Insalata di farro.

La nuova moda dell’estate – dopo il drogarsi di proteine, sia chiaro – è quella di ripetere, a cazzo, Mangia sano, ma senza rinunciare al gusto!

A uno già scatta la viulenza.

C’è tanto, troppo male in questa frase vuota che trovi letteralmente ovunque. Sulle bottiglie dell’estathé, sui prosciutti confezionati e – sospetto – pure su quelle della cartaigienica.
Se osi mangiare del pollo alla piastra perché secondo te è buono, arrivano subito i crocerossini che ti vogliono spacciare spezie random perché no, non è legale che ti piaccia quella roba. La tua bocca di merda è in piena fase di negazione, ammettilo.
No. Tu se stai mangiando il pollo alla piastra è solo perché sei a dieta.
Così come se fai sport è solo per dimagrire.
Non esiste altro.

Sento un improvviso prurito alle nocche.

D’inverno pachidermi, d’estate rompicoglioni.
Un cerchio della vita che si ripete over and over and over again da generazioni, ma che negli ultimi anni si è acuito parecchio con la scoperta dei superfood e di tanta roba miracolosa come la farina di avena, la curcuma, lo zenzero, il topinambur, il tofu, il sale rosa dell’himalaya.

Ricordo con nostalgia i tempi in cui tutti questi stronzi vivevano di seitan ed ora, gli stessi stronzi, scendono in piazza col megafono per protestare contro il glutine.

Meno male che c’è chi ci difende dalle forze del male.

Personalmente, a me piace sia la sugna fritta che un panino con lattuga e pomodoro, senza ciccia.
Sarò strana io, che devo dirti.

Oggi ti propongo un’insalata di farro non perché mi opponga strenuamente alle insalate di riso, ma perché non l’avevo mai mangiato, ‘sto cazzo di farro, ed ho scoperto che è buono.
In più fa un caldo bestia, quindi un piatto freddo ci stava tutto.

Go, go, go!

Un piatto che ti puoi portare pure in spiaggia!

Per preparare un’insalata di farro, per due persone, hai bisogno di:

  • 200 grammi di farro;
  • 10 grammi d’olio + un cucchiaio da mettere sui piatti;
  • sale e basilico;
  • 100 grammi di pomodori secchi sott’olio;
  • 50 grammi di olive;
  • 133 grammi di tonno al naturale. E dico 133 perché il mio barattolo aveva quel peso, non perché ho dei problemi mentali particolari (a parte quelli che già conosci, intendo);
  • 100 grammi di ceci secchi. Se ti pesa il culo, usa il barattolo… ma non è la stessa cosa.

L’insalata va mangiata fredda e se possibile non metterla in frigorifero, che il frigo abbatte i sapori.
Quindi puoi preparare questo piatto la mattina per la sera o, addirittura, anche in giorno prima.

La cosa più lunga sono i ceci: li devi mettere a bagno le solite 12 ore e poi devi cuocerli.
Come si cuociono? L’abbiamo fatto già cento volte, ma lo ripeto.

Sì, lo so.

Metti i ceci in una pentola e ricoprili d’acqua. Chiudi col coperchio, porta ad ebollizione. Appena bolle fai andare semicoperto con una fiamma sufficiente ad un sobbollore. Per quanto? Fino a che sono pronti. Nel mio caso 40 minuti sono sufficienti, nel tuo ci potrebbero volere tre ore. Dipende da come ti piacciono e di che marca li compri.

Quando sono pronti lasciali vegetare nella loro acqua e poi scolali quando ti serviranno.

Cuoci il farro e fallo raffreddare. Se hai molto tempo puoi stenderlo su un piatto e lasciare che gradualmente diventi freddo, altrimenti sciacqualo sotto l’acqua. Ovviamente che sia al dente: se sulla confezione c’è scritto 18-20, a 18 fermati.

Ora che abbiamo i componenti principali possiamo proseguire.
Riversa il farro in una ciotola.

Scola bene i ceci.
Scola bene il tonno.
Aggiungi entrambi nella ciotola e mescola bene.

Taglia a metà le olive.
Spezzetta qualche foglia di basilico.
Taglia con le forbici i pomodori secchi a pezzetti.
Versa anche questa roba nella ciotola e mescola ancora.

Ora andiamo col condimento: un po’ di sale e 10 grammi d’olio.

Lascia riposare fino a quando te la devi mangiare. Sempre meglio fuori dal frigo, ma vedi tu.
Prepara poi i piatti e su ogni porzione aggiungi un altro cucchiaio d’olio. E delle foglie di basilico.
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!

Il burro fatto in casa

Tutto l’anno si sono ingozzati come dei porci e adesso, non ho ben capito perché, via con la dieta.
Gente che si mangia gallette di riso accompagnate dal tonno in scatola, altri che si autopuniscono flagellandosi con tacchino confezionato che fa schifo già dalla foto. Riso? Concesso, ma QUARANTA GRAMMI, sia chiaro. La pasta è il male assoluto e lasciamo stare il fatto che tutto, anche l’acqua, debba essere PROTEICO.
Le proteine sono la nuova moda dell’estate 2019.

Bello quando le mode erano queste.

Non so bene cosa sperino di ottenere, con questa corsa contro il tempo.
Tanto, a dirla tutta, pure se perdessero 15 grammi e mezzo non è che il mondo stia aspettando di ammirare i loro culi sulle spiagge d’Italia.
Ma boh, ogni anno mi ritrovo questa sfilata di rincoglionismo dimagrante dilagante e quest’anno ancor di più perché su Instagram è peggio che mai.

Roba da prenderli a calci in faccia.

Così ti voglio venire incontro ed oggi ti presento una di quelle robe che ti cambierà la vita e soprattutto ti farà mangiare healty, privo di grassi saturi, senza glutine, ti riempirà di fibre, ti trasformerai in un essere naturalmente privo di lattosio ed avrai il sangue pastorizzato così niente salmonella per te.
Ovviamente la ricetta è priva di fonte di fenilalanina, che non so talmente tanto che cazz’è che ho dovuto googlare per scriverlo giusto.

Pizzakaiju, oggi, è qui per regalarti la ricetta del burro fatto in casa.

Ecco, fuggite, ciccioni! Vi fa bene un po’ di moto!

Era parecchio che volevo provare e dopo aver guardato la conferenza di Dario Bressanini sulla scienza del latte mi sono finalmente decisa. E te lo dico: una volta assaggiato non si torna più indietro.

La differenza di gusto è abissale: se il burro industriale sa, per usare una parola pratica e distintiva, di UNTO quello creato con le tue manine di merda avrà un gusto ben preciso. Diventerà un ingrediente fondamentale per la ricetta, non più un semplice condimento ciccioso.
Io l’ho collaudato con la pasta con le acciughe che trovi qui e ci sono rimasta benissimo.

Gli ingredienti? Uno solo: la panna fresca.
Go, go, go!

Lo so, sono informazioni che possono farti esplodere il cervello se non sei pronto.

Per preparare un panetto di burro da circa 150 grammi hai bisogno di:

  • una confezione di panna fresca da 250 ml. Quella FRESCA, da montare. Quella che trovi nel reparto frigo, per intenderci. Quella con cui dovresti cucinare SEMPRE, perché l’altra non è panna ma solo nefandezza in cartone. Assicurati che non abbia lo zucchero dentro: stiamo facendo il burro, non un dolce.
  • una frusta. Elettrica se ti pesa il culo, a mano se vuoi fare un po’ di esercizio fisico;
  • un contenitore lungo e stretto in cui tu possa lavorare senza essere schizzato di continuo.

La panna è meglio sia a temperatura ambiente: in meno di un minuto la facciamo andare fuori di testa. Se è fredda, l’operazione sarà più lunga e non vedo perché perdere tempo senza ragione.

Versa la panna in un contenitore lungo e stretto. Va bene anche un tazzone. Diciamo che non seguirei il mio esempio e non userei una roba come questa:

Il lavoro non è difficile.
Devi solo montare la panna fino a quando si smonta. Fino a quando impazzisce. Fino a quando va fuori di testa.

In pratica quello che vedrai dopo che la panna è montata e tu continuerai a dargli giù di frusta, è una separazione super evidente delle sostanze che vivono dentro la panna. Ci sarà una roba solida (che è il burro) ed una liquida (che è il latticello e può essere usato per preparare i dolci oppure provi a farlo bere al gatto).
Non puoi sbagliare, accadrà in meno di un minuto e tu sarai lì a dire Figata.

Adesso togli con un colino – o semplicemente a cazzo, come ho fatto io – tutto il liquido che si è formato.

Il resto è burro.
Spostalo in un piattino (o un contenitore qualsiasi), chiudilo con pellicola per alimenti e riponilo in frigo. Non so quanto possa durare, sospetto non più di una settimana, ma ancora non so dirti perché il mio è nato solo da due giorni (e ti saluta. Sì, già parla).
Eccolo:

Assaggialo e renditi conto che non avevi mai mangiato del burro in vita tua.

Ciao e buon appetito!

Fusilloni con pomodorini e feta.

Eh, lo so che le ricette latitano e che è brutto non ritrovarsi qui spesso, come ci piaceva tanto fare.

Tra l’altro le attese possono essere proprio snervanti.

Ma sai come la penso: non si aggiorna il blog con ricette mediocri o dimenticabili. Quando ci ritroviamo a mangiare insieme è per condividere pappe memorabili. Grasse ma che valgono ogni grammo di ciccia. Oppure semplici, però che stupiscono la tua bocca pure se sono con lo yogurt greco triste.
Non sei d’accordo? Naviga nel resto del web: se vuoi cenare di merda sai già dove andare e vacci – se proprio ci tieni –  ma sai anche che devi avere la pizza cameo in frigo. Perché il Piano B diventerà senz’altro il Piano A, ci puoi contare.

Chi devi chiamare per mangiare di merda?

ESATTO. Non Pizzakaiju.

Già che ci troviamo, prima di regalarti questa stupida pasta con feta e pomodorini, ti aggiorno sulle mie novità sportive ed alimentari.
Perché, dopo tanti scleri, alla fine mi sono affidata ad un coach. Che mi fa anche un po’ ridere, ma alla fine è successo.
E sai cosa mi ha detto? Che faccio troppo. Che devo piantarla. Che devo diminuire. Che porca troia, anche.

Ed io che volevo ricominciare a correre…

In pratica dovrei fare 10 giorni di fermo. Ma dopo tanti, tanti pianti e cagamenti di cazzo, mi ha stilato un allenamento leggero da fare a giorni alterni. Negli altri giorni dovrei solo camminare, ma mi ha concesso un po’ di roba tipo vogatore o cyclette.
Che è già qualcosa.

Anche questo esercizio posso farlo. Però con moderazione.

In tutto questo c’è anche del buono: posso mangiare di più.
Si parte da un apporto calorico di 1920 calorie al giorno (suddiviso in una certa maniera, ma non sono qui per tediarti) e poi si vedrà.
Tipo che sono le dieci ed ho già fatto due spuntini.

Finalmente i miei sogni da Hobbit si avverano.

In più sono condannata a bere litrate di acqua. Ho già detto che sono le dieci? Ecco, ho già bevuto un litro d’acqua. Di solito io bevo circa un bicchiere e mezzo in tutto il giorno, sopravvivendo non si sa bene come.

Abituata ad una vita in cui si beve poco e si ha fame tutto il giorno, devo dire che già mi sento in colpa ad avere la panza piena (e tra due ore mi tocca pure la merenda).
Ti farò sapere se diventerò un ippopotamo o se risorgerò, facendo un passo in più verso Van Damme. O Bruce Lee, se non altro.

Ora andiamo a mangiare.
Go, go, go!

Sì, ma mangia piano. Almeno mastica, cazzo.

Per preparare dei fusilloni con pomodorini e feta, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di fusilloni;
  • 200 grammi di feta;
  • 700 grammi di pomodorini (circa, dai);
  • 20 grammi d’olio;
  • origano, sale.

Metti l’acqua della pasta a bollire.

Lava i pomodorini e tagliali a pezzetti.

Apri la feta, sciacquala bene sotto l’acqua per togliere la salamoia. Sì, la feta si lava prima di essere pappata.
Sì, lo so, ti si è appena esploso il cervello.

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E poi lo sai che la salamoia fa malissimo alla salute. 

Una volta lavata devi tagliarla in due parti. 100 grammi infatti li butteremo in padella, ma gli altri 100 verranno suddivisi sui due piatti.
Quindi, anzi, taglia la feta direttamente in tre, così non vi litigate il formaggio quando è il momento di sbranarlo.

Il sugo avrà bisogno di pochissimo tempo per essere pronto, meno di dieci minuti. Quindi vedi tu quando buttare la pasta.

Versa 20 grammi d’olio in padella, falli scaldare e poi caccia dentro i pomodorini.

Non vogliamo formare un sugo vero e proprio: i pomodorini devono sfaldarsi un po’, ma senza perdere la forma. Fermati quando vuoi, io credo di averli cotti sì e no 5 minuti.
Spegni la fiamma, aggiungi un po’ di sale e dell’origano e mescola bene.

A questo punto bisogna aspettare la pasta, con una sola accortezza: riaccendi i pomodorini 30 secondi prima dello spadellamento, così i fusilloni non saranno accolti dal gelo siderale.

Concludi dunque la cottura in padella: fiamma alta, mescola tutto il tempo, bagna con l’acqua di cottura (che non devi buttare, mai, serve, sempre) e poi spegni.

Sbriciola i 100 grammi di feta direttamente lì dentro, con le mani. Però sbrigati, che ci serve il calore della padella.

Mescola benissimo fino a quando la feta sarà sparita.

Prepara le porzioni e su ogni piatto metti il resto della feta (50 grammi a testa).
Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Prima di salutarti, ecco i valori nutritivi del tuo cazzo di piatto:

  • 759 calorie;
  • 84 grammi di carboidrati;
  • 31 grammi di proteine;
  • 33 grammi di grasso.

Ciao e buon appetito!