Involtini di verza.

Non so che cucina hai tu, ma io ho tre fornelli striminziti, sei centimetri di ripiano ed un lavello sempre pieno di roba.
Quindi decidere di cucinare roba elaborata è sempre un azzardo, perché so che ben più di qualcosa andrà storto.

Qui il lavoro è parecchio. Io ho impiegato circa due ore. È facilissima, solo parecchio elaborata, piena di step e – se hai sfiga come me – gli imprevisti non mancheranno.
Sai che mi è successo? Con la sola forza dei miei potenti braccini, ho piegato lo schiaccia patate. Quindi ho perso venti minuti per cercare di creare un purè con la forchetta. Le madonne che non ti dico.

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Cercare di mantenere la calma.

Ma se procedi piano piano e  non ti fai prendere dal panico davanti all’immancabile Fattore S, vedrai che ti ritroverai davanti una cena degna di un dio.

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Thor garantisce.

Sì, stiamo parlando proprio di involtini di verza. Con ripieno di patate e cipolle e foderati di pancetta. 

Normalmente non cago molto questo tipo di ricette, ma non so resistere ai video di Luca Pappagallo: mi fanno venire fame e mi fanno venire voglia di provare tutto. Ma tutto, dico.
Questi involtini valgono due ore di lavoro? Secondo me proprio sì. Io li rifarò senz’altro.
Ho seguito quasi tutte le direttive del video, a parte per la cottura delle foglie esterne della verza. Lì ho copiato Catia in cucina e le ho preparate al vapore.

Perché io non invento niente. Io, signora mia, sono il Gigi Sabani della cucina.

foto Omega/nella foto Gigi Sabani

Indovina chi sto imitando?

Partiamo, dunque.
Go, go, go!

Per preparare degli involtini di verza, per due persone che non avranno bisogno d’altro per sfamarsi, hai bisogno di:

  • un cavolo verza;
  • 600 grammi di patate;
  • una cipolla bianca, bella grande;
  • 2 cucchiai d’olio, pepe, sale;
  • 100 grammi di pancetta tesa, tagliata a fettine;
  • cumino, se ce l’hai (io non l’ho trovato);
  • pazienza, e tanta.

Innanzitutto ti voglio presentare un nuovo amico:

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Ciao, sono quello che cucina a vapore.

Siccome non mi piacciono le pentole a pressione e dato che una pentola che cuocia la roba a vapore costa tipo cinquanta euro, con la modifica cifra di sei euro ho preso questo coso. Se non sai che è, te lo spiego: ci appoggi sopra le verdure, lo infili in una qualsiasi pentola in cui hai versato un dito d’acqua, chiudi tutto col coperchio e basta. 

Useremo la cottura al vapore, il microonde e la scottatura in acqua. Se non hai il coso per il vapore, puoi sempre bollire le patate in acqua salata o – ancora meglio, anche se non ho provato personalmente, cuocerle al microonde. A te la decisione.

Prima di iniziare a fare qualsiasi cosa, metti dell’acqua a bollire. Usa una pentola molto grande, perché dovrai infilarci quasi tutte le foglie di verza.

Ora pulisci le patate, pelale e tagliale a dadini più regolari possibile.

Metti i dadini di patate nel coso per cuocere a vapore e lasciale cucinare fino a quando saranno morbide. Ogni tanto apri, cerca di infilarle con una forchetta. Quando la forchetta entrerà senza sforzo, sono pronte. Dovrebbero volerci intorno ai 20 minuti.

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Nel frattempo taglia la cipolla a pezzi grandi.

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Mettila in un contenitore per microonde, aggiungi un cucchiaio d’olio, del sale e mescola bene.

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Falla cuocere circa 8 minuti, a massima potenza.  Se 8 minuti ti sembrassero pochi, rimetti la cipolla nel fornetto un minuto alla volta, fino a quando non raggiungi la consistenza desiderata. Devono diventare morbidissime (puoi farlo in padella, ma mi dicono dalla regia che ci vogliono 40 minuti).

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Adesso ti presento un’altra nuova amica: la verza.

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Ciao, sono Verza. Volevo salutare mia mamma, tutti quelli che mi conoscono e Spielberg.

Devi levare le foglie esterne. Con queste non devi usare particolari accortezze, tanto le taglieremo a striscioline. Con quelle interne, invece, devi fare attenzione: le useremo per creare gli involtini, quindi devono rimanere più integre possibile.

Leva la parte dura, sul fondo. Questa roba qui:

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Dividi le foglie esterne da quelle interne, le dobbiamo cucinare in modo differente.

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Ti consiglio di usare quelle di confine, ancora molto verdi, insieme a quelle esterne. Più ci addentriamo al centro della verza e più saranno morbide e più gli involtini saranno buoni. Però tieni conto che più ti addentri al centro e più saranno piccole, quindi regolati anche in base alla dimensione della tua verza.

Lava le foglie interne.

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Ti ricordi che ti ho detto di mettere dell’acqua a bollire? Ecco, ora salala leggermente e, quando bolle, fai scottare le foglie interne per due minuti. Ma due minuti per davvero.

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Scolale con una schiumarola (e non buttare l’acqua), poi adagiale su un panno pulito. Devono essere belle aperte.

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Asciugale più possibile, tamponando con un altro panno.

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Ora pensiamo alle foglie esterne. Lavale bene. Pratica un taglio a triangolo nella parte bassa di ogni foglia, per levare la parte dura. Così:

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Tagliale poi a strisce, non piccole.

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Nel frattempo le patate saranno pronte, quindi toglile dal piatto del vapore e falle riposare in una ciotola.

Ora usa il piatto del vapore per cuocere le foglie esterne della verza. Usa la pentola in cui hai scottato le altre foglie, levando l’acqua che non ti serve (ne occorre solo un dito).

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Cuocile finché non si saranno ammorbidite (15 minuti circa). Poi scolale bene.
In una padella fai scaldare un cucchiaio d’olio, aggiungi uno spicchio d’aglio tagliato a metà e poi fai andare le strisce di verza. Stiamo parlando sempre delle foglie esterne. Mi raccomando, non ti confondere.

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Falle andare per un po’, fino a quando saranno asciutte ed ancora più morbide. Annusa ed assaggia, è il miglior modo per capire quando è pronto.
Se ti piace e se ce l’hai (io non l’ho trovato), aggiungi del cumino. Magari anche del sale.

Ora smasha le patate. Con uno schiacciapatate, se è possibile. Poi aggiungi la cipolla, del pepe e pochissimo sale. Mescola bene per ottenere un impasto più uniforme possibile.

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Ora dobbiamo formare gli involtini.

Inizia ad accendere il forno: 180 gradi, modalità statica.

Con un coltellino, leva questa parte che ti faccio vedere. È dura e non ti permetterebbe di girare su se stessa la foglia.

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Adesso metti una bella palla di patata sul fondo della foglia. Qui:

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Piega il lato destro ed il lato sinistro della foglia, ricoprendo la palla di patata. Così:

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Ora devi cominciare a rollare. Acchiappa la parte inferiore della foglia e comincia ad arrotolare. La foglia non si spezzerà, ma sii comunque delicata.

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Girando, girando e girando, otterrai questo:

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Foderalo con una fettina di pancetta. Se l’involtino fosse molto grande, metti due fette di pancetta.

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Ricopri una teglia con della carta da forno ed adagia tutti i tuoi involtini. Cospargi con un cucchiaio d’olio.

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Fai cuocere finché la pancetta diventa croccante e la verza colorata. Ci vorranno dai dieci ai venti minuti, controlla spesso. Nel frattempo, riscalda le foglie che hai lasciato nella padella, che sennò te le mangi gelate.

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Abbiamo finito! Nei piatti dovresti avere questo:

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Siccome la verza è enorme e mi era avanzato anche del ripieno, ho infornato una mini porzione di involtini vegetariani (avevo finito la pancetta).
Li ho fatti cuocere molto di più (tipo il doppio del tempo) ed erano ottimi. Ma non fotogenici:

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Ottimi!

Ti saluto: buon appetito, buon natale e mi raccomando!

Gnocchi alla ciccia.

Una ricetta adatta al caldo torrenziale. Certo, suderai tutto quanto e te ne pentirai ad ogni boccone, ma in pratica non devi cucinare. Ci limiteremo a buttare roba grassa in una padella, facendola sciogliere. Nella prima versione (che mi sono tenuta per me perché in fondo non ti odio) c’era burro, gorgonzola, panna, parmigiano. E ringrazia che ancora non avevo scoperto l’esistenza della sugna.

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Gente che si esalta solo a sentirla nominare, la sugna.

Il burro l’ho tolto.
Dai, è già qualcosa.
La sugna ho evitato.
E non c’è manco il guanciale.
Il resto però non è omettibile e sappi che ti stai per mangiare un piatto di mille calorie.
Una bomba, ma merita.

Go, go, go!

Per preparare gli gnocchi alla ciccia, per due persone che combatteranno strenuamente contro la digestione, hai bisogno di:

  • mezzo chilo di gnocchi di patate;
  • 100 grammi di gorgonzola piccante (ma valuta, ogni gorgonzola è a sé);
  • 50 grammi di fontina;
  • 50 grammi di parmigiano;
  • 100 grammi di panna fresca da cucina;
  • 30 grammi di noci ;
  • pepe.

Metti l’acqua degli gnocchi a bollire, che tanto è tutto velocissimo.

Spezzetta con le mani le noci, in modo molto grossolano.

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Grattugia il parmigiano. Non serve a polvere, risparmia le forze.

Taglia a pezzotti gorgonzola e fontina.

Ora che hai tutti gli elementi pronti, prendi una padella e caccia dentro i 100 grammi di panna e tutti i formaggi.
Accendi una fiamma bassa.

Fai sciogliere tutto, aiutando i formaggi a mescolarsi usando un cucchiaio di legno. Quando sono quasi del tutto sciolti spegni ed attendi gli gnocchi.

Appena vengono a galla, tirali fuori con la tua fedele schiumarola ed aggiungili alla crema.

Mescola bene e valuta la densità della crema: se fosse troppo liquida, accendi una fiamma bassa e mescola finché si addensa. Altrimenti hai già finito. (se è troppo densa aggiungi altra panna o latte, ma se hai seguito le istruzioni non dovrebbe essere accaduto).

Sui piatti cospargi di pepe ed aggiungi le noci.

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Penne con salsiccia e crema di finocchio, con arancia grattugiata.

Sono le otto del mattino e, come me, già stai pensando solo al cibo?

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Ed ho anche il caffè in pancia.

Dai, che leggendo questo post ti terrai lontana dalla dispensa per ben cinque minuti. Che lo so che la cioccolata, il panettone ed il salamino secco ti stan chiamando dalla cucina. So pure che non c’è salvezza e che prima o poi riusciranno a prenderti.

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Inutile fuggire.

Cosa mangiamo per cena, oggi?
Io ti propongo delle penne con salsiccia e crema di finocchio, con dell’arancia grattugiata sopra.
Che sembra una fighettata vergognosa, ma a me è piaciuto un bordello.

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Giuro, pure l’arancia ci sta bene.

Go, go, go!

Per preparare le penne con salsiccia e crema di finocchio, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di penne;
  • 300-350 grammi di salsiccia;
  • circa 500 grammi di finocchi, ma sto parlando del peso dopo la pulizia. Comprane due e vai sul sicuro, al massimo ti avanzerà un po’ di crema;
  • la buccia di due arance;
  • 2 cucchiai d’olio, sale.

Intanto le presentazioni:

Del finocchio in realtà si può mangiare tutto, ma siccome a noi serve una vellutata non fibrosa (e la parte esterna è quella meno morbida) dobbiamo pulirlo.
Dagli una sciacquata e cominciamo.

Innanzitutto stacca la barbetta verde e tienila da parte.

Poi devi tagliare quelle cose somiglianti a delle dita, il culo e togliere il primo strato esterno.

Useremo solo la parte centrale, che è anche la più saporita:

Taglia ora il finocchio a pezzi e mettilo in una ciotola.

Passiamo ora alla salsiccia.
Incidila leggermente e con le mani leva il budello.

Tagliala poi a pezzi.

Delle arance ci serve soltanto la buccia.
Lavale bene, asciugale e basta, grattugeremo la buccia direttamente su piatti.

Ora possiamo assemblare il tutto.
In una pentola di cui possiedi il coperchio fai scaldare un cucchiaio d’olio e butta dentro i finocchi. Metti il coperchio e fai cuocere a fiamma medio bassa. Ogni tanto girali, per assicurarti che non si attacchino al fondo.

Avranno bisogno di circa 15-20 minuti per essere belli cotti.
Contemporaneamente metti l’acqua della pasta a bollire e facciamo partire pure la salsiccia.

In un’altra padella versa un cucchiaio d’olio e fallo scaldare a fiamma bella alta. Aggiungi ora la salsiccia.

Gira spesso e cucina a fiamma alta. Se l’esterno si dovesse troppo colorare, abbassa solo in seguito il calore per completare la preparazione.

Il risultato deve essere questo:

Appena la salsiccia è pronta è giunto il tempo di calare la pasta.

I finocchi sono pronti quando sono abbastanza morbidi da poter essere tritati col mixer ad immersione ed avranno questa faccia:

Aggiungi una mestolata d’acqua di cottura della pasta per ottenere una consistenza morbida ed aziona il mixerino per formare una crema:

A fiamma spenta aggiungi circa metà della crema di finocchio nella salsiccia. Mescola bene, lascia insaporire per qualche secondo ed assaggia. Vedi se vuoi aggiungere del sale: dipende da quanto è saporita la salsiccia.

Tira fuori la pasta un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione e cacciala nella padella con la salsiccia. Non abbiamo bisogno dell’acqua di cottura, ma tu non buttarla comunque: non si conoscono le insidie del futuro.

Invece di aggiungere acqua di cottura, come facciamo di solito, completiamo la cottura aggiungendo la crema di finocchio avanzata. Però, certo, può pure capitare che la crema non sia abbastanza ed è qui che entra in gioco l’acqua.

Mano mano che la pasta l’assorbe, giù con un altro cucchiaio.

La consistenza finale non deve essere liquida, ma manco asciuttissima. Una pappa, semmai.
Ti mostro uno scatto per farti capire meglio:

Non è detto che userai tutta la crema di finocchio. Io ne ho avanzata un cucchiaione scarso.

Prepara i piatti e cospargi ogni porzione con arancia grattugiata ed un po’ di barba di finocchio.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

Ciao e buon appetito!