Il brodo di pesce (preparazione di base, tutorial).

È quasi Natale!
Quindi nei blog di cucina si possono mangiare solo 2 cose: l’insalata russa (di Natale) e gli alberelli (di Natale) di pasta sfoglia (sempre di Natale). Quando proprio OSANO, allora ti propongono un fantastico tronchetto (di Natale) al salmone affumicato (sempre di Natale).

La tristezza che ti coglie quando scopri che esistono anche le pizze a forma di stella (di Natale).

Se pensavi di correre dal Kaiju per avere una tregua, purtroppo mi spiace deluderti. Sto mangiando merda contornata di merda, quindi credo che anche tu preferiresti il silenzio piuttosto che replicare i miei ultimi esperimenti.
La sera in cui ho preparato questo brodo di pesce che ti sto per proporre (esatto, brodo di pesce, oggi ti propongo una preparazione di base che forse un giorno ti verrà utile) ho mangiato un risotto alla pescatora che ho buttato giù nello stomaco letteralmente a calci in culo.

Non è stata una cena facile.

Te lo dico: non vale la pena preparare tutto quel pesce e poi buttarlo nel risotto. Tre ore di procedimento, rottura di coglioni, mezza cucina sporca e poi la noia alla seconda forchettata.
No, non ti darò la ricetta.
No, non andartela a cercare.
Accetta il coniglio, per questa volta.

Non mi deludere, niente risotto alla pescatora. 

Detto questo ti ricordo che qui trovi il procedimento per il brodo di carne e in questo link qui quello per il brodo vegetale (arricchito dai funghi secchi).

Poi c’è sempre il dado, ma avere la conoscenza male non fa.

Tieni conto che quasi tutto quello che inserisco nella lista degli ingredienti è variabile. Dipende dal tipo di piatto che stai preparando: non è che ti vai a comprare i gamberi solo per creare il brodo. Quindi prendila un po’ così, come un’indicazione che può servirti nel caso in cui.

Go, go, go! 

Tutti in cucina!

Per preparare un brodo di pesce hai bisogno di:

  • la lisca e la testa di uno scorfano o di una gallinella. Questo serve proprio per il brodo, di carne ce ne sarà pochissima. Lo considererei un ingrediente di base;
  • il carapace e la testa di gamberi o gamberetti o crostacei vari;
  • il liquido di cottura delle cozze e vongole;
  • 5 o 6 granelli di pepe nero;
  • liquidi vari ed eventuali di pesce che stai cucinando (seppie, calamari, etc);
  • 10 grammi d’olio;
  • 100 grammi di vino bianco;
  • una costa di sedano;
  • una cipolla;
  • una carota;
  • uno spicchio d’aglio;
  • qualche pomodorino (quattro o cinque);
  • sale;
  • 2 litri d’acqua.

Innanzitutto prendi il pesciolino e devastalo.
Devi tagliare tutta la carne (che userai per altre preparazioni), separandola dalla lisca. Lo fai tranquillamente con un coltello, senza particolari istruzioni.

In una pentola grande, di cui possiedi un coperchio, versa un cucchiaio d’olio e metti dentro uno spicchio d’aglio intero, schiacciato e in camicia.
Metti anche la carota, il sedano e la cipolla tagliate in maniera molto grossolana.
Accendi una fiamma media e fai soffriggere per un minuto.

Aggiungi poi anche tutti i resti di gambero, la testa del pesce e qualsiasi scarto tu abbia. Anche con le spine.

Schiaccia le teste di gambero con un cucchiaio (così rilasceranno il liquidotto) ed aggiungi anche i pomodorini tagliati a pezzetti e del pepe nero in grani (senza esagerare, giusto 5 o 6).
Infine versa i 100 grammi di vino bianco.

Alza leggermente la fiamma e fai evaporare la parte alcolica.

Adesso puoi versare 2 litri d’acqua. Metti il coperchio e porta ad ebollizione.

Appena bolle, sposta la pentola su una fiamma più bassa e fai cuocere per 45 minuti. Sempre col coperchio e sempre con un calore sufficiente ad un sobbollore.

Durante questo tempo, se stai cucinando del pesce, versa i vari liquidi all’interno della pentola. Usa sempre un colino, per filtrare sabbia o ulteriore pepe.

Basta, non ti resta che aspettare.
Dopo 45 minuti ti tocca filtrare il brodo da tutta la roba che c’è dentro. Fallo travasando il brodo in un’altra pentola ed usando uno scolapasta:

Rimetti il tuo brodo sulla fiamma e tienilo in caldo per qualsiasi cosa tu stia preparando.

Ti scriverei il solito ciao e buon appetito, ma non c’è un cazzo da mangiare. Suonerebbe un po’ una presa in giro.
Quindi… ciao e basta (di Natale).

Tagliatelle panna e salmone (vs i saggi consigli dei pesaculisti)

È umanamente impossibile saltare per 30 minuti di seguito, dicono.

Siamo sicuri?

Ok. Compro una corda, dopo appena tre sessioni salto addirittura per un’ora. Dopo una settimana e mezza aggiungo pure le cavigliere da un chilo e mezzo, per intensificare l’esercizio.

Il giorno di riposo è la parte più importante dell’allenamento. I professionisti si allenano a giorni alterni, a volte anche di meno. Così affermano i grandi opinionisti.
Ok. Peccato che io non mi fermi mai, mi alleni tre ore al giorno e stia benissimo. Sarò la reincarnazione di Jury Chechi?

Yuri ognuno lo scrive un po’ come gli pare.

Del tutto inutile allenarsi senza una dieta equilibrata. Bisogna mangiare pasta integrale, niente grassi saturi e tante proteine. È il saggio consiglio di Marianno, 30 chili in sovrappeso e pesaculista convinto.
Ok. Mi sfondo di Mars ed ottengo degli addominali che non sono quelli di Boyka, ma quasi.

Se non hai visto Undisputed IV rimedia subito.

Oggi siamo qui per sfatare tutti quei luoghi comuni che serpeggiano nelle teste delle persone e nei siti di sport-alimentazione.

Veloce riassunto dell’esistenza di Pizzakaiju: grassona fino ai 22 anni (arrivavo quasi a 90 chili), lunga vita di dieta senza sport. Ogni tanto iniziavo qualche cosa (corsa, nuoto, minigolf), prendevo subito peso, mi deprimevo, smettevo.
Tre anni fa, raggiunta una magrezza abbastanza ok, inizio ad allenarmi. A casa. Piccoli pesi, un po’ di yoga, il wii fit.

Io avevo la forma di Kirby.

In pochissimo tempo, con un allenamento comunque piuttosto scarno di un paio d’ore misere per tre volte a settimana, ho cambiato leggermente fisico ed ho capito pure che lo sport è una figata.

Da lì ho iniziato ad aumentare sempre di più: pesi sempre più grandi, diversificazione dell’allenamento, studio dei possibili cambiamenti per sviluppare muscoli differenti.
Piano piano si arriva all’allenamento di adesso, che è il più completo che per ora sono riuscita ad organizzare. Tre giorni alterni.

  • Giorno 1: manubri da 8 chili, gambe con cavigliere da 2 chili. 50 ripetizioni per gli esercizi delle braccia, 100 per quelli delle gambe. Trazioni, addominali, flessioni e 30 minuti di corda o bici. Il tutto mi tiene impegnata almeno 3 ore.
  • Giorno 2: utilizzo del macchinario per i muscoli della schiena e delle gambe. 50 ripetizioni alzando il peso massimo possibile. Trazioni, addominali e 30 minuti di corda o bici;
  • Giorno 3: allenamento al sacco per un’ora e mezza (40 minuti di pugni ed il resto calci), trazioni e 30 minuti di corda e bici.

Senza riposo, mai.

Un mio spirito guida.

In questi tre anni non ho controllato per niente il cibo ingerito, anzi, l’ho raddoppiato. Mangiando schifezze senza ritegno, dalla pizza al burro d’arachidi fritto.
Da qualche tempo i risultati sono rallentati: ho poco grasso ancora resistente, soprattutto nelle gambe. E non se ne va.
Siccome stavo cercando un modo per accelerare i miei risultati ho provato a dare retta al mondo.
Negli ultimi 2 mesi ho seguito dunque tutti quei saggi consigli che chiunque ti dà, pure se non ha mai alzato il culo dal divano negli ultimi 7 anni. Devi valutare i nutrienti, mica solo le calorie. Bisogna mangiare poco a cena ed avere un pranzo equilibrato. Elimina i dolci e fai colazione, il pasto più importante della giornata.

Di solito rispondevo così… ma perché non provare?

Risultato? Il grasso che avevo faticosamente fatto diminuire i 2 mesi prima, a suon di allenamenti e buondì fritti nella sugna, è tornato. In più ho avuto giornate molto sonnolente (cosa per me non normale) e difficoltà intestinali (altra roba fantascientifica).
Ho preso due chili che, per quanto uno possa pensare che in mezzo ci sia anche un aumento di massa muscolare, senz’altro del grasso c’è lo stesso.

Quindi io sono qui per dirti che è inutile che stai lì a cercare risposte nel web e nelle parole degli altri, pure nelle mie. Gli articoli del web sono innanzitutto scritti pensando non allo sport di per sé, bensì al dimagrimento. Quasi ogni approfondimento è strutturato pensando che tu sia lì per iniziare dopo un’esistenza di riposo assoluto e dando per scontato che tu sia un barile di liquami puzzosi che ha deciso di sembrare meno schifido durante le vacanze al mare.

Ma la domanda non era tipo I sogni aiutano a vivere o La vita è un sogno?

Fare sport è bello di per sé. Questa frase non la vedrai scritta in quei siti lì: cercheranno solo di donarti un bignamino per perdere peso nel minore tempo possibile, ossia nella maniera più imbecille che ci sia.
Non è vero che gli sportivi professionisti si allenano 15 minuti alla settimana e non è manco vero che mangiano sano per forza. Dipende dai gusti, dal metabolismo, dall’atleta.
Non è vero che se ti senti stanco devi riposare. Il corpo si adatta a tutto ed in maniera velocissima. Quello che conta, semmai, è il cibo. E quello conta per davvero.

La regola d’oro è Moderarsi.

Non puoi pensare di fare 3 ore di sport al giorno senza tre pasti soddisfacenti al giorno. E se mangiare una bistecca coi piselli a pranzo non ti piace e preferisci il panettone, non vedo perché dovresti privartene.
Se non ti piace mangiare a pranzo e se ti senti male se salti la cena , non è che devi dare retta a quelli che divorano 6 pacchetti di patatine al giorno però ti fanno la morale.

Innanzitutto bisogna capire che non c’è una regola perché ogni corpo è a sé. Reagisce diversamente ad ogni stimolo: al digiuno, al troppo cibo, allo sport, al riposo, al caldo, al freddo. Ad esempio non è vero che bisogna bere 2 litri d’acqua al giorno per stare bene, non è che devi sforzarti: bevi quando hai sente, il corpo te lo dice tranquillo quando ne ha bisogno. A meno che tu abbia qualche malattia particolare.

Tipo quella delle ossa grosse.

La gente mi dice spesso che non ho bisogno dei dolci, è solo abitudine e mi domando da dove possa uscire la necessità di quest’affermazione. C’è qualcuno che crede che i dolci siano un bisogno? Bah. Io non ne ho mica bisogno. Come non ho bisogno delle lasagne al ragù: semplicemente mi piacciono. E siccome mi faccio un mazzo tanto e so che brucio, con il movimento, pure mia nonna cotta al vapore, perché dovrei smettere?
Per questioni di salute, mi dicono.

Molto interessante.

Ah, perché se vengo a controllare nella tua dispensa pensi che siccome non hai le merendine allora mangi bene? Pensi davvero che il Philadelphia sia un formaggio light e sano, per esempio? E vogliamo parlare dello scatolame che custodisci tanto gelosamente? La panna? Qualsiasi salume e carne allammmerda (con animali allevati chissà come) che hai nel frigo? E dell’automobile, che sicuramente hai? E del fatto che vivi in città, quasi certamente?
Insomma, proprio a me devi scassare le palle, perché mangio le merendine a pranzo invece di mangiarle nel pomeriggio, come hai fatto tu dopo un pranzo carico di tortelloni con la panna?

Dai, vai a cagare, te e le tue patatine fritte biologiche.

Regola numero 1: sono ben pochi quelli che hanno un’alimentazione davvero corretta e sono ancora meno quelli che praticano dello sport, tra quelli che predicano.
Chi fa sport di solito si fa i cazzi suoi, sperimenta sul proprio corpo per cercare un equilibrio ed è tendenzialmente così disperato per i suoi risultati che col cazzo pensa a rompere l’anima agli altri.

La disperazione di chi si allena spesso e non è mai contento.

Io sto andando per tentativi.
Mi alleno e cerco di mangiare quello che mi va, senza esagerare. Al momento sto provando il tris Colazione molto abbondante – pranzo tranquillone – cena in cui tutto è concesso. Vedrò se funzionerà soltanto tra qualche mese. Perché tutto è a lungo termine: già quelli che ti promettono risultati in 4-5-massimomassimo8 settimane sono dei cazzari che manco Wanna Marchi.
Quel che è certo è che io non ho consigli, se non quello di fregartene dei consigli. Bisogna valutare se stessi, constatare come il corpo reagisce ai vari stimoli e cercare la strategia migliore per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Non con la dieta della rinuncia – il male per ogni sportivo -, bensì con l’equilibrio.

Anche perché mica sempre si riesce a scansare tutte le torte che ti tirano addosso. A volte mangiarle è questione di cortesia.

D’altra parte una certezza c’è: i risultati sono proporzionali all’intensità dell’allenamento ed alla sua frequenza. Se qualcuno vi dice che allenarsi tutti i giorni porta al deperimento dei muscoli potete far scattare le pernacchie, tanto sono tutte stronzate (e di solito l’unico allenamento fatto dal tizio/tizia è quello di alzarsi per andare al cesso, tra una sessione intensissima di tv e l’altra).

Poi dipende sempre dalla routine quotidiana: se si ha un lavoro impegnativo, è senz’altro impensabile allenarsi ogni giorno senza stressarsi nella mente e nel corpo.

Ah, già che son qui parliamo di quelle meravigliose bilance che dovrebbero calcolare quantità d’acqua nel corpo, massa grassa e massa magra. Spoiler: non funzionano.
Ne ho usata una economica per qualche tempo e i valori non cambiavano mai. Andando a logica, posso capire anche il perché: non ho avuto cambi di peso repentini, ho solo sostituito il grasso con i muscoli. In tre anni di sport ho aumentato di due chili complessivi. Queste bilance (almeno quelle economiche) sono probabilmente pensate per rassicurare un ex ciccione o un ex secco che decide di fisicarsi, ma senz’altro non sono pensate per fornire dati realistici a chi semplicemente trasforma il corpo non in maniera drastica.

Prima di scoprire Cicalone, la parola Ciccione era una parola che dicevo sottovoce. Adesso no, adesso sono una persona orribile.

Spero di aver sciolto un po’ del tuo stress da sportivo e di aver eliminato il senso di colpa che provi ogni volta che apri il barattolo di burro d’arachidi.
Ora possiamo mangiare con gioia.

Eseguire questo esercizio tutti i giorni può aiutare a rafforzare i polsi.

Nel periodo di natale in giro ci sono solo tre ricette: l’insalata russa, gli alberelli di natale costruiti un po’ con qualsiasi cosa e la pasta al salmone.
L’insalata russa mi fa schifo, gli alberelli di natale sono la tristezza culinaria di questo millennio… però la pasta al salmone a me piace.
Quindi ecco la mia versione.
Go, go, go!

Dai, ti risolvo la serata.

Per preparare delle tagliatelle panna e salmone, per due persone, hai bisogno di:

  • Tagliatelle per due persone, che puoi costruirti seguendo questa ricetta. Ti servono 200 grammi di farina 00 e 2 uova (a temperatura ambiente);
  • 200 grammi di salmone affumicato;
  • prezzemolo;
  • 200 grammi di panna fresca;
  • pepe, sale;
  • 25 grammi di burro;
  • mezza cipolla rossa.

Parentesi sulla panna. Mai usare quella a lunga conservazione, a meno che tu sia proprio costretta: è più papposa, meno cremosa, più invadente. Certo, è anche enormemente meno calorica, ma vale la pena ingerire un po’ di grasso in più se il risultato è migliore.
Nelle foto vedrai, purtroppo, quella schifida. Al supermercato era finita quella buona, ho dovuto abbozzare.

La reazione della commessa quando ha visto la mia disperazione.

Innanzitutto prepara le tagliatelle come ti ho insegnato qui. 
Ricordati di non usare uova fredde, di impastare per dieci minuti e di lasciare riposare l’impasto per almeno 30 minuti (60 è pure meglio). 

Fatto? No? Ok, chiamami, io vado a fare altro.

Tipo giocare al mio nuovissimo titolo preferito.

Ok.
Metti l’acqua della pasta a bollire. Aggiungici anche 2 cucchiai d’olio, serviranno a non fare attaccare la pasta. 

Mentre attendiamo le bolle, prepariamo gli ingredienti.
Trita il prezzemolo.
Trita la cipolla.
Riduci a pezzetti il salmone e tienine da parte circa 30 grammi per decorare i piatti. 

Ci sono quasi le bolle? Facciamo la crema.
Caccia 25 grammi di burro in una padella e falli sciogliere a fiamma medio bassa.

Unisci la cipolla e, girando spesso, falla ammorbidire.

Devi starci dietro, perché il burro tende a bruciarsi facilmente: quindi fiamma medio bassa e gira spesso.

Dopo qualche minuto aggiungi in padella metà del salmone affumicato.

Fai insaporire circa per un minuto. Poi versa la panna.

Mescola bene, aggiungi sale e pepe.

Nel caso della panna a lunga conservazione ti basta aspettare che sobbolla. Con quella fresca ci vorrà qualche minuto in più per farla addensare.

Quando ottieni una bella consistenza cremosa puoi buttare la pasta.
Le tagliatelle hanno bisogno di 30 secondi esatti per essere pronte: cacciale nell’acqua, conta fino a 30 e poi scolale, senza buttare l’acqua di cottura. 
Riversale nella padella. In questo momento unisci anche il prezzemolo tritato ed il rimanente salmone (ma non i 30 grammi per decorare il piatto, mi raccomando).

Usa una fiamma medio alta e mescola il tutto, bagnando con l’acqua nel caso fosse troppo asciutto (con la panna fresca non accadrà, con quella a lunga conservazione probabilmente sì).

Impiatta, cospargi ogni porzione con del pepe e concludi con il salmone tenuto da parte.
Ecco cosa dovresti avere davanti:

Siccome non è una foto molto carina, ecco una forchettata che fa venire più fame:

Ciao e buon appetito!

Pizzetta KEVIN!

Quella sensazione che ti piglia quando sei a letto e pensi di avere dimenticato qualcosa.
La porta è chiusa? E le persiane? Ho spento tutti i fornelli? Il gatto è dentro o fuori?

Poi l’illuminazione.
Certo che hai dimenticato qualcosa. E quel qualcosa è sempre la stessa, ormai dal 1990 ad oggi:

KEVIN!

Sì, lo so che per voi è davvero Natale quando in televisione trasmettono Una Poltrona per Due. 
Però per me non è così. Anzi, se devo proprio dirlo, a me Una Poltrona per due fa proprio schifo.

E non cominciare ad insultare!

Non festeggio il natale, non addobbo l’albero, non preparo il presepe e manco stappo lo spumante a mezzanotte dell’ultimo dell’anno (di solito, anzi, mi addormento alle dieci).
Nella vita del Kaiju non c’è posto per lenticchie e cotechino (che magari vengono divorati a ferragosto), né per cenoni di famiglia e tombole e pacchi regalo.
Sì, la vita del Kaiju è una vita da Grinch.
Lo stesso, Mamma ho perso l’aereo è uno dei film della vita.

E sì, lo so che pure in una Poltrona per due si mangia la pizza.
Ma vuoi mettere tra ‘sta cosaccia qui…

… e questa qui?

Quindi ho deciso di inaugurare il mio personalissimo rito natalizio e salutare la felice nascita di Gesù Cristo in Croce con la pizza formaggiosa di KEVIN!
Da leggersi sempre urlando, mi raccomando.

Go, go, go! e sigla!

Con questo discorso mi candiderò alla presidenza americana e vincerò.

Useremo una teglia 30×20. 

Per preparare una pizzetta KEVIN!, per due persone, hai bisogno di:

  • 250 grammi di farina per pizze e focacce. Sui sacchi di farina c’è scritto proprio così, se trovi quella con la dicitura macinata a pietra compra quella, che mi è sembrata più decente rispetto alle altre;
  • 7 grammi di lievito di birra fresco;
  • 3 grammi di zucchero o di miele;
  • 125 grammi di acqua tiepida;
  • 5 grammi di sale fino;
  • 25 grammi d’olio extravergine di oliva;

Per condirla hai bisogno di:

  • 30 grammi di parmigiano grattugiato;
  • 100 grammi di mozzarella, più asciutta possibile. Se riesci a trovarne che si possa grattugiare, ancora meglio;
  • 50 grammi di fontina grattugiata;
  • 50 grammi di caciocavallo grattugiato;
  • 100 grammi di gorgonzola;

Partiamo dai tempi.
L’impasto che ti ho dato ha bisogno di minimo un’ora e 45′ di lievitazione: la prima ora come palla, i 45 minuti già stesa in attesa del pomodoro. Se vuoi puoi anche allungare la prima lievitazione a due ore: non cambia molto, dipende come ti sei organizzata (a volte un’ora in più può fare comodo). I 45 minuti, invece, rimangono intatti.
Non starò qui a ripetere tutto il procedimento, perché lo trovi qui.
Facciamo finta che tu abbia impastato per dieci minuti, fatto lievitare una o due ore, steso la pasta e fatto lievitare nuovamente per altri 45 minuti.

Mentre ti aspetto, gif da intervallo.

You want me to break something else?

Accendi il forno a 210 gradi.

Grattugia 30 grammi di parmigiano e mettili in un piatto.
Su un altro piatto metti insieme fontina, caciocavallo e mozzarella grattugiati (200 grammi totali).

Parentesi sulla mozzarella: ovviamente puoi usare una fiordilatte meno schifida di quelle a cui ormai mi sono convertita io, ma più la mozzarella è buona e meno è adatta ad andare in forno. Pesantezza digestiva a parte, quello che scassa davvero le palle è il latte che esce. La cottura si prolunga e, a volte, può addirittura finire malissimo.

Il mio consiglio è, fintanto che dobbiamo cucinare pizzette discutibili come questa, di comprare quella creata apposta per la pizza. Poiché, in fin dei conti, se tu decidessi di comprare la mozzarella buona, dovresti comunque lasciarla in frigo a spurgare, rovinandola del tutto. Tanto vale comprarla già rovinata, non ti pare?

Ti vedo molto interessata.

Cospargi la pizzetta con il mix mozzarella-fontina-caciocavallo.

Metti qui e là dei tocchetti di gorgonzola, stando bene attenta a distribuirlo un po’ ovunque.

Infine cospargi il tutto con il parmigiano.
Metti in forno: 210 gradi per 20 minuti, modalità statica.
Dovrà diventare bella colorata e sbruciacchiosa:

Tuttavia le pizzette ci regalano il loro meglio da tagliate. E possa incenerirmi la Madonna, se pronuncio falsità:

Siccome l’internet è grande e spettacolare, una persona ha guardato la foto che sto per metterti e mi ha chiesto Che cos’è?

Ancora una e basta, si va tutti a casa.

Ciao, buon Sant’Ambrogio, buona preparazione al Natale e buon appetito!

MERRY NEW YEAR A TUTTI QUANTI!