Focaccina con kiwi, prosciutto cotto e rucola (+ Manzoni ed i monatti erano delle perzone falze)

Leggo sempre più spesso di gente che da mangiatrice di merda diventa vegana e si sente rinata. Talmente rinata che – pensa! – passa dall’ammalarsi 15 volte al mese all’ammalarsi soltanto 10 volte al mese.
Soltanto.

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L’unica reazione possibile.

Ora, già non mi sembra normale ammalarsi così spesso proprio in generale, poi essere addirittura CONTENTI perché si è sempre lebbrosi però nutrendosi di tofu, mi sembra assolutamente ridicolo.
Il corpo ci dà dei segnali quasi sempre, quando non ci sopporta più. Le intolleranze (che non mi stancherò mai di ripetere che NON SONO allergie) sono uno di quei segnali, ma poi ce ne sono molteplici: il mal di pancia, l’emicrania, la spossatezza, il cagotto.
Se tu ti ostini ad ignorare questi segnali e continui a comportarti male, ti ammali.
Se da mangiatore di merda a vegano le cose non cambiano ma tu sei contento, ciò significa due cose: che non ti ricordi più cosa vuol dire stare bene sul serio ed è inutile che simuli euforia per il tuo stato di lebbroso e che, soprattutto, c’è qualcosa che non va.
E no: non era colpa del glutine, del lattosio e manco di mia nonna con le sue polpette al sugo.

Diglielo, Senua. Povere polpette, poi.

Il mio consiglio è quello di smettere di drogarti di falsi miracoli salutisti da web ed iniziare a muovere il culo. Perché, tanto per cambiare, la vera strada per il benessere è l’attività fisica.
Non sono mai stata una persona che si ammala molto spesso, questo è vero. Ma da quando ho iniziato con gli allenamenti sono tanti i vantaggi, a parte quello ovvio di sfondarmi di torta al cioccolato senza ingrassare.
Quali?
Soffrivo di emicrania, per esempio. Tuttavia, dato che la cervicale ora è molto sollecitata, non mi ammazza più. Manco nei giorni di umidità estrema. In pratica sono diventata immune.

Se soffri di emicrania, questo già potrebbe essere uno stimolo per iniziare a faticare.

Ero del tutto stitica.
Se andavo in bagno tre volte a settimana – e pure male – era un record mondiale.
Adesso tutto a posto: il corpo gestisce meglio le risorse, getta quel che non serve ed usa ciò che trova utile.
Per me questo era un grosso problema, non so come ho fatto a vivere tutti quegli anni in quello stato.

Ecco uno stitico che si è convinto.

Infine l’unico modo per farmi ammalare è prendere il tetano tramite morso di gatto (true story) o incontrare un vecchio che mi sputa in faccia.
Punto.
Soffro anche molto, ma MOLTO meno il freddo. Che non guasta, quando vivi in una casa di campagna senza riscaldamento.

Perché la realtà è che l’alimentazione è senz’altro importante, ma muovere il proprio corpo lo è molto di più. Diventa più attivo, più voglioso di fare cose ed a quanto pare rende il sistema immunitario una roccia.

Go, go, go!

In più, in maniera laterale, ti toglie un sacco di vizi che rendono faticosa l’attività fisica: io ho smesso di bere, dormo 9 ore a notte e mi sveglio molto presto al mattino, vivendo la giornata in maniera molto più piena di prima. Anche questi cambi di abitudini aiutano a stare meglio in generale.

Poi sì, mangi quel cazzo che ti pare senza doverti far troppe menate, il che non guasta.
Quindi basta andare in giro a vantarti del tuo veganesimo che ti ha permesso di contrarre la peste SOLTANTO 5 volte in un anno (quindi Manzoni ed i suoi monatti erano perzone falze, pulizia kontatti subito11!!) e riprendi in mano un attimo la ragione.

Ed ora vai di panino.

Da preparare con la faccia da drogato di Pippo.

Aggirandomi nel deep web ho trovato questa idea di Il grembiulino Infarinato e gliel’ho rubata subito: non ho usato un bignè ma una focaccina, ma son piccolezze.
Lì dentro c’erano gli accostamenti assurdi che piacciono tanto a me, quelli che sembrano a caso ma poi invece sono buoni e basta e compatiamo chi non ama il rischio e si mangia sempre il solito, trito, ritrito (ma mondiale, certo) panino con la mortazza.

Gli accostamenti che non ti aspetti che piacciono tanto ai Kaiju.

Go, go, go!

Per preparare una focaccina con prosciutto cotto, rucola e kiwi hai bisogno di :

  • una focaccina. Ma pure un panino a tua scelta o un bignè salato, come nell’idea originale;
  • 100 grammi di prosciutto cotto. Per me il migliore è il Parmacotto e devo dire che ultimamente ho provato il Beghelli e non mi è dispiaciuto, pure se è quello straeconomico e strapieno di coloranti;
  • qualche kiwi e che siano maturi. Troppo acidi non vanno proprio bene;
  • rucola. Ne serve poca, io ho comprato una busta da 80 grammi e se ne ho usata un terzo è tanto. No, non ho trovato quella fresca.

Porta tutto sul tuo tavolo di lavoro. Pela i kiwi e tagliali a fette.
Se vuoi scaldare la focaccina, fai. Puoi farlo sia al forno (a 200 gradi, per pochissimi minuti) che in padella (senza aggiungere grassi, devi solo tostarlo).

Una foto d’insieme degli ingredienti:

Taglia a metà la focaccina e adagia il prosciutto su una fetta.

Aggiungi la rucola.

Infine un po’ di fettine di kiwi.

Chiudi il paninazzo e basta, abbiamo finito.

Ciao e buon appetito!

Yogurt al mirtillo pasticciato.

A quel qualcuno che pensa che un altro post sugli yogurt con dentro tuttecose sia superfluo, esprimo tutto il mio vivo disappunto.

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Per l’occasione mi vesto da pinguino e gli urlo in faccia questo.

Ormai tra bibbbitoni e dolcetti ti sto donando un sacco di spunti per il pranzo. Ultimamente sto sperimentando più dopo la palestra che durante gli strafoghi della cena. Però non si può vivere di soli toast e sandwich, bisogna dare spazio a yogurt e frutta che fanno tanto, tanto bene.

Noto un po’ di disappunto dai fan dei paninazzi.

Hai già imparato a gestire lo yogurt bianco in questo post qui, ma mi sembra giusto darti una mezza idea anche per usare quelli alla frutta. Una volta assimilato questo concetto difficilissimo, non ti preoccupare: come è nostro stile ne costruiremo un altro pieno di cagate assurde, da smarties a coco pops.
Un passo per volta, che poi ci esplode il cervello.

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Autoritratto.

Go, go, go! 

Per preparare uno yogurt al mirtillo pasticciato hai bisogno di:

  • 170 grammi di yogurt al mirtillo, quello greco. Io uso il fage, ormai lo sai.
  • 100 grammi di mirtilli. Questo ti fa capire che, se non ti piace il mirtillo, puoi scegliere un altro gusto di yogurt ed unire la frutta di conseguenza. Yogurt alla banana + banana, per dire;
  • un kiwi. O un altro frutto a tuo piacere;
  • qualche goccia di latte;
  • 30 grammi di Frosties. Oppure 15 grammi di Frosties e 15 di orzo soffiato. Oppure 30 grammi dei cereali che vuoi;
  • 30 grammi di frutta secca mista;
  • 8 nocciole tritate.

Comincia a prendere tutto l’occorrente e portalo sul tavolo da lavoro, così non ti alzi cento volte.

Versa lo yogurt in una ciotola capiente ed ammorbidiscilo con un goccio di latte. Proprio un goccio, quello che occorre per renderlo un po’ più cremoso.
Spacca le noci, rompile a pezzetti e taglia il kiwi a pezzetti.
Butta tutto dentro alla ciotola, insieme ai mirtilli freschi.

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Versa dentro la frutta secca ed ammira la scatola dei Frosties.

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Aggiungi i 15 grammi di Frosties:

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E caccia dentro pure i 15 grammi di orzo soffiato.

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Mescola bene e, se ti sembra troppo papposo, aggiungi un altro goccio di latte per ammorbidire il tutto.

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Mescola, mescola e mescola e basta, puoi fare merenda.

Hai mai visto tanta bellezza colorata in una sola scodella?

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Ora puoi rilassarti e mangiucchiare davanti al tuo film di Harry Potter preferito.

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Certo che però una salsiccia nello yogurt al mirtillo è una scelta peculiare.

Ciao e buona merenda!