenico:

Il più è fatto.

Partiamo col risotto.
Innanzitutto la tostatura a secco.
Prendi la tua pentola da risotto e mettila sul fornello con fiamma super bassa. Lasciala scaldare brevemente e poi caccia dentro il riso.

Fai tostare per 2 minuti, girando di continuo e sempre a fiamma bassissima.
Sentirai il profumo del riso e quello ti indicherà che stai facendo un ottimo lavoro. Stai attenta a non bruciarlo o a non farlo scurire.

Ricopri il riso con un dito di brodo e fai cuocere per 5 minuti (o fino a quando il riso avrà assorbito tutto il liquido).  È una prima, brevissima cottura per farlo ammorbidire un po’. Usa una fiamma bassa, ogni tanto controlla che non si attacchi sul fondo. Il brodo deve sempre bollire, ma non a super cannone.

Versa ora la poltiglia d’uva e fai cuocere, a fiamma medio bassa, fino a quando il riso avrà ben assorbito la crema

Ora puoi continuare la cottura del riso nella maniera tradizionale, aggiungendo brodo mano a mano che evapora e viene assorbito.
Dato che abbiamo tempo, pensiamo allo speck.

Scalda a fiamma medio alta una padella antiaderente. Quando è rovente, adagiaci lo speck o la pancetta.

Cuoci ogni fetta per pochi secondi, a seconda di come ti piace. Più starà e più diventerà croccante una volta che si raffredda. Io le cuocio dieci secondi scarsi.
Fai riposare lo speck su una gratella.

Se ti sembra di non averle croccate abbastanza (e lo saprai soprattutto quando si saranno un pochino raffreddate) puoi tranquillamente rimetterle sulla piastra per dargli una seconda cottura.

Torniamo al nostro risotto.
Come non mi stancherò mai di ripetere, i tempi indicati sulla confezione dei risi sono giusti ma nel caso del risotto diventano indicativi. Questo perché si aggiungono ingredienti che possono abbassare la temperatura del brodo, perdendo così l’ebollizione. Quindi assaggia sempre e, quando il riso è quasi cotto, fai asciugare il brodo più possibile.
Ma quand’è che un riso è cotto? Deve essere come quello  lessato. Morbido, non papposo, nemmeno duro con l’anima al centro. 

Una volta raggiunta la fine, spegni la fiamma.
Aggiungi i 25 grammi di burro, i 50 di robiola e circa 200 di uva. Il resto la metteremo nei piatti.

Mescola energicamente e dovresti ottenere questo risultato:

Lascia riposare 2 minuti scarsi, con o senza coperchio (a seconda dei tuoi gusti, con il coperchio rimarrà più morbido, senza evaporerà e quindi si papperà di più), poi fai i piatti.
Cospargi ogni porzione con del pepe rosa (dipende da te quanto lo vuoi abbondante), la restante uva e lo speck.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

È ora di mangiare, che te lo sei meritato.

Ciao e buon appetito!