Penne con crema di zucca e acciughe

Sono 4 giorni che non riesco a smettere di mangiare.

L’unico modo per morire magrissimi.

Non so bene cosa mi stia succedendo. Forse è il cambio dell’allenamento, forse è la reazione ai mesi precedenti, quelli segnati dalle fitminchiate e dal conteggio dei macronutrienti.
Figurati che non sto manco più contando le calorie, soprattutto perché credo mi spaventerei da sola se mi accorgessi di quanto cazzo sto sforando.

Però adesso basta.
Devo riprendere in mano la mia esistenza.
Devo smettere di aprire quel porcodio di frigorifero.

Guardare il frigorifero con odio non aiuta.

O questo oppure mi alleno anche di pomeriggio.
Ah, già, mi STO GIA’ allenando anche di pomeriggio, visto che faccio schifo. Veramente, non so cosa mi sta prendendo, qualcuno venga qui ad aiutarmi.

Lamentele a parte, la ricetta te la passo. Non è manco tanto pesante: non ci sono formaggi, fritture e manco tanto olio. Peccato essersi sfondati di pizzette, prima. Così, a caso. E magari facevano pure schifo.

Chiamatemi Busta_di_Liquami1982.

Go, go, go!

C’è un cazzo da ridere, sono problemi seri.

Per preparare delle penne con crema di zucca ed acciughe, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di penne. Ho usato quelle integrali e ti invito a non imitarmi: non c’entrano una sega;
  • 600 grammi di zucca. Comprane un po’ di più, sai che da buttarne ce n’è parecchia;
  • un barattolino di acciughe, quelli che sgocciolati son circa 45 grammi. In realtà potresti metterne pure di più. Ma va a gusto, io c’ho un palato da camionista;
  • 5 grammi di colatura di alici. Questo perché io ho aggiustato il sapore del pesce così, mi era più comodo che continuare ad aggiungere acciughe. Libera di seguire il mio esempio o di cacciare più acciughe;
  • 10 grammi d’olio;
  • peperoncino in polvere (facoltativo, io l’ho aggiunto sui piatti ma era buonissimo pure senza).

Taglia la zucca a dadini.

Metti l’acqua della pasta a bollire.
In una padella versa 10 grammi d’olio e quasi tutte le acciughe (lasciane 2 da parte, le metteremo sui piatti).

Fiamma bassa, attendi che si sciolgano quasi del tutto. Poi butta dentro la zucca.

Adesso dobbiamo cuocere la zucca abbastanza da poterla ridurre a crema.
Quindi fiamma medio bassa, coperchio e ci vorranno circa 20 minuti. Ogni tanto apri e bagna con un po’ d’acqua (puoi usare quella della pasta oppure del rubinetto, non importa) se vedi che è troppo secco.
Ecco la mia zucca, 20 minuti dopo.

Ora dobbiamo ridurre a crema quasi tutta. Lasciane giusto qualche cubetto, in modo che durante il pasto facciamo finta di avere i denti.
Con un mixer ad immersione riduci a crema tutto. Se occorre del liquido, aggiungine.

Ora assaggia. Se ti sembra che il pesce sia troppo leggero, aggiungi 5 grammi di colatura di alici.
Altrimenti tutto a posto ed aspettiamo la pasta.

Scolala 2 minuti prima del tempo indicato sulla confezione (sempre senza buttare la sua acqua) e concludiamo la cottura in padella.
Fiamma alta, bagna con l’acqua se occorre, mescola di continuo.
Dovrà venire una crema non papposa.

Prepara le porzioni e su ogni piatto metti un’acciuga tagliuzzata e, se vuoi, del peperoncino in polvere.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Pasta con colatura di alici

In fin dei conti che videogiocare sarebbe diventato meno divertente che lavare i piatti dovevamo immaginarlo ai tempi di Heavy Rain.
Sìsì, l’assassino. Sìsì, l’investigazione.
Ma intanto il momento in cui ho avuto più brividi è stato nell’intro, quando mi toccava preparare la tavola.
Con precisione, attento che non ti cada il piatto, attento che sia tutto allineato. Le forchette vanno a destra o a sinistra?
E tu lì, a sudare freddo.

Da certe esperienze se ne esce traumatizzati.

Sono passati diversi anni ed oggi mi ritrovo a iniziare Detroit: Become Human ed a sbadigliare col pad in mano.
Sìsì, i robot. Sìsì, l’intolleranza. Sìsì, le domande filosofiche. Sìsì, androidi senzienti.
Ma intanto io ho passato un’ora a lavare i pavimenti.

Almeno in Fahrenheit ti facevano fare kickboxing.

Un po’ finalmente capisco tutti quei pirla che dicono Eh, io non gioco a Fifa, se voglio giocare a pallone scendo in giardino.
Che poi cosa mi significa, che giochi a Saints Row solo perché non puoi sparare alla gente per strada? Nel caso, fatti vedere da uno bravo.

Il tuo sogno è quello di prendere a dildo in faccia la gente per strada? Niente paura, c’è Dead Rising.

Un po’ li capisco – dicevo – perché nelle prime ore di gioco in Detroit ho compiuto azioni incredibili. Ho preso il bus. Ho lavato il cesso. Portato fuori la spazzatura (ma senza fare la raccolta differenziata, Shame on You, Quantic Dream!) e persino pulito il pavimento.
Mentre ero lì che ramazzavo la stanza virtuale della casa di Kara, mi sono messa a pensare che la mia cucina faceva cagare e che forse era il caso di scendere e mettere a posto.
Tipo.
Se voglio pulire casa non ho bisogno di accendere la ps4!, urlano i detrattori di Fifa e Pes.

Un altro momento emozionante.

Spenta la playstation per il tedio ed osservato i miei pavimenti ricolmi di fango (ostentando indifferenza mentre passavo oltre), ho deciso quindi di affrontare il primo volume del librogame Oberon, il giovane mago.
Mi costruisco il personaggio, scrivo tutto nel mio diarietto: sono un alchimista, quindi ho una sacca in più. L’Asta (che non userò mai, perché mi fa cagare la magia) si tiene in mano, i pasti nello zaino.
Preferisci essere maestro di Alchimia o imparare i sortilegi?

Parto e l’avventura inizia subito con sfighe inenarrabili.
Ma tutto bene. Prendo sempre la scelta giusta, penso prima di attaccare, approccio morbido quando si può.
Ad un certo punto vedo dei cavalieri attaccati da un branco di stronzi e decido di aiutarli. Da lontano. Con scudi di protezione e cose così.
Solo che poi mi tocca entrare nella mischia ed io sono sicura, che tanto ho resistenza e volontà molto alti, ce la posso fare.

Solo che poi pesco un numero di merda dalla tabella del destino e muoio sul colpo.
Cazzominchia.

Io così.

Lasciamo stare i film, che oggi ne ho visto uno ed al terzo fotogramma avevo indovinato TUTTA la trama, twist compreso.
Quindi quando ogni aspetto dell’esistenza ti delude, come consolarsi?
Domanda retorica, lo sai anche te: l’unica soluzione è MANGIARE.

E bravo Pingu.

Nel remoto settembre del 2017 avevo promesso che avrei inserito la pasta con la colatura di alici di Cetara, ma poi boh, ci siamo dati alla sugna ed alle fitcose.
Siccome un Kaiju paga sempre i suoi debiti (ed i cocci, di solito, sono i suoi) dopo quasi due anni mantengo la promessa e ti consegno la ricetta più facile del mondo.
In sostanza una aglio, olio e peperoncino a freddo. E super salata.

Fossimo in un blog alla MarroneMerda ti spiegherei tutte le proprietà (false) della colatura, il procedimento (sbagliato, copiato ed incollato a caso dal primo sito incontrato su google) di come si produce ed un sacco di altre curiosità inventate e scritte in ostrogoto.

Ecco il destino di tanti blog MarroneMerda, se avessi la spada magica.

Ma non siamo su MarroneMerda. Sei nella cucina e nelle bestemmie di Pizzakaiju. Quindi ti becchi solo la ricetta e per il resto c’è il fai da te.

Go, go, go!

Tutti ai posti di trasformazione!

Per preparare una pasta con colatura di alici, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta lunga;
  • 20 grammi di colatura di alici;
  • 50 grammi di olio. Buono, perché non lo scaldiamo;
  • uno spicchio d’aglio;
  • abbondante prezzemolo;
  • peperoncino.

Metti l’acqua della pasta a bollire. Ma senza sale: non ce ne sarà bisogno.

Mentre attendiamo le bolle, prepara un trito di prezzemolo.
Prendi poi una ciotolona grande abbastanza da poter mescolare la pasta ed iniziamo con le presentazioni.
Ecco la colatura:

Versa nella ciotola i 50 grammi d’olio e del peperoncino tritato. Riduci in poltiglia l’aglio con lo spremiaglio. Mescola.

Versa 20 grammi di colatura di alici e butta dentro anche abbondante prezzemolo. Mescola di nuovo.

Attendi ora la pasta.
Poi caccia dentro pure lei e fai amalgamare bene gli ingredienti. Senza fretta, che tanto fa caldo e se s’intiepidisce un po’ ci guadagniamo in gusto e risparmiamo in sudore.

Prepara le porzioni e su ogni piatto caccia ulteriore prezzemolo. E, se sei come me, anche del peperoncino.

Altra colatura? Non rischierei. Assaggia: quella mena sul serio.
Gusti a parte, più o meno avrai una roba del genere davanti:

Ciao e buon appetito!

Penne con crema di bufala, pomodorini al forno e colatura di alici

Non starò qui a tenere una conferenza sui pomodorini confit perché tanto io non so mai una ceppa e la mia ricerca si può riassumere in un brevissimo (ma intenso) viaggetto su google, roba che puoi fare benissimo da sola.

Io so meno di Jeff, su ogni argomento.

Infatti invece di pomodorini confit li chiameremo pomodorini al forno, così non ci sbagliamo. Come abbiamo già combinato in passato, dobbiamo cuocere i pomodorini per un paio d’ore, al forno, condendoli con spezie, zucchero ed olio.

Se ti stai chiedendo se valga la pena accendere il forno per tutto quel tempo la risposta è sì: a parte che se non lo facessi non sarebbe proprio lo stesso piatto, il risultato è davvero notevole.
E prima che ti venga il dubbio che frullare la mozzarella di bufala sia uno scempio e che tutta questa roba insieme sia un azzardo, ti rassicuro: sarà tutto buonissimo e non butterai la cena. Aggiungo che alici e mozzarella di bufala sono un accostamento divino, quindi vai tra’.

No, non finirà così.

Warning: la mozzarella di bufala ti potrebbe gonfiare un po’. Ma ‘sticazzi, sono i rischi di noi mangiatori professionisti.

Oggi non posso neppure tentare di intrattenerti con battute che fanno riderissimo, aneddotoni e racconti di vita: non mi viene in mente niente. D’altra parte non è che uno possa stare sempre a mille, quindi tanto vale mettersi subito a cucinare.

Sentirsi così.

Ho rubato la ricetta a Perle e ciambelle, che se l’è inventata per un contest ed ha fatto un lavoro da Cthulhu.

Per preparare delle penne con crema di bufala, pomodorini al forno e colatura di alici, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di penne rigate;
  • 500 grammi di pomodorini pachino;
  • 20 grammi di colatura di alici;
  • 20 grammi d’olio;
  • 250 grammi di mozzarella di bufala;
  • 125 grammi di latte;
  • aglio secco. Se vuoi puoi anche spremere un po’ di spicchi d’aglio ed usare quelli, ma il lavoro sarà scomodo e ti puzzeranno le mani per tutto il giorno;
  • sale, poco timo, origano, zucchero semolato;
  • qualche foglia di basilico per decorare i piatti;
  • 50 grammi di pangrattato. È tanto, probabilmente ne userai una ventina di grammi, ma meglio essere pronti ad eventuali aggiunte.

Abbiamo bisogno della solita presentazione:

Se non lo sai si tratta di un condimento a base di pesce super salato. Ovvio che, quando decidi di usarlo, non si caccia sale aggiuntivo, perché è peggio della salsa di soia.

Partiamo dai pomodorini.
Lavali beni e tagliali a metà.

Fodera una teglia con carta da forno e adagia i pomodorini a pancia in su.
Comincia a condirli con del timo. Poco, perché tende ad invadere.

Parentesi per l’aglio: l’aglio secco è la scelta più saggia. Facile da distribuire ed indolore. Ma – certo – non è uguale all’aglio fresco. Se vuoi puoi spremere degli spicchi con lo spremi aglio e poi cospargere la pappetta sui pomodorini, con le mani. Due però le difficoltà:

  • non riuscirai a cospargere d’aglio tutti i pomodorini. Ma ‘sticazzi, tanto poi si mescola tutto;
  • le tue mani faranno schifo per il resto della giornata, non importa quanto sapone userai.

E la gente, incontrandoti, reagirà così.

Detto questo, condisci i pomodorini con aglio, un po’ di zucchero (io lo caccio con il cucchiaino, un po’ su tutti i pomodorini), origano ed infine irrorali con un filo d’olio.

Accendi il forno a 140 gradi e falli andare per due ore circa. Controllali: devono perdere tutto il liquido di cottura, ma non devono bruciarsi. 
Se decidi di prepararli molto prima – magari la mattina –  perché ti piace giocare in anticipo sulla preparazione della pappa, ti consiglio di lasciare la cottura indietro di una decina di minuti, in modo da poterli riscaldare per l’ora di cena. Ecco come saranno:

Conclusa l’operazione, possiamo preparare il resto.
Metti l’acqua della pasta a bollire.

Taglia  a pezzi la mozzarella di bufala e mettila nel contenitore del mixer ad immersione, insieme a tutto il suo latte. Aggiungi anche i 125 grammi di latte.
Trita tutto. Otterrai una crema omogenea ma piuttosto spessa:

Versa il composto che hai ottenuto sui piatti.

Metti 50 grammi di pangrattato in un padellino e falli tostare, a fiamma medio bassa. Gira spesso con un cucchiaio di legno. Il pangrattato sarà pronto quando ne sentirai l’odore per casa ed avrà cambiato colore.

Prepara la pasta, scolala e cacciala in una ciotola piuttosto capiente.
Condiscila con 20 grammi di olio, 20 di colatura di alici, tutti i pomodorini e 20 grammi di pangrattato.
Mescola tutto bene. Se vuoi puoi unire altro pangrattato, a gusto.

Adagia la pasta sopra la crema di bufala, condisci con un filo d’olio e decora con un po’ di basilico.

Ecco la tua spettacolare cena:

Bello, eh?
Mangia, che te lo sei meritato.

L’euforia di chi ha cucinato un piatto fighetto ed era pure uno spettacolo.

Ciao e buon appetito!