Fusilli con seppie e carciofi

Sìsì, si sa che io mi ammazzo di palestra.
Quello che non si sa è che nell’ultimo periodo sto faticando di brutto, che mi sto impegnando molto di più ed ho intensificato un po’ tutto.

La mia mattina tipo.

Sono così dentro che mi piacerebbe inserire un allenamento anche nel pomeriggio, ma non ci riesco quasi mai perché il mio corpo c’ha sonno e mi costringe a lunghe sedute di riposo.
Ma sono così assorbita dal pensiero che stanotte, tipo, non ho dormito pensando alla nuova sessione di pesi che avrei iniziato poche ore dopo.

Il mio cervello nell’insonnia da workout.

Vorrei sfidare il mio mini infortunio al ginocchio ed andare a correre, ma non so quando ritagliare questo tempo.
E sono arrivata al punto che se vedo qualcuno in un film compiere una QUALSIASI attività fisica, vorrei spegnere tutto e ricominciare a sudare.

Tutto bello.
Peccato che poi mangio lammmerda.

Bruce Lee ti vede ogni volta che apri un sofficino findus.

Ultimamente poi più del solito, perché ho iniziato una dimostrazione sul mio profilo Instagram su come il cibo spazzatura non solo faccia schifo, non solo sia una truffa dato che lo pubblicizzano come sano e genuino, non solo faccia ingrassare abbbbbestia se non si ha un regime di vita da minatore… ma fa pure male.
Quindi per 4 giorni ho provato dei prodotti che sapevo già essere schifidi che mi han trasformato in una cicciona scoreggiona.

Corse fino al cesso che non ti dico.

Mi sentivo come quei grassoni esagerati che si ingozzano di pasta scotta che annega nell’olio e ripetono, quasi grufando, Com’è saporito, com’è saporito. Cioè, manco i sapori sentono, quelli. Peggio dei drogati.

Dico sul serio: ho sentito il grasso comparire sopra gli addominali, coprire tutte le braccia, la schiena. L’aria della pancia ha creato prima uno stomaco gigantesco, poi si è spostata sui lati provocando fitte un po’ in ogni dove e poi, finalmente, se ne è andata, con l’eleganza che la contraddistingue.

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Com’è saporito.

Sono arrivata alla cena di ieri sera con voglia di riso bollito condito con nulla, niente e pensieri buoni e quindi ho cucinato nella maniera meno grassa della storia.
Una pasta con seppie, carciofi, un filo d’olio appena accennato ed un sacco di prezzemolo.
Ci voleva proprio.
Tutto questo per dirti che non ti sto presentando una ricetta mondiale ed imperdibile, ma è proprio adatta per quei periodi in cui ti sei sfondato così tanto che manco ti ricordi quando hai iniziato a mangiare, sai solo che è il momento di smetterla.

Sai che ora è? L’ora del Gandhismo.

Però è un po’ lunghetta da preparare, tra pulizia di carciofi e loro cottura (lo sai che c’han la pelle dura). Ah, la ricetta l’ho presa da Luca Pappagallo.
Go, go, go!

Per preparare dei fusilli con seppie e carciofi, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di fusilli;
  • prezzemolo;
  • un cucchiaio d’olio + un filo da aggiungere sui piatti;
  • 400 grammi di seppie. Se le prendi surgelate, acquistane quasi il doppio (perdono di peso);
  • 150 grammi di carciofi. 4 carciofi dovrebbero bastare;
  • sale, pepe.
  • 100 grammi di vino bianco.

Partiamo dalla pulizia dei carciofi, che non ho alcuna intenzione di ripetere poiché la trovi già qui. Ricordati di metterli in acqua e limone se non vuoi che si anneriscano, se non te ne frega un cazzo come nel mio caso mettili solo in una ciotola ad abbronzarsi.

Perché i Kaiju non sono razzisti. Se vogliono diventare neri, chi sono io per impedirglielo?

Passiamo alle seppie. Eccole intere:

Devi ridurle a pezzettini. Spero che tu te li sia fatti pulire dal pescivendolo, poiché io non ho alcuna intenzione di spiegare come si puliscono.
Ricordati però di togliere le parti dure che stanno nella testa. Il becco o come si chiama.

Devi raggiungere questo risultato:

Metti l’acqua della pasta a bollire.
Trita abbondante prezzemolo.
Taglia a pezzetti più piccoli i carciofi (non lasciarli divisi in 4 parti, ci mettono una vita a cuocere).

In una padella versa un cucchiaio d’olio e poi cacciaci dentro le seppie.

Falle andare a fiamma medio bassa, girando di continuo, per qualche minuto.
Ci vorranno circa 5 minuti, forse anche meno. Diventeranno di un bianco molto deciso e basta, non aspettarti ulteriori cambiamenti.

Preleva le seppie cotte e mettile in una ciotola, lasciando nella padella il liquido che han buttato fuori (non sarà molto, ma com’è saporito, com’è saporito).

Caccia ora in padella i carciofi. Versa 100 grammi di vino bianco.

Alza la fiamma e fai bene evaporare.
Versa ora un po’ d’acqua (va bene quella della cottura della pasta), bagna un foglio di carta da forno e ricopri la padella: cuoceremo i carciofi con il solito sistema del simil vapore che trovi sempre in questo post qui.

Ci vorrà un bel po’, circa 30 minuti.
Ogni tanto alza la carta per vedere se l’acqua è evaporata e nel caso versane dell’altra.
Si dovranno ammorbidire di brutto.
Quando saranno pronti, butta la pasta, che dovrai tirare fuori giusto un minuto prima del tempo indicato sulla confezione. 

Caccia in padella le seppie, del pepe e del prezzemolo tritato:

Mescola il tutto, fai saltare per un minuto e poi spegni la fiamma in attesa dei fusilli. Riaccendila però un minuto prima del loro arrivo, che la padella deve essere calda.

Scola la pasta, buttala in padella e concludi lì la cottura, girando spesso.

Prepara i piatti e su ogni porzione metti ulteriore pepe, del prezzemolo ed un filo d’olio.
Dovresti avere davanti a te una cosa del genere:

Ciao e buon appetito!

 

Fusilli con fave, pancetta e provolone (+ il bullismo dei ciccioni)

Cosa penseresti di me se, incontrando una persona in sovrappeso, gli dicessi una roba tipo Ma non vedi come sei ciccione? Devi troppo perdere quei 30-40 chili per tornare a poter essere considerato un essere umano, non vedi che schifo quelle gambe, quelle braccia, quei tripli menti?

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A prescindere, quando dici una roba del genere questo signore entra in scena.

Penseresti che sono una merda. E con ragione, pure. Allora scatta la domanda: perché il comportamento a specchio è socialmente accettato? Ci sono persone grasse che si permettono di insultare quelle in forma, pensando che questo non è in fin dei conti un atteggiamento da stronzi e la tendenza è pensare che quelle parole non sarebbero propriamente insulti, semmai gusti personali.

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Però se dico che questo mi fa schifo, non è un gusto personale. È stigmatizzare chi è diverso da me.

Che il modello da seguire non sia quello Van Damme è chiaro: viviamo in una società che vende pasta senza glutine a chi crede di essere allergico al lievito, spacciandogli il prodotto come pertinente in qualche fottuta maniera che boh. La maggior parte della gente ancora non ha capito che saltare i pasti per poi strafogarsi di budino al cioccolato NON è fare la dieta, bensì solo mangiare a caso.

Te l’hanno detto che bere molta acqua, tra un chilo di sugna fritta ed un paio di buste di cioccolatini da sei quintali, aiuta a dimagrire?

Sui social network dietologi finti e mamme unstoppable spacciatrici di sostanze improbabili sono i profili più in voga. Il sistema facile (ed inesistente) per diventare belli belli in modo assurdo continuando a stare col culo sulla poltrona divorando popcorn al caramello è la nuova coca dei popoli.

In più c’è tutta quella sensibilizzazione sul curvy che se da una parte era pure ora (ognuno deve sentirsi bene con se stesso al di là dell’aspetto esteriore e nessuno deve andare a rompergli i coglioni), dall’altra sta creando questa bolla protettiva di cui parlo spesso, in cui chiudere tutte le persone in sovrappeso. La parola ciccioni è peggio della parola bastardorottinculo e chi la pronuncia è un poco di buono a prescindere.
Però.
Però sai quanti ciccioni vanno dal palestrato e gli dicono Eh, ma sai che fai troppo schifo? Sei troppo grosso. Quelle vene, poi, che escono dalle braccia, che senso. 

Ed il palestrato così.

Oppure ti guardano e ti dicono Le donne muscolose fanno troppo cagare. 
Ed io cosa dovrei rispondere? Cose tipo Anche a me le donne mongolfiera fanno schifo, copriti che mi viene da vomitare?

No, ovvio che no.
Ora ti rivelo un segreto: un insulto rimane un insulto, chiunque sia la persona che lo pronuncia e chiunque sia la persona a cui è rivolto.
Un palestrato, uno che si tiene in forma, uno che fa sport non è immune al giudizio altrui. Anzi, di solito è così ossessionato dal suo corpo che si concentra spesso più sui difetti che sui risultati ottenuti.
Se un ciccione arriva e gli dice Certo che le tue gambe sono deformi, perché il ragazzo in questione non dovrebbe stare male?
Perché una persona che trascorre metà della sua giornata a curare il proprio corpo, non dovrebbe soffrire quando gli si rivolge un insulto?

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I palestrati, gli ebrei del 2019.

A dirla tutta ha più senso che stia male chi cura il proprio corpo, che uno che se ne sbatte: tu lo stai solo trasformando in una busta di merda, quel corpo lì, in teoria se io ti dicessi che SEI una busta di merda non ti starei manco insultando. Starei solo enunciando un fatto. E tu lo sai, che sei una busta di merda, sono anni che ASPIRI a diventarlo!

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Se non la pianti di insultare i fisicati, mi metto a ridere per gif del genere, come fanno le persone crudeli.

Però no. Però il bullismo dei ciccioni – che esiste e non me lo sto inventando per fare incazzare un lettore che manco esiste – è sempre più dilagante. Non sul web, il regno dei senzafaccia: no, nella realtà vera.
Ah, le donne con le gambe muscolose fanno schifo. No, le donne devono essere morbide, tu c’hai una pancia durissima, che schifo. Che schifo le braccia muscolose, in una donna.
E chi te lo dice a malapena riesce ad entrare nella metropolitana, talmente è grasso.

L’attività fisica di certa gente.

Bisognerebbe anche piantarla di pensare che Fisicato sia sinonimo di Coglione.
Magari fosse così semplice.
Sei coglione se sei magro.
Sei coglione se sei ciccione.
Sei coglione se sei palestrato.
Questo perché corpo e mente vanno coltivati in maniera diversa e non c’è alcuna correlazione.

Molti individui usano così poco il cervello che questa ricetta, forse, dovrei metterla online. Almeno così sapranno come riciclarla, tutta quella materia cerebrale.

Sì, lo so che tu sei una persona intelligente e non l’hai mai pensato. Ma ne ho incontrati di deficienti che ripetono ‘ste nefandezze manco fossero verità rivelate da Pazuzu.

Quindi azzererei un po’ tutto, qualunque sia il tuo fisico. Inviterei TUTTI a muovere la bocca solo se interpellati e sempre nel rispetto dell’altro: un insulto è un insulto e francamente il tuo giudizio non ha alcuna valenza. Tientelo per te e prenditi questo piatto di pasta, che stasera ti ho preparato ‘sta roba ed ora te la mangi.

Ebbene sì: sono tornate le fave. Quindi subito ricetta nuova.

Salutiamo febbraio che ha abbondantemente rotto i ciglioni.

Lo sfavamento già lo trovi qui, ma non che ci sia molto da dire: io non tolgo la pellicina, ma solo il cappellino. E le cuocio meno possibile, proprio il minimo minimo minimo.
La ricetta l’ho rubata a Luca Pappagallo: per una volta non avevo bisogno di lui, ma mi fa sempre piacere linkarlo.

Se sei tra quelli che prima bollono le fave, poi le spellano e poi le ripassano in padella ti do una notizia scioccante: a te fan cagare le fave.
Quindi mangia qualcos’altro e pace e bene.

Go, go, go!

Ti voglio carico.

Per preparare dei fusilli con pancetta, fave e provolone, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di fusilli;
  • 100 grammi di pancetta arrotolata, tagliata a dadini. Quella cicciosa, per capirci;
  • 450 grammi (circa) di fave. Comprane un paio di chili, dovrebbero essere sufficienti;
  • 20 grammi d’olio;
  • 100 grammi di provolone piccante;
  • uno spicchio d’aglio;
  • un po’ di maggiorana, pepe.

Partiamo con lo sfavamento.
Che è una roba noiosa, ma ci tocca.
Ecco cosa otterrai:

Il procedimento è leggermente diverso se decidi di sbucciare le fave: in quel caso devi aggiungere le fave insieme alla pasta e far saltare pasta e fave in padella per un paio di minuti. 
Io le fave non le sbuccio mai, quindi sono più toste ed un paio di minuti in più di preparazione però ci vogliono.

Ora metti l’acqua della pasta a bollire.

Grattugia il provolone.
Taglia a dadini la pancetta, dadini non troppo grandi.

In una padella versa 20 grammi d’olio e fai soffriggere uno spicchio d’aglio scamiciato ma intero ed un po’ di maggiorana.

Aggiungi la pancetta.

Falla friggere finché sarà croccante e cambierà colore. Usa una fiamma media.

Leva l’aglio ed aggiungi le fave.

Le fave hanno bisogno di pochissimi minuti di cottura (5, circa), quindi mescola spesso, falle andare per il tempo che occorre e poi spegni la fiamma, in attesa della pasta.

Dopo 5 minuti di cottura non cambieranno faccia più di tanto:

Nel caso fossero molto grandi (e quindi un po’ durette), puoi proseguire la cottura per altri 2-3 minuti. Non di più però.

Riaccendi la fiamma sotto la padella un minuto prima dell’arrivo della pasta, facendo in modo che sia calda.

Fai saltare la pasta giusto 30 secondi, per farle conoscere tutto il condimento.
Poi spegni, allontana la padella dal fuoco e lascia riposare il tutto per un minuto, per fare abbassare la temperatura. Ora caccia dentro 50 grammi di provolone.

Mescola bene, facendo sciogliere il formaggio. Infine, aggiungi del pepe.

Prepara i piatti e su ogni porzione metti dell’altro provolone (ed ulteriore pepe, se occorre).

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Tagliatelle panna e salmone (vs i saggi consigli dei pesaculisti)

È umanamente impossibile saltare per 30 minuti di seguito, dicono.

Siamo sicuri?

Ok. Compro una corda, dopo appena tre sessioni salto addirittura per un’ora. Dopo una settimana e mezza aggiungo pure le cavigliere da un chilo e mezzo, per intensificare l’esercizio.

Il giorno di riposo è la parte più importante dell’allenamento. I professionisti si allenano a giorni alterni, a volte anche di meno. Così affermano i grandi opinionisti.
Ok. Peccato che io non mi fermi mai, mi alleni tre ore al giorno e stia benissimo. Sarò la reincarnazione di Jury Chechi?

Yuri ognuno lo scrive un po’ come gli pare.

Del tutto inutile allenarsi senza una dieta equilibrata. Bisogna mangiare pasta integrale, niente grassi saturi e tante proteine. È il saggio consiglio di Marianno, 30 chili in sovrappeso e pesaculista convinto.
Ok. Mi sfondo di Mars ed ottengo degli addominali che non sono quelli di Boyka, ma quasi.

Se non hai visto Undisputed IV rimedia subito.

Oggi siamo qui per sfatare tutti quei luoghi comuni che serpeggiano nelle teste delle persone e nei siti di sport-alimentazione.

Veloce riassunto dell’esistenza di Pizzakaiju: grassona fino ai 22 anni (arrivavo quasi a 90 chili), lunga vita di dieta senza sport. Ogni tanto iniziavo qualche cosa (corsa, nuoto, minigolf), prendevo subito peso, mi deprimevo, smettevo.
Tre anni fa, raggiunta una magrezza abbastanza ok, inizio ad allenarmi. A casa. Piccoli pesi, un po’ di yoga, il wii fit.

Io avevo la forma di Kirby.

In pochissimo tempo, con un allenamento comunque piuttosto scarno di un paio d’ore misere per tre volte a settimana, ho cambiato leggermente fisico ed ho capito pure che lo sport è una figata.

Da lì ho iniziato ad aumentare sempre di più: pesi sempre più grandi, diversificazione dell’allenamento, studio dei possibili cambiamenti per sviluppare muscoli differenti.
Piano piano si arriva all’allenamento di adesso, che è il più completo che per ora sono riuscita ad organizzare. Tre giorni alterni.

  • Giorno 1: manubri da 8 chili, gambe con cavigliere da 2 chili. 50 ripetizioni per gli esercizi delle braccia, 100 per quelli delle gambe. Trazioni, addominali, flessioni e 30 minuti di corda o bici. Il tutto mi tiene impegnata almeno 3 ore.
  • Giorno 2: utilizzo del macchinario per i muscoli della schiena e delle gambe. 50 ripetizioni alzando il peso massimo possibile. Trazioni, addominali e 30 minuti di corda o bici;
  • Giorno 3: allenamento al sacco per un’ora e mezza (40 minuti di pugni ed il resto calci), trazioni e 30 minuti di corda e bici.

Senza riposo, mai.

Un mio spirito guida.

In questi tre anni non ho controllato per niente il cibo ingerito, anzi, l’ho raddoppiato. Mangiando schifezze senza ritegno, dalla pizza al burro d’arachidi fritto.
Da qualche tempo i risultati sono rallentati: ho poco grasso ancora resistente, soprattutto nelle gambe. E non se ne va.
Siccome stavo cercando un modo per accelerare i miei risultati ho provato a dare retta al mondo.
Negli ultimi 2 mesi ho seguito dunque tutti quei saggi consigli che chiunque ti dà, pure se non ha mai alzato il culo dal divano negli ultimi 7 anni. Devi valutare i nutrienti, mica solo le calorie. Bisogna mangiare poco a cena ed avere un pranzo equilibrato. Elimina i dolci e fai colazione, il pasto più importante della giornata.

Di solito rispondevo così… ma perché non provare?

Risultato? Il grasso che avevo faticosamente fatto diminuire i 2 mesi prima, a suon di allenamenti e buondì fritti nella sugna, è tornato. In più ho avuto giornate molto sonnolente (cosa per me non normale) e difficoltà intestinali (altra roba fantascientifica).
Ho preso due chili che, per quanto uno possa pensare che in mezzo ci sia anche un aumento di massa muscolare, senz’altro del grasso c’è lo stesso.

Quindi io sono qui per dirti che è inutile che stai lì a cercare risposte nel web e nelle parole degli altri, pure nelle mie. Gli articoli del web sono innanzitutto scritti pensando non allo sport di per sé, bensì al dimagrimento. Quasi ogni approfondimento è strutturato pensando che tu sia lì per iniziare dopo un’esistenza di riposo assoluto e dando per scontato che tu sia un barile di liquami puzzosi che ha deciso di sembrare meno schifido durante le vacanze al mare.

Ma la domanda non era tipo I sogni aiutano a vivere o La vita è un sogno?

Fare sport è bello di per sé. Questa frase non la vedrai scritta in quei siti lì: cercheranno solo di donarti un bignamino per perdere peso nel minore tempo possibile, ossia nella maniera più imbecille che ci sia.
Non è vero che gli sportivi professionisti si allenano 15 minuti alla settimana e non è manco vero che mangiano sano per forza. Dipende dai gusti, dal metabolismo, dall’atleta.
Non è vero che se ti senti stanco devi riposare. Il corpo si adatta a tutto ed in maniera velocissima. Quello che conta, semmai, è il cibo. E quello conta per davvero.

La regola d’oro è Moderarsi.

Non puoi pensare di fare 3 ore di sport al giorno senza tre pasti soddisfacenti al giorno. E se mangiare una bistecca coi piselli a pranzo non ti piace e preferisci il panettone, non vedo perché dovresti privartene.
Se non ti piace mangiare a pranzo e se ti senti male se salti la cena , non è che devi dare retta a quelli che divorano 6 pacchetti di patatine al giorno però ti fanno la morale.

Innanzitutto bisogna capire che non c’è una regola perché ogni corpo è a sé. Reagisce diversamente ad ogni stimolo: al digiuno, al troppo cibo, allo sport, al riposo, al caldo, al freddo. Ad esempio non è vero che bisogna bere 2 litri d’acqua al giorno per stare bene, non è che devi sforzarti: bevi quando hai sente, il corpo te lo dice tranquillo quando ne ha bisogno. A meno che tu abbia qualche malattia particolare.

Tipo quella delle ossa grosse.

La gente mi dice spesso che non ho bisogno dei dolci, è solo abitudine e mi domando da dove possa uscire la necessità di quest’affermazione. C’è qualcuno che crede che i dolci siano un bisogno? Bah. Io non ne ho mica bisogno. Come non ho bisogno delle lasagne al ragù: semplicemente mi piacciono. E siccome mi faccio un mazzo tanto e so che brucio, con il movimento, pure mia nonna cotta al vapore, perché dovrei smettere?
Per questioni di salute, mi dicono.

Molto interessante.

Ah, perché se vengo a controllare nella tua dispensa pensi che siccome non hai le merendine allora mangi bene? Pensi davvero che il Philadelphia sia un formaggio light e sano, per esempio? E vogliamo parlare dello scatolame che custodisci tanto gelosamente? La panna? Qualsiasi salume e carne allammmerda (con animali allevati chissà come) che hai nel frigo? E dell’automobile, che sicuramente hai? E del fatto che vivi in città, quasi certamente?
Insomma, proprio a me devi scassare le palle, perché mangio le merendine a pranzo invece di mangiarle nel pomeriggio, come hai fatto tu dopo un pranzo carico di tortelloni con la panna?

Dai, vai a cagare, te e le tue patatine fritte biologiche.

Regola numero 1: sono ben pochi quelli che hanno un’alimentazione davvero corretta e sono ancora meno quelli che praticano dello sport, tra quelli che predicano.
Chi fa sport di solito si fa i cazzi suoi, sperimenta sul proprio corpo per cercare un equilibrio ed è tendenzialmente così disperato per i suoi risultati che col cazzo pensa a rompere l’anima agli altri.

La disperazione di chi si allena spesso e non è mai contento.

Io sto andando per tentativi.
Mi alleno e cerco di mangiare quello che mi va, senza esagerare. Al momento sto provando il tris Colazione molto abbondante – pranzo tranquillone – cena in cui tutto è concesso. Vedrò se funzionerà soltanto tra qualche mese. Perché tutto è a lungo termine: già quelli che ti promettono risultati in 4-5-massimomassimo8 settimane sono dei cazzari che manco Wanna Marchi.
Quel che è certo è che io non ho consigli, se non quello di fregartene dei consigli. Bisogna valutare se stessi, constatare come il corpo reagisce ai vari stimoli e cercare la strategia migliore per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Non con la dieta della rinuncia – il male per ogni sportivo -, bensì con l’equilibrio.

Anche perché mica sempre si riesce a scansare tutte le torte che ti tirano addosso. A volte mangiarle è questione di cortesia.

D’altra parte una certezza c’è: i risultati sono proporzionali all’intensità dell’allenamento ed alla sua frequenza. Se qualcuno vi dice che allenarsi tutti i giorni porta al deperimento dei muscoli potete far scattare le pernacchie, tanto sono tutte stronzate (e di solito l’unico allenamento fatto dal tizio/tizia è quello di alzarsi per andare al cesso, tra una sessione intensissima di tv e l’altra).

Poi dipende sempre dalla routine quotidiana: se si ha un lavoro impegnativo, è senz’altro impensabile allenarsi ogni giorno senza stressarsi nella mente e nel corpo.

Ah, già che son qui parliamo di quelle meravigliose bilance che dovrebbero calcolare quantità d’acqua nel corpo, massa grassa e massa magra. Spoiler: non funzionano.
Ne ho usata una economica per qualche tempo e i valori non cambiavano mai. Andando a logica, posso capire anche il perché: non ho avuto cambi di peso repentini, ho solo sostituito il grasso con i muscoli. In tre anni di sport ho aumentato di due chili complessivi. Queste bilance (almeno quelle economiche) sono probabilmente pensate per rassicurare un ex ciccione o un ex secco che decide di fisicarsi, ma senz’altro non sono pensate per fornire dati realistici a chi semplicemente trasforma il corpo non in maniera drastica.

Prima di scoprire Cicalone, la parola Ciccione era una parola che dicevo sottovoce. Adesso no, adesso sono una persona orribile.

Spero di aver sciolto un po’ del tuo stress da sportivo e di aver eliminato il senso di colpa che provi ogni volta che apri il barattolo di burro d’arachidi.
Ora possiamo mangiare con gioia.

Eseguire questo esercizio tutti i giorni può aiutare a rafforzare i polsi.

Nel periodo di natale in giro ci sono solo tre ricette: l’insalata russa, gli alberelli di natale costruiti un po’ con qualsiasi cosa e la pasta al salmone.
L’insalata russa mi fa schifo, gli alberelli di natale sono la tristezza culinaria di questo millennio… però la pasta al salmone a me piace.
Quindi ecco la mia versione.
Go, go, go!

Dai, ti risolvo la serata.

Per preparare delle tagliatelle panna e salmone, per due persone, hai bisogno di:

  • Tagliatelle per due persone, che puoi costruirti seguendo questa ricetta. Ti servono 200 grammi di farina 00 e 2 uova (a temperatura ambiente);
  • 200 grammi di salmone affumicato;
  • prezzemolo;
  • 200 grammi di panna fresca;
  • pepe, sale;
  • 25 grammi di burro;
  • mezza cipolla rossa.

Parentesi sulla panna. Mai usare quella a lunga conservazione, a meno che tu sia proprio costretta: è più papposa, meno cremosa, più invadente. Certo, è anche enormemente meno calorica, ma vale la pena ingerire un po’ di grasso in più se il risultato è migliore.
Nelle foto vedrai, purtroppo, quella schifida. Al supermercato era finita quella buona, ho dovuto abbozzare.

La reazione della commessa quando ha visto la mia disperazione.

Innanzitutto prepara le tagliatelle come ti ho insegnato qui. 
Ricordati di non usare uova fredde, di impastare per dieci minuti e di lasciare riposare l’impasto per almeno 30 minuti (60 è pure meglio). 

Fatto? No? Ok, chiamami, io vado a fare altro.

Tipo giocare al mio nuovissimo titolo preferito.

Ok.
Metti l’acqua della pasta a bollire. Aggiungici anche 2 cucchiai d’olio, serviranno a non fare attaccare la pasta. 

Mentre attendiamo le bolle, prepariamo gli ingredienti.
Trita il prezzemolo.
Trita la cipolla.
Riduci a pezzetti il salmone e tienine da parte circa 30 grammi per decorare i piatti. 

Ci sono quasi le bolle? Facciamo la crema.
Caccia 25 grammi di burro in una padella e falli sciogliere a fiamma medio bassa.

Unisci la cipolla e, girando spesso, falla ammorbidire.

Devi starci dietro, perché il burro tende a bruciarsi facilmente: quindi fiamma medio bassa e gira spesso.

Dopo qualche minuto aggiungi in padella metà del salmone affumicato.

Fai insaporire circa per un minuto. Poi versa la panna.

Mescola bene, aggiungi sale e pepe.

Nel caso della panna a lunga conservazione ti basta aspettare che sobbolla. Con quella fresca ci vorrà qualche minuto in più per farla addensare.

Quando ottieni una bella consistenza cremosa puoi buttare la pasta.
Le tagliatelle hanno bisogno di 30 secondi esatti per essere pronte: cacciale nell’acqua, conta fino a 30 e poi scolale, senza buttare l’acqua di cottura. 
Riversale nella padella. In questo momento unisci anche il prezzemolo tritato ed il rimanente salmone (ma non i 30 grammi per decorare il piatto, mi raccomando).

Usa una fiamma medio alta e mescola il tutto, bagnando con l’acqua nel caso fosse troppo asciutto (con la panna fresca non accadrà, con quella a lunga conservazione probabilmente sì).

Impiatta, cospargi ogni porzione con del pepe e concludi con il salmone tenuto da parte.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

Siccome non è una foto molto carina, ecco una forchettata che fa venire più fame:

Ciao e buon appetito!