Gli gnocchi bombetta

Se avessi un seguito, se fossi un altro Kaiju, se non avessi un carattere di merda… Insomma, se io non fossi IO, potrei scrivere cose come Forse tra i miei vecchi lettori ci sarà qualcuno che ricorda quella nefandezza degli gnocchi bombetta.
E invece no, perché non mi caga nessuno.

O quasi nessuno, visto che questa GIF non ma la sono fatta da sola.

Quindi me la canto e me la suono da sola, con tanti pat pat per avere migliorato una ricetta indiscutibilmente MERDOSA.
Perché ai tempi mica ero riuscita a mangiarla. Uno spreco di pasta, uno spreco di ‘nduja, uno spreco di gorgonzola.
Però lo sai che ogni tanto riprendo vecchi esperimenti e ci riprovo. Senza grande convinzione, ma ci provo.

Il mio pensiero prima di mettermi ai fornelli.

Invece, ti dirò, era davvero buono.
Potente e non un piatto per signorine, ma super consigliato.
E pure superveloce, che non guasta.

Go, go, go!

Per preparare degli gnocchi bombetta, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di gnocchi;
  • 10 grammi di farina + un dito d’acqua;
  • 100 grammi di latte;
  • 150 grammi di gorgonzola dolce;
  • 30 grammi di ‘nduja.

Metti l’acqua degli gnocchi a bollire.

Premesse solite, va, che magari ti distrai: le dosi che ti ho dato della ‘nduja dipendono dal tuo livello di sopportazione e dal tipo di ‘nduja che hai acquistato. Ne esistono di piccantissime e di tranquillone. Vedi un po’ te, magari aggiungine un po’ per volta, assaggia e valuta.
Ah, niente sale, che il gorgonzola è potente di suo.

Versa 100 grammi di latte in una padella ed accendi una fiamma molto bassa.
Caccia dentro anche il gorgonzola tagliato a pezzotti.

Sciogli i 10 grammi di farina in un dito d’acqua.

Aiuta con un cucchiaio il gorgonzola a squagliarsi, quando inizia ad essere un po’ melmoso puoi versare l’acqua con la farina ed aggiungere pure la ‘nduja.
Butta pure gli gnocchi in acqua, che abbiamo finito.

Continua a mescolare a fiamma bassa, senza fare mai bollire il latte.
Piano piano si addenserà e quando raggiungerai la densità desiderata, spegni.
Tieni conto che raffreddandosi si addenserà ancora di più, quindi magari tieniti un po’ indietro.

Scola gli gnocchi e cacciali in padella, se occorre bagna il tutto con la loro acqua nel caso la crema diventasse troppo densa.

Ti metto un’altra foto, perché merita:

Ciao e buon appetito!

Gnocchi con crema di formaggio

Mi capita straspesso di avere trentordici rimasugli di formaggi vari ed ogni volta scatta questa ricetta svuotafrigo facilissima, buonissima e velocissima.

Chiedo scusa per l’umorismo anni novanta.

In pratica prepariamo una crema al formaggio che puoi creare davvero con QUALSIASI tipo di formaggio: spalmabile, stagionato, che si sciolga oppure no.
E smettila, metti via quella panna. La panna è (quasi sempre) l’arma segreta per chi non sa cucinare ma non vuole ammetterlo.

Questa mano può essere piuma…

La crema la facciamo a fuoco lento, con un po’ di latte ed un po’ di farina. Punto.
Go, go, go!

Per preparare degli gnocchi con crema di formaggio, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di gnocchi di patate;
  • 100 grammi di formaggi. Quelli che ti pare, dalla robiola alla cacioricotta, passando per il gorgonzola ed il primo sale;
  • 10 grammi di farina 00 ed un paio di dita d’acqua;
  • 200 grammi di latte parzialmente scremato (o intero. Quello che bevi di solito);
  • sale, pepe;
  • 200 grammi di pomodorini e basilico, entrambi FACOLTATIVI. I pomodorini ed il formaggio ti piacciono? Li metti. Insieme invece ti fanno un po’ meh perché l’acido del pomodoro ti sembra prevalere? Non li metti. Per il procedimento non ci sono particolari accortezze, decidi tu. Io in questa versione li ho messi perché li avevo avanzati, ma preferisco senza. 

Metti l’acqua degli gnocchi a bollire, sarà molto veloce.
Metti in una ciotola tutti i formaggi che ti servono. Se sono spalmabili non devi fare niente, se sono rimasugli di robe solide riducili a dadini. Normali, non grandi, non piccoli… cambia un cazzo, normali. Se puoi grattugiare, grattugia.

Se hai i pomodorini, lavali e tagliali a metà.

Fai sciogliere 10 grammi di farina in un paio di dita d’acqua.

Versa 200 grammi di latte in una padella, padella abbastanza grande da poter poi mescolare tutto quanto.

Accendi una fiamma bassa ed attendi che il latte si scaldi un po’. Non devi farlo bollire, mai.
Quando è caldo caccia dentro i formaggi:

Sempre con la fiamma bassa, falli sciogliere. Se hai dei formaggi a pezzotti (il brie, per esempio) non si scioglierà del tutto. Non ha alcuna importanza.
Quando vedi che i formaggi cominciano a squagliarsi bene, versa l’acqua con la farina:

Prosegui a fare addensare, sempre mescolando e sempre a fiamma bassa.
Ci vorrà un po’ e comunque sappi che quando spegnerai si addenserà ancor di più.

Non dovrebbe servire sale, poiché i formaggi sono sapidi di loro. Dipende dai formaggi che hai scelto e dalla tua bocca.

Tu intanto prepara gli gnocchi. Se la crema ti sembra abbastanza densa, spegni la fiamma e riaccendila quando stanno arrivando gli gnocchi.

Tira fuori gli gnocchi con la schiumarola, mano a mano che vengono a galla. Cacciali in padella.

Falli saltare a fiamma medio bassa, girando di continuo. Se occorre, bagna con l’acqua di cottura (che è colma d’amido e può aiutare a fare addensare).
La crema ti apparirà sempre un po’ più liquida di come sarà nei piatti: non bestemmiarci sopra più di tanto, regolati a occhio, mescola sempre e non alzare troppo la fiamma che poi fai casino. Agli gnocchi fottesega del tempo che ci metti: Giovanni Rana crea cibo finto capace di resistere a tutte le tue incertezze culinarie. Se invece gli gnocchi li hai fatti tu, dubito che tu abbia bisogno del mio aiuto per capire quando una crema è densa e quando è liquida.

A fiamma spenta, se vuoi, puoi cacciare i pomodorini.

Prepara le porzioni e su ogni piatto metti pepe e basilico.

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Se hai optato per la versione priva di pomodorini, ecco la faccia che potrebbe avere (ma ho usato gnocchi di spinaci, sempre di Giovanni Rana).

No, non è Stalker di Tarkovskij:

Ciao e buon appetito!

Gnocchi fritti con besciamella al Parmigiano (e piccolo tutorial per gestire lammmerda)

Puoi teorizzare quanto vuoi sull’alimentazione e la dieta ed il movimento fisico.
Però, sia che tu lo faccia col culo ciccioso collassato sul divano, sia che tu lo faccia con i muscoli stragonfi il risultato non cambia: non esiste una regola applicabile per tutti né mai esisterà.
Te lo faccio spiegare in maniera semplice semplice dal mio amico fisicato:

Ecco.

Come accade spesso, mi sento in dovere di raccontarti la mia storia, come in quei brutti video motivazionali dove la gente ti racconta di come ha cambiato radicalmente la vita dopo aver visto un documentario su Iva Zanicchi nel suo viaggio in Tibet.
Ne uscirai cambiata, butterai nel cesso le barrette proteiche al cacao finto (mi raccomando, però, mangiane solo metà sennò esageri con i nutrienti) e smetterai di nutrirti di insalata scondita e cibi senza glutine, senza lattosio, senza cibo.

La mia reazione quando leggo delle diete su Instagram.

La regola del palestrato medio è quello di levare tutta l’alimentazione e limitarsi a bibitoni proteici e soprattutto venerare il polletto col riso.
Quando mi capita di raccontare le mie abitudini di pappa, questi sudano freddo.
Perché io, Pizzakaiju, mangio lammmerda. Ho sempre mangiato lammmerda.
O, per meglio spiegarmi, ho sempre GESTITO lammmerda.

Ebbene sì: lammmerda si può gestire.

La mia alimentazione è composta, in linea di massima, da due pasti molto ravvicinati. Non ho la colazione, non ho gli spuntini. Mangio a pranzo (subito dopo l’allenamento) e a cena (che d’estate è spesso accompagnata da un mini allenamento di 30-40 minuti).

A pranzo dolci, a sera salato, per accontentare ogni tipo di voglia.

Non faccio palestra per dimagrire, né per restare in forma. Cerco da tre anni di modellare il mio corpo, senza sbilanciare di troppo il mio peso: in tre anni ho acquistato circa 3 chili, 3 chili che posso tranquillamente affermare essere solo muscoli. La ciccia è sempre meno e piano piano sparirà.
E questo sempre mangiando come un Garbage Kid.

Ormai lo sai.

Mi si può tranquillamente rispondere che sì, ok,  però poi ti fa male. Ma non fumo, non bevo, vivo in campagna. Un po’ di cibo di merda posso permettermelo (e comunque morirò lo stesso, prima o poi. Ed anche tu, pure se mangi solo seitan e semi di chia).

Inutile dire che i rompicoglioni sono sempre stati in agguato e mi hanno sfracassato con i loro tacchini da 50 grammi e i fiocchi d’avena e gli yogurtini tristi. E poi la colazione! Come fai a non fare colazione??? Non lo sai che è il pasto più importante della giornata???!

Così quest’inverno ho cambiato la dieta. Tre pasti: colazione, pranzo, cena. Pentendomene tantissimo.

Giuro, non l’ho presa in maniera così vulcaniana.

Cercando di limitarmi più possibile, ho comunque incontrato un aumento calorico fisso di circa 400-500 calorie. Che sono tante.
Ma quello è stato il meno.

In tre mesi sono stata male fisicamente, mentalmente e non ero mai contenta di mangiare. Mi sentivo gonfia, mi sembrava sempre di mangiare troppo ed anche il mio fisico è peggiorato. A parte l’aumento di peso di tre chili (TRE!), gli addominali non si vedevano più, le gambe erano più grosse e persino i fianchi mi sembravano allargati.
In più pure allenarsi era diventata una tortura: mi alzavo senza voglia di fare niente, non mi sentivo appagata, mi sembrava di sprecare tempo e forze. Ho allentato le ore e l’intensità, rendendo lo sport quotidiano più un dovere che altro.

Insomma, non stavo benissimo.

Ci ho provato per davvero. Poi sono tornata sui miei passi.
Da tre settimane ho smesso con le torture auto inflitte e sono tornata al mio regime, provocandomi il mal di pancia per i gelati e i cereali e le torte.
Ho perso i tre chili ed ho un fisico che non è mai stato migliore: mi sono asciugata tantissimo, i muscoli sono cresciuti in ogni parte del corpo e soprattutto i miei allenamenti sono tornati ad essere belli. Mi diverto, riesco sempre ad aumentare l’intensità ed è un continuo crescendo.

Sto a mille, proprio.

Tutto ‘sto pippone non è per dire FATE COME ME. No. È solo il mio modo per dimostrare che non esistono regole ferree e che ogni corpo è a sé. Ogni abitudine è dannosa od ottimale a seconda del soggetto e soprattutto lo sport non deve essere vissuto come mezzo per raggiungere un dimagrimento: deve essere vissuto per se stesso. Sentire il corpo che soffre mentre alza un peso (o corre a velocità massima o quello che ti pare) è una sensazione che vale per sé. Il corpo reagirà di conseguenza alla positività e sembra un pensiero hippy, ma non lo è.

E soprattutto EVERYBODY EATS!

Con l’arrivo del caldo caldissimo chi mi segue su Facebook od Instagram sarà bombardato di mie foto in mutande e si vedrà che non dico stronzate: il fisico si modella, pure se avete le dita nutellose.

Basta mangiare tutto con moderazione, non vivere di privazioni ed accontentare i propri desideri il più possibile.
E quindi, in pieno spirito cicciolandia, oggi ti dono il potere degli gnocchi di patate fritti.

Lo so, è dura da accettare. Ma anche oggi si frigge.

Avevo questa ricetta di Sciuè Sciuè in coda da tipo seicento mesi e finalmente ho preso il coraggio. In pratica si friggono gli gnocchi e poi si condiscono con una besciamella al parmigiano reggiano. Semplice, buono e – incredibile! – manco troppo pesante. Dopo 20 minuti scarsi avevo di nuovo fame. Ma io, si sa, c’ho grossi problemi.

Go, go, go! 

Tutti in cucina.

Per preparare gli gnocchi fritti con besciamella al parmigiano, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di gnocchi di patate. Io ho comprato quelli di Giovanni Rana ed erano a temperatura ambiente. Lo dico perché pare che chi ha fritto tirandoli direttamente fuori dal frigo abbia avuto la cucina esplosa;
  • un litro di olio per friggere. Consiglio sempre di evitare gli oli di semi, ma di usare un olio extra vergine di oliva economico. Puoi anche riciclarlo per un paio di usi: basta che lo pulisci un po’ con un colino a maglie fitte, per togliere i residui della frittura;
  • mezzo litro di besciamella che creerai con 500 grammi di latte a temperatura ambiente, 50 grammi di burro e 40 grammi di farina (più sale, pepe e noce moscata a piacere). In realtà te ne avanzerà, ma è meglio abbondare, magari a te piacciono gli gnocchi super immersi nella besciamella;
  • 100 grammi di parmigiano reggiano.

Grattugia i 100 grammi di parmigiano, che partiamo dalla besciamella.
Mi rifiuto di scrivere di nuovo tutto il procedimento che ormai è assodato e puoi trovare qui.
In pratica fai sciogliere i 50 grammi di burro in un pentolino, aggiungi i 40 di farina ed attendi che si crei il compostino. Versi il latte, fai scaldare ed addensare, girando sempre con la frusta a mano (puoi usare quella elettrica, ma con quella a mano è comodissimo, non c’è bisogno di raggiungere velocità supersoniche).

Aggiungi sale, pepe e noce moscata.
Quando si sarà ben addensata (ma bene, in questo caso ci serve bella spessa) butta dentro il parmigiano.

Mescola bene bene con un cucchiaio di legno fino a quando si sarà tutto sciolto. A fiamma spenta.
Ecco il risultato finale:

Metti il coperchio e lascia riposare. 
Adesso friggiamo.
Versa il litro d’olio in un pentolino e fagli raggiungere la temperatura di frittura, usando una fiamma medio alta. Qual è la temperatura di frittura? E che ne so: ti sembro un termometro? Devi fare una prova. Gettaci dentro un pizzico di farina: se frigge, ci siamo.

Adagia, con l’aiuto di una schiumarola, gli gnocchi nell’olio bollente. Tutti insieme, violando le sacre leggi di quelli che ne sanno che ci impongono di friggere pochi pezzi alla volta.

Gli gnocchi, esattamente come quando li cuoci in acqua bollente, verranno a galla. Io ho fatto friggere circa tre minuti.
Tirali fuori sempre con la schiumarola e mettili su un paio di piatti ben coperti con carta da forno. La frittura deve essere sempre ben distanziata, altrimenti ti si ammolla e non rilascia l’olio in eccesso.

Tampona gli gnocchi con la carta da forno, per fare assorbire più olio possibile.

brutte mani da finto pugile.

Riversa tutti gli gnocchi in una ciotolona.

Condiscili ora con la besciamella.

Prepara i piatti e su ogni porzione caccia un po’ di pepe.
Dovresti avere ottenuto un risultato simile:

Siccome è molto difficile fotografare piatti molto bianchi, ecco un’altra foto scattata senza usare il flash, sperando sia di aiuto:

Ciao e buon appetito!