Pennoni con crema di patate, salsiccia e provola (+ la colazione è il pasto più importante della giornata e non uscite nelle ore più calde)

Attenzione che oggi, qui, sul canale Pizzakaiju si scopre una roba importantissima: l’acqua calda.

Sono da sempre grande profeta del metodo calorie per fare qualsiasi cosa: vuoi dimagrire e devi stare sotto alle 1500? Non ti preoccupare, mangiati pure il mars. L’importante è che stai nel numero, quindi chi sono io per dirti che sarebbe meglio evitare, che quelle 200 calorie di grasso caramelloso potrebbero essere sostituite da sei chili di zucchine?
Fai quello che vuoi, sì va bene free mandela ma free anche la tua dieta.

L’importante è ingozzarsi.

Nella mia testa 200 calorie di mars e 200 calorie di zucchine sono sempre state la stessa cosa. L’importante è IL NUMERO!

Un altro ritardato matematico.

E seguendo questo sistema da pirla ho avuto ottimi risultati, sia chiaro. Ho perso 40 chii ed ho messo su un sacco di muscoli.
Però negli ultimi sei mesi le mie soddisfazioni non sono più quelle di un tempo: non cresco più e quella ciccia odiosa (che vedo solo io) mi viene a trovare negli incubi notturni e mi perseguita ad ogni gelato non programmato.

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La ciccia, nei miei sogni, ha questo aspetto. Chi coglie questa ha la mia stima.

Per combinazione, durante le mie seghe mentali durante l’allenamento, scopro il canale di Umberto Miletto: un tizio che usa lo sport per stare bene, non fissato con l’alimentazione, con i giorni di riposo, i tempi di recupero e via dicendo. Uno non fissato e basta.
Mi convinco, ora ci provo. Ora misuro i macronutrienti. Scarico l’app ed il mio asperger SUBITO si acuisce.

Scopro di vivere prevalentemente di grassi, con pochi carboidrati e praticamente ZERO proteine. Grazie al cazzo che non crescono i muscoli.

Ed io che davo la colpa ai nazisti.

Così inizio a cambiare alimentazione, a scegliere alimenti zuccherati ma non cicciosi e scopro che posso mangiare poco ma spesso.
Sì. Ho appena scritto che posso mangiare POCO MA SPESSO.
Il prossimo post sarà senz’altro sull’importanza di bere molta acqua.

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Mi raccomando.

L’esperimento dura da tre giorni e già noto una differenza nel fisico, come senso di riempimento di panza e di tranquillità mentre mangio fottutamente di più ma senza sensi di colpa.
Significa mai più gelati?
Mai più bombe al burro d’arachidi fritto?

CALMA!

Ma no. Significa solo che ci saranno giorni in cui libererò il Kraken e mi strafogherò di tutto quel che ho voglia, per poi tornare nella sana vita da Ordine e Disciplina.
Perché ormai faccio la vita del militare, faccio.
Mi alzo alle cinque e mezza del mattino, faccio palestra per tutto il giorno e poi la sera crollo alle nove e mezza. Sarei un’ottima spartana.

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Regola numero di ogni spartano: photoshopparsi abbbbestia o almeno usare dei filtri bellezza.

Siccome a questo post manca giusto una frase motivazionale a caso, di quelle Instagrammatiche, cito il saggio e concludo che È davvero felice chi prova a fare ciò che gli piace ed anche se fa male è meglio fallire che non agire mai. 

Infine, dato che Coerenza è il mio secondo nome, oggi piatto carico di ciccia e di grassi ma che vale tutti i sacrifici, come sempre. Una ricetta che ho rubato ad Angolo del gusto, cambiando giusto un paio di cose (di cui una sono un po’ pentita, mi sa che c’ha ragione lei).

Go, go, go!

Il tipico pranzo post workout.

Per preparare dei pennoni con crema di patate, salsiccia e provola, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pennoni. O comunque altra pasta corta bucata;
  • 300 grammi di salsiccia;
  • 400 grammi di patate;
  • una cipolla;
  • 200 grammi di vino bianco;
  • un cucchiaio d’olio;
  • sale e pepe;
  • 180-250 grammi di provola fresca. Perché questa differenza di dosi? Perché io ne ho messa 180, ma Angolo del gusto garantisce che con 250 grammi è anche più buona. A te la decisione.

La cosa più lunga è bollire le patate. Veramente, due palle.
Riempi d’acqua una pentola, cacciaci il sale grosso e metti dentro le patate. Chiudi col coperchio, aspetta le bolle e poi attendi anche la madonna. Perché non so quanto tempo tu ci metti a bollire le patate, ma a casa del Kaiju 40 minuti sono SEMPRE necessari. SEMPRE.

Fatto questo pelale, mettile in una ciotola e schiacciale con una forchetta.

Versa un po’ d’acqua per allungare la pappa, aggiungi il pepe e con l’aiuto di un mixer crea una crema densa:

Lasciala lì e passiamo ad altro.
Metti l’acqua della pasta a bollire.

Taglia a pezzi grossolani una cipolla.
In una padella piuttosto capiente versa un cucchiaio d’olio e caccia dentro la cipolla.

Falla andare a fiamma bassa per qualche minuto, il tempo che ti serve per tagliare a pezzetti la salsiccia. Ricordati di togliere anche il budello.

Aggiungi la salsiccia nella padella.

Falla insaporire giusto un minuto e versa il vino bianco.
Alza la fiamma e fai evaporare la parte alcolica.
A questo punto inizia la cottura della salsiccia, che avrà bisogno di una ventina di minuti: caccerà fuori un sacco di acqua che dovrà sparire e poi dovrai anche farla bruciacchiare un po’. Girala spesso, stacci dietro.
Alla fine dovrà avere questo aspetto:

Nel frattempo, tra un giramento e l’altro, taglia a pezzetti la provola:

Quando la salsiccia è pronta bisogna unirla alla crema di patate. Siccome la crema di patate si sarà bella massicciata, versaci un po’ d’acqua (va benissimo quella dove cuocerai la pasta) per ammorbidirla.
Versala poi in padella:

Mescola tutto bene e cuoci la pasta, che devi tirare fuori un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione. E senza buttare l’acqua di cottura, che ci serve.

Riversa i pennoni in padella insieme alla provola.

Non tutta insieme: aggiungine un po’ per volta, mescola e aggiungine ancora fino a quando sei soddisfatto. Come dicevo, le dosi vanno dai 180 ai 250. Vedi tu quando fermarti.
Deve diventare un paciugo, una roba tutta azzeccosa o, in italiano, una specie di blob (e manco questo è italiano).

Ecco la mia, con i 180 grammi di provola:

Altra foto:

Prepara i piatti ed è proprio un peccato che non abbia la macchina fotografica (ma dovrebbe tornare entro pochi giorni) perché era molto, molto più bella di così:

Ciao e buon appetito?

No. Perché da oggi ti darò tutti i valori nutrizionali di quello che stiamo mangiando. Ovviamente questi valori sono calibrati con i 180 grammi di provola e non con i 250.

Valori nutrizionali per una porzione (le mie ricette sono sempre pensate per due porzioni). Ossia, se sei un ritardato matematico, questi valori sono riferiti alla metà della pappa che abbiamo preparato oggi. Insomma, al tuo cazzo di piatto.

Calorie: 1103.
Carboidrati: 104 grammi.
Proteine: 49 grammi.
Grassi: 54 grammi.

Ora hai la conoscenza, sei libero di ingozzarti di provola e di sensi di colpa.

Il nostro motto.

Ciao e buon appetito!

Fusilli con fave, pancetta e provolone (+ il bullismo dei ciccioni)

Cosa penseresti di me se, incontrando una persona in sovrappeso, gli dicessi una roba tipo Ma non vedi come sei ciccione? Devi troppo perdere quei 30-40 chili per tornare a poter essere considerato un essere umano, non vedi che schifo quelle gambe, quelle braccia, quei tripli menti?

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A prescindere, quando dici una roba del genere questo signore entra in scena.

Penseresti che sono una merda. E con ragione, pure. Allora scatta la domanda: perché il comportamento a specchio è socialmente accettato? Ci sono persone grasse che si permettono di insultare quelle in forma, pensando che questo non è in fin dei conti un atteggiamento da stronzi e la tendenza è pensare che quelle parole non sarebbero propriamente insulti, semmai gusti personali.

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Però se dico che questo mi fa schifo, non è un gusto personale. È stigmatizzare chi è diverso da me.

Che il modello da seguire non sia quello Van Damme è chiaro: viviamo in una società che vende pasta senza glutine a chi crede di essere allergico al lievito, spacciandogli il prodotto come pertinente in qualche fottuta maniera che boh. La maggior parte della gente ancora non ha capito che saltare i pasti per poi strafogarsi di budino al cioccolato NON è fare la dieta, bensì solo mangiare a caso.

Te l’hanno detto che bere molta acqua, tra un chilo di sugna fritta ed un paio di buste di cioccolatini da sei quintali, aiuta a dimagrire?

Sui social network dietologi finti e mamme unstoppable spacciatrici di sostanze improbabili sono i profili più in voga. Il sistema facile (ed inesistente) per diventare belli belli in modo assurdo continuando a stare col culo sulla poltrona divorando popcorn al caramello è la nuova coca dei popoli.

In più c’è tutta quella sensibilizzazione sul curvy che se da una parte era pure ora (ognuno deve sentirsi bene con se stesso al di là dell’aspetto esteriore e nessuno deve andare a rompergli i coglioni), dall’altra sta creando questa bolla protettiva di cui parlo spesso, in cui chiudere tutte le persone in sovrappeso. La parola ciccioni è peggio della parola bastardorottinculo e chi la pronuncia è un poco di buono a prescindere.
Però.
Però sai quanti ciccioni vanno dal palestrato e gli dicono Eh, ma sai che fai troppo schifo? Sei troppo grosso. Quelle vene, poi, che escono dalle braccia, che senso. 

Ed il palestrato così.

Oppure ti guardano e ti dicono Le donne muscolose fanno troppo cagare. 
Ed io cosa dovrei rispondere? Cose tipo Anche a me le donne mongolfiera fanno schifo, copriti che mi viene da vomitare?

No, ovvio che no.
Ora ti rivelo un segreto: un insulto rimane un insulto, chiunque sia la persona che lo pronuncia e chiunque sia la persona a cui è rivolto.
Un palestrato, uno che si tiene in forma, uno che fa sport non è immune al giudizio altrui. Anzi, di solito è così ossessionato dal suo corpo che si concentra spesso più sui difetti che sui risultati ottenuti.
Se un ciccione arriva e gli dice Certo che le tue gambe sono deformi, perché il ragazzo in questione non dovrebbe stare male?
Perché una persona che trascorre metà della sua giornata a curare il proprio corpo, non dovrebbe soffrire quando gli si rivolge un insulto?

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I palestrati, gli ebrei del 2019.

A dirla tutta ha più senso che stia male chi cura il proprio corpo, che uno che se ne sbatte: tu lo stai solo trasformando in una busta di merda, quel corpo lì, in teoria se io ti dicessi che SEI una busta di merda non ti starei manco insultando. Starei solo enunciando un fatto. E tu lo sai, che sei una busta di merda, sono anni che ASPIRI a diventarlo!

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Se non la pianti di insultare i fisicati, mi metto a ridere per gif del genere, come fanno le persone crudeli.

Però no. Però il bullismo dei ciccioni – che esiste e non me lo sto inventando per fare incazzare un lettore che manco esiste – è sempre più dilagante. Non sul web, il regno dei senzafaccia: no, nella realtà vera.
Ah, le donne con le gambe muscolose fanno schifo. No, le donne devono essere morbide, tu c’hai una pancia durissima, che schifo. Che schifo le braccia muscolose, in una donna.
E chi te lo dice a malapena riesce ad entrare nella metropolitana, talmente è grasso.

L’attività fisica di certa gente.

Bisognerebbe anche piantarla di pensare che Fisicato sia sinonimo di Coglione.
Magari fosse così semplice.
Sei coglione se sei magro.
Sei coglione se sei ciccione.
Sei coglione se sei palestrato.
Questo perché corpo e mente vanno coltivati in maniera diversa e non c’è alcuna correlazione.

Molti individui usano così poco il cervello che questa ricetta, forse, dovrei metterla online. Almeno così sapranno come riciclarla, tutta quella materia cerebrale.

Sì, lo so che tu sei una persona intelligente e non l’hai mai pensato. Ma ne ho incontrati di deficienti che ripetono ‘ste nefandezze manco fossero verità rivelate da Pazuzu.

Quindi azzererei un po’ tutto, qualunque sia il tuo fisico. Inviterei TUTTI a muovere la bocca solo se interpellati e sempre nel rispetto dell’altro: un insulto è un insulto e francamente il tuo giudizio non ha alcuna valenza. Tientelo per te e prenditi questo piatto di pasta, che stasera ti ho preparato ‘sta roba ed ora te la mangi.

Ebbene sì: sono tornate le fave. Quindi subito ricetta nuova.

Lo sfavamento già lo trovi qui, ma non che ci sia molto da dire: io non tolgo la pellicina, né il cappellino. E le cuocio meno possibile, proprio il minimo minimo minimo.

Se sei tra quelli che prima bollono le fave, poi le spellano e poi le ripassano in padella ti do una notizia scioccante: a te fan cagare le fave.
Quindi mangia qualcos’altro e pace e bene.

Go, go, go!

Ti voglio carico.

Per preparare dei fusilli con pancetta, fave e provolone, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di fusilli;
  • 100 grammi di pancetta arrotolata, tagliata a dadini. Quella cicciosa, per capirci. Ti può sembrare tanto ma non lo è e pure una pancetta super salata renderà di brutto, quindi niente preoccupazioni;
  • 400 grammi (circa) di fave. Comprane un paio di chili, dovrebbero essere sufficienti (anzi, ti avanzerà);
  • 20 grammi d’olio;
  • 100 grammi di provolone piccante;
  • uno spicchio d’aglio;
  • un po’ di maggiorana, pepe.

Partiamo con lo sfavamento.
Che è una roba noiosa, ma ci tocca.
Ecco cosa otterrai:

Ora metti l’acqua della pasta a bollire.

Grattugia il provolone.
Taglia a dadini la pancetta, dadini non troppo grandi.

In una padella versa 20 grammi d’olio e fai soffriggere uno spicchio d’aglio scamiciato ma intero ed un po’ di maggiorana.

Aggiungi la pancetta.

Falla friggere finché sarà croccante e cambierà colore. Usa una fiamma media.

Leva l’aglio ed aggiungi le fave.

Le fave hanno bisogno di pochissimi minuti di cottura (5, circa), quindi mescola spesso, falle andare per il tempo che occorre e poi spegni la fiamma, in attesa della pasta.

Dopo 5 minuti di cottura non cambieranno faccia più di tanto:

Nel caso fossero molto grandi (e quindi un po’ durette), puoi proseguire la cottura per altri 2-3 minuti. Non di più però.

Riaccendi la fiamma sotto la padella un minuto prima dell’arrivo della pasta, facendo in modo che sia calda.

Fai saltare la pasta giusto 30 secondi, per farle conoscere tutto il condimento.
Poi spegni, allontana la padella dal fuoco e lascia riposare il tutto per un minuto, per fare abbassare la temperatura. Ora caccia dentro 50 grammi di provolone.

Mescola bene, facendo sciogliere il formaggio. Infine, aggiungi del pepe.

Prepara i piatti e su ogni porzione metti dell’altro provolone (ed ulteriore pepe, se occorre).

Ecco cosa dovresti avere davanti a te:

Ciao e buon appetito!