Pesce spada alla griglia

Oggi ricetta facile facile, con poche insidie, che magari potresti farti quei giorni in cui hai così fame che mangeresti il gatto. Crudo.

Quei giorni che poi finiscono così e non è bello.

Ti voglio proporre infatti il pesce spada alla griglia, che l’ha cucinato Stefano Barbato e mi ha fatto venire voglia.

Volevo fare un contorno di verdure, ma la lunga cottura mi ha un po’ esasperato.
Perché io volevo una cena da 4 minuti, però per cucinare i peperoni e le carote ce ne sono voluti QUARANTA. Quaranta in cui non è che ho dovuto fare niente di speciale, se non attendere. Con una fame della madonna.

Ero così.

Quindi no, solo pesce.
Go, go, go
!

Per preparare il pesce spada, per due persone, hai bisogno di:

  • 2 fette di pesce spada da circa 300 grammi l’una, dallo spessore di un centimetro;
  • 10 grammi d’olio con cui condire il pesce spada;
  • pepe, sale;
  • prezzemolo.

Parliamo del pesce. Se ce l’hai fresco, tutto ok. Se ce l’hai surgelato, non devi fare le cose di fretta, perché poi ti viene stopposo o dal gusto discutibile. Devi metterlo su un piatto e lasciarlo decongelare in frigorifero. Ci vorrà del tempo (12 ore almeno), ma è un’operazione che non puoi saltare.
Tre o quattro ore prima della cottura lo tiri fuori dal frigo, così gradualmente lo riportiamo a temperatura ambiente. 
Davvero, già stiamo comprando roba surgelata, se poi la trattiamo pure male tanto vale mangiare i bastoncini di merluzzo finti, che tanto è uguale.

Sì, ho capito che i bastoncini sono buoni, però dai, facciamo le persone serie.

Una volta che hai fatto tutto questo ed è ora di cena, l’unica cosa che devi ancora fare è tamponare il pesce con della carta assorbente per levare l’acqua che sarà rimasta.

Il pesce avrà bisogno di una cottura totale di 5 minuti.

Prendi la tua piastra, non aggiungere grassi.

Accendi una fiamma medio alta. Non aggiungere sale, non aggiungere grassi, non improvvisare.
Attendi solo che vada in temperatura.
E come faccio a sapere quando è in temperatura, chiederai?
Semplice: mettici una mano sopra.

Subito a capire male e a insultare.

Non intendo sopra letteralmente, caro Drax, ma leggermente sollevata. Che so, di 10 cm.
Se riesci a tenere la mano lì per 5 secondi ma poi la devi spostare, sei a temperatura.
Se non riesci a contare fino a 5, devi abbassare la fiamma.
Se riesci a contare fino a 10, vuol dire che devi aspettare ancora.
Science, bitch!

La mano devi metterla così.

Appena è a temperatura appoggia il pesce spada.

Adesso il pesce si attaccherà alla griglia, ma tu non cercare di staccarlo con la forza.
Dopo tre minuti si staccherà da solo e ti lascerà quelle belle righe di sbruciacchiato buonissime da mangiare. Non bucare la carne, ma girala con delle palette, sennò sputtani la cottura.

Dopo 3 o massimo 5 minuti, quindi, sarai in grado di girare la fetta quasi naturalmente.
Non devi sforzarlo per staccarlo, insomma, deve essere un’operazione che avviene senza l’uso dei tuoi possenti muscoli.

Se hai preso il pesce surgelato, come me, è possibile che noterai parecchio liquido fuoriuscire, come quello che vedi in foto. Purtroppo è normale e tu stai facendo giusto. Col pesce fresco questo non dovrebbe accadere. Ma a volte non accade manco con quello surgelato, dipende dal volere di Pazuzu.

Aggiungi un pochino di sale sulla superficie già cotta ed attendi l’altra parte.
Anche in questo caso dovrai attendere che si stacchi dalla piastra, le regole sono le stesse scritte in precedenza.

Fine.
Una volta sui piatti cospargi con del prezzemolo, del pepe ed un filo d’olio.

Ti faccio vedere pure l’altra fetta, che è venuta più scura:

Fine. Mangia, te lo sei meritato.

Ciao e buon appetito!

Uova al forno

Tutto quello che accade al tuo corpo – con la tua alimentazione ed il tuo sport od il tuo pesaculismo – non può essere tramandato al mondo.
Insomma, quello che accade a te rimane a te soltanto e direi che questa è una delle sacre regole dell’esistenza.

Tipo le regole di questa gente qui.

Ogni giorno c’è chi mi domanda quante calorie ingerisco al giorno, quanta palestra faccio, che dieta seguo, quante volte al giorno cago e pure come faccio ad ottenere delle sonorità così intense. Ed io non posso che rispondere in un solo modo: sono domande molto interessanti. Grazie per avermele poste.

Grazie, ma questa diplomazia l’ho imparata da Elio e le storie tese.

La realtà è che non esistono regole che possono applicarsi a più di un individuo alla volta e quello che funziona con me non funziona con te. Punto.
Pure io vado a tentativi e cambio sia allenamento che alimentazione molto spesso, perché è il corpo stesso ad urlarmi che non è più contento di quello che stiamo facendo.
A volte desiderando fortemente un pacco di biscotti perché per una settimana gli ho tolto gli zuccheri, altre volendo il digiuno, altre ancora non sa che cazzo fare e rimaniamo nel dubbio, cercando di alimentarlo con roba sana che riempia.
Ogni giorno è una sorpresa.
E la cosa vera è che è impossibile creare un programma alimentare che funzioni ogni giorno. Ci si può provare, inciampando qui e là.

Sì, ok, ciao Namor!

L’importante è cercare di ascoltarsi e bestemmiare poco quando ci si ingozza di cioccolata perché in preda ad una crisi isterica, seguendo il motto Ma che cazzo me ne fotto a me.
Poi il giorno dopo si torna col riso bollito, il polletto, le uova.
Tipo queste uova che ti sto per presentare, mangiate il giorno dopo un cheat day epocale.

Go, go, go!

E allenati sul serio, non fare come questa qui che ha evidentemente i pesi di cartapesta (dove sono i muscoli, eh?).

Per preparare delle uova al forno, per una persona, hai bisogno di:

  • 4 uova;
  • 300 grammi di passata di pomodoro;
  • 30 grammi di parmigiano;
  • sale, pepe, basilico;
  • 10 grammi d’olio;
  • pane.

Accendi il forno a 180 gradi, modalità statica.
Grattugia il parmigiano.

Versa i 300 grammi di passata in una ciotola e condiscili con un po’ di sale, pepe e i 10 grammi d’olio. Mescola bene.

Prendi la teglia (teglia che userai per mangiare, quindi che sia comoda) e versaci un po’ di passata. Quel che occorre per coprire leggermente il fondo.

Rompi le uova una alla volta in un bicchiere. E sempre una alla volta bisognerà metterle in teglia.
Quindi rompi:

E poi rovescia nelle teglia, mettendole un po’ distanziate l’una dall’altra:

Metti il resto della passata nella teglia, non coprendo però i tuorli. Quindi piano piano, con l’aiuto di un cucchiaio.

Cospargi col parmigiano. Sempre senza coprire i rossi.

Adesso devi infornare.
180 gradi per minimo circa 18. n 18 minuti l’uovo diventa praticamente sodo e devo dire che a me è piaciuto molto, se invece li vuoi liquidi l’unico modo è infornare E POI aggiungere i tuorli due un paio di minuti prima della fine della cottura.
L’importante è che gli albumi siano ben cotti, altrimenti fa schifo.
Ecco qui:

Munisciti di pane, cospargi tutto di basilico come vedi nell’immagine qui sopra e mangia, che te lo sei meritato.

Ciao e buon appetito!

Il merluzzo alla Cazzo ma è domenica?!

Doveva accadere prima o poi.
Vivendo in campagna le giornate devono essere scandite dagli orari del supermercato.
E la domenica devo sempre fare esercizio di corsa, perché all’una poi c’è il deserto.

Bisogna sbrigarsi.

Ma siccome ho cambiato orari ed allenamenti ed alimentazioni, non c’ho avuto testa e nell’ultimo fine settimana ho toppato di brutto: non mi sono accorta che era il giorno del nostro signore e padrone Pazuzu
Quindi dopo un attimo di panico ho aperto il frigo e cercato di capire che cazzo fare.

Ma un cazzo proprio, ha risposto il mio stomaco.

Nella desolazione più totale ho trovato dei filetti di merluzzo che avevo scongelato pensando di papparmeli dopo palestra.
Perché devi sapere che ultimamente sto cucinando grondante di sudore, poiché cioccolate e biscotti e uova di pasqua sì, ma con juicio. 
Poi ho trovato del panko. Chilate di panko.
Del prezzemolo di un verde pallido.
Un limone mezzo aperto e quasi marcio.

Qualcosa potevo inventarmi.

Col cazzo proprio, ha continuato a rispondere lo stomaco.

Alla fine è venuta una robetta niente male, poco calorica, poco grassa e tanto – ma tanto – proteica.
Una roba che si prepara in 20 minuti scarsi, quindi adatta pure alla fame atroce da post allenamento.

Go, go, go!

Vedrai che mi ringrazierai.

Per preparare del merluzzo alla Cazzo ma è domenica?!, per una persona, hai bisogno di:

  • 400 grammi di merluzzo. Se lo compri surgelato ricordati sempre di prenderne di più, perché perde parecchio peso durante la fase di scongelamento, quindi procuratene circa il doppio;
  • 20 grammi d’olio;
  • 50 grammi di panko;
  • sale, pepe, aglio in polvere, prezzemolo;
  • il succo di un limone e pure la sua buccia.

Parti dallo scongelamento del pesce: mettilo in un piatto e fallo riposare per 24 ore in frigo. Non mi stancherò mai di ripeterlo: è un’operazione lenta, non bisogna avere fretta.

Ci siamo?
Accendi il forno a 200 gradi, che è tutto straveloce da preparare.

Trita il prezzemolo.
In una ciotola versa panko, 10 grammi d’olio, un po’ di succo di limone (a tuo gusto, nel mio caso ho dovuto prelevare la parte non marcia, c’era poco da pesare) e pure un po’ di buccia grattugiata. Sale, pepe, aglio in polvere ed il prezzemolo tritato.
Mescola tutto.

Adagia i filetti di merluzzo sulla teglia che hai deciso di usare, foderata di carta da forno.
Versa 10 grammi d’olio sui filetti e spalmali con il pennello da cucina.

Cospargi ogni filetto prima con un po’ di sale (senza esagerare) e poi con il panko.

Inforna a 200 gradi per circa 20 minuti. Ma controlla, che magari a 15 già è pronto. Il panko sopra deve abbrustolirsi, non bruciarsi.

Metti tutto su un piattone ed ecco cosa avrai davanti:

Ed ecco pure i valori nutrizionali, circa. Dico circa perché probabilmente avrai avanzato un pochino di panko, quindi non è che siano precisissimi. Ho tolto qualcosa qui e là, per avere un dato un po’ più realistico.
Nel tuo cazzo di piatto hai:

  • 582 calorie;
  • 31 grammi di carboidrati;
  • 72 grammi di proteine;
  • 19 grammi di grassi.

Ciao e buon appetito!