Sofficini ai funghi

10, 15 volte. Ma forse pure 20, dai. Sì, perché ho visto Alien la prima volta a 12 anni, ora ne ho 37 e quindi direi che è uno dei film che ho guardato e riguardato di più, nella vita.

A parte Mary Poppins, perché quello l’ho visto anche 20 volte in una sola GIORNATA.

Sapevo le battute a memoria, banner antipirateria compreso.

Però, infanzia in preda all’autismo sfrenato a parte, Alien è davvero una di quelle robe che mi capita una volta ogni anno.
Ma non c’è verso, i miei neuroni non accettano il fatto che il film inizi PRIMA della scena dell’ultima cena.

Questa.

Forse è una deformazione da foodblogger, ci sta. Ci sta un po’ meno che io guardi un film che mi perseguita dal 1986 e al momento del ritrovamento delle uova e dell’alieno morto dica Ma questo lo han troppo aggiunto dopo.
Sono così convinta – ogni fottuta volta – che quella roba non sia mai stata girata e che sia una paraculata retroattiva per collegarci Prometheus che mi stupisco SUL SERIO. E SUL SERIO ogni volta devo fare ricerche su wikipedia, arrendermi all’evidenza che Alien è sempre durato due ore e smettere di fare la complottista che crede che Ridley Scott abbia aggiunto scene perché diabolico e infame.

Questa roba è sempre esistita. Shock! 

Che poi mica mi sto lamentando, è positiva ‘sta cosa, poiché è proprio grazie al mio rincoglionimento che Alien mi piace sempre di più. Per quanto lo stupore per me sia essenziale per godermi la roba, purtroppo sono il tedio, la stanchezza e l’immensa rottura di coglioni che regnano nella Kaiju’s Land. Prendermi di sorpresa è sempre più difficile, quindi che Pazuzu benedica i miei neuroni fancazzisti.

Bravi neuroni!

Vogliamo poi parlare di quanto recitano bene tutti quanti? No. Non ne vogliamo parlare perché mi rompo i coglioni (strano, eh?) e ti sto per proporre una ricetta un po’ lunghetta da spiegare, quindi passiamo oltre.
Ho scritto queste righe solo per lasciare un messaggio alla Pizzakaiju del futuro: non fidarti dei tuoi neuroni, not Penny’s Boat.

Però questo i neuroni se lo ricordano, eh?

Impariamo i sofficini, con un ripieno di besciamella e funghi.
Le dosi non sono precisissime perché sto facendo un calcolo rapido, poiché ho seguito una ricetta che cucinava per una famiglia per 6. Quindi le dosi potrebbero essere errate IN ECCESSO, non in difetto (insomma, al massimo ti avanza). 
Per il resto sì, si possono fare al forno ma no, fan cagare e quindi non ti do il procedimento.
Insomma, oggi si frigge.

Go, go, go!

Appropriata.

Per preparare i sofficini con besciamella e funghi, per due persone, hai bisogno di:

  • besciamella leggera, che prepareremo con 40 grammi di farina, 10 di burro, 500 grammi di latte. Sale, pepe, noce moscata;
  • 500 grammi di funghi (una confezione, se li compri come me nelle vaschette) che condiremo con 10 grammi d’olio, uno spicchio d’aglio, prezzemolo e sale;
  • 50 grammi di brie;
  • 125 grammi di latte;
  • 125 grammi di farina 00;
  • 5 grammi di burro;
  • 3 grammi di sale;
  • olio extra vergine di oliva per friggere (circa mezzo litro);
  • 2 uova;
  • 100 grammi di pangrattato (dose abbondante).

Ci vorrà un po’ di tempo perché le preparazioni devono anche raffreddarsi.
Partiamo dalla besciamella.

Versa il latte in un pentolino e caccia dentro la farina.

Mescola bene con una frusta a mano.
Appena la farina è sparita aggiungi il sale, un po’ di noce moscata, un pizzico di pepe bianco, i 10 grammi di burro ed abbassa la fiamma.

Sempre mescolando, attendi che il tutto si addensi. NON ALZARE LA FIAMMA, il latte non deve super bollire.
Come è super densa lasciala riposare da una parte. Ci torniamo dopo.

Poi passiamo ai funghi.
Non sono Azzurro di Funghi, ma da quel che ne so alcune tipologie si possono sciacquare sotto l’acqua ed altre no.
Io ho usato gli champignon e mi sono limitata a togliere con un coltello la parte terrosa.
Poi li ho tagliati a pezzetti.

Trita il prezzemolo.
In una padella versa 10 grammi d’olio e mettici uno spicchio d’aglio intero ma scamiciato.
Dobbiamo dorare l’aglio e poi toglierlo, quindi solito sistema: inclina la padella in modo di avere l’olio tutto in un punto e fai soffriggere l’aglio così.

Quando è bello colorato, levalo con una pinza.
Caccia ora i funghi.

Aggiungi sale, un po’ di prezzemolo e poi chiudi col coperchio.
Fai andare a fiamma medio bassa per una decina di minuti: vedrai i funghi perdere parecchio di volume e rilasceranno anche del liquido che li aiuterà nella cottura (per questo mettiamo il coperchio, così facciamo evaporare quel prezioso liquido più tardi possibile).
Dopo i dieci minuti apri e fai evaporare tutto il liquido.
Eccoli alla fine del loro viaggio:

Fai raffreddare pure loro.
Ora prepariamo l’impasto dei sofficini.

In un pentolino versa il latte e metti dentro il sale ed il burro. Fai sciogliere e porta ad ebollizione.

Appena bolle spegni la fiamma ed aggiungi la farina. Mescola col cucchiaio di legno. Otterrai una roba informe.

Riversa questa roba informe sul tavolo.

Impasta finché la farina sarà inglobata bene.

Fai raffreddare un po’.
Mentre aspetti, taglia a dadini il brie.

Stendila con il mattarello e se l’impasto fosse appiccicoso, lavora su un piano leggermente infarinato.

Devi tagliare l’impasto con un qualcosa di circolare, come una tazza.

Devi fare le formine:

Quel che conta è che lo spessore sia minimo. Minimo così:

Se fosse più spesso puoi sempre stendere leggermente la formina che hai già ottenuto con un mattarello. Non è che ci devono dare il premio Giotto, quindi non ti preoccupare più di tanto se sembreranno dei cerchi brutti.
Tanto li friggiamo.
E fritto è tutto bello.

Ovviamente non buttare via nessun pezzo di impasto: ogni pezzo che ti avanza lo ricompatti e lo stendi di nuovo, come se giocassi col pongo. 
Alla fine TUTTO il tuo impasto dovrà diventare un sofficino, non sprecarne.

Ora farciamo.
Metti una cucchiaiata di besciamella. Ricopri solo una metà della tua formina.

Sopra la besciamella metti i funghi e un paio di quadratini di formaggio.

Ora chiudi. Devi sollevare la parte senza condimento e ricoprire con quella la parte col condimento. 
Poi premi su tutto il bordo per chiudere ermeticamente il sofficino.

Sbatti due uova in un piatto.
Versa 100 grammi di pangrattato in un altro piatto.

Passa ora ogni sofficino prima nell’uovo.

E poi nel pangrattato.

Versa ora l’olio nel contenitore che hai deciso di usare per friggere ed accendi una fiamma media.
Mentre attendi che vada a temperatura preparati un paio di piatti ricoperti di carta assorbente.

Quando l’olio è a temperatura (e per saperlo basta che butti dentro un pizzico di pangrattato: se frigge, ci siamo) abbassa la fiamma al minimo e immergi un paio di sofficini alla volta.

Consiglio per la frittura: inizia sempre con un pezzo solo. Quando questo inizia a friggere in maniera vigorosa, aggiungine un altro. Questo ti aiuterà ad avere una temperatura costante nel friggere, poiché il pezzo nuovo abbasserà leggermente la temperatura dell’olio. Se li mettessi tutti insieme, invece, abbasseresti TROPPO la temperatura dell’olio e quindi la frittura non partirebbe benissimo.

Se come me stai facendo una frittura ad immersione ma non completa (la panza non è completamente annegata), devi girare il sofficino. Deve essere ben colorato su entrambi i lati.

Ci vorranno meno di 5 minuti: avrai la doratura esterna ed il sofficino sarà leggermente più rigido.
Adagia la tua frittura su della carta assorbente.

Devi cambiare la carta più volte e la frittura non deve essere sovrapposta, altrimenti si ammolla e fa cagare.

Quando vedi che la carta non raccoglie quasi più unto, puoi andare a mangiare.

Ed ora una bella foto dell’interno:

Ciao e buon appetito!

Pasta con funghi, speck e brie.

Accendere la playstation ed essere assaliti dalla noia.
Compro Wolfenstein II e lo tronco verso la fine. Eppure con gli altri capitoli mi ero divertita e l’ultimo l’avevo addirittura platinato. Ma niente, qui solo noia.

Passo mesi provicchiando videogiochi senza finirli. Nioh. The Surge. 
Darksiders 3.
Tutta merda, tutta noia, tutto tempo buttato.

Inutile dire che ho ADORATO gli altri due capitoli.

Per riprendere in mano un attimo la mia esistenza spendo QUARANTA euro per Red Dead Redemption 2. Il primo l’ho giocato per mesi: ricordo le ore trascorse a cacciare, a giocare a poker o semplicemente a cavalcare per cercare un posto dove piovesse. Mi sembrava quasi di sentire l’odore della pioggia  e se nel luogo in cui diluviava si poteva giocare ai ferri di cavallo, io ero contenta.

Ci ho buttato dentro mesi della mia vita, seriamente.

Inutile dire che Red Dead Redemption 2 mi fa cagare. E quando dico cagare, intendo proprio cagare: accendo e dopo 5 secondi LA NOIA mi assale. Sali sul cavallo, schiacci X un po’ di volte, ti addormenti ascoltando i dialoghi e quando ti risvegli di solito ti hanno già sparato e sei morto. Ma tu non te ne sei accorto.

Giuro che ormai mi sentivo in colpa. Sarò io, non è possibile che sia lui. Dicono tutti che è bello. È chiaro – pensavo – che a me ormai fa schifo videogiocare.

Poi ho avuto l’illuminazione ed ho comprato la Nintendo Lite.

Bei tempi?

Basta caricamenti lunghissimi e videogiochi che si credono film facendo schifo sia a livello narrativo sia a livello ludico: accendi e tiri frutti, accendi e corri per labirinti. Salti, spari, GIOCHI.
E quindi viene fuori che non sono io. Che sono i giochi che non sono più improntati al divertimento. Vogliono fare la poesia, l’arte, il cinema. E vorrei far notare al mondo che la poesia, l’arte ed il cinema già hanno le loro difficoltà ad essere decenti di per sé, figurati se ci prova il videogame quanto si può fallire.
Poi capitano le cose belle, eh. Tipo Uncharted, The Last of Us. Ma quanti ce la fanno?

Diglielo. SIETE. DEI. VIDEOGIOCHI.

Quando poi non si buttano nella poesia, diventano tutti dei cloni di Far Cry: marchi i nemici, open world troppo grande, un sacco di roba da fare ma tutta uguale. I fortini, le torrette.
Il tedio.

Con i giochi Nintendo non c’è nulla se non il premere i tasti e divertirti. Bestemmiando, sia chiaro, e mica poco.

Risultati immagini per miles kilo

Esempio di roba a cui sto giocando.

Poi c’è un’ennesima svolta in questo aneddotone quotidiano: compro il nuovo God of War.
E posso dirti che io ho difficoltà a staccarmi dalla tv perché voglio GIOCARE. E non perché Kratos non è stato mai così figo in tutta la sua vita, è proprio il GIOCO che mi fa uscire scema.
Combattimenti difficili, non c’è un attimo di pausa, grafica della madonna, narrativa che funziona, livelli (perché non è un open world e quindi alla fine è organizzato quasi a stanze) tutti differenti. Se non nella varietà di nemici, almeno nel metodo di combattimento, poiché gli sviluppatori ti danno una serie di direttive da seguire che modificano il tuo gioco (magari in un livello non hai l’ascia, per esempio).

Io mi sto divertendo un fottio.
E allora no, non sono io.

Pronti a farvi il culo.

Semplicemente sono anni che escono dei cloni di un videogioco di merda come Far Cry, che a sua volta era un’evoluzione di quell’altro gioco di merda che era Assassin’s Creed.
Quando non fanno questo, cercano di spillare soldi con titoli fatti uscire di fretta oppure con titoli ambiziosi che però dimenticano il pad a casa. Mi spieghi che cazzo mi serve avere una mappa ed una grafica figa e le palle del cavallo anatomiche, cara RockStar, se tanto l’unica cosa che faccio è tenere premuto X e guardare la mini mappa in basso a sinistra? Vi rendete conto dello spreco?

Mi sono lamentata abbastanza, andiamo a mangiare una pasta offerta generosamente da Stefano Barbato.

Go, go, go!

Tutti in cucina!

Ah, la presentazione della pappa, quasi dimenticavo. Pasta con cose a caso, tutte buone, difficoltà zero e massimo risultato. 

Per preparare della pasta con funghi, speck e brie, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta corta;
  • 350 grammi di funghi. Quelli che vuoi, basta che siano freschi;
  • 150 grammi di brie. A temperatura ambiente;
  • 100 grammi di speck tagliato a dadini;
  • 50 grammi o poco più di panna fresca. Anche questa a temperatura ambiente;
  • 20 grammi di burro;
  • uno scalogno;
  • sale, pepe e timo;
  • prezzemolo.

Prepariamo tutti gli ingredienti.
Trita il prezzemolo.
Riduci a pezzetti lo scalogno.
Taglia a dadini piccoli lo speck.
Taglia a dadini pure il brie.
Taglia a pezzi i funghi, senza sbatterti più di tanto.

Metti l’acqua della pasta a bollire e partiamo.
Caccia 20 grammi di burro in una pentola ed aggiungi lo scalogno.

Fai andare a fiamma bassa fino a quando lo scalogno si sarà un po’ ammorbidito (circa 5 minuti), poi aggiungi lo speck.

Mescola bene e dopo 30 secondi scarsi puoi aggiungere pure i funghi.

Alza leggermente la fiamma e fai andare per un paio di minuti.
Poi abbassa la fiamma, aggiungi un po’ di sale, pepe e timo e chiudi col coperchio. Fai andare per una decina di minuti, mescolando ogni tanto.
Puoi anche buttare la pasta, non c’è più molto da fare.

Dopo una decina di minuti togli il coperchio, butta dentro un pochino di prezzemolo e prosegui la cottura a fiamma bassa e a cielo aperto, bagnando con l’acqua della pasta se occorre.

Scola la pasta un minuto prima del tempo indicato sulla confezione e concludi la cottura in padella: fiamma alta, mescola sempre e bagna con l’acqua amidosa se occorre (ed occorrerà).

Abbassa ora la fiamma al minimo ed allontana la padella per 30 secondi dal fuoco, giusto per fare calare un attimo la temperatura.
Ora butta il brie dentro, pochi dadini per volta. Mescola ed aggiungine altri. Così fino ad esaurimento dei pezzetti.

Esaurito il formaggio spegni la fiamma ed aggiungi la panna, quel tanto che basta per formare una cremina.

Durante la lavorazione.

Io ne ho messi 65 grammi, per la precisione. Proprio pochissima.
Ah, aggiungi anche del prezzemolo in questa fase.

Prepara le porzioni e davanti a te dovresti avere una cosa simile:

Ciao e buon appetito!

Vellutata di funghi (+ tutorial per roux, brodo vegetale e crostini in padella)

Ormai è chiaro che Philip Dick aveva ragione.

Avevo in mente di scrivere un pezzo lunghissimo sul suicidio di Kurt Vonnegut e sull’evidente contrasto tra la creazione e l’uomo: ma come, uno scrittore che ha parlato di positività tutta la vita poi si ammazza?
E avrei messo in mezzo Bukowski, che nonostante il suo nichilismo o strafancazzismo o chiamalocomevuoismo invece muore tranquillo, a casa sua, pacioso.

Tutto bello, eh. Peccato che Kurt Vonnegut non si sia suicidato.

No, Margherita Hacked non ha salvato il mondo, quella era Capitan Marvel. Lo so che sei convinta, ma no.

Io sono SICURA del suo suicidio, ricordo pure le dichiarazioni del figlio, che suonavano tipo Mio padre è stato triste tutta la vita, ha cercato di ammazzarsi più volte e finalmente ce l’ha fatta.
Peccato che il figlio non l’abbia mai detto. MAI. 
Anzi, ha affermato proprio il contrario. Una roba tipo Mio padre ha avuto una vita di merda ma era molto orgoglioso di non essersi ammazzato ed io farò lo stesso.

Eppure io ME LO RICORDO. Giuro. Ricordo anche il profondo dispiacere e pure le riflessioni avute per settimane.
Su una cosa che non è mai successa.

Oggi si chiude causa rincoglionimento totale.

Quindi Philip Dick aveva ragione, è l’unica.
Lui, che quando è entrato nel cesso e non ha trovato la cordicella per accendere la luce ha avuto l’illuminazione.
Perché nel cesso, lui ne era convinto, c’era la cordicella. Non quell’interruttore di merda.
E lui decide che no, era la realtà ad avere torto. Lui – era evidente – era entrato in un universo parallelo in cui la cordicella non c’era mai stata.

Ecco come mi sento.

Un ciao ciao alla mia sanità mentale.

Non è la prima volta che accadono queste cose, nell’ultimo periodo.
Ho una breve lista di oggetti scomparsi e poi riapparsi magicamente nel luogo dove avrebbero dovuto essere e non c’erano, per settimane.
Da quando ho scoperto di questo aneddoto di Dick (che vivrà per sempre convinto che esistono gli universi paralleli e andate ad ascoltare questo video per saperne di più) io non mi do pace.
Io ricordo che Kurt Vonnegut si è suicidato, porca troia, e la cosa di sicuro non mi ha mai fatto piacere.
Mi è più facile credere nel multiverso? Beh, io già ci credo in fin dei conti ed attendo sempre che Galactus si inviti a cena, quindi sai già quali sono le mie conclusioni.

Ora mangiamo, che tanto in ogni universo possibile noi schiattiamo sempre di fame.

Leccarsi i baffi.

La ricetta di oggi l’ho copiata in maniera TOTALE da Stefano Barbato. Quando scrivo TOTALE intendo proprio nelle virgole: i tempi, le fiamme e pure i consigli che leggerai arrivano direttamente dal suo videotutorial super professionale.
Quindi vai da lui, per questo e tanti altri tutorial, che lì sì che impari a cucinare come i cuochi veri.
Se invece vuoi imparare a cucinare come un kaiju vero, stai qui e poi non lamentarti.

Go, go, go!

Tutti in cucina.

Per preparare una vellutata di funghi, per 2 persone, hai bisogno di:

  • 600 grammi di funghi. Quelli che vuoi, poiché io ho usato gli champignon ed è venuta MONDIALE lo stesso, l’importante è che usi quelli freschi e non quelli surgelati. Barbato afferma che il misto ideale è composto da 300 grammi di funghi porcini e 300 di pioppini. Ma io non ho trovato una ceppa;
  • 300 grammi di patate rosse. Credo tu possa usare pure quelle regolari, ma da quel che ho visto le rosse sono più pappose, quindi forse rendono meglio;
  • una cipolla, una carota, uno spicchio d’aglio, una costa di sedano, 2 pomodorini per il brodo vegetale;
  • un litro e duecento grammi di acqua;
  • dai 30 ai 50 grammi di funghi secchi. Diciamo che 50 è il top, ma se devi svenarti e chiedere un prestito ai nani, 30 è una quantità accettabile.
  • prezzemolo;
  • 60 grammi di porro;
  • 30 grammi di burro chiarificato. Se non lo trovi, usa 30 grammi di olio extra vergine di oliva. Che succede se lo sostituisci col burro normale? Non ho mai provato, secondo me niente.
  • 30 grammi di farina 00;
  • 150 grammi di pane raffermo. O almeno più vecchio possibile e un po’ mollicoso;
  • uno spicchio d’aglio, 2 pomodorini super maturi, peperoncino, origano per i crostini;
  • 40 grammi d’olio: 10 per la vellutata, 30 per il pane.
  • un ulteriore filo d’olio da aggiungere sui piatti. Per i malati delle calorie: si aggira intorno ai 5 grammi.

Con la farina ed il burro chiarificato prepareremo del roux che però ti avanzerà.
Il pane invece te lo papperai tutto, senza problemi. Anzi, ti dispiacerà non averne fatto di più, ma Santoro, si contenga. 

Gente che reagisce male alle mie battute.

Anche se in passato ho dichiarato di non amare il brodo vegetale fatto in casa, questa volta è diverso. Un po’ perché mi rifiutavo di usare il dado per una ricetta professionale, un po’ perché questa volta ci buttiamo dentro i funghi secchi e sarà tutto un altro sapore.
Partiamo dunque dal brodo, che è la parte più lunga.

Riempi una pentola con un litro e 200 grammi di brodo vegetale. Perché un litro e due? Perché durante la cottura un po’ evaporerà e a noi ce ne serve un litro, meglio tenere in conto della scienza, quando si cucina.

Dentro all’acqua metti:

  • una cipolla tagliata in 4 pezzi. 2 se è piccola;
  • una carota tagliata a metà;
  • 2 pomodorini tagliati a metà;
  • una costa di sedano spezzata a metà;
  • uno spicchio d’aglio intero, ma senza camicia;
  • 30 grammi di funghi secchi;
  • un po’ di sale. Decidi tu se usare quello fino o grosso, non cambia niente. Come ti gestisci meglio.

Accendi una fiamma media e porta a bollore, chiudendo col coperchio. Una volta che bolle abbassa la fiamma e fai sobbollire, sempre col coperchio, per almeno 30 minuti.

Intanto occupiamoci del resto.
Pela le patate e pulisci i funghi. Come? Dipende dal fungo: di solito basta tagliare la parte terrosa o tamponarli con uno straccio umido, ma non sono Azzurro di Funghi.
Taglia poi funghi e patate a pezzi, non mischiandoli perché le patate verranno inserite in cottura per prime. 
La grandezza dei pezzi è ininfluente, tanto triteremo tutto col mixer.

Taglia col coltello del prezzemolo (non ci serve super minuscolo) e trita 60 grammi di porro.
Del porro devi togliere il culo e pure un paio di strati più esterni. Il resto si usa.

Ore pensiamo al roux, che ci servirà sia per la cremosità finale che per esaltare i gusti della nostra vellutata. Finezze a cui non siamo abituati, ma te l’ho detto che stiamo imparando dal  migliore.

Metti 30 grammi di burro chiarificato in un pentolino.

Fallo sciogliere a fiamma super bassa.
Appena è sciolto del tutto, setaccia i 30 grammi di farina e cacciali dentro al pentolino, fuori dal fuoco. Ti basta un mestolo di legno ed un retino a maglie strette, per setacciare.

Rimetti sul fuoco, fiamma più bassa che puoi, e mescola tutto bene.

Adesso devi farlo cuocere per 5 minuti, girando di continuo, fino a quando cambierà colore. Ci vorranno dai 5 ai 7 minuti, guarda bene la crema: diventerà più bionda. Non so se dalla foto si nota la differenza, ma ti assicuro che l’occhio se ne accorgerà.

Versa il roux in una tazzina e lascialo riposare.

Ora credo che il brodo sia pronto e puoi pure spegnerlo.
Partiamo con la vellutata vera e propria e calmati: il più è fatto.

Versa 10 grammi d’olio in una pentola capiente, accendi una fiamma medio bassa ed appena sfrigola aggiungi il porro.

Fai andare 30 secondi, mescolando di continuo e poi butta dentro le patate. Alza leggermente la fiamma e fai andare per 2 minuti, sempre girando spesso.

Aggiungi poi i funghi.

Mescola bene e poi aggiungi il sale, senza calcare la mano perché ti ricordo che il sale c’è pure nel brodo. Mescola di nuovo.
Abbassa il fuoco al minimo, anzi, spostati direttamente nel fuoco più piccolo che hai. Se la tua cucina è fatta come la mia (e come quella di Barbato, io già ero in panico) le patate si staranno attaccando al fondo, ma niente paura.
Spostati sulla fiamma piccola, metti il coperchio e fai cuocere per 2 minuti. Quando riaprirai patate e funghi si saranno staccati dal fondo delle pentole: magia!

Adesso rimetti la pentola su una fiamma media, mescola bene, aggiungi del pepe e cuoci per un altro paio di minuti.

Adesso versiamo il brodo, coprendo tutti gli ingredienti.
Per versare il brodo, aiutati con il colino a maglie strette perché dobbiamo filtrarlo da tutte le verdure. Durante quest’operazione, però, recupera i funghi secchi e aggiungi pure loro in pentola.

Il livello del brodo non deve essere superiore a quello degli ingredienti. Così:

Ora metti il coperchio a metà (semicoperto) e fai cuocere a fiamma media per 20 minuti. 

Mentre attendiamo, occupiamoci del pane, tagliandolo a tocchetti.

Passati i 20 minuti? Dovresti avere una roba del genere davanti, più o meno:

Togli il tutto dalla fiamma e tritiamo col mixer ad immersione. Se occorre più brodo, aggiungilo. Non dobbiamo ottenere una minestra, ma una vellutata, quindi il risultato deve essere papposo.

Una volta tritato tutto, aggiungi 2 (massimo 3) cucchiaini di roux:

Rimetti sul fuoco a fiamma bassissima, mescola tutto e fai andare per un minuto.

Spegni il fuoco, continua a mescolare per altri 30 secondi e basta. Chiudi col coperchio ed occupiamoci del pane, perché ora prepariamo pure i crostini.

In una padella larga versa 30 grammi d’olio. Aggiungi uno spicchio d’aglio tritato, del peperoncino e pure 2 pomodorini tagliati in 4.
I pomodorini dovranno essere più maturi possibile, perché dovranno sciogliersi quasi completamente durante la cottura.

Fiamma media, fai andare tutto finché tutto si mescola bene, aggiungi anche dell’origano durante l’operazione.

Ora butta dentro il pane e fai andare per due minuti, mescolando sempre. Fiamme medio alta.

Il pane assorbirà tutti i sapori e si tosterà.

Finalmente ci siamo!

Prepara le porzioni. Cospargi ogni piatto con del prezzemolo, del pepe, un filo d’olio a crudo e i crostini.

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!