Sandwich Dovahkiin

Rimarrai a bocca aperta e senza parole.

Così.

Quando girelli per i villaggi di Skyrim ti ritrovi ad assaggiare le specialità locali di ogni luogo. L’Idromele di Rovo Nero, lingue di drago, la famosissima fonduta di Elsweyr, formaggetti freschi di capra, quelli semi stagionati di Eidar. Pure le costolette di cervo hanno un loro perché e vogliamo parlare del pregiatissimo stufato di horker?

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Come non citare la specialità dei Giganti?

Quando girelli per il Cilento non è diverso, soprattutto in periodo turistico, quando i supermercati si rendono conto che verranno a fare la spesa orde di esterni e non sempre e solo i soliti 4 stronzi (di cui uno è il Kaiju, ovviamente).

Così capita di andare dal fruttivendolo e trovare una roba bellissima come le Prugne Sangue di Drago.

Sono prugne dolcissime, con un colore più sull’amaranto che sul viola. E buone – ma d’un buone – che chi se lo aspettava.
Avevo intenzione di scopiazzare il buonissimo panino de Gli esperimenti Mary Grace da tempo, peccato solo non avere trovato il pesce macellaio saltato da inserire al posto del salmone affumicato. Ma per quanto il Cilento ci possa provare, mai potrà essere fornito come i mercati e le taverne di Skyrim.

Go, go, go!

Per preparare un sandwich Dovahkiin hai bisogno di:

  • pane. Fossimo a Skyrim ti direi di acquistare il casereccio all’aglio, ma siamo nel Cilento ed il pane è quel che è. Ho utilizzato due fette di pane integrale Morato, se hai di meglio, usalo;
  • 100 grammi di salmone affumicato. A Skyrim, come già accennato, avrebbero usato il pesce macellaio saltato;
  • 100 grammi di ricotta di capra. Non usare quella di mucca, con il salmone è meno adatta. Se trovi la ricotta di Mammuth è ancora meglio, certo;
  • un paio di prugne sangue di drago. Non abiti nel cilento (né a Witherun) e non trovi questa varietà? Usa quelle normali scure. Non gialle, che tendono a risultare un po’ più acidelle;
  • almeno un cucchiaino di miele di acacia.

Spalma i 100 grammi di ricotta di capra su una fetta di pane.

Adagiaci sopra tutto il salmone affumicato.

Lava bene le prugne sangue di drago, tagliale a fettine e mettile sul salmone.

Versa almeno un cucchiaino di miele.
E dico almeno perché il miele ci sta talmente tanto da Cthulhu che io ho aumentato la dose durante la mangiata.

Chiudi il panino ed ecco qui il tuo pranzo-cena:

Il panino non è solo particolare, un po’ fighetto e buonerrimo, ma è pure bello peso: te lo consiglierei più per una cena che per un pranzo, perché starà nel tuo stomaco per tanto, tanto tempo.

Allora, sei rimasta senza parole?

E a bocca aperta, pure? Sembra di sì.

Ciao e buon appetito!

Linguine aglio, olio, peperoncino e pomodori secchi.

Cilento: quel posto dove ti dicono di produrre robe artigianali, ma in realtà ti stanno vendendo la sòla, come giusto Vanna Marchi.

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Io, ogni volta che leggo gli ingredienti nelle specialità cilentane.

E pensare che i turisti vengono qui e sfracassano poi le palle per tutto l’anno ricordando come era buona tutta quella roba che gli han spacciato per locale, bio, gluten e minchiafree ed invece era la solita cagata, solo col prezzo gonfiato.

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Ma no, guarda che stiamo parlando di molta più gente. L’inguaribile ottimismo del TimeLord.

C’erano dei pomodori secchi (di lusso) tipici cilentani che volevo provare da tempo.
Così l’ho comprati e a casa, con calma, ho letto gli ingredienti.
E come erano conservati, quei fantastici prodotti tipici di questa terra in cui ci sono più ulivi di erbacce?

In olio di mais.

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Ed io così, a urlare in cucina.

Comunque, nonostante abbiano provato con tutte le forze a sabotare la mia cena, la pasta è venuta bene. Come può non essere buona una pasta aglio, olio, peperoncino e pomodori secchi, in fin dei conti?

Quindi go, go, go! e cerchiamo di dimenticare le nefandezze culinarie locali.

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Pensiamo a mangiare, che è meglio.

Per preparare delle linguine con aglio, olio, peperoncino e pomodori secchi sott’olio hai bisogno di:

  • 180 grammi di linguine;
  • 30 grammi d’olio;
  • 100 grammi di pomodori secchi;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • uno spicchio di peperoncino fresco;
  • prezzemolo, basilico, origano.

Metti l’acqua della pasta a bollire e, mentre attendiamo le bolle, prepariamo tutto il resto.

Se hai possibilità il mio consiglio è sempre di comprare e cercare di non fare morire piantine di ogni tipo.
La mia cucina, a volte, si trasforma in una giungla:

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Già che sono in vena di mostrarti foto inutili, ti presento anche i pomodori secchi cilentani:

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Metti in padella, senza accendere il fuoco, i 30 grammi d’olio, l’aglio tritato (o, ancora meglio, spremuto con lo spremiaglio), il peperoncino e i pomodori secchi tagliati a pezzi. Non ti sbattere a togliere il loro unto, che tanto ci serve.

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Prepara un abbondante trito di prezzemolo.

Appena bolle l’acqua cala la pasta e a questo punto puoi accendere il fuoco pure sotto la padella. 
Aggiungi il basilico, spezzettandolo grossolanamente a mano (col coltello diventa nero, quindi evita).

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Aggiungi anche un po’ di origano ed appena il tutto soffrigge in maniera decisa, spegni ed attendi la pasta.

Nota per il peperoncino: questa pasta non deve lasciarti la bocca a fuoco, altrimenti non sentiresti il sapore dei pomodori secchi e sarebbe un peccato. 

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Tira fuori la pasta 3 minuti prima del tempo indicato sulla confezione – senza buttare la sua acqua di cottura, che ci servirà –  e cacciala in padella.

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Concludi lì la cottura, a fiamma medio alta, bagnando con l’acqua di cottura.
Verso la fine aggiungi anche il prezzemolo.

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Continua a mescolare ed ecco qui cosa dovresti avere, alla fine:

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Prepara i piatti e mangia:

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Ciao e buon appetito!

Salsiccia di Norcia: Il Ritorno.

A costo di essere ripetitiva come un vecchio del menga, mi sento in dovere di denunciare l’assenza della salsiccia qui, nel Cilento.

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Come si fa a vivere senza salsiccia?

Sì, ok, in realtà esiste la salsiccia. Peccato sia orrendamente finocchiata.
E non c’è un cazzo da fare, eh. Se vai al supermercato e chiedi della salsiccia senza finocchietto ti spernacchiano senza pietà. Oppure mentono. Sìsì, questa è senza finocchietto. Poi vai a casa e quando cominci a spezzettarla, eccolo lì, il bastardo.

Durante la mia ultima disavventura salsiccesca, ho impiegato 25 minuti soltanto per levarlo. Un semino per volta, aspettando la morte per tedio.

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Più o meno i pensieri che mi giravano per la testa, in quel momento.

Così quando ho seguito l’esempio del Vanni e mi sono recata nella grande città per usufruire del mio diritto di andare alla banca ed alla posta, ho ritagliato il tempo pure per una bella sosta al supermercato e mi sono comprata due chili di salsiccia di norcia.
Dunque oggi posso donarti la sacra ricetta del risotto con la salsiccia.

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Scommetto che anche al Canessa piace la salsiccia finocchiata.

Go, go, go! 

Per preparare un risotto con la salsiccia, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di riso Carnaroli;
  • 350-400 grammi di salsiccia;
  • uno spicchio d’aglio, una cipolla;
  • 50 grammi di parmigiano;
  • 1 cucchiaio d’olio, 50 grammi di burro;
  • pepe;
  • 1,5 litri di brodo di carne;
  • 200 ml di vino rosso. Uno decente, non quello in cartone, per favore.

In questa versione di risotto non bollirai la salsiccia nel brodo. La cucineremo a parte, con un paio di accortezze semplici per non mescolare i condimenti cicciosi in cui la salsiccia cuocerà.

Inizia a preparare il brodo.
Nel frattempo, spella la salsiccia.

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Tagliala a pezzi.

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In una padella metti un cucchiaio d’olio e fallo scaldare.
Schiaccia uno spicchio d’aglio, lasciandolo in camicia, e poi mettilo in padella per farlo soffriggere. Inclina la padella in modo che l’olio e l’aglio siano in un punto solo e rimani in questa posizione per tre minuti. Usa una fiamma medio bassa:

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Così.

A cosa serve? A fare aromatizzare l’olio, permettendoci di togliere subito l’aglio (che altrimenti potrebbe in parte spappolarsi e finire nel risotto, cosa che in questo caso proprio non vogliamo).
Esauriti i tre minuti, leva lo spicchio d’aglio:

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Puoi cacciare dentro la salsiccia. Falla cuocere a fiamma medio-alta fino a quando non sarà colorata su ogni lato, girandola ogni tanto per non farla attaccare.

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Siccome ci vorrà del tempo, puoi iniziare a preparare la pentola del risotto.
Trita la cipolla.

Inizia a tostare il riso: pentola senza grassi, cacci il riso dentro, fai andare per 3 minuti a fiamma bassa, girando di continuo.

Metti il riso in una ciotola ed occupiamoci del resto.

In pentola metti 25 grammi di burro, fallo sciogliere a fiamma bassa e poi caccia dentro la cipolla.

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Fai soffriggere la cipolla, sempre a fiamma bassa, fino a quando sarà colorata.
A quel punto alza leggermente la fiamma, aggiungi il riso e fai assorbire il fondo. Ci vorranno meno di 30 secondi.

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Caccia dentro anche 100 ml di vino rosso, alza la fiamma e fallo evaporare. Sempre girando per non fare attaccare.

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Infine ricopri col brodo ed inizia la solita tiritera del risotto: mano a mano che il brodo evapora e viene assorbito, aggiungine altro.
Tieni sempre sott’occhio i minuti indicativi dati dalla confezione, poiché non solo verso la fine dovrai regolarti per non ottenere una consistenza troppo o troppo poco brodosa, ma questa volta verso metà cottura aggiungeremo anche la salsiccia.

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A proposito di salsiccia: guai a  dimenticartela.
A questo punto dovrebbe essere quasi pronta. Tipo così:

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Quindi versaci 100 ml di vino, alza la fiamma e fai evaporare.
Gira più spesso e non dimenticarti neppure del riso, che avrà bisogno anche lui di essere mescolato.

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Dopo pochi minuti dovresti avere ottenuto questo tipo di risultato:

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Spegni la fiamma e, con l’aiuto di una schiumarola, leva la salsiccia per metterla in una ciotola. Scolala più possibile da tutto l’olio ed il grasso in cui sta riposando:

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Eccola qui, bella asciutta:

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Più o meno a metà cottura del riso, butta dentro anche metà della salsiccia:

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Prosegui la cottura, aggiungendo il solito brodo mano a mano che evapora e viene assorbito.
Mente attendi, gratta il parmigiano.

Assaggia e, quando finalmente è pronto, spegni la fiamma. Ricordati che la consistenza del risotto non deve essere né papposa né liquida, quindi regolati con la tua ultima mestolata di brodo.
Aggiungi la rimanente salsiccia, 25 grammi di burro e 50 grammi di parmigiano grattugiato.

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Mescola bene e poi lascia riposare, senza coperchio, dai 3 ai 5 minuti.
Dovresti avere ottenuto questo risultato:

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Impiatta e spolvera con un po’ di pepe nero.
Ecco la mia cena:

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Di certo non dietetico, ma senz’altro buonissimo.

Ciao e buon appetito!