Insalata di farro 2: e poi basta (+ come iniziare a sapere che stai mangiando)

Ti ho già detto che ti converrebbe seguirmi su Instagram, perché lì puoi ascoltare un sacco di monologhi mattutini dove sclero contro i palestrati, le blogger, l’alimentazione sana e tante altre robe bellerrime.

Il tuo menefreghismo mi ferisce

Tra i dibattiti di questi giorni si è parlato di calorie vuote (o calorie buttate, come le chiamerei io).
Perché è chiaro, puoi anche sbattertene della questione Cibo alla Fallout ed adorare la merda, un po’ come me. Devi fartene un problema? Per quanto riguarda la ciccionaggine la risposta è semplice: no.
Io morirò di merendine e non rompetemi i coglioni, però, ecco, so benissimo quante calorie sto per ingerire e le tolgo dalla somma totale che mi sono imposta.
Insomma, se una merendina ha 200 calorie, so che dovrò mangiare meno di qualcos’altro: olio, pasta o boh. Bisogna rientrarci.

La morte per merendina.

Invece ho scoperto che c’è gente che non conta le calorie ed ingrassa senza sapere perché. Anzi, peggio: è convinta di mangiare poco. Si abbuffa di insalate verdi che però condisce con litri di olio, pensando di stare facendo bene.
Immagino siano le stesse persone che confondono il mangiare normale e sano con il dover riempirsi lo stomaco di alimenti insapori. Per questo vivono la dieta come una punizione: come la fanno loro lo è eccome.
Pollo scondito, 50 grammi di riso in bianco, niente pasta e i dolci sono vietati dalla legge.
Quella non è dieta, è seguire il piano alimentare di Auschwitz.

Un saluto gioioso a tutti i perbenisti che ora si sono incazzati per l’umorismo nero.

Il problema è che la disinformazione su tutto ciò che riguarda la pappa è TOTALE. Tutti ripetono le stesse frasi in loop e si riempiono la bocca di superfood, di mirtilli che risolvono il cancro e di tisane che ti fan venire i poteri psichici. Tutti convinti che mangiarsi una torta intera, se fatta in casa, va benissimo… mentre la singola crostatina del Mulino Bianco è punibile con la morte a vita.
Invece la risposta sta sempre nel dosare qualsiasi cibo, sia per una questione di salute, sia per una questione di grassonite.

Sì, non credere a quelle stronzate.

Ripetiamo un po’ le regole per cercare di mettere in ordine le idee?
In sintesi:

  • bisogna scoprire quante calorie ingerisci ogni giorno. Se ingrassi e pensi di mangiare poco ma non conti le calorie, è probabile che non sia così. Sappi che se il conteggio finale supera le 2000, in linea di massima stai mangiando molto;
  • una volta fatto questo, comprati una bilancia per il cibo e pesa quello che cucini, olio compreso. Un cucchiaio d’olio ha quasi 100 calorie, in un regime alimentare da 1800 totali ti rendi conto quanto può incidere?
  • Quante calorie devi ingerire? Semplice. Ogni giorno per una settimana mangia lo stesso numero calorico. Facciamo finta che tu abbia scelto il numero 2000. Pesati il lunedì ed inizia a mangiare 2000 calorie ogni giorno. Il lunedì successivo pesati di nuovo: hai preso peso? Stai mangiando troppo. Hai perso peso? Sei in deficit calorico, quindi stai mangiando meno. Sei col peso stabile? Stai mangiando giusto. Così non ingrasserai né dimagrirai.
  • Mangia fuori meno possibile. Se sei del partito del Che vuoi che sia, io non ti voto. Non hai idea di cosa stai mangiando, al massimo puoi fare una stima. Questo non significa che devi rinunciare ad un gelato o ad una pizza, ma devi mangiarne giusto una a settimana. Soprattutto in un primo periodo di controllo, in cui devi fare le cose più seriamente.
  • Si pesa tutto, anche la frutta. Guarda che ha calorie pure quella ed alcuni frutti mica poche (come l’uva o i fichi);

Pesando tutto eviterai di mangiare tutto quello che ti viene lanciato. Prima pesi, nel frattempo valuti: è cibo necessario? Se non lo è, metti via.

  • evita le gomme da masticare. So che sembrano una soluzione comoda per masticare senza avere tante calorie, ma di fatto stimolano l’appetito. Dopo tre gomme da masticare, svuoti il frigo. Riempiti invece lo stomaco d’acqua, che sembra una stronzata ma funziona. Puoi sempre tenerti qualche spuntino sano nei casi di fame accecante.
  • Cosa sono gli spuntini sani? Non sono le gallette di riso o i crackers o cazzo ne so. Hai mai guardato le calorie delle gallette di riso? No, perché se le guardi ti rendi conto che puoi tranquillamente mangiarti il pane e smettere di rompere i coglioni. No. Spuntini sani sono la frutta e la verdura (i pomodori riempiono di brutto, sono buoni ed han pochissime calorie. Un frutto riempie di brutto ed ha poche calorie. Anche la banana va bene, smettila di pensare che faccia ingrassare).

Esempio di spuntino non sano.

  • Guarda sempre le calorie delle stronzate che compri. Patatine e via dicendo. Vedrai che smetterai di mangiarne parecchie, se mangiare un pacchetto di patatine significa non poter cenare o pranzare in libertà. Un pacchetto di patatine può contenere anche 1000 calorie.
  • Non andare in paranoia. Uno sgarro a settimana, pure due, van bene. Ma sgarro non significa ammazzarsi di qualsiasi cibo che ti compare davanti: significa godersi una tegliata di lasagne in pace, sapendo che è la somma delle nostre azioni che fa il totale. Una teglia di lasagna in una settimana non influisce in maniera negativa. 4 teglie in una settimana e ti trasformi in Giuliano Ferrara.
  • Non esistono cibi proibiti. Basta essere consapevoli di quello che si ingerisce. Se i palestrati smettessero di scassare la minchia con riso e pollo e provassero a mangiare 4 mars, si renderebbero conto che a livello di ciccia non cambia un cazzo. A livello di salute, invece… anche. Perché bombarsi di proteine fa male tanto quanto nuotare nella nutella.
  • Tutto ciò che non è calcolabile (cornetto al bar, gelato al bar, pizza e via dicendo) consideralo come sgarro che fai bene.
  • Mangia lentamente. Altra cosa banale: più ci metti a mangiare e più ti sembrerà di avere mangiato tanto. E più ti riempirà, visto che il senso di sazietà ci mette un po’ ad arrivare. Poi ti godi di più il cibo: che senso ha trangugiare? Che fretta hai?

Quando puoi, usa un cucchiaino al posto del cucchiaio. O le bacchette al posto della forchetta.

  • Non esistono i cibi che fanno ingrassare o che fanno dimagrire, mica siamo in un videogioco. Se mangi tre caschi di banane ingrassi, se mangi 6 quintali di minestrone ingrassi, se mangi 78 mars in grassi. Quello che fa dimagrire o ingrassare è l’apporto calorico settimanale (più che giornaliero, i cambiamenti sono lenti, non immediati).
  • Se durante la prima fase del cambiamento alimentare notassi un aumento di peso sulla bilancia è normale. Il corpo sta rispondendo a quello che secondo lui è una carestia;
  • A proposito di peso: il peso varia tantissimo durante il giorno. Se proprio vuoi pesarti ogni giorno, fallo ma alla stessa ora (sapendo che un bicchiere d’acqua può farti aumentare di peso, ma non per questo sei ingrassato). Meglio pesarsi una volta a settimana, stessa ora, stessa spiaggia, stesso mare.

E direi basta.
Passiamo alla ricetta.
Ti propongo un’altra insalata di farro: il pacco era da 400 grammi, in qualche modo dovevo pur usarlo.
Go, go, go!

Inizia MasterPizzakaiju!

Per preparare un’insalata di farro 2: e poi basta, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di farro;
  • 20 grammi d’olio;
  • 200 grammi di mais in scatola;
  • qualche foglia di basilico;
  • origano;
  • 150 grammi di formaggio a piacere. Io ho usato un primo sale aromatizzato al peperoncino. Ti consiglio un formaggio che faccia contrasto con tutti gli altri ingredienti, che sono dolci;
  • 300 grammi di pomodorini.

Tieni conto che è un’insalata, quindi va mangiata fredda. Ti consiglio di prepararla la mattina per la sera.

Inizia cuocendo il farro. Cuocilo leggermente al dente (se la confezione dice una roba tipo 16-18, fermati a 15).
Intanto occupati degli altri ingredienti: lava i pomodorini e tagliali a pezzi piccoli. Scola bene il mais.
Riduci a dadini piccoli il formaggio.

Il farro è pronto? Scolalo bene e caccialo in una ciotola bella grande.
Unisci pomodorini e mais e mescola bene.

È la volta del formaggio: aggiungi e mescola.

Spezzetta con le mani delle foglie di basilico e poi versa 20 grammi d’olio.

Mescola di nuovo ed ecco cos’hai davanti a te:

Il sale non dovrebbe essere necessario, la sapidità del farro (l’acqua era salata, no?) e quella del formaggio dovrebbero bastare. Nel caso aggiungine nei piatti (ricordati che gli elementi saranno insieme per tutto il giorno, si passeranno gusto e sapidità, lasciagli il tempo di conoscersi bene).

Lascia riposare, coperto, fino a quando sarà fredda. Non metterlo in frigo: il frigorifero appiattisce i sapori. Se proprio la vuoi gelida, mettila in frigo 30 minuti prima di mangiarla, giusto proprio perché sei te.

Prepara le porzioni, cospargi ogni piatto con dell’origano ed ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

 

Il burro fatto in casa

Tutto l’anno si sono ingozzati come dei porci e adesso, non ho ben capito perché, via con la dieta.
Gente che si mangia gallette di riso accompagnate dal tonno in scatola, altri che si autopuniscono flagellandosi con tacchino confezionato che fa schifo già dalla foto. Riso? Concesso, ma QUARANTA GRAMMI, sia chiaro. La pasta è il male assoluto e lasciamo stare il fatto che tutto, anche l’acqua, debba essere PROTEICO.
Le proteine sono la nuova moda dell’estate 2019.

Bello quando le mode erano queste.

Non so bene cosa sperino di ottenere, con questa corsa contro il tempo.
Tanto, a dirla tutta, pure se perdessero 15 grammi e mezzo non è che il mondo stia aspettando di ammirare i loro culi sulle spiagge d’Italia.
Ma boh, ogni anno mi ritrovo questa sfilata di rincoglionismo dimagrante dilagante e quest’anno ancor di più perché su Instagram è peggio che mai.

Roba da prenderli a calci in faccia.

Così ti voglio venire incontro ed oggi ti presento una di quelle robe che ti cambierà la vita e soprattutto ti farà mangiare healty, privo di grassi saturi, senza glutine, ti riempirà di fibre, ti trasformerai in un essere naturalmente privo di lattosio ed avrai il sangue pastorizzato così niente salmonella per te.
Ovviamente la ricetta è priva di fonte di fenilalanina, che non so talmente tanto che cazz’è che ho dovuto googlare per scriverlo giusto.

Pizzakaiju, oggi, è qui per regalarti la ricetta del burro fatto in casa.

Ecco, fuggite, ciccioni! Vi fa bene un po’ di moto!

Era parecchio che volevo provare e dopo aver guardato la conferenza di Dario Bressanini sulla scienza del latte mi sono finalmente decisa. E te lo dico: una volta assaggiato non si torna più indietro.

La differenza di gusto è abissale: se il burro industriale sa, per usare una parola pratica e distintiva, di UNTO quello creato con le tue manine di merda avrà un gusto ben preciso. Diventerà un ingrediente fondamentale per la ricetta, non più un semplice condimento ciccioso.
Io l’ho collaudato con la pasta con le acciughe che trovi qui e ci sono rimasta benissimo.

Gli ingredienti? Uno solo: la panna fresca.
Go, go, go!

Lo so, sono informazioni che possono farti esplodere il cervello se non sei pronto.

Per preparare un panetto di burro da circa 150 grammi hai bisogno di:

  • una confezione di panna fresca da 250 ml. Quella FRESCA, da montare. Quella che trovi nel reparto frigo, per intenderci. Quella con cui dovresti cucinare SEMPRE, perché l’altra non è panna ma solo nefandezza in cartone. Assicurati che non abbia lo zucchero dentro: stiamo facendo il burro, non un dolce.
  • una frusta. Elettrica se ti pesa il culo, a mano se vuoi fare un po’ di esercizio fisico;
  • un contenitore lungo e stretto in cui tu possa lavorare senza essere schizzato di continuo.

La panna è meglio sia a temperatura ambiente: in meno di un minuto la facciamo andare fuori di testa. Se è fredda, l’operazione sarà più lunga e non vedo perché perdere tempo senza ragione.

Versa la panna in un contenitore lungo e stretto. Va bene anche un tazzone. Diciamo che non seguirei il mio esempio e non userei una roba come questa:

Il lavoro non è difficile.
Devi solo montare la panna fino a quando si smonta. Fino a quando impazzisce. Fino a quando va fuori di testa.

In pratica quello che vedrai dopo che la panna è montata e tu continuerai a dargli giù di frusta, è una separazione super evidente delle sostanze che vivono dentro la panna. Ci sarà una roba solida (che è il burro) ed una liquida (che è il latticello e può essere usato per preparare i dolci oppure provi a farlo bere al gatto).
Non puoi sbagliare, accadrà in meno di un minuto e tu sarai lì a dire Figata.

Adesso togli con un colino – o semplicemente a cazzo, come ho fatto io – tutto il liquido che si è formato.

Il resto è burro.
Spostalo in un piattino (o un contenitore qualsiasi), chiudilo con pellicola per alimenti e riponilo in frigo. Non so quanto possa durare, sospetto non più di una settimana, ma ancora non so dirti perché il mio è nato solo da due giorni (e ti saluta. Sì, già parla).
Eccolo:

Assaggialo e renditi conto che non avevi mai mangiato del burro in vita tua.

Ciao e buon appetito!

Orecchiette con salsiccia e peperoni cruschi (+ Thomas Hungry: come domare il Garbage Kid che vive dentro te)

Se ti dicessi che puoi mangiarti 12 pizze e rimanere con gli addominali scolpiti?
E se rilanciassi, affermando che è possibile scofanarsi 9500 calorie di roba pan di stelle (tra crema e biscotti e gelati e torte e cereali) avendo però sempre il fisico di Capitan America, come la prenderesti?

Ti capisco.

Come sai sono anni che vivo in una psicopatia perenne (tendente anche allo scoramento, se non addirittura alla depressione) che mi porta un giorno a mangiare come uno di quei ciccioni che si vedono da Nowzaradan ed il giorno dopo a pentirmi, gridando MAI PIU’ e riempiendo lo stomaco di riso punitivo, bollito e scondito.

Vivendo l’intera giornata salutista in preda a convulsioni perché la mia testa urla, in loop, che sono una testa di cazzo e che ho vanificato un mese di palestra.

I saggi che non muovono il culo dal divano dal 1925 ti dicono che devi bere tanta acqua, che è vitale non mangiare i carboidrati la sera, che è più importante il riposo dell’allenamento, che l’olio fa bene alla salute perché è un grasso buono e che mai – MAI – bisogna uscire nelle ore più calde.
E poi si sa che donna baffuta è sempre piaciuta, che una rondine non fa primavera e che non puoi fare i conti senza l’oste.

Eh, come no.

Ma finalmente tutte le mia angosce possono andare a fanculo perché ho scoperto Thomas Hungry.
Ti direi Vai sul suo canale youtube, seguilo su Instagram e cambia anche te la tua esistenza, ma una mini presentazione ci sta.

Partiamo dall’ovvio: Thomas è un ragazzo che fa un sacco di palestra, con un ottimo fisico e che nei suoi video si sfonda di cibo. Spazzatura e non, l’importante è mangiare e riuscire a superare delle sfide caloriche assurde.
Stiamo parlando di sgarri da 25000 calorie. Sì, gli zeri sono giusti: VENTICINQUEMILA.

 

Ammetto che pure per me sono tantissime. Nei miei giorni peggiori ho forse toccato le cinquemila. Ma proprio impegnandomi di brutto.

I video sono divertenti, non annoiano pure durando anche 40 minuti e ti fanno venire fame. Se con YoutuboAncheIo è l’orrore a prendere il sopravvento, con Thomas arriva l’invidia.
Reazione differente solo perché è palestrato invece di essere grasso?
No. È perché si vede quanto cazzo è contento, mentre mangia e rutta e si smerda di cioccolata.

È stato subito amore.

Finito il cheat day, Thomas filma le sue giornate su Instagram. Giornate che conosco molto bene, perché sono tutte uguali e tutte identiche alle mie: ci si alza, si fa sport, si va a camminare, si mangia. Pesi, cardio, pappa, pesi, cardio, camminata, pappa, in una routine sempre uguale ma che funziona.
Ma cosa si mangia? E qui parte il progetto d’esistenza di Thomas Hungry: un regime alimentare rigidissimo, dove si contano i macronutrienti e le calorie in maniera rigorosa e non si sgarra. Mai.

Alimentazione sana e tanto movimento, proprio come ripetono i salutisti.

Osservando questo rigore totale, questo impegno costante e questi pasti abbondanti ma tranquillissimi, non puoi che sentirti ispirato.
L’ispirazione sale ancora di più quando capiti in video come questo, dove ti aiuta a capire come risolvere la questione sgarro, ossia come rimediare a quei giorni in cui il Kraken decide di prendere il sopravvento?

Thomas Hungry: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la dieta.

Basta col mangiare piangendo ad ogni barretta di cioccolata, sentendosi in colpa manco stessi sgozzando un neonato.
Bisogna vivere con disciplina ed abnegazione, poi buttarsi dentro ai barattoli di nutella per affogarci, senza rimpianti.
La dieta – che non è neanche male, ora che la sto seguendo da 4 giorni – è un sacrificio che faccio volentieri, se poi vengo ripagata da tutto il cibo che voglio. Per 24 ore.

Sono 4 giorni che penso in cosa consisterà il mio primo sgarro controllato: tante idee, tutte grassissime.

In cosa consiste il mio nuovo regime alimentare? Innanzitutto ho diminuito le calorie: sono passata dalle mie solite 2000-2200 a 1800.
Queste 1800 sono suddivise in tre pasti (colazione, pranzo e cena) contando più che altro i macronutrienti: e non ti immagini quanto cazzo sto mangiando.
Poiché per stare dentro ai valori sono costretta a dei pasti veri, non più ai dolci che caratterizzavano i miei pranzi. Questo significa avere un sacco di forze, un sacco di pappa nello stomaco e mai – intendo MAI – fame vera.
Capitan Ovvio? Forse.
Tuttavia nessuno prima di Thomas Hungry era riuscito a convincermi a compiere questi passi verso la sanità mentale.

Lo so, lo so, ma vedrai il giorno di sgarro che cazzo combino, vai tranquillo.

Chi pensa che questa non sia vita sana, che prima o poi ci rimani secco ingerendo tutte quelle porcate insieme, che blablabla dovrebbe un attimo guardarsi dal di fuori durante la vita di ogni giorno.
Quanti sacchetti di patatine mangiate, nel corso di un mese? Quanti sgarri piccoli compite, che tanto che vuoi che sia una merendina? Quante volte dite Domani andrò dal nutrizionista ed intanto vi sparate una lasagna stracotta nella sugna?
Siete forse meglio di chi invece decide di mangiare sano ed equilibrato per 6 giorni, per massacrarsi nel settimo?
Per non parlare del vostro fisico infelice, che voi chiamate Ossa Grosse.

Ceeeeeeerto.

Ma, al di là di ogni giudizio del cazzo, quello che a me importa è che finalmente ho trovato pace.
Io ho lo spirito del soldato: mi sveglio all’alba (che in questo periodo è alle 5 ed un quarto), caffè e poi allenamento, allenamento ed ancora allenamento. Poi pappa ed infine riposo. Bastava darmi delle regole alimentari comprensibili (e con una ricompensa palpabile) da seguire in maniera precisa ed io le avrei seguite. Non troiate come La sera non si mangiano carboidrati, magari dette con in mano un paninazzo grondante di maionese e porchetta.

Vi sputo i semi in faccia, salutisti del menga.

In questi giorni mi sento come se avessi trovato la risposta a tutte le domande dell’universo.
E quella risposta non è 42, cari nerd del cazzo. Quella risposta è Thomas Hungry.

Ora mangiamo e mangiamo una roba grassissima.

59 grammi di grassi in un piatto di pasta. Sei avvisato.

Ho rubato la ricetta a Diario di Bordo in Cucina e non è la prima volta, infatti si becca l’inserimento nel blogroll, perché mi ha fatto mangiare troppo bene e se lo merita.
Qui dentro c’è salsiccia, un sacco di formaggio e pure i peperoni cruschi, che non avevo mai provato in vita mia.
Ma andiamo con ordine: Go, go, go!

Per preparare delle orecchiette con salsiccia e peperoni cruschi, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di orecchiette;
  • 50 grammi di panko (se non ce l’hai puoi usare tranquillamente del pane grattugiato, ma col panko è più buono);
  • 20 grammi d’olio complessivi, da usare in momenti diversi;
  • 40 grammi di peperoni cruschi secchi. Se non li trovi puoi sostituirli anche con i pomodori secchi, ma non sott’olio;
  • 200 grammi di salsiccia;
  • 150 grammi di formaggio Brigante piccante. Si tratta di un pecorino semistagionato, se vuoi puoi sostituirlo con un formaggio caciottoso a tua scelta;
  • uno spicchio d’aglio.

Intanto una bella panoramica dei protagonisti della serata:

Prepariamo ‘sto piatto con calma, che di cose da fare ce ne sono tante.
Partiamo dal panko (o dal pangrattato, se hai scelto il pangrattato): dobbiamo farlo tostare in padella. Però lo facciamo usando anche un po’ d’olio, così si insaporisce.
Quindi versa 10 grammi d’olio in una padellina e falli scaldare bene.
Aggiungi ora il panko.

Usa una fiamma bassa e gira spesso. Il panko deve ben tostarsi, assorbire l’olio e cambiare colore. 
Ci vorrà un po’.
Quando hai finito, mettilo in un recipiente (se lo lasci nel padellino continuerà a tostarsi anche a fiamma spenta, quindi non fare la pigra).

Passiamo agli altri ingredienti.
Togli la camicia ad uno spicchio d’aglio e schiaccialo leggermente.
Leva il budello alla salsiccia e riducila a pezzetti.

Sbriciola i peperoni cruschi, senza buttare i semi:

Infine taglia a dadini piccoli il formaggio.

Siamo pronti per iniziare, quindi metti a bollire l’acqua della pasta.

In una padella ampia versa 10 grammi d’olio, falli scaldare bene e poi metti a soffriggere lo spicchio d’aglio. Inclina la padella in modo da fare raggruppare l’olio in un solo punto, così si aromatizza bene:

Appena l’aglio è colorato, toglilo e buttalo.
Caccia in padella la salsiccia.

Fai andare a fiamma medio bassa, girando spesso. Se hai dei pezzi di salsiccia meno sbriciolosi, puoi anche starci meno dietro. Qui la salsiccia non è il massimo dell’esistenza e tende a trasformarsi in piccoli grumi maialosi, quindi non posso mai allontanarmi dalla padella.
La salsiccia sarà pronta quando sarà bella abbrustolita.

Spegni la fiamma (ma riaccendila un minuto prima dell’arrivo della pasta) ed aggiungi i peperoni cruschi. Mescola bene.

Scola la pasta un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione, senza buttare la sua acqua di cottura.
Cacciala in padella e fai saltare per un minuto.

Unisci poi il formaggio.

Mescola bene concludendo la cottura e bagna con l’acqua nel caso il risultato fosse troppo asciutto. Il formaggio si scioglierà praticamente del tutto.

Solo a fiamma spenta aggiungi 25 grammi di panko.

Mescola il tutto e siamo pronti.
Prepara le porzioni e spolvera ogni piatto col rimanente panko.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Prima di salutarti ecco i valori nutrizionali del tuo piatto.
Con una porzione di orecchiette ti mangi:

  • 1074 calorie;
  • 85 grammi di carboidrati;
  • 50 grammi di proteine;
  • 59 grammi di grassi.

Ciao e buon appetito!